Un viaggio nel territorio metafisico di Pierfranco Bruni: Dovremmo essere seminatori
Maria Teresa Alfonso
Leggo sempre con interessi gli scritti di Pierfranco Bruni, dove ritrovo parole chiave della sua arte, che mi portano a scavare nelle mie radici. Un confronto fondamento tra la scrittura e l’empatia.
La Letteratura porta alla verità nel racconto di una cultura che è esistenza. Con Pierfranco Bruni la letteratura esce fuori dal realismo,ed entra in una visione antropologica, senza la quale sarebbe solo estetica e avrebbe una funzione esclusivamente esistenziale.
La letteratura, nel nostro scrittore, si avvale dello strumento antropologico, soprattutto con la letteratura dei Mediterranei, in quanto lo studio del e nel territorio penetra nelle radici della memoria.
La letteratura è un mistero, afferma Bruni.
Amare la letteratura con il cuore o con la mente? Infatti: «La letteratura è intrisa di storie, destini e amori come nella vita.» Opoure: «La letteratura dovrebbe essere il filo che unisce verità e bellezza.»
Ma vi è un legame tra letteratura e vita?
«Ciò che resta sono le parole dette e scritte, la letteratura ha bisogno della esperienza di esistere.» D’Annunzio viveva la vita come letteratura e la letteratura come vita senza ipocrisia. Ed è questo che Bruni recupera quotidianamente nel senso della memoria e dell’immaginario.
«Dovremmo essere seminatori non raccoglitori di granelli di terra. Il nostro compito è quello di seminare con la bellezza e con il coraggio di dire la verità.» Un concetto forte che caratterizza gran parte dell»ermeneutica di Bruni.
Il Mediterraneo (o i Mediterranei come afferma Bruni) con la sua cultura abbraccia il mondo greco, arabo ed orientale. Per questo, afferma Bruni, siamo nella realtà di una cultura divergente non conformista.
Bruni riesce a vedere «oltre le maschere dei muri e i tagli nascosti nelle storie.»
Con i suoi iscritti penetra l’anima dei suoi Mediterranei, anche nel suo ultimissimo componimento poetico:
La lampada e il mare, colloca le sue parole al confine tra narrazione, diario di viaggio e prosa poetica. Non racconta una storia lineare nel tempo, ma costruisce un itinerario interiore nel quale, sempre i suoi Mediterranei, diventano il simbolo della memoria, della identità e della ricerca del sè. L’immagine del mare che diventa pianura suggerisce uno spazio sconfinato e silenzioso.
Tunisi, con la sua luce,il suo deserto, e il suo mare, non sono solo scenari, ma sono gli elementi che dialogono con i ricordi, le assenze e il senso del tempo.
Bruni ha la capacità di fondere cultura mediterranea, memoria personale e riflessione filosofica.
Nei suoi scritti Oriente e Occidente s’incontrano, si osservano, si intrecciano, conservando le proprie radici. In ogni suo scritto si tocca la bellezza dell’anima:
» La bellezza è ciò che non riesci ad afferrare ma a donare in ogni alba dei tuoi giorni. La bellezza non la compri al mercato della luna e neppure la trovi nei corridoi delle stelle.»
Con i suoi scritti Bruni ci dona quella bellezza che solo l’arte vera può donare in ognuno di noi che è alla ricerca della tranquillità, che significa pazienza, dell’anima. Un territorio della metafisica che intreccia linguaggi e Tempo.
