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Pierfranco Bruni, “San Francesco d’Assisi. Edificare la Gioia” – Pellegrini Editore. Un libro che illumina con delicatezza

A admin
24 de julio, 2026

Marilena Cavallo 

Con questo saggio Pierfranco Bruni costruisce una soglia. Non un libro da commentare, ma un varco da attraversare.  

Al centro non c’è l’icona di San Francesco, ma l’uomo in cammino. Un giovane che scopre che la vita non si trattiene nelle forme rassicuranti e avverte una chiamata che non è ordine, è sussurro. Una voce che invita a lasciare ciò che è caduco per entrare in un’altra misura dell’esistere.  

È qui il cuore del testo: l’itinerarium mentis in Deum. Non ascesa intellettuale, ma spoliazione. Non conquista, ma liberazione. Francesco non sale verso Dio. Si lascia condurre da una luce che cresce dentro. E in questo movimento Bruni legge la vera rivoluzione francescana: la semplicità evangelica. Guardare i gigli del campo come chi non vuole possedere il mondo, ma abitarlo da creatura.  

La forza del saggio sta proprio in questo. Bruni non spiega Francesco. Lo avvicina. E avvicinando lui, avvicina anche noi a una vita fatta di ascolto, stupore, gratitudine.  Bruni mostra come questo processo non sia un gesto eroico, ma un atto di fiducia. Francesco abbandona ciò che era stato, non per disprezzo, ma perché sente che la vita gli chiede un passo ulteriore. È un abbandono che non ha il sapore della rinuncia, ma quello della nascita. E in questa nascita si rivela una scoperta che il saggio illumina con delicatezza: la semplicità evangelica, quella che Gesù indica quando invita a guardare i gigli del campo, più splendenti del saggio 

Salomone pur senza alcuna fatica. Francesco riconosce in quei gigli un modo nuovo di stare nel mondo: non come padroni, ma come creature; non come costruttori di grandezze, ma come testimoni di una bellezza che non ha bisogno di ornamenti.

La scrittura apre poi un dialogo lungo i secoli. Non erudizione, ma incontro di voci.  

Con i papi del suo tempo, che dovettero misurarsi con una radicalità disarmante.  

Con Tonino Bello, che di Francesco respirava la libertà: parlare agli ultimi senza paternalismo, denunciare senza durezza.  

Con Benedetto XVI, Papa Francesco, Leone XIII: tre modi diversi di riconoscere che la santità non è un altrove, è forma di vita quotidiana.  Con Francesco di Paola, Antonio di Padova, Bartolo Longo: austerità, parola, redenzione. Tre vie, una sola grazia.  

Con María Zambrano e Francesco Grisi: la ragione che torna luminosa e la vita che si fa canto.  

Nelle pagine più poetiche Bruni lascia parlare i simboli.  Il Cavaliere errante a cui Francesco non chiede di spezzare la spada, ma di orientarla: la vera forza è custodire la pace.  

Il *lupo di Gubbio* a cui non si spara: gli si parla. Perché anche la paura ha un linguaggio, e il male si scioglie nell’incontro, non nella violenza.  Il dialogo tra Tommaso da Celano e Bonaventura: il granello del quotidiano e la lampada della teologia. Insieme restituiscono un Francesco intero: mistico e uomo del popolo.  

Tre fili tengono insieme la trama finale.  

La Perfetta Letizia: non emozione, ma postura. Gioia che resta anche nell’essere fraintesi e respinti, perché non dipende dagli esiti.  Sorella Provvidenza: presenza discreta, pane condiviso, riparo improvviso. Ricorda che la vita è custodita anche quando sembra esposta al vento.  .Il Cantico della luce: sguardo che riconosce in ogni creatura un riflesso del mistero. Bellezza non come ornamento, ma come rivelazione.  

Bruni non chiude con risposte. Apre con possibilità.  La sua scrittura suggerisce, accarezza, fa spazio. E ci consegna un Francesco che non appartiene al passato: appartiene a chiunque oggi senta una chiamata senza nome.  È un saggio che definirei un racconto lungo non solo sulle tracce di Francesco. Ma è il Francesco lungo le vie di Pierfranco Bruni. Un testo fondamentale che lascia già dalla seconda edizione un segno indelebile. Un libro imponente. “Edificare la Gioia” è dunque invito.  A lasciare ciò che pesa.  A riconoscere la bellezza nei gigli silenziosi lungo le strade del mondo.  A guardare la vita con occhi nuovi, come se ogni giorno fosse un inizio.  

Leggere questo importante libro un’occasione per rientrare in quel cammino fatto di senso mistico e grazia. Un cammino singolare compiuto da un laico credente che pone al centro il Cristo di Francesco come dimensione di una profondità spirituale ontologica.  In copertina icona di suor Pierpaola Nistri, madre del monastero di Santa Chiara di Grottaglie, saggio introduttivo di Marilena Cavallo, contributo di monsignor don Franco Semeraro.

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