Recensione: «L’atleta della vita» di Vincenzo Di Michele – Il romanzo vero di una donna che non ha mai smesso di credere nel domani


1 agosto 2026
L’atleta della vita di Vincenzo Di Michele, recensione
Il romanzo vero di una donna che non ha mai smesso di credere nel domani
di Goffredo Palmerini
Conosco Vincenzo Di Michele da anni. Ho letto e recensito molte delle sue opere, spesso dedicate alla memoria storica, alle verità taciute della guerra, ai reduci che hanno attraversato la storia con la stessa dignità silenziosa dei grandi protagonisti. Di Michele è uno scrittore che ha sempre saputo ascoltare. Ascoltare i documenti, le testimonianze, le voci che rischiavano di perdersi. Tuttavia con il suo primo romanzo compie qualcosa di diverso, di nuovo, di sorprendente: entra nella vita vera di una donna e la racconta con una delicatezza che non avevo ancora visto così pienamente nella sua scrittura.
Ci sono libri che non si limitano a raccontare una storia, invece la custodiscono. L’atleta della vita, il romanzo di Vincenzo Di Michele, appartiene a questa categoria rara. È un’opera che nasce da un diario reale, da una voce che ha attraversato la vita con intensità, disciplina, amore e dolore. Una voce che l’autore ha saputo ascoltare e trasformare in un racconto limpido, rispettoso, profondamente umano.
Anna – questo il nome scelto per tutelarne la privacy – non è solo la protagonista del romanzo, è una presenza che rimane. Una donna che ha vissuto intensamente, in ogni ruolo che la vita le ha affidato: atleta di livello internazionale, medico appassionato, madre e moglie, professionista rigorosa, anima luminosa di una famiglia che la amava profondamente. E poi paziente oncologica. E poi testimone. E infine voce. Di Michele non la racconta come un personaggio, la accompagna, quasi con pudore. Chi conosce l’autore sa quanto la sua prosa sia abituata a muoversi tra archivi, documenti, ricostruzioni storiche. Qui invece la parola si fa più intima, più raccolta, più rispettosa. C’è la volontà di custodire una vita e di offrirla agli altri come un dono.
Di Michele, autore noto per i suoi saggi storici dedicati alle vicende di guerra, ai reduci, alle verità nascoste del Novecento, compie qui un passaggio decisivo, di grande significato anche sul piano della qualità letteraria. Passa, infatti, dalla storia collettiva alla storia intima di una persona. E lo fa con una scrittura che sorprende per misura, delicatezza e profondità emotiva. Non c’è retorica, non c’è compiacimento nel dolore. C’è invece la volontà di accompagnare il lettore dentro un percorso che riguarda tutti, perché tutti, in un modo o nell’altro, abbiamo incrociato in qualche modo il tornante del cancro nel mondo delle nostre amicizie e talvolta direttamente.
L’atleta della vita è un libro che va letto con calma, distillato parola per parola, frase per frase, per coglierne l’essenza progressiva della storia ma anche il bagaglio di emozioni che reca con sé. Inoltre, c’è l’insegnamento profondo di una donna che, colpita dal tumore al seno, da medico lo studia, lo propone come esempio di “terapia” aggiuntiva a quella farmacologica, quali per lei sono lo sport, la meditazione spirituale, l’intensità della relazione in famiglia (con il marito, medico anch’egli e docente universitario, con i due figli). Non infrangerò la regola che postula di non entrare nei dettagli di una storia narrata, che invece va letta e scoperta man mano. E tuttavia qualche flash è necessario per inquadrare la vicenda e la sua evoluzione narrativa. Il libro si apre con una nota dell’Autore che già è una dichiarazione di trasparenza.
La storia narrata non è una biografia, ma un cammino. Non una sequenza di date, ma un respiro. Anna, la protagonista, inizia ad annotare nel suo diario dal novembre 2024, perché non sa quale evoluzione avrà la sua malattia fino al congresso medico del marzo 2025. Scrive perché teme che le emozioni possano impedirle di parlare. Scrive perché la malattia, che lei non vuole esibire, le chiede invece di essere raccontata per diventare testimonianza, per essere un’esperienza d’aiuto verso tutte le donne che si trovino a vivere la medesima condizione.
Il capitolo del congresso medico è uno dei più intensi dell’intero libro. Anna sale sul palco, ferma, asciutta, illuminata da luci che sembrano crude. Stringe il microfono con una mano sola, prende fiato e pronuncia due parole che attraversano la sala come un’onda: «Sono piena di metastasi in tutte le parti del mio corpo.» Non c’è enfasi, non c’è dramma: c’è verità. Una verità detta con una lucidità che immobilizza la platea. Medici, studenti, fisioterapisti, pazienti, tutti si ritrovano uniti da un silenzio che non è assenza di suono, ma presenza di ascolto. In quel momento, Anna non è solo una paziente, è un medico che parla ai medici, un’atleta che parla agli atleti, una donna che parla alla vita. E lo fa con la sincerità, richiamando l’importanza terapeutica di continuare a vivere le proprie passioni, nel suo caso lo sport, la professione medica anche durante il Covid, la vita spirituale, il mondo delle relazioni di amicizia e familiari. Una “terapia integrativa” personale, utile a contenere all’essenziale le necessarie cure farmacologiche.
La narrazione segue Anna nel suo percorso: la paura iniziale, la disciplina dello sport che diventa terapia, il sostegno delle terapie integrate, la volontà di mantenere autonomia, lucidità, equilibrio psicofisico. La sua storia non è mai raccontata come una battaglia – Di Michele evita con cura la retorica bellica – ma come un cammino. Un cammino fatto di scelte, di consapevolezza, di amore per l’esistenza. Accanto alla malattia, il libro restituisce la vita nella sua quotidianità, nel suo divenire: la Basilicata dell’infanzia, la campagna, gli animali, la transumanza; la corsa che nasce come gioco e diventa vocazione; gli allenatori che preparano e guidano Anna, le gare, le medaglie, la disciplina; Roma, l’università, la medicina, il lavoro; la famiglia, i figli, gli affetti che la accompagnano fino all’ultimo.
Di Michele riesce a dare voce a questa complessità con una scrittura che alterna momenti di intensa partecipazione emotiva a pagine di grande sobrietà. Il lettore avverte la presenza dell’autore, ma mai in modo invadente. È infatti un narratore che osserva, ascolta, restituisce. Un narratore che conosce bene il valore della memoria e sa che raccontare significa anche proteggere.
L’atleta della vita è un romanzo che parla al lettore con delicatezza, ma anche con forza. Una storia di vita che invita a guardare la malattia senza paura, senza vergogna, senza silenzi. Una storia vera che ricorda che la vita, anche quando si ferma, continua a lasciare tracce luminose. Anna, attraverso la sua diretta esperienza nella malattia, affida un forte messaggio di speranza e di valori da vivere, quali sono quelli per lei importanti, compresa la sua fede cristiana vissuta in autenticità.
Con quest’opera Vincenzo Di Michele aggiunge alla sua produzione un libro diverso, più intimo, più civile, più universale. Una testimonianza che può essere d’aiuto a chi direttamente affronta il cancro, ma anche a chi accompagna, a chi sostiene, a chi ama. Una storia che non si dimentica, perché non parla di morte, ma sa parlare di vita. Di una vita che sa sempre resistere e lasciare così una testimonianza utile e luminosa.
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Vincenzo Di Michele, romano ma di origini abruzzesi, è giornalista e scrittore con una lunga esperienza nella ricostruzione di vicende storiche del Novecento. Laureato in Scienze Politiche alla Sapienza, ha firmato numerosi volumi che spaziano dalla memoria bellica alla storia sociale, fino alle biografie. Saggista fecondo, ha pubblicato: La famiglia di fatto (2006), un’analisi della convivenza more uxorio; Io prigioniero in Russia (2009), oltre 55.000 copie vendute, vincitore di premi alla memoria storica; Guidare oggi (2010), un manuale per le problematiche stradali; Mussolini finto prigioniero al Gran Sasso (2011), una revisione storica sulla prigionia del Duce a Campo Imperatore; Pino Wilson, vero capitano d’altri tempi (2013), biografia ufficiale del calciatore della Lazio, campione d’Italia nel 1974; Come sciogliere un matrimonio alla Sacra Rota (2014), un’inchiesta sull’iter di annullamento dei matrimoni innanzi ai Tribunali ecclesiastici; L’ultimo segreto di Mussolini (2015), quel patto sottobanco tra Badoglio e i tedeschi e i retroscena dell’operazione Quercia sulla liberazione di Mussolini, anche tradotto in inglese (The Last secret of Mussolini, the undercounter pact between Badoglio and the Germans); Cefalonia. Io e la mia storia (2017), racconto autobiografico di un militare sullo sfondo degli avvenimenti bellici dell’eccidio di Cefalonia nel settembre 1943; Animali in guerra, vittime innocenti (2019), le uccisioni nelle due Guerre mondiali di cani, cavalli, muli, piccioni e di tante altre bestie; Alla ricerca dei dispersi in guerra (2020), dal fronte greco a El Alamein fino alla Russia: i familiari dei caduti raccontano le loro storie. Le scomode verità nascoste nella II Guerra Mondiale (2024),“Campo Imperatore 1943 – Quel falso mito della liberazione del Duce” (2025), “Majorana, il prezzo del genio – La fuga e il mistero dello scienziato di Via Panisperna che intuì l’orrore nucleare” (2026).
L’atleta della vita – Vincenzo Di Michele (Edizioni Vincenzo Di Michele, Roma 2026, € 12 – ebook € 4,90)
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Dott. Vincenzo Di Michele – Autore opere letterarie
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