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comunicato stampa
Ravello Festival 2026 tre notti di jazz sul Belvedere di Villa Rufolo:
dal 6 all’8 agosto Andrea Motis Trio, Rita Marcotulli Ensemble e un omaggio a Miles Davis con Rick Margitza, Jeff Ballard, Dario Deidda, Roberto Tarenzi, Domenico Sanna e Carlo Fimiani
Tre progetti tra ascolto cameristico, dialogo fra generazioni e memoria creativa di uno dei grandi innovatori del Novecento
Ravello (Salerno), da giovedì 6 a sabato 8 agosto 2026, ore 21.30
Arriva agosto e il Ravello Festival dedica alcune serate consecutive, sul Belvedere di Villa Rufolo, al jazz: da giovedì 6 a sabato 8 agosto, sempre alle ore 21.30, la 74a edizione della manifestazione, realizzata dalla Fondazione Ravello, propone tre concerti dedicati a tre panorami artistici differenti.
Ad aprire il trittico, giovedì 6 agosto, sarà l’Andrea Motis Trio, con Andrea Motis (voce e tromba) insieme a Jurandir dã Silva e Josep Traver (chitarra). L’organico rinuncia a contrabbasso, batteria e pianoforte, affidando alle due chitarre il compito di suggerire armonia, basso e pulsazione ritmica. Ne nasce una formazione raccolta, fondata su una continua redistribuzione delle funzioni, secondo una logica vicina a quella della musica da camera. Cantante, trombettista e sassofonista nata a Barcellona nel 1995, Motis ha iniziato giovanissima nella Sant Andreu Jazz Band diretta da Joan Chamorro e ha poi sviluppato una carriera internazionale, incidendo nel 2017 il primo album da solista per l’etichetta Impulse! Nel trio, la relazione tra voce e tromba richiama una delle più riconoscibili tradizioni del jazz vocale: la parola porta con sé lingua e significato, mentre lo strumento la trasforma in melodia pura. Con Motis questo dialogo si apre al canzoniere americano, alla musica brasiliana e alla bossa nova, fino a interpreti e autori come Georges Brassens, Amy Winehouse, Chico Buarque, Bill Withers e Djavan. Non una proposta nostalgica, dunque, ma un modo contemporaneo di trasformare la canzone in materiale jazzistico, affidandola alla libertà dell’interazione.
Venerdì 7 agosto il Belvedere accoglierà il Rita Marcotulli Ensemble con il progetto Under 29 But Me. Accanto alla pianista e compositrice romana saranno sul palco Elettra Minieri (autrice e tastiere), la cantante Ava Alami, Daniele Bucci alla batteria, Damiano De Matteis al basso, Andrea Cardone al sassofono e, come special guest, il trombettista Luca Aquino. Il titolo rovescia la consueta prospettiva dei progetti dedicati ai giovani: non sono gli interpreti emergenti a entrare nel mondo di una musicista affermata, ma è Marcotulli a collocarsi nel loro spazio creativo. Il concerto diventa così un laboratorio nel quale esperienze, linguaggi e generazioni diverse si modificano reciprocamente. Una dinamica profondamente radicata nella storia del jazz, dai Jazz Messengers di Art Blakey alle formazioni di Miles Davis, nelle quali l’ingresso di musicisti più giovani permetteva al leader di restare riconoscibile senza ripetersi. Prima donna a ricevere il David di Donatello per la migliore colonna sonora, conquistato nel 2011 con Basilicata Coast to Coast, Rita Marcotulli ha collaborato con musicisti come Billy Cobham, Joe Lovano, Kenny Wheeler, Norma Winstone, Peter Erskine, Dewey Redman e Pat Metheny, oltre che con Pino Daniele, Gino Paoli, Peppe Servillo, Noa e numerosi protagonisti della canzone italiana. Nel progetto Under 29 But Me, il suo pianoforte acustico dialoga con le tastiere e l’elettronica di Elettra Minieri, figlia della pianista e coautrice del repertorio. Il loro album Echoes of a Reflection comprende nove composizioni originali, cinque di Marcotulli e quattro di Minieri: una relazione nella quale l’eredità non coincide con l’imitazione, ma diventa passaggio di conoscenze e apertura verso un nuovo vocabolario sonoro.
Il ciclo si conclude sabato 8 agosto con l’Omaggio a Miles, affidato al sassofonista Rick Margitza, al batterista Jeff Ballard, a Dario Deidda al basso, Roberto Tarenzi al pianoforte, Domenico Sanna alle tastiere e Carlo Fimiani alla chitarra. Una formazione costruita per attraversare le diverse stagioni della musica del trombettista, dalla tradizione acustica alle esplorazioni elettriche degli anni Settanta, fino alle sonorità urbane dell’ultimo periodo. Pochi protagonisti del Novecento hanno inciso sulla storia del jazz quanto Davis: artefice di Kind of Blue, guida del cosiddetto secondo grande quintetto, protagonista della svolta di In a Silent Way e Bitches Brew, interprete capace negli ultimi anni di confrontarsi con funk, sintetizzatori, drum machine e hip-hop. Il concerto di Ravello sceglie di non imitarne il suono – significativamente, l’ensemble non comprende alcun trombettista – e invece evidenziare la volonta di rimettere costantemente in discussione forme, organici e materiali musicali. A offrire una testimonianza diretta è Rick Margitza, collaboratore di Davis nella stagione dell’album Amandla e nella tournée del 1989. Attorno al suo sassofono si riuniscono musicisti capaci di declinare le differenti componenti dell’universo davisiano: la propulsione poliritmica di Jeff Ballard, già al fianco di Brad Mehldau e Chick Corea; il groove acustico ed elettrico di Dario Deidda; la sensibilità lirica e modale di Roberto Tarenzi; le atmosfere elettroniche affidate a Domenico Sanna; le sonorità blues, distorte e psichedeliche della chitarra di Carlo Fimiani. Più che una celebrazione retrospettiva, Omaggio a Miles propone dunque una riflessione sulla sua eredità più radicale: avere costruito una tradizione che non impedisce il cambiamento, ma lo rende necessario. Anche la sua capacità di scegliere musicisti straordinari – da John Coltrane a Bill Evans, da Wayne Shorter a Herbie Hancock, da Chick Corea a John McLaughlin e Marcus Miller – trasformò la band in un organismo creativo nel quale l’interazione prevaleva sulla semplice successione degli assolo.
Negli spazi di Villa Rufolo è visitabile sino al 5 settembre la mostra dedicata a William Kentridge, realizzata dalla Fondazione Ravello in collaborazione con la Galleria Lia Rumma. L’esposizione accompagna il pubblico del Festival con un percorso nel quale musica, teatro e arti visive dialogano secondo la poetica dell’artista sudafricano, protagonista di una delle più significative ricerche contemporanee sul rapporto tra immagine e suono.
Attesissimo e già sold out l’11 agosto (ore 5.15) il tradizionale Concerto all’alba, momento identitario del Festival, in cui la musica accompagna il sorgere del giorno, con l’Orchestra Filarmonica “Giuseppe Verdi” di Salerno diretta da Alessandro Palumbo. Il Festival torna quindi sul Belvedere a fine agosto, con una sequenza di grandi orchestre internazionali direttori e solisti fra i più noti di oggi. L’orario di inizio dei concerti, per offrire al pubblico lo spettacolo naturale del tramonto, è anticipato alle ore 19.30. Si comincia mercoledì 26 agosto con la Filarmonica “George Enescu” diretta da Robert Treviño; giovedì 27 agosto, nello spazio suggestivo e raccolto della Sala dei Cavalieri, il celebre pianista francese, Jean-Efflam Bavouzet proporrà l’Integrale della musica per pianoforte solo di Maurice Ravel in due parti, alle ore 18 e alle ore 21. Si prosegue sabato 29 agosto con la Gustav Mahler Jugendorchester diretta da Philippe Jordan e poi domenica 30 agosto con The Constellation Choir and Orchestra diretti da John Eliot Gardiner. Finale d’eccezione sabato 5 settembre (Belvedere, ore 19.30) in esclusiva italiana arriverà a Ravello la Freiburger Barockorchester diretta da Simon Rattle con la violinista Isabelle Faust.
La 74ª edizione del Ravello Festival, manifestazione organizzata dalla Fondazione Ravello – guidata dal presidente Alessio Vlad, con la direzione generale di Maurizio Pietrantonio e la direzione artistica di Lucio Gregoretti – si realizza grazie al sostegno della Regione Campania, del Ministero della Cultura, di un nuovo gruppo di sponsor come NLG “Endless Partner”, Veolia “Earth Legacy Partner”, De Luca Industria Cartaria “Legends Partner”, Coop Sole “Mediterranean Supplier” e Caffè Barbera “Sunrise Partner”, cui si aggiungono come partner della promozione del festival Rolex e Gioielleria Galdi. Confermato inoltre il supporto di Dielle Impianti & Restauri per la realizzazione del palcoscenico sul Belvedere e l’ospitalità offerta dagli hotel Caruso, Palazzo Avino, Villa Cimbrone, Villa Fraulo, Parsifal, Palazzo Confalone, Tipografo di Amalfi oltre a Malafronte e alle Cantine Marisa Cuomo.
Il programma completo con tutti i dettagli è su www.ravellofestival.com
Progetto Ravello 2026 CUP F29I26000210001 a valere sui fondi dell’Accordo per la coesione della Regione Campania DGR 641 del 18/09/2025
Informazioni di biglietteria
I biglietti per tutti gli appuntamenti sono in vendita sul sito www.ravellofestival.com
Il Boxoffice di Piazza Duomo a Ravello sarà aperto a partire dal 1° luglio 2026, dal martedì alla domenica, dalle ore 10 alle ore 14 (chiuso il lunedì); nei giorni dei concerti, dalle ore 10 alle ore 14 e poi dalle ore 17 fino all’orario di inizio degli stessi. tel: +39 089 858422 / boxoffice@ravellofestival.com
Prezzi dei biglietti (non rimborsabili)
4-5-11-12-17-24-31 luglio, 26-29-30 agosto, 5 settembre: 60 euro
19 luglio, 6-7-8 agosto: 40 euro
29 luglio (non numerato): 20 euro
27 agosto (non numerato) 20 euro / 30 euro per entrambi i concerti
Under 26
Sono previsti biglietti (escluso il Concerto all’alba) al costo di €20 acquistabili esclusivamente in loco fino ad esaurimento dei posti disponibili (sarà necessario esibire un documento di identità all’ingresso). I biglietti sono nominativi e non cedibili.
Il programma potrebbe subire variazioni.
Fondazione Ravello – Ufficio stampa e Comunicazione
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Responsabile Ufficio Stampa e Comunicazione
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Ravello, 4 agosto 2026
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