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Do.co.mo.mo Italia giornale n.40 Architetture dell’Ospitalità Conoscenza, conservazione e riuso degli alberghi del Novecento italiano Moderno, a cura di Luca Esposito e Viviana Saitto

A admin
1 de septiembre, 2026
 do.co.mo.mo Italia giornale n.40 Architetture dell’Ospitalità
Conoscenza, conservazione e riuso degli alberghi del Novecento italiano Moderno

a cura di Luca Esposito e Viviana Saitto In abbinamento con Il Giornale dell’Architettura, do.co.mo.mo Italia giornale, strumento di comunicazione di docomomo Italia associazione per la documentazione, conservazione e valorizzazione del patrimonio architettonico del Novecento in Italiascarica il n. 40 di
do.co.mo.mo Italia giornale
L’architettura dell’ospitalità occupa una posizione singolare nella storia del progetto moderno e della vacanza italiana, ed è il tema portante di questo nuovo numero di do.co.mo.mo. Italia giornale, che intende riaccendere i riflettori su un patrimonio troppo spesso liquidato come mera tipologia specialistica legata all’economia del tempo libero. Le voci raccolte in queste pagine mostrano come alberghi, pensioni, villaggi turistici, strutture termali e motel abbiano costituito, nel corso del Novecento, uno dei principali laboratori attraverso cui la cultura architettonica ha sperimentato nuove forme dell’abitare temporaneo, ben prima che le dinamiche del turismo globale riducessero la ricettività a standard ripetitivi e omologanti.

Dalle riflessioni teoriche di figure come Luigi Piccinato e Gio Ponti ai casi studio emblematici, il percorso si snoda attraverso i luoghi e i paesaggi che hanno ridefinito il rapporto tra individui, territorio e modernità: le estetiche mediterranee d’élite della Costa Smeralda elaborate da Busiri Vici, Couëlle e Vietti, le strategie infrastrutturali per lo sport montano a Sestriere e Marilleva firmate da Bonadè Bottino, Giovanazzi e Perini, fino alle sperimentazioni del turismo costiero di massa, della mobilità autostradale e dell’accoglienza urbana. Un’esplorazione che assume la stanza d’albergo come unità minima di misura dell’esperienza abitativa e della relazione con il paesaggio.

In un momento in cui molte di queste architetture affrontano condizioni di trasformazione, sottoutilizzo o abbandono, questi saggi offrono strumenti critici e genealogie per leggere tali edifici come un palinsesto vivo. Una riflessione urgente che dimostra come la tutela e il riuso dell’ospitalità moderna debbano superare la rigida contrapposizione tra conservazione e sostituzione, per tornare a porsi come infrastruttura culturale e progettuale capace di interrogare il nostro modo contemporaneo di abitare i luoghi. L’abitare alberghiero tra modelli italiani e contesti internazionali
CIAAO ad Asmara: Il ruolo e il lascito dell’albergo razionalista, Susanna Bortolotto, Nelly Cattaneo e Medhanie TeklemariamGenealogia critica dell’albergo moderno italiano. Il dibattito sul “problema alberghiero” tra ricerca di un’identità nazionale e aspirazione ai modelli internazionali, Claudio CostantinoAbitare ad alta quota: architetture alberghiere alpine
L’hotel-residenza della stazione sciistica di Pila (1970-1978). Architettura e costruzione di una struttura-paesaggio, Ilaria Giannetti e Martina RussoIl pendio ospitale. La montagna nello spazio del complesso turistico di Marilleva, Trentino, 1967-1977, Stefano MaioranoArchitetture alpine dell’ospitalità e trasformazioni del turismo sciistico nel secondo Novecento. L’ex albergo Costalta di Gian Leo Salvotti nell’Altopiano di Pinè, Claudia SansòPiù che alberghi. Le stazioni integrate come modelli all-inclusive nei soggiorni di alta quota, tra permanenza e innovazione, Chiara RotondiAbitare la cura: architetture alberghiere del termalismo
Un’architettura per l’ospitalità e la cura al secondo Novecento. Gli Studi Riuniti e il progetto di Giulio de Luca e Adriano Reale per il nuovo reparto di fangobalneo-terapia e albergo alle Terme di Agnano, Maria Rosario Bruno, Francesca Cardone e Rossella MarenaL’Hotel delle Terme di Castellammare di Stabia. Storia e declino di un’architettura alberghiera del Novecento, Francesca Di FuscoNuove ecologie per l’architettura dell’ospitalità. Rigenerazione e riuso del patrimonio alberghiero a Salsomaggiore Terme, Marika Fior e Francesca DapràAbitare il movimento: architetture alberghiere dell’autostrada
Le strutture ricettive per la mobilità veloce: il caso di San Nicola La Strada, Francesca Castanò, Orsola Maglione e Roberta SampognaMotel Agip: un Patrimonio Moderno in attesa. Una sperimentazione progettuale AI-assisted tra Architettura, Infrastruttura e Paesaggio per il recupero dell’ex motel di Pisticci (Matera), Alessandro RaffaCostruire la villeggiatura motorizzata. Il Motel Agip di Cortina d’Ampezzo, Alessia ScudellaForme dell’abitare alberghiero moderno
Un esempio di architettura moderna in Calabria. Un Progetto di Albergo di Franco Pierluisi, Gregorio FroioNel tempo libero. Il soggiorno temporaneo come principio insediativo nel progetto di Manacore di Marcello D’Olivo (1959-63), Maria MasiRiabitare il patrimonio alberghiero
L’utopia seriale di Armando Ronca. L’Eurotel di Merano tra eredità moderna e rigenerazione, Maria Paola GattiUna cartolina da Roma. L’Hotel Delta di Giuseppe Perugini, Giorgio Lana e Giulia Roberta NegriCostruire l’abitare temporaneo. Il Seehotel Ambach di Othmar Barth, Margherita Maurea e Kornel Tomasz LewickiOltre la Costa Smeralda: architetture alberghiere e costruzione del territorio
Dall’albergo alla città. Il progetto dell’Hotel Turritania a Sassari come strumento di costruzione urbana, Matteo Carmine FusaroGli alberghi Esit in Sardegna: urbanità, relazioni con il paesaggio, caratteri tipo-morfologici, Marco Lucchini e Andrès Martìnez Medina docomomo ItaliaL’associazione culturale docomomo Italia è nata nel 1990 e, tra le prime rispetto a quelle d’altre nazioni, si è costituita nel 1995 a Roma avendo, quale riferimento sul piano internazionale, docomomo International (International working party for documentation and conservation of buildings, sites and neighbourhoods of the modern movement). Obiettivo principale dell’associazione è la documentazione, conservazione e valorizzazione del patrimonio architettonico del Novecento sull’intero territorio nazionale, attività svolte attraverso sezioni regionali e gruppi di lavoro in contatto con studiosi, dipartimenti universitari, Ministero della Cultura, pubbliche amministrazioni territoriali, enti o industrie impegnate nel campo del restauro.  L’attività si sviluppa su molteplici binari disciplinari, dalla storia allo studio di metodologie di intervento rispondenti al valore testimoniale delle opere, alle tecniche costruttive e di restauro, alla normativa di tutela, agli aspetti economici, sociali, antropologici, che configurano il vasto e complesso campo d’indagine del Novecento. 
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