Recensione libro «Notar Tasso e Muffa il re della truffa» Marzia Sottero (Hever Edizioni, 2026)
La nuova avventura di Marzia Sottero “Notar Tasso e Muffa il re della truffa” (Hever Edizioni, 2026 pp. 90 € 15.00) con i disegni di Art Élysée, scompiglia il canone suggestivo di una trama fiabesca ispirata a un’ambientazione magica e fantastica in cui i protagonisti si muovono al suono di una situazione coinvolgente e dinamica, lungo le insidie degli avvenimenti e le peripezie da affrontare. Il notaio Notar Tasso si trova a dover fronteggiare il ladro Muffa che, imboscato nel suo studio, all’interno di un grande albero, per compiere un furto, tenta di depredare con destrezza il bottino e di sfidare con arte malandrina il notaio alla ricerca di altri grandi patrimoni. Marzia Sottero predispone una caccia agli indizi, un percorso esplorativo lungo le tappe di una storia che approfondisce le sfumature dell’animo, analizza l’itinerario della scaltrezza e dell’astuzia per evidenziare la trasformazione di una esperienza spericolata e temeraria in una esemplare e compiuta evoluzione narrativa per congiungere l’ingegno del mistero ai colpi di scena inaspettati. Sottolinea come un’intelligenza abile, riflessiva, attenta e orientata verso fini più nobili può trovare uno spunto più emozionante e autentico per una impresa formativa che modifica il carattere dei personaggi e li rende migliori. L’autrice ambienta in uno scenario sotterraneo la superficie visibile dei sentimenti e descrive la saggia riservatezza di un racconto, mosso dall’incantevole e pacifica finalità di condividere l’importanza della natura, il valore dell’amicizia e della tolleranza, di riconoscere le preziose ricchezze della vita. Il libro ripercorre la spontaneità e la meticolosità di un protagonista, Notar Tasso, spinto dalla volontà di promuovere, attraverso espedienti e accorgimenti macchinosi e fantasiosi, una riflessione sul ruolo del re della truffa Muffa, sull’intraprendenza e il riflesso rapido di un incantesimo morale, mirato al superamento di prove e alla perlustrazione dei tranelli, per rilevare dal sogno angoscioso e tormentoso dal quale è perseguitato il sollievo e il conforto di recuperare un patrimonio più importante, quello delle relazioni e delle emozioni. Marzia Sottero gestisce amabilmente la propria espressione artistica, declinando nell’inventiva e nell’immaginazione, la potenza brillante, bizzarra e vivace per lo sviluppo cognitivo dei piccoli lettori, conferma la risorsa di una energia originale e ispirata, dettata tra le pagine del libro intorno a una fertile ed esuberante conoscenza del genere favolistico e del mondo leggendario dell’incredibile. Conosce la qualità benefica e risolutiva dell’invisibile tensione emotiva che plasma la realtà, simula le possibilità, nella risoluzione strategica delle difficoltà incontrate lungo il cammino della fiaba narrata, incide, in un attività finalizzata a generare contesti stimolanti e prospettive alternative, l’ispirazione e l’essenza delle sue allegoriche descrizioni, adagiate su una fatidica redenzione per trasmettere un insegnamento morale e sociale. Il significato profetico delle fiabe di Marzia Sottero manifesta un principio d’identità in cui il disegno della fantasticheria contribuisce a orientare l’equilibrio delle immagini, la motivazione e la fiducia di un pensiero che trova rifugio nella speranza e dilata la residenza del cuore. Commovente la dedica del libro, agli ex alunni di una classe di quinta elementare che insieme alle maestre hanno disegnato i personaggi, mentre la fiaba era ancora in via di formazione, ma con il sostegno carezzevole, evocativo e fatato di una grande quercia, impronta protettiva sul cortile dell’autrice.
Rita Bompadre – Centro di Lettura “Arturo Piatti” https://www.facebook.com/centroletturaarturopiatti/
