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RAVELLO FESTIVAL 2026
Si conclude la 74a edizione caratterizzata dalla presenza di grandi interpreti internazionali, crescita di incassi e di pubblico proveniente da 94 Paesi diversi, nuove partnership private accanto al fondamentale sostegno della Regione Campania
Dal Maggio Musicale con Daniele Gatti a Simon Rattle, passando per Jordi Savall, Kent Nagano, John Eliot Gardiner e Philippe Jordan oltre alla grande mostra di opere di William Kentridge sono risultati di una progettualità a lungo termine
Inaugurazione 2027 con il Fidelio di Beethoven nel bicentenario della morte
Con il concerto sold out della Freiburger Barockorchester diretta da Simon Rattle, con Isabelle Faust solista nel Concerto per violino di Schumann, sabato 5 settembre si è conclusa la 74ª edizione del Ravello Festival, organizzata dalla Fondazione Ravello, presieduta da Alessio Vlad, con la direzione generale di Maurizio Pietrantonio e la direzione artistica di Lucio Gregoretti, grazie al fondamentale sostegno della Regione Campania e del Ministero della Cultura.
Un’edizione che ha confermato e rafforzato il profilo internazionale della storica manifestazione nata nel 1953, costruendo intorno a Villa Rufolo e al suo Belvedere un programma in cui repertorio, interpreti, paesaggio e storia del Festival sono stati parte di un unico progetto culturale, che ha portato a Ravello un pubblico sempre crescente di appassionati e frequentatori delle località musicali più prestigiose.
Il Festival 2026 si chiude con 8.028 biglietti emessi per 378.166 euro di incasso con vari concerti sold out, cui si aggiunge un ulteriore migliaio di spettatori per gli eventi gratuiti, tra concerti e presentazioni. Numeri che confermano il percorso di crescita già registrato nella scorsa edizione: nel 2025 il Ravello Festival aveva emesso 7.533 biglietti e raggiunto i 362.421 euro di incasso; nel 2024 erano stati 6.062 i biglietti e pari a 244.985 euro gli incassi.
Dall’analisi delle vendite, il Ravello Festival si conferma un appuntamento internazionale, con spettatori provenienti da ben 94 Paesi che costituiscono oltre il 50% del pubblico,. Tra i Paesi stranieri, al primo posto per presenze gli Stati Uniti con il 21,1%, seguiti da Regno Unito (8,9%), Germania (6,9%), Francia (5,6%) e Brasile (4,5%).
Il dato di pubblico si accompagna a un risultato artistico particolarmente significativo. Nell’arco di poco più di due mesi Ravello ha riunito direttori, solisti e orchestre ai vertici della scena internazionale – tra cui Daniele Gatti, John Eliot Gardiner e, in esclusiva italiana, Jordi Savall, Kent Nagano e Simon Rattle – componendo un cartellone che per concentrazione di nomi, progetti ed esclusività rappresenta un caso difficilmente confrontabile nel panorama festivaliero nazionale, testimoniato dagli articoli e dalla presenza di giornalisti della stampa estera, dei maggiori quotidiani del Paese – dal “Corriere della sera” alla “Repubblica”, dal “Sole24Ore” ad “Avvenire” e “Il manifesto” – e di tutti gli specializzati cartacei e online.
Il 2026 ha segnato un importante sviluppo nel rapporto con le imprese private. Accanto al fondamentale sostegno della Regione Campania, che resta la condizione essenziale per rendere possibile una programmazione di questa dimensione e qualità, il Ravello Festival ha costruito un nuovo sistema di partnership legato ai valori identitari della manifestazione. Sono entrati nel progetto: NLG come Endless Partner, Veolia come Earth Legacy Partner, De Luca Industria Cartaria come Legends Partner, Coop Sole come Mediterranean Supplier e Caffè Barbera come Sunrise Partner. A questi si sono aggiunti i partner della promozione e una rete di aziende e strutture del territorio impegnate nell’accoglienza e nei servizi. Un modello che ha consentito di ampliare progressivamente la partecipazione privata senza alterare la natura culturale del Festival, legando ciascuna collaborazione a temi come il Mediterraneo, il paesaggio, la memoria, la sostenibilità e l’accoglienza.
«Chiudiamo questa 74ª edizione – sottolinea il presidente Vlad – con soddisfazione e con la consapevolezza della responsabilità che deriva dalla storia del Ravello Festival. Questo luogo possiede un’identità che non può essere costruita artificialmente: nasce da Villa Rufolo, dal rapporto con Wagner, dal paesaggio e da oltre settant’anni di grande musica. Il programma del 2026 ha messo insieme grandi orchestre e interpreti internazionali, ricerca, repertorio, musica contemporanea, jazz e realtà musicali del territorio. La risposta del pubblico e l’attenzione della stampa italiana e internazionale rappresentano per noi un risultato importante. Desidero ringraziare innanzitutto la Regione Campania per un sostegno che resta fondamentale per la vita e la qualità del Festival. Ringrazio il Ministero della Cultura, la Provincia di Salerno e il Comune di Ravello, i nuovi partner privati che hanno scelto di accompagnarci, le strutture alberghiere e tutte le realtà che hanno collaborato con la Fondazione. Un ringraziamento particolare va al direttore generale Maurizio Pietrantonio, al direttore artistico Lucio Gregoretti, a tutto il personale della Fondazione Ravello e ai collaboratori. La qualità di un Festival nasce certamente dalle idee e dagli artisti, ma anche dal lavoro quotidiano di molte persone. Il nostro obiettivo deve restare quello di fare di Ravello un luogo riconosciuto dagli artisti e dal pubblico per l’autorevolezza delle sue scelte, capace di custodire la propria memoria e, proprio grazie a quella memoria, continuare a guardare avanti. Per tale motivo, proseguiamo con le nostre attività progettuali, perché un festival internazionale come questo non viene costruito quando termina l’edizione precedente: per poter lavorare con gli interpreti più richiesti è indispensabile muoversi su orizzonti almeno biennali e spesso triennali. Per questo è già largamente definito il Ravello Festival 2027, un anno nel quale il bicentenario della morte di Beethoven sarà al centro della programmazione di molte istituzioni musicali nel mondo. Parteciperemo anche noi a questa ricorrenza, senza dimenticare la vocazione wagneriana della nostra manifestazione, inaugurando il Festival domenica 4 luglio 2027 con Fidelio, l’unica opera di Beethoven, che verrà eseguita in forma di concerto e diretta da Pablo Heras-Casado».
«I risultati di questa estate – dichiara il direttore artistico Lucio Gregoretti – ci danno grande soddisfazione, per la risposta del pubblico e per l’attenzione con cui sono stati seguiti programmi, a testimonianza della qualità anche degli spettatori: non solo turisti in vacanza sulla Costiera, ma appassionati attenti alla programmazione e mossi da una scelta consapevole di partecipazione, sia agli appuntamenti più classici che alle proposte legate alla contemporaneità o al jazz. Sono già definite le iniziative per le festività natalizie, altro momento importante per il territorio, nelle quali vorremmo far convivere interpreti di fama internazionale del repertorio classico e operistico, la grande tradizione della canzone napoletana d’arte e complessi musicali del territorio».
Un altro elemento caratterizzante dell’edizione è stato inoltre il rafforzamento della relazione con Ravello e con il territorio campano. Gli incontri introduttivi all’ascolto nel giardino di Villa Rufolo con giornalisti, critici e studiosi hanno accompagnato quasi tutti concerti. L’esecuzione di Fresco del compositore Luca Francesconi ha coinvolto cinque bande campane e trasformato Piazza Duomo in un grande spazio musicale condiviso. Le strutture dell’accoglienza ravellese hanno collaborato con la Fondazione in numerose occasioni, contribuendo a costruire intorno ai concerti un’esperienza più ampia. Il Festival ha così continuato a essere non soltanto un’importante manifestazione artistica, ma anche un elemento di attrazione culturale e turistica per Ravello e per l’intera Costiera Amalfitana.
Anche nel 2026 la musica ha dialogato con l’arte contemporanea. Dopo Anselm Kiefer nel 2025, Villa Rufolo ha accolto una mostra dedicata a William Kentridge, realizzata dalla Fondazione Ravello in collaborazione con la Galleria Lia Rumma. Disegni, video, installazioni e sculture hanno costruito un percorso coerente con l’identità del Festival e con la ricerca di un artista per il quale teatro, musica, parola e immagine appartengono allo stesso processo creativo. La mostra, inizialmente prevista durante il periodo del Festival, è stata successivamente prorogata fino al 27 settembre ed è stata coronata dalla presenza dell’artista il 4 e 5 settembre.
Significativo il lancio del nuovo sito web e l’incremento dell’attività sui canali social: nei mesi di festival si sono raggiunte le 4,7 milioni di visualizzazioni gratuite complessive, con una forte capacità di raggiungere nuovo pubblico, visto che la maggior parte delle visualizzazioni è arrivata da non follower. Le campagne a pagamento sui social hanno registrato invece oltre 5,6 milioni di impression e raggiunto più di 780mila persone, di cui due terzi internazionali.
Il lavoro della Fondazione guarda poi a un’attività differenziata e sempre meno circoscritta ai mesi estivi, con progetti che intrecciano cultura, formazione e sviluppo del territorio. In questa prospettiva nasce il Ravello Tourism, Culture and Music Program, programma internazionale di alta formazione promosso dalla Fondazione Ravello in partnership con Università IULM e Confcommercio. Il progetto mette in relazione musica, spettacolo dal vivo e turismo attraverso un Laboratorio di idee aperto agli operatori del territorio, una Winter School residenziale in lingua inglese e un Award destinato alle migliori progettualità elaborate dai partecipanti. La Winter School porterà a Ravello studenti e professionisti della cultura e del turismo per un percorso intensivo che prevede il rilascio da parte da parte dell’università milanese di un Graduate Certificate in Culture and Tourism Project Management e di 3 ECTS. Un’iniziativa pensata anche per contribuire alla destagionalizzazione, facendo di Ravello un laboratorio permanente di competenze e progettazione culturale oltre il periodo del Festival.
Il Ravello Festival 2026
Ad aprire la manifestazione è stata l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino diretta da Daniele Gatti, con Wagner e Beethoven. È seguito il progetto Wild Love con Giovanni Sollima e Il Pomo d’Oro, un incontro originale tra Francesco e Frank Zappa che ha riassunto una delle linee del Festival 2026: mettere in relazione linguaggi ed epoche senza trasformare il dialogo tra passato e presente in semplice contaminazione. La stampa nazionale ha dedicato ampio spazio proprio a questo progetto e alla capacità del Festival di proporre programmi difficilmente reperibili altrove.
La contemporaneità ha avuto un momento centrale con Luca Francesconi, celebrato nel suo settantesimo compleanno con Fresco, affidato a cinque bande campane nello spazio urbano di Piazza Duomo, e con Risonanze d’Orfeo. Da quella attuale rilettura delle origini del teatro musicale, il Festival è passato direttamente a uno dei capolavori fondativi dell’opera europea, L’Orfeo di Claudio Monteverdi, diretto da Jordi Savall con Le Concert des Nations e La Capella Reial de Catalunya. Anche in questo caso l’unicità del Belvedere e la relazione fra musica, paesaggio e mito hanno avuto forte risonanza sulla stampa nazionale.
Sono quindi arrivati l’Orchestra dell’Opera Nazionale di Bucarest nell’ambito dell’Anno culturale Romania-Italia 2026, Raphaël Pichon con Pygmalion e Stéphane Degout, Jan Lisiecki, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai diretta da Emmanuel Tjeknavorian e il progetto teatrale Piccinni e Gluck, una corona per due, scritto da Valerio Cappelli e interpretato da Sergio Rubini con il soprano Francesca Pia Vitale.
Uno dei momenti artisticamente più rilevanti dell’edizione è stato il ritorno di Kent Nagano con la Dresdner Festspielorchester e Concerto Köln per il Prologo e il primo atto della Götterdämmerung, nell’ambito del progetto internazionale The Wagner Cycles. Il rapporto con Wagner appartiene all’identità stessa del Ravello Festival: fu proprio nel verdeggiante contesto di Villa Rufolo che, nel 1880, il compositore riconobbe il giardino di Klingsor immaginato per Parsifal. Il progetto di Nagano ha permesso di rinnovare questa memoria mediante una ricerca approfondita sugli strumenti, le prassi esecutive e la pronuncia dell’epoca wagneriana; un progetto internazionale che ha trovato proprio a Ravello una delle sue sedi naturali. Per l’occasione è stato realizzato il video Il Ring in Italia – proiettato nella torre del giardino di Villa Rufolo –contenente una carrellata di immagini degli allestimenti della Tetralogia nei teatri della Penisola dal 1896 a oggi, realizzato dal Festival grazie alla collaborazione degli archivi storici dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, del Teatro La Fenice di Venezia, del Teatro dell’Opera di Roma, del Teatro alla Scala, del Teatro Regio di Torino, del Teatro Massimo, del Teatro di San Carlo, del Teatro Comunale di Bologna.
Ad agosto il Festival ha confermato la tradizionale attenzione per il jazz, con tre serate consecutive affidate ad Andrea Motis, Rita Marcotulli e all’omaggio a Miles Davis con Rick Margitza e Jeff Ballard, insieme ad alcuni dei migliori musicisti italiani del settore.
Il Concerto all’alba – la cui vendita dei biglietti si è esaurita pochi minuti dopo l’apertura – ha rinnovato una tradizione ormai conosciuta in tutto il mondo e riportata da importanti testate giornalistiche. L’Orchestra Filarmonica “Giuseppe Verdi” di Salerno diretta da Alessandro Palumbo ha accompagnato il sorgere del giorno sul Belvedere e, per la prima volta, l’esperienza si è conclusa con una colazione offerta al pubblico nei giardini di Villa Rufolo.
La parte conclusiva del Festival ha riunito un’altra sequenza di protagonisti internazionali: la George Enescu Philharmonic con Robert Treviño, Jean-Efflam Bavouzet con l’integrale pianistica di Maurice Ravel, la Gustav Mahler Jugendorchester diretta da Philippe Jordan, The Constellation Choir and Orchestra con John Eliot Gardiner e infine Simon Rattle, Isabelle Faust e la Freiburger Barockorchester. Una successione di nomi e orchestre che la stampa campana ha indicato come uno degli elementi distintivi dell’edizione.
La 74ª edizione del Ravello Festival, manifestazione organizzata dalla Fondazione Ravello – guidata dal presidente Alessio Vlad, con la direzione generale di Maurizio Pietrantonio e la direzione artistica di Lucio Gregoretti – si realizza grazie al sostegno della Regione Campania, del Ministero della Cultura, di un nuovo gruppo di sponsor come NLG “Endless Partner”, Veolia “Earth Legacy Partner”, De Luca Industria Cartaria “Legends Partner”, Coop Sole “Mediterranean Supplier” e Caffè Barbera “Sunrise Partner”, cui si aggiungono come partner della promozione del festival Rolex e Gioielleria Galdi. Confermato inoltre il supporto di Dielle Impianti & Restauri per la realizzazione del palcoscenico sul Belvedere e l’ospitalità offerta dagli hotel Caruso, Palazzo Avino, Villa Cimbrone, Villa Fraulo, Parsifal, Palazzo Confalone, Tipografo di Amalfi oltre a Malafronte e alle Cantine Marisa Cuomo.
Progetto Ravello 2026 CUP F29I26000210001 a valere sui fondi dell’Accordo per la coesione della Regione Campania DGR 641 del 18/09/2025
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Ravello, 7 settembre 2026
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