Serena conduce operaclassica eco italiano
Neapolis 2500, a Buenos Aires
l’accordo tra Teatro Colón e San Carlo
Buenos Aires, 8 settembre 2026 (19:30 ora locale) – Si è chiusa con una standing ovation la serata al Teatro Colón di Buenos Aires che, nell’ambito della Missione Imprenditoriale in Argentina e Brasile di Confindustria e ICE, ha ospitato la firma dell’Accordo quadro di cooperazione internazionale tra la Fondazione Teatro di San Carlo di Napoli e l’Ente Autárquico Teatro Colón, promosso dal Comitato Neapolis 2500. A sottoscrivere l’intesa, che rientra nelle iniziative del progetto Neapolis 2500 del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale in occasione dell’anniversario della fondazione di Napoli, sono stati Fulvio Macciardi, Sovrintendente del Teatro di San Carlo, e Gerardo Grieco, Direttore Generale del Teatro Colón.
Presenti Antonio Tajani, Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale; Giuseppe Valditara, Ministro dell’Istruzione e del Merito; Michele di Bari, Prefetto di Napoli e presidente del Comitato Neapolis 2500; Marilù Faraone Mennella, vicepresidente del Teatro di San Carlo e componente del Comitato Neapolis 2500. «Napoli è una città molto vicina ai Paesi che parlano spagnolo. La mentalità, il modo di pensare, è molto simile a quello degli argentini – ha detto Tajani –. L’accordo di oggi può contribuire allo sviluppo culturale e musicale. Il Teatro di San Carlo di Napoli è uno dei più importanti d’Italia e Napoli e il San Carlo meritano un accordo con il più importante teatro argentino. Credo che si possa fare molto nei prossimi mesi e nei prossimi anni, anche a livello di industria culturale. Perché l’Italia è una potenza culturale e la cultura è anche industria culturale. L’intenzione è inserire l’accordo tra il Teatro Colón e il Teatro di San Carlo all’interno di una strategia più ampia».
«Nel 2025 la città ha celebrato i 2.500 anni dalla sua fondazione e il Governo italiano ha scelto di proseguire questo percorso anche nel 2026. In particolare, il Ministro Tajani ha voluto che le celebrazioni proseguissero attraverso un programma dedicato alla proiezione internazionale della città – ha detto Marilù Faraone Mennella –. È da qui che nasce Neapolis 2500: dall’idea che un anniversario così straordinario non debba servire soltanto a celebrare il passato, ma possa diventare un’occasione per costruire il futuro. Napoli è una città che ha creato nei secoli la propria identità attraverso le relazioni. La sfida di Neapolis 2500 è utilizzare oggi questa straordinaria eredità come una leva capace di generare reputazione, relazioni, cooperazione e nuove opportunità. Essere oggi in Argentina assume per noi un significato particolare. La cultura italiana in Argentina non è stata semplicemente conservata: si è mescolata, è stata reinterpretata ed è diventata parte dell’identità di questo meraviglioso Paese. L’accordo tra il Teatro Colón di Buenos Aires e il Teatro di San Carlo di Napoli rappresenta esattamente questo: due istituzioni straordinarie che scelgono di trasformare una storia condivisa in un progetto comune per il futuro. È questo il lascito che intendiamo costruire attraverso Neapolis 2500».
«Il protocollo – ha spiegato il Sovrintendente Fulvio Macciardi – impegna nei prossimi anni a sviluppare e favorire la presenza reciproca di artisti, maestranze e produzioni e a far circuitare progetti comuni. Ci sarà anche l’ambizioso progetto di una produzione nata all’interno di questo protocollo. È un progetto pluriennale che vorremmo ci accompagnasse per i prossimi dieci anni. Vogliamo cominciare nel 2027 a prepararci al grande anniversario del 2037, quando ricorreranno i 300 anni del teatro più antico d’Europa ancora in attività. Dal 290° al 300° anniversario ci saranno una serie di eventi, tra cui questo rapporto sinergico e strutturale con il più grande teatro dell’America Latina, che non vuole soltanto celebrare glorie e fasti, ma soprattutto creare un nuovo percorso, parlando di impresa, relazioni industriali e posti di lavoro».
A seguire, il pianista Luca Spinosa, il soprano Anna Grotto e il tenore Emanuele Pellegrini, giovani artisti dell’Accademia del Teatro di San Carlo, sono stati protagonisti del concerto “Nápoles y el Sonido del Mundo”, che ha unito la tradizione musicale italiana e partenopea a quella argentina. Il concerto si è concluso tra gli applausi del pubblico del Teatro Colón e con una standing ovation.
foto





