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Salvatore Antonio Piras, Il volo dell’aquila, Guido Miano Editore, Milano 2026

A admin
16 de septiembre, 2026

Recensione di Raffaele Piazza

Salvatore Antonio Piras è nato a Monti (SS) nel 1940 e vive a Tempio Pausania. Si avvicina alla scrittura agli inizi degli anni ‘80, sempre coltivata come forma d’espressione e riflessione.

Il volo dell’aquila, il romanzo del Nostro che prendiamo in considerazione in questa sede, presenta un’acuta ed esauriente prefazione di Enzo Concardi.

La diegesi dell’opera è ambientata nella società egiziana cairota degli anni ottanta e l’autore coglie nel segno nel delinearne i fermenti sociali, politici e religiosi e le atmosfere.

Il volume ha per protagonista il giovane sardo Claudio Frau, rimasto presto orfano di entrambi i genitori e affidato allo zio paterno – imprenditore edile italiano a Il Cairo – per fargli imparare l’arabo e affinché possa dirigere il lavoro nel cantiere che è alle prese con un progetto importante proprio nella capitale egiziana.

Come fa notare Enzo Concardi nel suo scritto introduttivo gli altri personaggi che attraversano le trame narrative sono di contorno e tutti creati in funzione della definizione del temperamento, degli interessi culturali, del coraggio fisico e morale, del senso di umanità e giustizia del giovane Frau che avverte nella sua nuova vita la mancanza della sua fidanzata che è rimasta in Sardegna.

La figura del suddetto risulta originale e intrigante e viene proposta con una forte introspezione psicologica capace di scavare a 360 gradi nella sua anima, per fare emergere i compositi aspetti della sua personalità.

Piras riesce a creare un personaggio vivo e affascinante nel quale il lettore tende spontaneamente ad identificarsi in un tipo di scrittura che si manifesta intrigante e si ha la sensazione nella lettura di affondare nelle pagine proprio per la loro densità formale e contenutistica.

Centrale nel plot il tema del rapporto dialettico tra le religioni, in questo specifico caso nel confronto-scontro tra Cristianesimo e Islam. In tale contesto il giovane Frau, pur rimanendo per Fede cristiano sente il fascino della religione mussulmana da lui indagata attraverso i suoi studi sulla sua arte e ha contatti con i suoi rappresentanti, se è vero che anche le altre religioni possano custodire verità e salvezza simboleggiata nella nostra contemporaneità dall’annuale Giornata di tutte le religioni ad Assisi voluta da Giovanni Paolo II.

Cito a livello esemplificativo alcuni brani del libro. «Dopo un periodo iniziale di disorientamento (era stato per lui come andare a vivere sulla Luna o su Marte; tanto diversa era la vita al Cairo, tanto differenti le persone, le abitudini, i costumi della sua popolazione), era riuscito ad apprezzare quel disordinato agitarsi del Cairo, quel darsi da fare per sbarcare il lunario, quella loro allegria così contagiosa, quel cameratismo che faceva sì che tutti si considerassero un’immensa sterminata famiglia, il cui scopo principale era sopravvivere» (capitolo 1).

«Altro passatempo che Claudio aveva trovato era quello di girare per le moschee. Si accorse ben presto che potevano competere con le basiliche cristiane sia per ampiezza che per bellezza. Ce n’erano moltissime con i loro minareti svettanti nel cielo. Tra tutte gli piacque in particolare la moschea del sultano Hassan» (capitolo 4).

«“Oggi ti portiamo in un posto che sicuramente ti piacerà” disse la zia. Era di domenica mattina. Uscivano da una chiesa cattolica di rito copto, dove avevano partecipato alla funzione religiosa. Gli zii erano credenti e non saltavano una domenica da buoni cristiani osservanti dei precetti della chiesa»(capitolo 6).

Data la difficoltà di descrivere tutti gli aspetti del romanzo nello spazio di una recensione, concludo riportando un brano illuminante della prefazione: «Il merito principale di Salvatore Piras sta nell’aver raccontato una vicenda edificante in un contesto di neo-realismo fantasioso, mirando a valori umani e sociali condivisi».

Raffaele Piazza

Salvatore Antonio Piras, Il volo dell’aquila, prefazione di Enzo Concardi, Guido Miano Editore, Milano 2026, pp. 160, isbn 979-12-81351-93-6, mianoposta@gmail.com.

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