Serena conduce operaclassica eco italiano
NABUCODONOSOR: L’OPERA CHE CONSACRÒ VERDI TORNA AL XXVI FESTIVAL NEL NUOVO ALLESTIMENTO DI PIER LUIGI PIZZI
Francesco Lanzillotta sul podio dell’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna e del Coro del Teatro Regio di Parma preparato da Martino Faggiani, dirige l’edizione critica a cura di Roger Parker per The University of Chicago Press e Casa Ricordi.
Il nuovo allestimento, realizzato in coproduzione con il Teatro Comunale di Bologna e del Teatro Carlo Felice di Genova, porta la firma di Pier Luigi Pizzi, che ne cura anche scene e costumi.
Protagonisti Ariunbaatar Ganbaatar (Nabucodonosor), Lidia Fridman (Abigaille) e Michele Pertusi (Zaccaria), insieme a Andrés Moreno García (Ismaele), Laura Verrecchia (Fenena), Adriano Gramigni (Il Gran Sacerdote di Belo), Simone Fenotti (Abdallo) e Maria Cristina Bellantuono (Anna).
Teatro Regio di Parma
sabato 3 ottobre 2026, ore 20.00
domenica 11 ottobre 2026, ore 16.00
domenica 18 ottobre 2026, ore 20.00
sabato 24 ottobre 2026, ore 20.00
Prova aperta mercoledì 30 settembre, ore 15.30
Sono le terre di Babilonia il “Mondo lontano” di Nabucodonosor, terzo titolo operistico del XXVI Festival Verdi e capolavoro che nel 1842 trasformò un Verdi ancora sconosciuto nel nome più atteso della scena lirica italiana. Al Teatro Regio di ParmaNabucodonosor torna sabato 3 ottobre alle ore 20.00 (recite domenica 11 ottobre ore 16.00, domenica 18 ottobre ore 20.00 e sabato 24 ottobre ore 20.00) in un nuovo allestimento realizzato in coproduzione con il Teatro Comunale di Bologna e il Teatro Carlo Felice di Genova.
Sul podio, alla guida dell’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna e del Coro del Teatro Regio di Parma, preparato da Martino Faggiani, sale Francesco Lanzillotta, che dirige l’edizione critica a cura di Roger Parker per The University of Chicago Press e Casa Ricordi. Regia, scene e costumi del nuovo allestimento portano la firma di Pier Luigi Pizzi, che torna a confrontarsi con il titolo dopo le due precedenti esperienze registiche, al Maggio Musicale Fiorentino nel 1978 e in anni più recenti per la Fondazione Rete Lirica delle Marche. Le luci sono curate da Massimo Pizzi Gasparon Contarini e i movimenti di scena da Marco Berriel.
Protagonisti del nuovo allestimento sono il baritono Ariunbaatar Ganbaatar, nei panni del re assiro Nabucodonosor, e il soprano Lidia Fridman, in quelli della schiava Abigaille, al fianco del basso Michele Pertusi, tra i beniamini del pubblico del Regio, che veste i panni del gran pontefice ebreo Zaccaria. Completano il cast il tenore Andrés Moreno García(Ismaele), il mezzosoprano Laura Verrecchia (Fenena), il basso Adriano Gramigni (Il Gran Sacerdote di Belo), il tenore Simone Fenotti (Abdallo) e il soprano Maria Cristina Bellantuononel ruolo di Anna.
Nabucodonosor, terza opera di Giuseppe Verdi, fu composta su libretto di Temistocle Solera, originariamente destinato a un progetto per Otto Nicolai poi naufragato e affidato a un Verdi inizialmente riluttante dall’impresario scaligero Bartolomeo Merelli. Fu il soprano Giuseppina Strepponi, futura compagna del compositore, a convincere Merelli del valore della partitura dopo una prova al pianoforte, contribuendo a inserirla nel cartellone del Carnevale 1842. Solera trasse il soggetto, oltre che dall’Antico Testamento, dal dramma Nabuchodonosor di Auguste Anicet-Bourgeois e Francis Cornu, rappresentato a Parigi nel 1836, e dal ballo omonimo di Antonio Cortesi andato in scena alla Scala nel 1838, aggiungendovi la vicenda amorosa tra Ismaele e le sorelle rivali Fenena e Abigaille e il celebre coro degli ebrei in schiavitù, «Va, pensiero», da cui, secondo il racconto più volte proposto dallo stesso Verdi, sarebbe scaturita la scintilla che lo convinse a musicare il libretto.
Sulla genesi di Nabucodonosor pesa da sempre l’aneddoto raccontato più volte dallo stesso Verdi, quello del libretto scagliato con rabbia sul tavolo e apertosi per caso proprio sulla pagina di «Va, pensiero»: un racconto, osserva Giuseppe Martini nel programma di sala del Festival, «perfetto per fondarci sopra una leggenda», della quale però «nient’altro si conosce» quanto a reali variazioni apportate al testo di Solera. Al di là del mito, per Martini la vera cifra dell’opera va cercata altrove: «Nabucco è anche un’opera così così, con alti e bassi e molte mezze vie, che splende per riflesso del suo celebre coro», eppure capace di «funzionare come base del mito» verdiano, imponendo fin dal debutto scaligero un linguaggio fatto di «voci scure dalla melodia ampia», di «cabalette senza risparmio» e di quella «monumentalità» orchestrale che avrebbe segnato l’intero decennio successivo del compositore.
«Con Nabucodonosor – dichiara il direttore Francesco Lanzillotta – la carriera di Verdi decollò in maniera pressoché definitiva, dopo l’accoglienza di stima riservata a Oberto e l’accidentato impatto di Un giorno di regno. Il fascino di quest’opera sta proprio nell’alternanza fra un’orchestra imponente, graffiante e a tratti violenta, e pagine di estremo lirismo affidate a pochi strumenti, in cui l’elemento cameristico diventa protagonista: ogni nota ha un peso teatrale, strettamente connesso al testo. Nabucodonosor apre la strada a un teatro musicale diverso, che Verdi percorrerà senza indugio fino a rivoluzionare definitivamente il mondo operistico, a cominciare già dall’opera successiva, I Lombardi alla prima crociata».
«Ho firmato la regia di Nabucodonosor altre due volte – racconta il regista Pier Luigi Pizzi, che cura anche scene, costumi e luci del nuovo allestimento – la prima al Maggio Musicale Fiorentino nel 1978, al fianco di Riccardo Muti e Luca Ronconi, in un monumentale progetto di teatro nel teatro; la seconda per il Marche, in uno spazio della memoria più essenziale, dove ho cercato di raccontare con chiarezza l’intricata vicenda di Abigaille e Nabucodonosor. È da questa seconda esperienza che riparto oggi, in un modo ancora più stringato, affidandomi a un metodo che parte dal testo, reso con estrema incisività, per poi abbandonarsi alla musica. Visivamente non ho bisogno di stupire: procedo per sottrazione, eliminando tutto ciò che appare superfluo, per lasciare spazio soltanto all’essenziale. Dobbiamo semplicemente cercare di produrre emozione».
PROVA APERTA
Il pubblico potrà assistere alle ultime prove dell’opera prima del debutto: la prova aperta di Nabucodonosor è mercoledì 30 settembre alle ore 15.30 e i biglietti per questa data saranno acquistabili al costo di 10 euro (non più di due a persona), da lunedì 28 settembre esclusivamente presso la Biglietteria del Teatro Regio, aperta dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 18.00.
BIGLIETTI
Biglietti a partire da 10 euro, in vendita in biglietteria e online su teatroregioparma.it.
BIGLIETTERIA DEL TEATRO REGIO DI PARMA
Strada Giuseppe Garibaldi, 16/A – 43121 Parma Tel. +39 0521 203999
biglietteria@teatroregioparma.it
orari di apertura: martedì, giovedì e sabato 10.00-13.00; mercoledì e venerdì 10.00-13.00, 16.00-18.00; nei giorni di spettacolo, a partire da un’ora e mezza prima dell’inizio della recita. Chiuso il lunedì, la domenica e i giorni festivi.
PARTNER E SPONSOR
Il Festival Verdi è realizzato grazie al contributo di Ministero della Cultura, Regione Emilia-Romagna, Reggio Parma Festival, Comune di Parma. Major partner Fondazione Cariparma. Main partner Chiesi. Cultural partner Crédit Agricole. Media partner Mediaset Publitalia ’80. Main sponsor Iren, Barilla. Sponsor Unione Parmense degli Industriali, Opem, Dallara, Agugiaro e Figna, Mutti, Amoretti. Identity Partner Parma Calcio. Educational partner Parmalat. Premium Partner Parmigiano Reggiano. Safety Partner Rainieri. Sostenitori La Giovane, Glove ICT, Grasselli, Cavalca, CePIM, Polo Parma, Sicim, Colser, Delicius, Milosped. Mobility partner Tep. Tour Operator Partner Parma Incoming. Radio Ufficiale Radio Monte Carlo. Fairplay Partner Zebre Parma. Wine partner Oinoe. Digital counselling Unsocials. Con il supporto di “Parma, io ci sto!”. Legal counselling Villa&Partners. Partner scientifico Istituto Nazionale di Studi Verdiani. Special thanks to International Friends of Festival Verdi. Con il contributo di Comune di Busseto, Ascom e Ascom Confcommercio Parma Fondazione, Camera di Commercio dell’Emilia, Fondazione Monte Parma. Production Partner di Verdi Off e Sostenitore tecnico DS Solutions. Sostenitori tecnici Teamwork, Graphital. Partner artistici e istituzionali Coro del Teatro Regio di Parma, Conservatorio “Arrigo Boito” di Parma, Società dei Concerti di Parma, La Toscanini. Il Teatro Regio aderisce a Parma Città ClimateNeutral2030, Atit, Agis, Comitato per la Salvaguardia dell’Arte del Canto Lirico Italiano, Fedora, Opera Europa, Opera Vision, Emilia taste, nature & culture.
Parma, 27 settembre 2026
Walter Vitale
Ufficio stampa del Festival Verdi
Teatro Regio di Parma
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Teatro Regio di Parma
Sabato 3 ottobre, ore 20:00
Domenica 11 ottobre, ore 16:00
Domenica 18 ottobre, ore 20:00
Sabato 24 ottobre, ore 20:00
Prova aperta mercoledì 30 settembre, ore 15:30
DURATE
Parte I
(AttoI e Atto II 2) 70 minuti
Intervallo 20 minuti
Parte II
(Atti III e Atto IV) 55 minuti
Totale: 2ore e 25 minuti
NABUCODONOSOR
Dramma lirico in quattro parti su libretto di Temistocle Solera, dal dramma Nabuchodonosor di Auguste Anicet-Bourgeois e Francis Cornu e dal ballo Nabuccodonosor di Antonio Cortesi.
Prima rappresentazione il 9 marzo 1842 al Teatro alla Scala di Milano
Musica GIUSEPPE VERDI
Edizione critica a cura di Roger Parker, The University of Chicago Press e Casa Ricordi
Direttore Francesco Lanzillotta
Regia, scene, costumi Pier Luigi Pizzi
Luci Massimo Pizzi Gasparon Contarini
Movimenti di scena Marco Berriel
Nabucodonosor Ariunbaatar Ganbaatar
Ismaele Andrés Moreno García
Zaccaria Michele Pertusi
Abigaille Lidia Fridman
FenenaLaura Verrecchia
Il Gran Sacerdote di Belo Adriano Gramigni
Abdallo Simone Fenotti
Anna Maria Cristina Bellantuono*
*già allieva di Accademia Verdiana
ORCHESTRA DEL TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA
CORO DEL TEATRO REGIO DI PARMA
Maestro del coro Martino Faggiani
Nuovo allestimento
Teatro Regio di Parma
In coproduzione con
Teatro Comunale di Bologna
Teatro Carlo Felice di Genova
Spettacolo con sopratitoli in italiano e inglese
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