Serena conduce operaclassica eco italiano
RAMIFICAZIONI
DALLE RADICI VERDIANE SEI PERCORSI
VERSO I MONDI LONTANI
Quattro concerti, danza e teatro musicale per la terza edizione della sezione del Festival che intreccia l’eredità verdiana con la creatività di altri compositori.
Ingo Metzmacher per la prima volta al Festival Verdi sul podio della Filarmonica Arturo Toscanini;il Quartetto Luigi Magnani tra Debussy e Dvořák;Ciro Longobardi e Andrea Rebaudengo in Mantra di Stockhausen.
Al Teatro Farnese Zenobia Regina di Lucia Ronchetti
in prima esecuzione in lingua italiana e araba.
Le MicroDanze di CCN/Aterballetto nei luoghi di Parma.
NABUCCO_CANTO DEL MONDO MUTILATO di Lenz Fondazione,nuova commissione del Festival Verdi.
Parma
Auditorium Niccolò Paganini
Ridotto del Teatro Regio
Complesso monumentale della Pilotta
Teatro Farnese
Auditorium del Carmine
dal 4 al 22 ottobre 2026
Quattro concerti, la danza e una nuova commissione dal Festival Verdi creano un filo rosso che dall’Ottocento verdiano arriva fino ai conflitti del presente: è la terza edizione di Ramificazioni, che dal 4 al 22 ottobre 2026 porta a Parma, nell’ambito del Festival Verdi, sei appuntamenti tra musica sinfonica e da camera, teatro musicale, danza e performance. Sezione del Festival nata con l’obiettivo di stabilire relazioni e sollecitare confronti con la produzione verdiana e con il tema che ispira ogni edizione, Ramificazioni segue quest’anno le suggestioni di Mondi lontani, il titolo scelto per il XXVI Festival, e accompagna il pubblico in un viaggio attraverso culture, epoche e linguaggi che, come rami da un unico tronco, crescono intorno all’eredità del Maestro.
Il nome stesso della rassegna ne dichiara la vocazione. Se il cuore del Festival Verdi resta l’opera del Maestro, eseguita nelle edizioni critiche e affidata a nuovi allestimenti, Ramificazioni nasce per esplorare ciò che da quel tronco si dirama: i compositori che ne hanno raccolto l’eredità, i linguaggi che ne rileggono i temi, le domande che le sue opere continuano a porre al presente.
Nel 2026 il dialogo si articola intorno al tema dei Mondi lontani. La fascinazione per l’esotico che lega le ambientazioni dei tre titoli in cartellone – il Perù di Alzira, la Babilonia di Nabucodonosor, l’Egitto di Aida – non si esaurisce infatti con Verdi. Proprio negli anni in cui il Maestro congedava il teatro con Falstaff e si raccoglieva nella spiritualità dei Pezzi sacri, l’arte europea guardava sempre più spesso verso civiltà remote e misteriose, in cerca di nuove forme e di nuovi colori: Wagner verso il buddismo in Parsifal, Debussy verso l’Oriente, Dvořák verso il folclore del Nuovo Mondo. Un’attrazione che attraversa l’intero Novecento, fino alla filosofia indiana di Stockhausen e al Giappone di Henze, e che nel teatro musicale di oggi diventa racconto di guerre, esili e migrazioni.
È questo il senso più profondo della rassegna: i mondi che l’Ottocento immaginava lontani sono oggi vicini, e i loro destini sono legati ai nostri. Con Ramificazioni il Festival Verdi intende contribuire alla riflessione sui conflitti che attraversano la società contemporanea e sull’importanza delle relazioni tra gli individui e tra i popoli, portando la musica di ieri e di oggi in luoghi della città capaci di amplificarne il significato, dal seicentesco Teatro Farnese alla Galleria Petitot del Complesso monumentale della Pilotta, ancora segnata dalle ferite dei bombardamenti del 1944.
Ad aprire la rassegna, domenica 4 ottobre alle ore 18.00 all’Auditorium Niccolò Paganini, è Ingo Metzmacher, che per la prima volta sale sul podio del Festival Verdi alla guida della Filarmonica Arturo Toscanini. Il programma si apre con il preludio di Parsifal (1877-1882), ultimo approdo della visione totalizzante dell’arte di Richard Wagner, intriso della filosofia buddista e della cultura orientale che in quegli anni si diffondeva in Europa. Segue Appassionatamente plus (2003) di Hans Werner Henze, lavoro per grande orchestra che deriva da Gogo no Eiko, versione in lingua giapponese dell’opera Das Verratene Meer (Lo sdegno del mare), composta tra il 1986 e il 1989 da una novella di Yukio Mishima: la pagina di un autore mai convenzionale, curioso e infallibile uomo di teatro, sensibile come pochi al fascino del timbro. Chiudono il concerto due capolavori di Claude Debussy, tra i padri del Novecento musicale: il Prélude à l’après-midi d’un faune, con cui la musica comincia a liberarsi dai vincoli formali per affidarsi alla poesia del timbro e delle dinamiche, e La Mer, la tappa più matura di quel percorso.
Mercoledì 7 ottobre alle ore 20.30 il Ridotto del Teatro Regio di Parma accoglie il Quartetto Luigi Magnani – Paolo Mora e Michele Rossi ai violini, Novella Bianchi alla viola, Giacomo Fossa al violoncello – in un programma dedicato a due quartetti nati nello stesso anno, il 1893, e alla fascinazione che i loro autori provarono per le voci e le tradizioni di terre lontane. Nel Quartetto in sol minore Debussy, attratto dall’Oriente, fonde il clima misterioso della poesia simbolista dell’amico Mallarmé con il ricordo delle armonie di Parsifal, e costruisce l’intera architettura su pochi temi continuamente ripresi e variati, osservati ogni volta sotto una luce diversa, come la Cattedrale di Rouen dipinta da Monet nelle diverse ore del giorno. Il Quartetto in fa maggiore op. 96, noto come «Americano», nasce invece dal soggiorno di Dvořák a New York come direttore del Conservatorio: ritmi e melodie di quella terra, filtrati dalla sensibilità del compositore, animano pagine che alternano il lirismo nostalgico del celebre secondo movimento al vitalismo di un finale dal sapore di festa popolare. «Nelle pagine di Dvořák – spiegano i musicisti del Quartetto – la grande difficoltà è data dalla resa dell’elemento ritmico, che è la componente fondamentale della scrittura del Quartetto “Americano”. Nei passaggi più lirici però le melodie di Dvořák richiedono un grande apporto espressivo, che è ciò che dà vita alla musica».
Venerdì 9 e domenica 11 ottobre la danza entra in Ramificazioni con le MicroDanze del CCN/Aterballetto. L’idea di Gigi Cristoforetti ha debuttato al Museo dell’Acropoli di Atene il 9 ottobre del 2021. A distanza esatta di 5 anni, le MicroDanze arrivano a Parma riunendo sei creazioni firmate da altrettanti coreografi che saranno eseguite in cinque diversi luoghi della città: Soft P. di Diego Tortelli sarà a Palazzo Marchi, Near Life Experience di Angelin Preljocaj alla Biblioteca San Giovanni, After image di Philippe Kratz alla Pinacoteca Stuard,Platform02 di Ina Lesnakowski nella Sala delle colonne del Chiostro della fontana, Eppur si muove di Francesca Lattuada nel Chiostro della fontana. Il tour si conclude al Ridotto del Teatro Regio con The Great Silencedi
Dunja Jocić in prima assoluta, nuova commissione del Festival Verdi.
Per le modalità di partecipazione, tutte le informazioni sono sul sito teatroregioparma.it
Da lunedì 12 a giovedì 15 ottobre (ore 20.00 il 12 e il 13, ore 19.00 il 14 e il 15) la Galleria Petitot del Complesso monumentale della Pilotta ospita in prima assoluta la commissione del Festival NABUCCO_CANTO DEL MONDO MUTILATO, nuova creazione site-specific di Lenz Fondazione firmata da Maria Federica Maestri e Francesco Pititto, che sarà presentata in conferenza stampa martedì 6 ottobre alle ore 12 al Ridotto del Teatro Regio. Il Va, pensiero diventa qui materia contemporanea per interrogarsi su un presente segnato dalla guerra e dall’esilio: la drammaturgia di Pititto intreccia il libretto di Temistocle Solera ai versi di Salvatore Quasimodo e di Friedrich Hölderlin, mentre l’installazione di Maestri trasforma la Pilotta – colpita dai bombardamenti del maggio 1944, che distrussero il Teatro Farnese e oltre 15.000 volumi della Biblioteca Palatina – in un paesaggio della memoria in dodici quadri, dallo scalone monumentale all’atrio del Teatro Farnese fino alla Galleria Petitot. A intonare il coro verdiano, spogliato di ogni retorica, sono 28 bambine e bambini del Coro di voci bianche del Teatro Regio di Parma, preparati da Elena Scamuzzi, insieme all’attrice Valentina Barbarini e alla giovane performer Agata Pelosi, con la consulenza musicale di Adriano Engelbrecht. «Il nostro lavoro – dichiarano Pititto e Maestri – vuole essere testimonianza agita di una doppia violenza, di una doppia perdita, di una doppia mutilazione: quella dell’infanzia e quella del patrimonio culturale».
Giovedì 15 ottobre alle ore 21.00 il Teatro Farnese, in collaborazione con il Complesso monumentale della Pilotta, accoglie la prima esecuzione della versione in lingua italiana e araba di Zenobia Regina, teatro musicale per attrice, vocalist, mezzosoprano, ensemble vocale femminile, ensemble d’archi e percussioni di Lucia Ronchetti, su libretto di Mohammad Al Attar, con frammenti da Zenobia, regina de’ Palmireni di Tomaso Albinoni su libretto di Antonio Marchi (1694). Nata su commissione della Münchener Biennale come progetto sulla migrazione contemporanea, l’opera sarà eseguita a Parma, con il sostegno di SIAE e all’interno del cartellone di Reggio Parma Festival 2026,in forma di concerto scenico da Susanne Blumenthal alla guida dell’Ensemble Filarmonica Arturo Toscanini, con l’attrice Sara El Debuch, il mezzosoprano Silvia Regazzo, la vocalist Mais Harb e il percussionista Elias Aboud. Al centro del racconto c’è Zeina, giovane archeologa siriana che a Palmira ha studiato la figura dell’antica regina Zenobia e che, travolta dalla guerra, è costretta a rifugiarsi in Germania, senza riuscire a separarsi dalla memoria della propria terra. La partitura di Albinoni, unica sua opera sopravvissuta alla distruzione della Biblioteca di Stato sassone di Dresda nel 1945 grazie a un lungo viaggio che l’ha portata fino alla Biblioteca del Congresso di Washington, diventa così il simbolo di una migrazione che riguarda persone e opere, ieri come oggi. «Palmira oggi – scrive Lucia Ronchetti – più che il luogo mitico di una grande civiltà è il sito dell’atroce prigione di Tadmur, dove molti dissidenti furono imprigionati e torturati, e il sito archeologico distrutto dall’ISIS nel 2015».
Ultimo appuntamento, anch’esso parte del cartellone di Reggio Parma Festival 2026, è giovedì 22 ottobre alle ore 20.30 all’Auditorium del Carmine, dove i pianisti Ciro Longobardi e Andrea Rebaudengo,entrambi al debutto al Festival Verdi, insieme all’elettronica e alla regia del suono di Walter Prati e Massimo Mariani di MMT Creative Lab, eseguono Mantra di Karlheinz Stockhausen, composizione per due pianoforti, con wind blocks e cimbali antichi, ed elettronica.
Concepita a Osaka nel 1970 e tra le opere più significative del Novecento. Approdato, dopo le esperienze del serialismo e della forma «a momenti», a una visione in cui il suono diventa mezzo di connessione con le forze cosmiche, Stockhausen costruisce l’intero lavoro su un’unica formula di tredici note, il «mantra», che si espande e si contrae in tredici grandi cicli, ciascuno aperto dai rintocchi dei cimbali antichi, mentre l’elettronica, attraverso la modulazione ad anello del suono dei pianoforti, dà vita a un continuo «respiro» dell’armonia tra dissonanza e consonanza. Stockhausen raccontava a proposito di Mantra: «Ho avuto l’idea di rappresentare una singola figura musicale, una “formula”, che si sarebbe poi espansa in un arco temporale più lungo, intendo cinquanta o sessanta minuti. […] Così ho trascritto questa melodia su una busta…».
PARTNER E SPONSOR
Il Festival Verdi è realizzato grazie al contributo di Ministero della Cultura, Regione Emilia-Romagna, Reggio Parma Festival, Comune di Parma. Major partner Fondazione Cariparma. Main partner Chiesi. Cultural partner Crédit Agricole. Media partner Mediaset Publitalia ’80. Main sponsor Iren, Barilla. Sponsor Unione Parmense degli Industriali, Opem, Dallara, Agugiaro e Figna, Mutti, Amoretti. Identity Partner Parma Calcio. Educational partner Parmalat. Premium Partner Parmigiano Reggiano. Safety Partner Rainieri. Sostenitori La Giovane, Glove ICT, Grasselli, Cavalca, CePIM, Polo Parma, Sicim, Colser, Delicius, Milosped. Mobility partner Tep. Tour Operator Partner Parma Incoming. Radio Ufficiale Radio Monte Carlo. Fairplay Partner Zebre Parma. Wine partner Oinoe. Digital counselling Unsocials. Con il supporto di “Parma, io ci sto!”. Legal counselling Villa&Partners. Partner scientifico Istituto Nazionale di Studi Verdiani. Special thanks to International Friends of Festival Verdi. Con il contributo di Comune di Busseto, Ascom e Ascom Confcommercio Parma Fondazione, Camera di Commercio dell’Emilia, Fondazione Monte Parma. Production Partner di Verdi Off e Sostenitore tecnico DS Solutions. Sostenitori tecnici Teamwork, Graphital. Partner artistici e istituzionali Coro del Teatro Regio di Parma, Conservatorio “Arrigo Boito” di Parma, Società dei Concerti di Parma, La Toscanini. Il Teatro Regio aderisce a Parma Città ClimateNeutral2030, Atit, Agis, Comitato per la Salvaguardia dell’Arte del Canto Lirico Italiano, Fedora, Opera Europa, Opera Vision, Emilia taste, nature & culture.
BIGLIETTI
Biglietti in vendita presso la Biglietteria del Teatro Regio di Parma e online su teatroregioparma.it. Per NABUCCO_CANTO DEL MONDO MUTILATO i biglietti sono disponibili anche la sera stessa, a partire da un’ora prima dell’inizio, presso la biglietteria allestita alla base dello scalone monumentale del Complesso della Pilotta.
BIGLIETTERIA DEL TEATRO REGIO DI PARMA
I biglietti per tutti gli spettacoli sono disponibili online su teatroregioparma.it.
Per informazioni Strada Giuseppe Garibaldi, 16/A – 43121 Parma
Tel. +39 0521 203999 – biglietteria@teatroregioparma.it
Orari di apertura: martedì, giovedì e sabato 10.00-13.00; mercoledì e venerdì 10.00-13.00, 16.00-18.00; nei giorni di spettacolo, a partire da un’ora e mezza prima dell’inizio della recita. Chiuso il lunedì, la domenica e i giorni festivi.
PROMOZIONI E AGEVOLAZIONI
È possibile creare il proprio carnet scegliendo almeno 3 spettacoli tra quelli in programma, con una riduzione del 20% sul prezzo intero di ciascun biglietto.
Gli Under35 hanno diritto a una riduzione del 50% sul prezzo dei biglietti.
Parma, 28 settembre 2026
Walter Vitale
Ufficio stampa del Festival Verdi
Teatro Regio di Parma
strada Garibaldi 16/A, 43121 Parma – Italia
Tel. +39 0521 203969 / 333 5243419
stampa@teatroregioparma.it
www.teatroregioparma.it
Ramificazioni
Parma, Auditorium Niccolò Paganini
domenica 4 ottobre 2026, ore 18.00
CONCERTO SINFONICO
Musica RICHARD WAGNER
Parsifal, preludio
Musica HANS WERNER HENZE
Appassionatamente plus
Musica CLAUDE DEBUSSY
Prélude à l’après-midi d’un faune
La Mer
Direttore INGO METZMACHER
FILARMONICA ARTURO TOSCANINI
Ramificazioni
Ridotto del Teatro Regio di Parma
mercoledì 7 ottobre 2026, ore 20.30
DEBUSSY, DVOŘÁK
Musica CLAUDE DEBUSSY
Quartetto in sol minore
Musica ANTONÍN DVOŘÁK
Quartetto in fa maggiore op. 96 “Americano”
QUARTETTO LUIGI MAGNANI
Violini PAOLO MORA, MICHELE ROSSI
Viola NOVELLA BIANCHI
Violoncello GIACOMO FOSSA
Ramificazioni
Parma
venerdì 9 ottobre 2026
domenica 11 ottobre 2026
MICRODANZE
commissione del Festival Verdi in prima assoluta
CCN/ATERBALLETTO
da un’idea di Gigi Cristoforetti
Coreografie
Terra Piccola ANTONELLA BERTONI
Afterimage PHILIPPE KRATZ
Eppur si muove FRANCESCA LATTUADA
Platform02 INA LESNAKOWSKI
Near Life Experience ANGELIN PRELJOCAJ
A gig DIEGO TORTELLI
The Great Silence DUNJA JOCIĆ
Ramificazioni
Galleria Petitot, Complesso monumentale della Pilotta
lunedì 12 ottobre 2026, ore 20.00
martedì 13 ottobre 2026, ore 20.00
mercoledì 14 ottobre 2026, ore 19.00
giovedì 15 ottobre 2026, ore 19.00
Durata 40 minuti
NABUCCO_CANTO DEL MONDO MUTILATO
commissione del Festival Verdi in prima assoluta
creazione site-specific per il Festival Verdi 2026
esfiltrazioni drammaturgiche dal dramma lirico in quattro parti su libretto di Temistocle Solera,
dal dramma Nabuchodonosor di Auguste Anicet-Bourgeois e Francis Cornu,
liriche di Salvatore Quasimodo e Friedrich Hölderlin
Drammaturgia, imagoturgia FRANCESCO PITITTO
Composizione, installazione, involucri MARIA FEDERICA MAESTRI
Performer VALENTINA BARBARINI
AGATA PELOSI
Consulenza musicale ADRIANO ENGELBRECHT
CORO DI VOCI BIANCHE DEL TEATRO REGIO DI PARMA
Maestra del coro ELENA SCAMUZZI
Produzione LENZ FONDAZIONE
Ramificazioni
Teatro Farnese
giovedì 15 ottobre 2026, ore 21.00
Durata 60 minuti circa
ZENOBIA REGINA
prima esecuzione della versione in lingua italiana e araba
teatro musicale per attrice, vocalist, mezzosoprano, ensemble vocale femminile,
ensemble d’archi e percussioni, con frammenti da Zenobia, regina de’ Palmireni
di Tomaso Albinoni su libretto di Antonio Marchi (1694)
libretto di Mohammad Al Attar
Musica LUCIA RONCHETTI
Casa Ricordi, Milano
Attrice SARA EL DEBUCH
Mezzosoprano SILVIA REGAZZO
Voce MAIS HARB
Percussionista ELIAS ABOUD
Direttore SUSANNE BLUMENTHAL
ENSEMBLE FILARMONICA ARTURO TOSCANINI
In collaborazione con Complesso monumentale della Pilotta
Lo spettacolo rientra nel cartellone Reggio Parma Festival 2026
Ramificazioni
Parma, Auditorium del Carmine
giovedì 22 ottobre 2026, ore 20.30
MANTRA
per due pianoforti, con wind blocks e cimbali antichi, ed elettronica (1970)
Musica KARLHEINZ STOCKHAUSEN
PianoforteCIRO LONGOBARDI, ANDREA REBAUDENGO
elettronica, regia del suono WALTER PRATI, MASSIMO MARIANI – MMT Creative Lab
Lo spettacolo rientra nel cartellone Reggio Parma Festival 2026
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Teatro Elfo Puccini
Milano, dicembre 2015
