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Fotografia. Cesure. Lines of Fracture. A Ferrara dal 2 ottobre la mostra fotografica su conflitti, migrazioni e crisi ambientali

A admin
30 de septiembre, 2026

A Ferrara inaugura la mostra diffusa Cesure. Lines of Fracture. Fotografie su conflitti, migrazioni e crisi ambientali per mostrare le trasformazioni delle culture e della società contemporanea Attraverso il fotogiornalismo e la fotografia di ricerca, l’esposizione affronta i temi centrali del nostro tempo scegliendo la periferia come punto di osservazioneSfoglia la galleryIl ritratto di una persona nei territori de-occupati dell’Ucraina, un gruppo di migranti appena soccorsi e avvolti nelle coperte termiche durante la traversata in mare e, ancora, un uomo che attraversa un paesaggio immerso nel fumo durante la “March of Return” a Gaza nel 2018. Sono queste alcune delle immagini, dedicate alle fotografia documentaria, che popoleranno la mostra collettiva Cesure. Lines of Fracture, curata dal critico della cultura e curatore Nicola Patruno e dal fotografo e artista Luca Santese, con il coordinamento scientifico e organizzativo dello storico d’arte dei Musei nazionali di Ferrara, Marcello Toffanello. L’esposizione, che inaugurerà il prossimo venerdì 2 ottobre alle 18 al Museo Archeologico Nazionale di Ferrara, si terrà all’interno delle quattro sedi dei Musei nazionali – estendendosi anche con alcune installazioni temporanee all’interno della città – e continuerà fino al 10 gennaio 2027. Le fotografie. Provenienti dall’archivio del collettivo fotografico Cesura, le fotografie affrontano i temi dei conflitti, delle migrazioni, delle disuguaglianze sociali, delle crisi ambientali e delle marginalità urbane, tutte questioni  urgenti nella nostra società. La direttrice dell’intera mostra è l’idea di periferia non soltanto come luogo geografico, ma anche come punto di osservazione dal quale rileggere le relazioni fra centro e margine e le trasformazioni della società contemporanea. Gli artisti. Sette gli artisti del collettivo Cesura coinvolti, attivi a livello internazionale nel campo della fotografia documentaria e del reportage. Da Arianna Arcara, la cui ricerca si concentra sul concetto di confine, naturale, urbano e culturale indagando il rapporto tra fotografia, territorio e soggetti rappresentati a Francesco Bellina, che attraverso le fotografie indaga principalmente le questioni socio-politiche contemporanee, con particolare attenzione ai fenomeni migratori. Ma anche Maria Elisa Ferraris, il cui lavoro esplora il rapporto tra presenza umana e paesaggio, tra documentazione ed evocazione personale, utilizzando l’immagine come strumento di indagine; Angelo Leonardo che  affronta questioni sociali e identitarie, con particolare attenzione alle condizioni di marginalità; Gabriele Micalizzi, fotografo la cui ricerca si concentra sulle condizioni sociali e sul rapporto tra le persone e i territori in cui vivono. Dal 2011 ha documentato gli eventi legati alle Primavere arabe e ha seguito numerosi conflitti internazionali, mentre nel 2016 è sostenuto da Leica ed è stato il primo vincitore di Master of Photography. Tra gli espositori anche Marco P. Valli, che sviluppa la sua indagine nell’ambito della fotografia documentaria e della ricerca artistica e il curatore Luca Santese, la cui ricerca si muove tra immagine fotografica, archivi ed editoria, combinando pratica documentaria e sperimentazione. La mostra. Selezionata e finanziata dal Ministero della Cultura nell’ambito dell’avviso pubblico “Il Museo rigenera – ed. Fotografia”, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea, la mostra Cesure. Lines of Fracture rappresenta uno dei primi grandi progetti sviluppati dai neo istituiti Musei nazionali di Ferrara. Proprio a ribadire l’importanza della periferia e del punto di vista obliquo, la mostra si sviluppa per cerchi concentrici e sovrapposti, generando spazi di osmosi tra immagini, architetture e tessuto urbano. In queste sovrapposizioni, centro e periferia non designano soltanto posizioni geografiche, ma diventano categorie della cultura, dell’arte e delle forme attraverso cui esse si articolano. “Il procedimento curatoriale – spiegano Nicola Patruno e Luca Santese – ha seguito lo spirito dell’Atlas dello storico dell’arte Aby Warburg, per cui le opere non vengono ordinate secondo l’ordine cronologico, ma vengono messe in relazione attraverso accostamenti, analogie, contrasti e richiami visivi, accostando le opere tanto per i loro contenuti archetipici quanto per le loro affinità morfologiche. Ne emerge un’indagine sulle forme attraverso cui la cultura, nel corso del tempo, plasma, trasmette e trasforma le proprie immagini”.Gli appuntamenti. Il fine settimana inaugurale prevede visite guidate con i curatori, aperture serali del Museo Archeologico e della Pinacoteca e workshop con i fotografi di Cesura, tutte le info sul sito del collettivo.
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