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TORNA LA MANIFESTIVAL: dal 9 all’11 ottobre la seconda edizione «Sindrome americana». A Roma alla Garbatella tre giorni di incontri, proiezioni e concerti a cura della redazione del manifesto

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2 de octubre, 2026

COMUNICATO STAMPA

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La Manifestival torna a Roma dal 9 all’11 ottobre 2026

La seconda edizione dedicata agli Usa “Sindrome americana” 

Tre giorni di incontri, proiezioni e concerti organizzati dalla redazione del quotidiano il manifesto

Torna per la seconda edizione La Manifestival: dal 9 all’11 ottobre 2026, nel quartiere romano della Garbatella, tre giorni di talk, dibattiti, laboratori, spettacoli e mostre a ingresso gratuito organizzati dal quotidiano il manifesto. 

Il titolo di quest’anno è «Sindrome americana». Alla vigilia delle elezioni di midterm che segneranno il futuro prossimo degli Stati Uniti, il focus sarà sulle politiche trumpiane e i loro risvolti globali: il crepuscolo della democrazia Usa, le retate dell’Ice, la persecuzione degli antifa, le minacce a Cuba e altri stati sovrani.

Tutti gli eventi sono organizzati dalla redazione del manifesto, giornale che, in controtendenza rispetto al resto dell’editoria quotidiana, continua a crescere. Per copie vendute e offerta giornalistica, ma soprattutto nella passione dei suoi lettori.

Tanti gli ospiti internazionali di prestigio che arriveranno a Roma per l’occasione: l’avvocata Diana Buttu, membro della Commissione palestinese indipendente per i diritti umani; la scrittrice palestinese Adania Shibli; Mark Bray, storico presso la Rutgers University, specializzato in antifascismo, anarchismo e radicalismo politico, e autore, tra le altre opere, del bestseller del New York Times Antifa: The Anti-Fascist Handbook; la penalista tedesca Antonia von der Behrens, specializzata in reati di natura politica; la ex giudice dell’immigrazione del tribunale di New York Olivia Cassin; l’attivista dell’Unión del Barrio di Los Angeles Ron Gochez. E poi ancora il Premio Pulitzer Viet Than Nguyen, il docente di relazioni internazionali della Tsinghua University di Pechino Zou Jianren e la segretaria generale del Center for China and Globalization Mabel Lu Miao, il pluripremiato vignettista satirico Tom Tomorrow. 

Con tutta la redazione del manifesto, i suoi collaboratori e le firme storiche del quotidiano si affronteranno anche i grandi temi di attualità: la questione ecologica, il mondo del lavoro, le sfide dell’intelligenza artificiale. Spazio anche alle culture emergenti nel fumetto con Maicol & Mirco, l’ideatore e curatore della Fine del Mondo, la rivista mensile del manifesto, alla musica e al teatro. 

«Facciamo la manifestival per portare il nostro giornale in luoghi aperti e pubblici, così che possa incrociare nuove lettrici e nuovi lettori. Lo facciamo per presentarci a chi magari ha sentito parlare di noi ma non ci ha mai letto, per chi pensa che comprare ogni tanto un quotidiano o abbonarsi sia un’abitudine del secolo scorso. Ma lo facciamo anche per restituire alla vasta comunità delle nostre sostenitrici e dei nostri sostenitori un po’ dell’affetto con cui ci circondano ogni giorno, con decine di appuntamenti gratuiti», la dichiarazione del direttore del manifesto Andrea Fabozzi.

«Dopo la prima edizione dedicata alla Palestina, anche quest’anno abbiamo deciso di partire da oltreconfine, di mettere al centro i temi internazionali per arrivare a guardare cosa accade qui da noi, in Italia. Il focus del festival sarà gli Stati Uniti e la deriva suprematista figlia delle politiche trumpiane. Una crisi grave della democrazia liberale per come l’abbiamo conosciuta nel secondo dopoguerra e che sta interessando sempre più paesi, a ogni latitudine, soprattutto nel cuore dell’Europa», le parole di Chiara Cruciati, vicedirettrice del quotidiano.

«Con la manifestival portiamo i temi che affrontiamo quotidianamente sulle nostre pagine direttamente alle lettrici e ai lettori a in generale a chi – e abbiamo visto lo scorso anno che sono tante e tanti – sente l’esigenza di un momento di incontro e di confronto fuori dal flusso a ritmo continuo della propaganda e dei tentativi di manipolare  l’informazione. Tre giorni di detox per allargare lo sguardo e approfondire, per stare insieme anche con buona musica, fumetti e molto altro» ha spiegato la vicedirettrice Micaela Bongi. 

Sindrome americana

Nonostante nel mondo dilaghino i fascismi, a essere perseguitati sono soprattutto gli antifascisti: lo dimostra il tentativo di Trump di fare della sigla «Antifa» un’organizzazione terroristica. Di questo e della criminalizzazione del dissenso parleranno lo storico Mark Bray e Antonia von der Behrens nel panel La persecuzione degli antifa, che si terrà nella sala del Teatro Palladium venerdì 9 ottobre alle 18,30, moderati dal giornalista del manifesto Mario di Vito. Fondamentale anche l’approfondimento sulla stretta illegale sull’immigrazione dell’amministrazione americana e sul ruolo degli agenti dell’Ice: interverranno la ex giudice dell’immigrazione del tribunale di New York Olivia Cassin e Ron Gochez, cofondatore dell’organizzazione losangelina di autodifesa dall’Ice Union del Barrio, che spiegheranno anche l’importanza delle strategie di resistenza dal basso (sabato 10 ottobre, alle 19,15 al Teatro Palladium, modera Giovanna Branca del manifesto). Alla luce di queste politiche, gli Usa sono da dieci anni caso di studio sulla degenerazione di una “democrazia avanzata” in autoritarismo nazional populista: come è stato possibile un cambiamento così radicale in tempi così brevi? Ne discuteranno lo scrittore premio Pulitzer Viet Than Nguyen e Dominic Hawkins, vicedirettore delle comunicazioni della National Association for the Advacement of Colored People, domenica 11 ottobre, alle 16 al Teatro Palladium, con i giornalisti del manifesto Luca Celada e Giovanna Branca. Negli ultimi anni negli Stati Uniti si è però costruita anche un’alternativa politica fondata su giustizia sociale e sostenibilità: il movimento del socialismo democratico fondato da Bernie Sanders vince le elezioni nella città di New York e costruisce reti di organizzazione nei quartieri. Ce lo racconteranno due esponenti del Democratic Socialists of America: la senatrice Julia Salazar, che si occupa di diritto alla casa, lavoro e di tassazione dei grandi patrimoni e presiede la commissione su vittime di reato, criminalità e sistema carcerario, e Tiffany Cabán, membro del New York City Council, District 22, per anni difensore d’ufficio nella lotta contro l’incarcerazione di massa, è presidente della Commissione per la salute mentale e l’abuso di sostanze, copresidente del Progressive Caucus del Consiglio e leader di Local Progress, un’organizzazione nazionale che riunisce funzionari locali progressisti (Socialisti d’America, Teatro Palladium alle 17,45, modera Marina Catucci, il manifesto). Non mancherà poi un momento di analisi dei rapporti tra Stati Uniti e Cina e di come questi impattino sul resto del mondo: Mabel Lu Miao, segretaria generale del Center for China and Globalization e il docente della Tsinghua University Zou Jianren, discuteranno con il giornalista di Chora e scrittore Simone Pieranni delle sfide di un probabile futuro multipolare 

(domenica, ore 19.30, Teatro Palladium). Uno sguardo anche a Cuba: dal blocco all’aggressione, l’ultima frontiera dell’imperialismo trumpiano nel racconto di chi ne ha vissuto gli anni rivoluzionari e ne testimonia le difficoltà continuando a volerle bene: Abel E. Prieto, scrittore e presidente della Casa de las Américas a Cuba, già consigliere di Raúl Castro Ruz, Luciana Castellina, scrittrice e fondatrice del manifesto, Franco Cavalli, presidente Medicuba Europa, Roberto Livi, corrispondente del manifesto da l’Avana e Cristophe Ventura, caporedattore Le Monde Diplomatique (Francia) ne discuterranno in Cuba sotto assedio (in collaborazione con Arci nazionale, domenica ore 16.15, Villetta Social Club). Ma cosa accadrà alla fine dell’attuale presidenza? Di Trump dopo Trump discuteremo con l’analista e americanista Guido Moltedo e con l’editorialista del manifesto Mario Ricciardi (venerdì, ore 21,15, Pulp). L’estrema destra avanza anche in Europa. Ma non è inarrestabile: ne parleranno gli editorialisti del manifesto Gad Lerner e Francesco Strazzari con la vicedirettrice Micaela Bongi (Fratelli d’Europa, sabato, ore 20, Pulp) e, a seguire, la professoressa e direttrice dell’Illiberalism Studies Program Marlene Laruelle, insieme a Ida Dominijianni, filosofa della politica e già notista politica e editorialista del il manifesto, e il corrispondente dagli Stati Uniti, Luca Celada (Illiberalismo, contagio globale, sabato ore 21, Pulp).

Italia: c’è alternativa?

Spazio anche ai protagonisti della politica del nostro Paese: nel pomeriggio di venerdì 9 (Villetta Social Lab, ore 17,45) il cronista politico del giornale, Andrea Carugati, dialogherà con Manuel Minervini, il giovane sindaco di di Rifondazione Comunista di Molfetta che, caso unico nel panorama nazionale, è stato candidato dal tutto il campo progressista, vincendo le elezioni in Si può anche vincere. L’anno elettorale porterà alle urne anche Milano e Roma: il centrosinistra che finora ha amministrato le due città ha bisogno di un cambio di passo? Ne discutono Lorenza Ghidini e Roberto Maggioni di Radio popolare con i giornalisti del manifesto Giuliano Santoro e Luciana Cimino in Capitali al voto (domenica alle 19, Pulp).

Palestina: il filo rosso con la prima edizione

Dopo il successo della prima edizione del festival dedicata al mondo al tempo di Gaza, la Manifestival continuerà a tenere alta l’attenzione sul terrirorio palestinese: l’edizione 2026 si aprirà infatti nel pomeriggio di venerdì 9 ottobre con il Laboratorio Palestina (Teatro Palladium, ore 16), durante il quale, dopo i saluti istituzionali, l’avvocata palestinese Diana Buttu, portavoce dell’Organizzazione per la liberazione della Palestina, e la pluripremiata scrittrice e ricercatrice Adania Shibli discuteranno insieme alla vicedirettrice del quotidiano Chiara Cruciati di un luogo che da decenni è un vero e proprio laboratorio globale di suprematismo razziale, militarizzazione dei confini e controllo sociale, secondo pratiche sempre più visibili dentro le nostre società. Le iniziative solidali nel mondo dei movimenti e dell’associazionismo saranno oggetto del talk Gaza, la sfida della solidarietà a seguire, a Villetta Social Lab (ore 18,45), con la vicepresidente di Medici senza frontiere Martina Marchiò, la scrittrice e collaboratrice del manifesto Widad Tamimi e l’inviata Rai Lucia Goracci. 

Diritti, ambiente e lavoro

Come dovrebbe essere la città che possiamo permetterci? La questione abitativa e le lotte per il diritto alla casa nelle ultime settimane si sono sempre più imposte nel dibattito pubblico: la Manifestival dedicherà due incontri al tema, uno nel pomeriggio di venerdì all’hub culturale e biblioteca Moby Dick con Antonio Di Franco, segretario generale Fillea Cgil Nazionale, Carla Mastrantonio, segretaria nazionale Spi Cgil e Angela Verdecchia, coordinatrice nazionale Rete degli studenti (Tutta nostra la città, ore 17, modera Shendi Veli del manifesto). L’altro nella serata di sabato a Villetta Social Lab, con Chiara Cacciotti, attivista di Spin Time, Federica Borlizzi, ricercatrice e attivista di «Nonna Roma», Luigi Corvo, docente di economia aziendale dell’università Bicocca e Amedeo Ciaccheri, presidente VIII municipio (Spin Time e la guerra alle città, ore 19, moderati dal giornalista del manifesto Michele Gambirasi). Braccianti uccisi o morti di lavoro e spesa a rate: dai diritti dei lavoratori dell’agricoltura all’accesso al cibo, quel che arriva sulle nostre tavole riguarda tutti. Se ne parlerà durante l’appuntamento Una questione di qualità, con Giovanni Mininni, segretario generale Flai-Cgil Nazionale, Gennaro Sicolo, presidente di Italia Olivicola, Carlo Patacconi, presidente della cooperativa Agricoltura Nuova e Fabio Ciconte, presidente dell’associazione Terra! (alle 18,30 al Teatro Garbatella, modera Luciana Cimino del manifesto). La finanza etica e l’energia rinnovabile possono diventare strumenti concreti per costruire la pace e la giustizia sociale? Quale può essere il ruolo del risparmio responsabile e delle comunità energetiche nel contrastare speculazioni, armamenti e dipendenza dai combustibili fossili? A queste e altre domande proveranno a rispondere Andrea Baranes, membro del Consiglio di Amministrazione di Banca Etica e Sara Capuzzo, presidente della cooperativa ènostra (Moby Dick, ore 18,30, modera il giornalista del quotidiano Roberto Ciccarelli).

Da 55 anni dalla parte del torto

L’ambiente e il lavoro saranno invece al centro dell’incontro L’età del fuoco, venerdì alle 19 al Teatro Garbatella, nel quale, per voce di Andrea Fabozzi, direttore del manifesto, e di Chiara Campione, direttora di Greenpeace, ripercorreremo la storia degli ultimi 55 anni del movimento operaio e di quello ambientalista: due esperienze diverse, non sempre consonanti, che condividono l’anno di nascita, e che oggi trovano una convergenza nel riconoscere che le radici dello sfruttamento sono le stesse della distruzione ambientale. 

La Fine del Mondo 

Per anni il fumetto è stato quasi completamente alieno alle voci femminili. Oggi i tempi sono cambiati e con loro sono cambiati i fumetti. Cosa hanno da dire e soprattutto da disegnare le protagoniste di questa riscossa? Ne parleranno nel pomeriggio di sabato Kalina Muhova, artista e fumettista bulgara pluripremiata, Rita Petruccioli, che con i suoi libri ha vinto il premio Coco, il TCBF e quello Giovani Letture del Comicon di Napoli, e Zuzu, sceneggiatrice e fumettista con prestigiosi riconoscimenti per il suo lavoro, con Maicol & Mirco, (Il fumetto delle donne, Teatro Garbatella, ore 16). E ancora, laboratori con protagonista la nona arte per adulti e ragazze e ragazzi, come quello a cura di Kalina Muhova, che guiderà i partecipanti in un processo di trasformazione artistica del trauma (Trauma dumping a fumetti: una ricetta per trasformare i cavoli nostri in una storia commestibile, Villetta Social Lab, sabato 10, ore 17,30) e quello di Maicol & Mirco. L’ideatore de La fine del mondo, la rivista del manifesto, in collaborazione con Artivismo, con Salvare il mondo è una cosa da piccoli guiderà le bambine e i bambini attraverso i suoi scarabocchi a capire come fermare gli adulti che ci rovinano. Si parlerà invece di Stampa, Satira e Tycoon con il vignettista e autore della striscia politica «This Modern World» Tom Tomorrow, con la sociologa dell’Università di Parma Francesca Coin e con Fabrizio Tonello, americanista, Senior Scholar dell’Università di Padova e editorialista storico del manifesto (Pulp, venerdì 9, alle ore 20).

Palchi & Schermi

Il 9 ottobre sarà anche la giornata delle proiezioni: alle 17 al Teatro Garbatella sarà possibile guardare il pluripremiato documentario “How to change the world”, scritto e diretto da Jerry Rothwell: un racconto della nascita e dell’evoluzione della storica organizzazione ambientalista Greenpeace a partire dalle proteste nel 1971 contro i test nucleari di Richard Nixon in Alaska. Alle 20 al Teatro Palladium, invece, Visioni fuori legge: una doppia proiezione in collaborazione con ZaLab per indagare il tema dell’antifascismo oggi. Si parte con The Trials di Marta Massa sulla storia di Maja T., giovane attivista non binary che, al tempo del film, attendeva la condanna a Budapest per i fatti avvenuti durante la commemorazione dei soldati nazisti nella «Giornata dell’onore» del 2023. Segue “The Antifascists» di Emil Ramos e Patrik Öberg, un’esplorazione del «dietro le quinte» dei movimenti greci e svedesi, incontrando alcuni militanti e interrogando le loro pratiche. Con un intervento della campagna Free all antifas e dibattito con Lucrezia Ercolani del manifesto e Massa. La cultura americana è anche musica e cinema, e proprio di queste due arti tra le due sponde dell’oceano si parlerà in tre appuntamenti a Villetta Social Lab, domenica 11 ottobre: Irregolari del pop con le firme del manifesto Stefano Crippa e Francesco Brusco (ore 18.15); Il mio canto contro con il caporedattore esteri del quotidiano Marco Boccitto e il critico musicale e americanista Alessandro Portelli (ore 19.15) e La scoperta dell’America, dialogo tra il regista Mario Martone, il giornalista e autore Alberto Piccinini con Cristina Piccino del manifesto (20.15). I temi di attualità al centro della manifestival resteranno anche il fulcro degli appuntamenti di intrattenimento. Venerdì 9, Villetta Social Lab, ore 20.30, l’attore e regista Ugo De Vita interpreterà il poemetto in versi Elle come Luana, un tributo alla memoria di Luana D’Orazio, la giovane operaia di 22 anni morta sul lavoro il 3 maggio 2021. Sabato spazio alla stand up comedy: Carlotta Spallino, Horea Sas, Maura Bloom e Pierluca Mariti in Get Up, Stand Up!: la possibilità di ridere, come atto fisico e collettivo di rafforzamento dell’animo e della ragione (ore 20,45, Villetta Social Lab). Domenica la performance Centocinquantametri con Grossi Maglioni, Myriam Laplante, Fabio Giorgi Alberti & Folwark e Vieni Fortuna, che a partire dal Teatro Palladium (ore 14,30) condurranno il pubblico in un percorso itinerante alla scoperta del rapporto tra esperienza individuale e dimensione collettiva e alle 18 al Teatro Garbatella Motus in Come un cane senza padrone: una tappa del viaggio compiuto dalla compagnia attorno a Pasolini, incentrato su Petrolio.

A Roma per la Manifestival la band di Smirne RÛM, che ci porterà alla scoperta del repertorio storico e popolare del Mediterraneo orientale tra Grecia, Turchia e Balcani (venerdì ore 21.30, Casetta Rossa). Il giorno dopo sarà la volta dell’esibizione di R.Y.F. + Fucksia, tra rime militanti e sonorità elettroniche (Casetta Rossa, ore 21), mentre il chitarrista Andrea Spiridigliozzi animerà il pranzo di domenica 11 a Casetta Rossa con le sue sonorità jazz, tra Bossanova e Música popular brasileira (ore 13,15). Alle 21 a Casetta Rossa Valentina Magaletti e Upsammy porteranno sul palco della Manifestival il loro progetto condiviso «Seismo», nato tra le sale del Museum Boijmans van Beuningen di Rotterdam.

Il manifesto dal vivo

Durante tutte e tre le giornate, la Manifestival si confermerà un’occasione di dialogo attivo con il pubblico, da quello dei lettori più affezionati a quelli casuali: saranno diverse le occasioni di interazione con il collettivo del manifesto. Nella mattinata di domenica 11 ottobre, la caporedattrice di interni Adriana Pollice e il giornalista di esteri Sabato Angieri condurranno la Rassegna Stampa dei quotidiani nazionali con le principali notizie dagli interni e dagli esteri, Casetta Rossa, ore 10,45. A seguire, l’assemblea di lettor*, collaborator*, giornalist*: una discussione a microfono aperto per prepararsi al prossimo anno elettorale e discutere del ruolo del quotidiano comunista (ore 11.30). Nel pomeriggio di domenica, al coworking Millepiani, la redazione del manifesto digitale, coordinata dal caporedattore Matteo Bartocci, aprirà i suoi computer al pubblico per un laboratorio alla scoperta di MeMa, l’IA del giornale e del suo archivio storico (ore 16,30).

Mostre

Da venerdì a domenica le strade del quartiere si riempiranno delle affissioni per i 55 anni di manifesto, realizzate da giovani grafici per l’anniversario della nascita del quotidiano. Sarà possibile inoltre visitare le mostre “AZIONE! 40 anni di Greenpeace in Italia” (Teatro Garbatella, dalle 16 alle 20.30); “In the name of the law” (Giardino del Lotto 14, dalle 9 alle 18), il racconto attraverso le foto di Niccolò Filippo Rosso dei tribunali dell’immigrazione statunitense; “Ognuno a casa sua e tutti su internet” (Villetta Social Lab, dalle 16 alle 21), l’esposizione degli imperdibili Scarabocchi di Maicol & Mirco.
Nella mattinata di domenica l’architetta e docente Francesca Romana Stabile e il giornalista e scrittore Claudio D’Aguanno condurranno i partecipanti in un laboratorio itinerante, a passeggio Alla scoperta di Garbatella, tra i lotti, discutendo di architettura e storia, letteratura e cinema, spo

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