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BOOK PRIDE GENOVA, SI CHIUDE CON SUCCESSO L’EDIZIONE 2026
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admin
11 de octubre, 2026
![]() GENOVA LEGGE INDIPENDENTE: SI CHIUDE L’EDIZIONE 2026 DI BOOK PRIDE GENOVA, UN SUCCESSO DI PUBBLICO A PALAZZO DUCALEDalla letteratura internazionale alla memoria del G8, dai conflitti del presente alle nuove generazioni: tre giorni di incontri, ospiti e case editrici di progetto. La fiera dà appuntamento a Genova dall’8 al 10 ottobre 2027, ma prima Milano, a marzo, con l’edizione primaverile.QUI FOTO BOOK PRIDEQUI BANNER E MANIFESTOGenova, 11 ottobre 2026 – Corridoi affollati, sale sold out e un pubblico partecipe dal primo all’ultimo incontro: si chiude oggi con grande successo a Palazzo Ducale Book Pride Genova 2026, la Fiera Nazionale dell’Editoria Indipendente organizzata dal Salone Internazionale del Libro di Torino in collaborazione con Palazzo Ducale, il Comune di Genova e la Regione Liguria. Per tre giorni oltre cento marchi editoriali e 160 ospiti hanno dato vita a un luogo di incontro tra editori, autrici e autori, illustratrici e illustratori, giornalisti, studiose, studiosi e professionisti del libro. Con loro un pubblico curioso che ha seguito con costanza e interesse incontri, presentazioni e laboratori. Genova non è stata soltanto la sede di questa edizione, ma una parte essenziale del suo racconto. La città è riaffiorata nella memoria del G8 del 2001, a venticinque anni da quei giorni, nelle storie del porto e delle sue lotte, nella sua tradizione letteraria e nelle trasformazioni che oggi ridisegnano quartieri, spazi e modi dell’abitare. Da qui lo sguardo si è allargato ai grandi temi della tre giorni: la narrativa italiana e internazionale, i femminismi, il lavoro, i conflitti e le trasformazioni del presente, nel segno del tema di quest’anno, “La speranza è la cosa con le piume”. Grande attenzione anche alle nuove generazioni con Book Young, che ha portato al Ducale prima le scuole e poi, nel fine settimana, bambine, bambini e famiglie. «Book Pride Genova si chiude con sale piene e con un pubblico che ha dimostrato, ancora una volta, quanto questa città sappia accogliere e fare propria l’editoria di progetto. In apertura ci eravamo augurati che questi tre giorni non fossero una parentesi, e Genova ha risposto con una partecipazione attenta, curiosa e generosa. Ora la sfida è trasformare questo entusiasmo in un’abitudine: tornare in libreria durante tutto l’anno, scoprire nuove voci, sostenere chi fa scelte editoriali coraggiose. Ringraziamo Palazzo Ducale, il Comune di Genova e la Regione Liguria per aver condiviso con noi questo percorso. Diamo appuntamento a Milano, a marzo, per l’edizione primaverile, e poi di nuovo qui nel 2027» ha dichiarato Silvio Viale, Presidente dell’Associazione Torino, la Città del Libro. «Palazzo Ducale – dichiara la presidente Sara Armella – ha creduto in Book Pride fin dalla prima edizione, puntando su una manifestazione che anno dopo anno continua a crescere e a rafforzare il proprio ruolo nel panorama culturale nazionale. Il successo di quest’anno conferma la bontà di quella scelta. In tre giorni, oltre cento editori, autrici e autori, lettrici e lettori hanno animato il Palazzo con incontri e presentazioni, dando vita a un vivace spazio di confronto e scoperta. Significativa la presenza di tre case editrici che pubblicano opere della scrittrice premio Nobel Anne Carson, testimonianza della qualità e della capacità di attrazione della manifestazione. Vorrei sottolineare anche il ruolo dell’editoria indipendente ligure, dinamica e di grande valore, protagonista negli stand e nel programma degli incontri. Avere Book Pride nel nostro programma significa investire nella lettura, nella pluralità delle idee e nella cultura come occasione di incontro e crescita collettiva, confermando Palazzo Ducale come luogo aperto ai libri, al dialogo e a nuovi pubblici. Perché i libri ci aiutano a comprendere il mondo e a immaginare il futuro». A raccontare questa edizione sono anche gli ospiti e le case editrici che per tre giorni hanno animato gli stand. Hanno incontrato il pubblico e portato a Genova cataloghi, autrici e autori, novità e libri che continuano a trovare nel tempo nuove lettrici e nuovi lettori. «Che posto straordinario! È la prima volta che vengo a Genova e sono entusiasta di Palazzo Ducale, un luogo davvero speciale per un festival del libro. Ho partecipato a un bellissimo incontro, con una moderatrice molto competente, e anche il pubblico è stato fantastico. Voland ha realizzato la copertina più bella tra quelle dei miei libri, e ho avuto la migliore traduttrice» sono le parole di Antje Rávik Strubel, autrice del romanzo L’influsso dei fagiani pubblicato da Voland. «La Superba ha nel DNA culturale gli incontri e gli scambi, e Book Pride si innesta su questa sua attitudine che la rende viva, affabulatrice, vorticosa. Persino i bimbi delle scuole genovesi, che ho avuto la fortuna di incontrare nei miei laboratori, sono stati stimolanti e creativi. E poi è uscito il sole. E quando c’è il sole, Genova… Genova… beh, chiedete ad Attilio Margutti: lui lo sa dire meglio» ha dichiarato Sergio Olivotti, autore di Troppi Roberti! edito da Terre di Mezzo e Carte Creastorie pubblicato da Sabir Editore. «Sono affezionata all’appuntamento genovese perché da sempre cerco di portare un’idea di letteratura “fuori formato” in festival come Book Pride che difendono un’idea di editoria indipendente e imprevista, e mi è sembrato la sede ideale dove portare sia la ripubblicazione di Lonzi sia i saggi di Falsi amici, che rispondono a un’idea simile» ha detto Claudia Durastanti, autrice di Falsi amici. Qualcosa che ho imparato su amore, violenza e altre sfumature del potere edito da La nave di Teseo. LA LETTERATURA DAL MONDO, LE NUOVE SCRITTURE ITALIANE – Nel fine settimana la letteratura internazionale ha avuto un ruolo centrale. Sabato sono arrivati a Genova Antje Rávik Strubel, vincitrice del Deutscher Buchpreis 2021, con L’influsso dei fagiani (Voland), il malese Tash Aw con Il Sud (La nave di Teseo), l’argentino Pablo Maurette con il noir La Niña de Oro (Sellerio) e la svizzera Elda Pianezzi con Il tacco sul tappeto (Temposospeso). Domenica è stata la volta della danese Anne Cathrine Bomann con La stagione dell’acquario (Iperborea) e della spagnola Elisa Levi con Tante cose non le so (SUR). Sul versante italiano, Claudia Durastanti ha raccontato il suo lavoro sulle relazioni e sulle sfumature del potere. Il nuovo format Acrobate, dedicato alle scrittrici che hanno fatto della propria opera un gesto estetico e politico, ha riletto Mary Shelley con Ivonne Capece, Laura Guglielmi e Silvia Neonato, e Ingeborg Bachmann con Ilaria Gaspari. Violetta Bellocchio e Francesco Pacifico hanno parlato di corpo, dipendenze, relazioni e costruzione del maschile, mentre Luca Ricci e Alessandra Carati hanno esplorato l’intimità e lo spazio domestico. Spazio anche agli esordi, con il Premio Calvino e molte autrici e autori alla loro prima prova narrativa. Ampio spazio anche alle crisi del presente. Le proteste iraniane sono state al centro di “Donna, Vita, Libertà” con Raha Shirazi e Pegah Moshir Pour. Alla Palestina sono stati dedicati gli incontri con Aysar Al-Saifi, Martina Stefanoni e Silvia Lippi. “La corsa all’Artico”, con Fabio Accorrà, Mara Morini e Leonardo Parigi, ha esplorato le conseguenze geopolitiche della crisi climatica. Altri appuntamenti hanno affrontato automazione, finanza, neoliberismo e pregiudizi degli algoritmi. Un altro tema portante è stato il modo in cui i corpi vengono raccontati, disciplinati e curati. “La cassetta degli attrezzi femminista” di Chiara Alessi e Giulia Siviero ha portato al Ducale, in due appuntamenti, oggetti e pratiche della storia dei femminismi. Beatrice Magni e Luca Sanfilippo hanno riportato alla luce lo sciopero delle operaie bretoni de Le sardiniere. Eleonora Marocchini, Federico Dibennardo e Giulia Bergamaschi hanno discusso di salute mentale e critica alla diagnosi. Deborah Lucchetti, della Campagna Abiti Puliti, e Carla Vitantonio hanno acceso i riflettori sulle filiere della moda. Genova è stata un filo che ha attraversato l’intera edizione. A venticinque anni dal G8, Annalisa Camilli ha riportato al Ducale “Limoni Live”, ma anche Claudio Calia, Francesco Cascione e Vittorio Agnoletto, ex portavoce del Genoa Social Forum, sono tornati sulle giornate del luglio 2001 e sulla loro eredità politica. Gli incontri hanno raccontato anche i luoghi e le trasformazioni della città: dalla Genova di Montale al ricordo di Rosellina Archinto e Giorgio Caproni, dall’urbanistica al turismo, fino alla storia del movimento omosessuale cittadino. BOOK YOUNG, UNA FIERA CHE COMINCIA DALL’INFANZIA – Una parte sostanziale dell’edizione è stata dedicata a Book Young, curato da Valentina De Poli: un programma tra libri, formazione, divulgazione e laboratori. La giornata inaugurale ha coinvolto le scuole di ogni ordine e grado, anche grazie alla rinnovata collaborazione con «Andersen» e con Filippo Repetto de L’Econegozio La Formica, responsabile della libreria Book Young. Al progetto ha partecipato una rete di realtà del territorio, dalla Biblioteca Internazionale per Ragazzi Edmondo De Amicis ai Servizi Educativi di Palazzo Ducale, fino a Nati per Leggere Liguria. Tra gli ospiti, il poeta Filippo Balestra, il biologo marino Maurizio Wurtz, la scrittrice Anna Vivarelli e lo scrittore e illustratore Sergio Olivotti. Nel fine settimana il programma si è aperto alle famiglie, tra lettura, disegno, natura e movimento, con autori e divulgatori come Lorenza Novelli, Fatomale, Dario Pomodoro e Selina Mao. Non è mancato un omaggio a Carlo Collodi nel bicentenario della nascita, con la lettura-spettacolo “Il giorno e la notte di Pinocchio” di Daniele Fior, organizzata da Locomoctavia. Book Pride saluta Genova e il pubblico che ha accompagnato questa edizione e dà appuntamento al 2027, dall’8 al 10 ottobre, nel frattempo i lettori dell’editoria di progetto si potranno ritrovare a Milano il prossimo marzo per l’edizione primaverile. |
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