IL SANTO DELLA PROVVIDENZA. NEL CENTENARIO DI GIUSEPPE MOSCATI UN LIBRO MOSAICO
di Micol Bruni*
Il 2027 segnerà i cento anni dalla morte di San Giuseppe Moscati, avvenuta a Napoli il 12 aprile 1927. In vista di questa ricorrenza esce in edizione rinnovata e ampliata il volume «Giuseppe Moscati. Il Santo della Provvidenza. Sublime eloquenza», Solfanelli Editore, a cura di Micol Bruni, che raccoglie e rilancia i nuclei delle edizioni del 2011 e del 2012.
Una precisazione è d’obbligo.
Non è assolutamente una ristampa celebrativa. È una rilettura. Ho voluto conservare intatti alcuni nuclei originari, correggendo soltanto i refusi, uniformando le citazioni e verificando le date negli archivi della Compagnia di Gesù al Gesù Nuovo, dove il corpo di Moscati fu traslato dal Cimitero di Poggioreale il 16 novembre 1930, e negli Acta della Postulazione. Per il resto il libro è rimasto quello che è sempre stato: un mosaico di frammenti aperto, perché ogni lettore possa aggiungere la sua tessera con una visione articolata e una bibliografia ragionata.
Il titolo viene da una frase di Moscati bambino. Ha otto anni, è Natale del 1888, scrive ai genitori che una espressione breve e semplice è piena di sublime eloquenza. È già tutto il suo metodo. Togliere, non aggiungere. Dire poco, se detto con verità, è già preghiera, è già scienza, è già carità.
La lettura che il volume propone si articola intorno a quattro coordinate.
La prima è il mistero metafisico. Moscati non è un devoto nel senso consolatorio del termine. È un metafisico che esercita la medicina come una filosofia. La sua frase del 17 ottobre 1922, Ama la verità, mostrati qual sei, senza infingimenti, senza paure e senza riguardi, non è moralismo, è epistemologia.
La seconda è la dimensione laica della carità. È la bandiera di cosa significhi laico, cioè cristiano, secondo la definizione di Don Luigi Giussani. Alla canonizzazione del 25 ottobre 1987, al termine del Sinodo sui laici, verrà detto che fede e scienza furono in lui congiunte in mirabile sintesi. Alla beatificazione del 16 novembre 1975, era stato presentato con tre parole che sono teologia: laico, medico, professore.
La terza è la coordinata meridiana. Moscati è un santo meridionale non per folclore ma per struttura spirituale. La sua Napoli è la Napoli verticale dei bassi, del colera, dell’eruzione del Vesuvio del 1906, degli Incurabili con la corsia lunga quaranta metri. Lasciare i soldi sotto il cuscino dei poveri non è elemosina, è restituzione.
La quarta è biblico teologica. Un medico celibe che fa incidere il Cantico dei Cantici nella grotta di Lourdes riprodotta al Gesù Nuovo. L’amore coniugale come figura dell’amore eterno.
In questa edizione centenaria si aggiungono sezioni nuove. La verifica del percorso canonico: processi informativi dal 1931, Venerabile nel 1973 con il Decretum super heroicitate virtutum, beatificazione nel 1975, canonizzazione nel 1987 con i miracoli riconosciuti. Si aggiunge l’aggiornamento sulla filmografia, dalla miniserie del 2007 alle repliche Rai e RaiPlay, e sulle pubblicazioni scientifiche originali di Moscati tra il 1914 e il 1923.
Si aggiungono soprattutto due presenze che la storiografia ufficiale non aveva tenuto in grande considerazione. L’avvocato di Latiano passato per lo spiritismo e diventato apostolo del Rosario a Pompei, e la mistica calabrese di Paravati che ha raccontato di aver visto Moscati accanto a sé in sala operatoria. Figure diverse, guardate con sospetto dall’istituzione e abbracciate subito dal popolo, che interrogano il tema della santità popolare tra Otto e Novecento.
Il volume, curato interamente da Micol Bruni, non si presenta come una raccolta di firme ma come un percorso di problemi. Al suo interno vengono affrontati i nodi dello stile letterario figurato e della scrittura epistolare come luogo teologico, il taccuino di cronaca nella Napoli verticale tra sanità, povertà e istituzioni, la questione meridionale come questione antropologica e non solo sociale, il rapporto tra fede e scienza nella formazione del medico, la devozione mariana come pratica di cittadinanza, la figura del laico nella Chiesa postconciliare, il tema della malattia e della cura come esperienza spirituale. Le omelie del tempo della beatificazione e della canonizzazione sono riportate in stralcio per studio storico teologico con fonte Libreria Editrice Vaticana.
Non è un libro su un santo. È un libro con un santo. In un tempo in cui la medicina rischia di ridursi ad algoritmo e prestazione e la santità a retorica devozionale, tornare a Moscati significa tornare a una domanda radicale: che cosa significa oggi prendersi cura dell’uomo e della cultura dell’umanesimo.
* Curatrice del volume, esperta di cultura delle tradizioni
