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Donna che guardi il mare (Pellegrini, 2025 – Collana Zaffiri)

A admin
21 de octubre, 2026

di Pierfranco Bruni 

MARIA TERESA ALFONSO 

Avevo già letto e recensito questo libro di Pierfranco Bruni.

Ma, in un viaggio di otto ore in treno, l’ho riletto e mi sono soffermata ancora di più nella lettura e naturalmente ancora più apprezzato.

È un libro che leggi con occhi attenti,un libro che attraversi intrecciando i ricordi dell’autore 

con i tuoi ricordi.

Di cosa parla?

Due i temi principali che si rincorrono : l’esplorazione dell’amore, della memoria nel tempo.

Bruni costruisce «quel mosaico di emozioni» attraverso un linguaggio poetico della memoria, del tempo e del desiderio. Un’opera che oscilla tra poesia e prosa.

Al centro c’è lei. La donna che guarda il mare dalla finestra con la personificazione della seduzione, dell’attesa, della passione che resiste al tempo.

 È presenza che non si lascia definire: sfugge, affascina, ritorna. 

Intorno alla donna Bruni intreccia ricordi, passioni, malinconie e riflessioni filosofiche, creando immagini che raccontano la vita, gli amori e le radici.

Chi conosce Bruni ritrova tutto il suo universo:

1. La scrittura come confessione:

è un diario intimo, sincero e coinvolgente in cui ripercorre la sua vita e i suoi amori.

2. Non è autobiografia lineare, è un susseguirsi di fotogrammi: l’infanzia in Calabria, i nonni di Terranova, i genitori, il dolore per la perdita della sorella Giulia. 

Il ricordo per lui non è nostalgia, è resistenza: «non dimenticare è l’unica necessità per non precipitare nel groviglio delle macerie».  

3. L’alternanza prosa-poesia. 

4. Alla narrazione si alternano poesie scritte dall’autore che accompagnano la narrazione scandendo il susseguirsi di momenti felici, dolorosi, intimi con la immediatezza di ogni verso.

5. Versi brevi, quasi aforismi: 

“Le linee di un cerchio caratterizzano la storia. 

Si ricomincia sempre.”  

6. L’idea dell’amore come destino. Non amore romantico da romanzo, ma amore come esperienza totale, fisica e metafisica. 

«Gli amanti che durano nel tempo come amanti hanno la bellezza tra le pieghe del corpo e negli occhi» scrive. È un amore che ha il sapore della giovinezza e poi diventa amore maturo, consapevole, fatto di destino.

La mia lettura:

È un libro circolare, non lineare. A tratti può spiazzare per i suoi «improvvisi cambi di rotta», ma è voluto. Bruni non vuole raccontare una storia, vuole rendere il lettore partecipe di una temperatura emotiva.  

La sua forza è la sensualità dell’anima: parole che entrano nel cuore, leggi e respiri, respiri e leggi. Non c’è mai compiacimento, c’è pudore anche quando parla di eros.  

Se ami la poesia mediterranea, quella che sa di sale, di vento tra le tende, di gelato comprato dalla nonna in un giorno di festa, è un libro da tenere sul comodino e aprire a caso.

Bruni da corpo alla letteratura,da desiderio alla memoria.

 La figura di lei alla finestra o la parte più intima sui ricordi di famiglia?

Quale aspetto colpisce di più?

Il libro é una testimonianza appassionata della vita trascorsa dall’autore.

Raccontare per rendere il lettore partecipe di una vita vissuta con passione e con verità.

E nel frattempo cresce la curiosità e il lettore si diletta provando a viaggiare per questo incredibile mondo descritto in fotogrammi. Con un tuffo sei nell’ immensità di un passato che vivi leggendo.

Nel corso della lettura ci sono improvvisi cambi di rotta, che a volte sembra di aver vissuto anche solo dei momenti di quella vita. L’amore viene descritto come un viaggio,un destino inevitabile che regala gioia e malinconia. La figura femminile nella sua eterna bellezza trascende il tempo e lo spazio diventando esperienza emotiva.

Con questo libro l’autore ci regala un diario intimo, sincero e coinvolgente in cui ripercorre la sua vita e i suoi amori o la sua idea di AMORE, non ci é dato saperlo.

Bruni vuole farci conoscere l’uomo dietro al romanzo e ai versi, ci fa entrare nella sua storia con una narrazione così intensa e appassionata che sembra di leggere un romanzo che ha un sapore speciale, capace di farci emozionare.

Leggendo ci si immerge nel calore delle parole che nascono da una sensualità dell’anima.

«La vita è sempre dove penso che sia»

Leggendo ti accorgi di essere fuori dal tempo quando l’autore rievoca i giorni passati dell’infanzia, dell’adolescenza intrecciandoli nel ritratto di un legame che va oltre il tempo.

Un amore che inizialmente ha il sapore della giovinezza, dei progetti condivisi, delle fughe per riuscire a stare insieme. Un amore giovanile che con un salto ti conduce all’amore maturo, consapevole, fatto di destino e quell’amore mai sopito torna a scorrere nelle vene e a rifiorire.

Davanti ad un sentimento così profondo, rispettoso, puro e totalizzante gli anni non hanno importanza. Basta riprendersi per mano e ricominciare a camminare.

Seguono pagine fatte di aneddoti deliziosi, scene domestiche, ricordi condivisi di momenti privati e ufficiali, viaggi, feste passeggiate e risate. Nella descrizione riesci a sentire anche il gusto di quel gelato comprato dalla nonna.

Pagine da cui traspare l’amore che ha accompagnato la vita di quell’uomo che scrive.

«Se ci fosse un desiderio di destino si svelerebbe l’alchimia dei nostri incontri improvvisi.Si perde in amore quando il silenzio ha l’ombra della fine.In partenza di oblio il gioco degli incontri è triste.Anche con l’alba tra le mani rinuncio alle attese e resto con le parole mai dette e sempre pensate.»

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