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GUIDO MIANO EDITORE

A admin
21 de octubre, 2026

NOVITÀ EDITORIALE

È uscito il libro di poesie:

OLTRE GLI OCCHI di MICHELA INTROPIDO

con prefazione di Floriano Romboli

Pubblicato il libro di poesie dal titolo “Oltre gli occhi”di Michela Intropido, con prefazione di Floriano Romboli, nella prestigiosa collana “Alcyone 2000”, Guido Miano Editore, Milano 2026.

L’amore per la vita quale fonte di speranza e di gioia

Il pensiero affidato da Michela Intropido all’esergo della raccolta dei suoi versi («Se non avessi vissuto/ non avrei mai visto/ la bellezza della vita») adempie a una funzione non superficiale nell’impostazione del discorso poetico. Tale sintetica puntualizzazione prolettica introduce innanzitutto a quell’intonazione di lieve concettosità, di riflessività garbata che diffusamente caratterizza il libro, prospettando una nota di schietto amor vitae, che i testi nel loro susseguirsi coordinato precisano ed efficacemente approfondiscono: «…E davanti ad un orizzonte/ disilluso/ fragile/ annebbiato da mille indugi/ ho scoperto/ che la bellezza di quanto vissuto/ era nel viaggio» (Il viaggio, corsivi miei, come sempre in seguito); «…Mi siedo in un silenzio di pensieri./ Ascolto il sussurro dell’anima./ Sento il desiderio di vivere/ ancora/ ancora/ ancora» (Il desiderio di vivere).

L’attenzione spiccata rivolta ai tanti suggestivi e captanti aspetti dell’esistenza conosce un duplice movimento fondamentale: per un verso in essa è adesione intensa e partecipe, nel momento presente, ai dati dell’esperienza concreta («Nel giardino della vita/ nascono fiori colorati// (…) Il bianco e il nero del tormento/ si dissolvono/ nei toni del nuovo giorno.// Finalmente/ la via per la felicità», La via per la felicità), per l’altro è istanza proiettiva, è volontà irresistibile di “guardare oltre”, di superare i confini spazio-temporali, determinati e verificabili, ma altresì soffocanti, dell’esistere, nell’intento di sporgersi coraggiosamente sull’ “orlo del dirupo” e attingere così la dimensione autentica, qualitativamente “altra” dell’essere, disponendosi alla contemplazione del suo orizzonte infinito: «Sull’orlo di un’asola/ come su un dirupo/ si delinea l’orizzonte di una scelta/ da colmare con un bottone di coraggio/ o con un’accettazione di esistenza…» (La decisione); «…Un sentimento/ ha vissuto il suo apice/ e si realizza in un tempo/ in cui ha saputo vivere/ oltre l’invano» (Follia); «…Un profumo/ in cui sento lo sguardo dell’essere.// (…) Un mare di parole/ riempie i fogli dell’esistere/ che come onde/ cercano l’infinito naufragare» (Attimo eterno).

Il risultato di siffatte sollecitazioni contrastanti è un atteggiamento di “sospensione” intellettuale-morale («Amo sospesa…/ Una farfalla nel vento/ un uccello in volo/ una foglia/ prima di raggiungere il suolo…», Sospesa), un bilicamento sotteso alla ricerca artistico-letteraria, in cui lucidità razionale e tensione emotiva («…Nasce l’Io/ ormai esiliato/ da mille dubbi/ ma vincitore/ per aver creduto/ in una semplice/ idea sensibile», L’Io), abito indagatore e testimonianza appassionata si uniscono in un’interessante relazione dialettica, nella consapevolezza che, per usare la celebre espressione del filosofo Hegel, «niente di grande è mai stato compiuto al mondo senza passione».

Da ciò consegue l’inclinazione costante alla formalizzazione dei contenuti etico-sentimentali in chiave antitetica; e le antitesi – «…Un simbolismo di opposti/ a cui destinare versi irrisolti» (La cupola di una giornata) – contraddistinguono la fisionomia strutturale-compositiva delle liriche, scandendone il respiro profondo: buio/luce: «…La luce delle parole/ svela/ la bellezza del profondo.// Non c’è buio in cui nascondersi…» (La maschera); gioia/dolore: «…Pensando al grembo/ in cui sono cresciuta/ tra un mare di lacrime/ e onde di sorrisi…» (Terra); antico/nuovo: «…Sorseggio acqua di speranza/ per un nuovo raggio di luna/ (…) Rimembro desideri reconditi/ di un amore ormai intriso di nostalgia» (Amore perduto); chiuso/aperto: «Ho vissuto la solitudine/ dentro una stanza buia/ (…) Guardando da una finestra/ vedo spazi infiniti» (Dalla finestra).

Le ricorrenti riflessioni sul tempo focalizzano poi l’opposizione di attimalità e eternità, radicalizzandola sino alla contraddizione ossimorica («…L’inafferrabile secondo/ che cerco di non sopraffare/ con l’estrema passione/ per l’infinito istante», Sospesa, cit.), mentre l’insorgente tendenza alla “resa” risulta nell’autrice prontamente controbilanciata dal ritorno della speranza, dalla reazione attivamente positiva e corroborante: «…Oggi le mie ossa hanno sofferto/ il dolore dell’emozione/ che ignaro/ ha oltrepassato la soglia dell’armistizio/ e giunto alla resa/ ha saputo guardarsi in uno specchio di lacrima/ e rialzarsi» (La resa); «Una goccia di pioggia/ cade sul vetro./ Bagna la mia immagine riflessa./ Tocca l’anima./ Ne vivo il dolore.// Stanca/ interrompo lo sguardo languido/ che attutisce il colpo/ e diventa coraggio/ di questa giornata» (Una goccia di pioggia).

D’altra parte lo stesso motivo del ricordo si carica di indubbia valenza energetica: «…Indago nel ricordo/ rivivo splendidi orizzonti/ le cui albe/ non ho dimenticato/ mai» (Ritorno).

La poetessa predilige un linguaggio scarno ed essenziale, ove l’agile, diretta linearità nominale sperimenta variazioni espressive, affinamenti stilistici tramite l’impiego dell’anafora («Nei viaggi ho fatto… Nei viaggi ho fatto…, Nei viaggi), dell’anastrofe («In quel luogo/ dove il silenzio muore/ dalla moltitudine di rumori nasce l’Io» (L’Io, cit.) o dell’enjambement: «Ora posso toccare/ il viso pulito/ di un’anima/ ormai nuda», Una maschera, cit.) ; «Si vanifica il superfluo/ per vivere un immenso/ stupore di colori» (Lo stupore).

Se per la Intropido «esiste una follia/ che si concretizza in versi» (Follia), questa nondimeno mai è scevra di circospezione critica e di rigore formale: «…Credo in un occhio vigile./ Si apre e si chiude tra incredule visioni/ e ridona immagine/ ad un mondo ignoto»(Oltre).

Floriano Romboli

Michela Intropido, Oltre gli occhi, prefazione di Floriano Romboli, Guido Miano Editore, Milano 2026, pp.68, isbn 979-12-82820-01-1, mianoposta@gmail.com.

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