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27 de octubre, 2026

COMUNICATO STAMPA

60° ANNIVERSARIO DELL’ALLUVIONE DI FIRENZE

“Rising from the Arno”

L’ Accademia del Maggio Musicale Fiorentino celebra la memoria e la rinascita della Città

con tre concerti straordinari offerti gratuitamente alla cittadinanza

I giovani solisti, l’Orchestra e il Coro, il Coro di voci bianche, tutti dell’Accademia del Maggio Musicale Fiorentino assieme a una delegazione della Rhode Island Philharmonic Orchestra, sono i protagonisti nelle diverse serate al Teatro Nicolini, la basilica di Santa Maria Novella e la Basilica di Santa Croce di un trittico commemorativo in collaborazione con la fondazione culturale statunitense “Splendor of Florence”.

Firenze, 27 ottobre 2026 – A sessant’anni dal tragico 4 novembre 1966, quando la furia dell’Arno sommerse Firenze, devastando un patrimonio artistico e umano inestimabile, la Città si ritrova unita nel ricordo e nell’omaggio alla propria capacità di reagire e rinascere. Per celebrare questo anniversario fondamentale della memoria cittadina, l’Accademia del Maggio Musicale Fiorentino, in collaborazione con la fondazione culturale statunitense Splendor of Florence, promuove il progetto “Rising from the Arno”, che con tre importanti appuntamenti concertistici invita a riflettere sul valore della memoria e sulla capacità di rinascita di una comunità. L’alluvione del 1966 non fu soltanto una catastrofe naturale, ma segnò uno spartiacque nella coscienza civile e culturale internazionale. La perdita di vite umane, la devastazione dei quartieri e la minaccia al patrimonio bibliografico e artistico di Firenze suscitarono un’ondata di commozione in tutto il mondo. In quei giorni, la musica e l’arte furono tra i linguaggi primari attraverso cui la Città cominciò a rialzarsi. Il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, a sua volta gravemente danneggiato dall’alluvione, fu la prima istituzione culturale fiorentina a riaprire le proprie porte, già il 27 novembre 1966, portando in scena L’incoronazione di Poppea di Claudio Monteverdi.
I tre concerti straordinari, legati da un comune filo artistico, simbolico e culturale, sono a ingresso gratuito e offerti all’intera cittadinanza. Il primo si terrà il 3 novembre, alle ore 20, al Teatro Niccolini; i due successivi avranno luogo in altri due luoghi simbolo di Firenze: il 5 novembre, alle ore 19, nella basilica di Santa Maria Novella e il 7 novembre nella basilica di Santa Croce.

IL PROGRAMMA DEI TRE CONCERTI

Martedì 3 novembre 2026, alle ore 20, presso il Teatro Niccolini, Nel segno dell’acqua.

Protagonisti i solisti dell’Accademia del Maggio Musicale Fiorentino: il soprano Vittoria Brugnolo, il mezzosoprano Hinano Yorimitsu, il tenore Yukang Zheng, il baritono Gonzalo Godoy Sepùlveda accompagnati al pianoforte da Carlo Manganaro.  Un viaggio intimo ed emozionante grazie ad alcune delle pagine più celebri del repertorio lirico, simbolo della tradizione vocale italiana ed espressività della rinascita artistica della Città.

Musiche di Mozart, Rossini, Donizetti, Offenbach, Saint-Saëns, Korngold.

Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili.

Giovedì 5 novembre 2026, alle ore 19, presso la Basilica di Santa Maria Novella, Oltre l’arcobaleno.

Protagonisti il Coro di Voci Bianche dell’Accademia del Maggio Musicale Fiorentino, diretto da Sara Matteucci, e l’organista Daniele Dori. In una delle basiliche più note al mondo, le voci dei più giovani offrono un programma di elevazione spirituale che intreccia composizioni sacre e pagine liriche, a simboleggiare la continuità della memoria affidata alle nuove generazioni, alternandosi con brani per organo solo.

Musiche di Buxtehude, Bach, Fauré, Arlen, Peterson, Spevacek, Hill Cobb, Chilcott, Arnesen.

Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili.

Sabato 7 novembre 2026, alle ore 21, presso la Basilica di Santa Croce, il grande concerto commemorativo: Requiem in re minore K. 626 di W. A. Mozart

Emblematicamente il culmine delle celebrazioni, con la collaborazione dell’Opera di Santa Croce, si tiene nel luogo in cui il patrimonio artistico fiorentino subì le ferite più gravi e che oggi, dopo interventi di restauro epocali, è anche il simbolo della rinascita coraggiosa di Firenze. Il recupero di opere come il Cristo di Cimabue e dell’Ultima cena di Giorgio Vasari, ritenute all’inizio missioni impossibili, racconta una storia straordinaria di amore e di speranza e testimonia l’impegno di condividere con il mondo beni di valore universale.             

Protagonisti i solisti, l’Orchestra e il Coro dell’Accademia del Maggio Musicale Fiorentino con la partecipazione straordinaria dei professori d’orchestra della Rhode Island Philharmonic Orchestra; solisti dell’Accademia del Maggio: il soprano Juana Shtrepi, il mezzosoprano Giulia Alletto, il tenore Yukang Zheng, il basso Juan Carlos Villalobos Ayala. Direttrice Ruth Reinhardt.  

L’esecuzione del capolavoro incompiuto di Mozart unisce i musicisti fiorentini e statunitensi in un abbraccio corale, suggellando il profondo legame d’amicizia e cooperazione culturale transatlantica e rappresentando un ponte ideale che unisce memoria, arte e cooperazione per guardare al futuro.

Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria sul sito www.santacroceopera.it

Le celebrazioni musicali nascono in stretta collaborazione con “Splendor of Florence”, l’organizzazione fondata e presieduta da Joyce Acciaioli Rudge che da oltre venticinque anni promuove il dialogo culturale e le relazioni istituzionali tra Firenze e gli Stati Uniti, incarnando lo spirito di quella solidarietà internazionale che nel 1966 vide accorrere in città giovani da tutto il mondo, passati alla storia come gli “Angeli del Fango”. La Fondazione è nata per celebrare l’artigianato, la cultura e il patrimonio storico di Firenze e ha portato alla creazione di un “Patto di amicizia” (sister city pact) tra Firenze e Providence (Rhode Island). Quando l’Arno esondò il 4 novembre 1966, sommergendo il patrimonio artistico di Firenze, cittadini e istituzioni da tutto il mondo si mobilitarono per inviare aiuti. Tra le città americane in prima linea ci fu Providence (Rhode Island) che nel 1954 fu colpita da una catastrofe simile a quella fiorentina quando l’uragano “Carol” colpì la costa del Rhode Island, spingendo l’oceano nel centro cittadino e sommergendo Providence sotto quasi 4 metri d’acqua.  Nel 1967, dopo il disastro fiorentino, l’allora sindaco di Firenze Piero Bargellini, si recò a Providence, la città natale di Joyce Acciaioli Rudge, per ringraziare la comunità per i fondi e il supporto inviati per il restauro delle opere e dei libri danneggiati. Da questo storico legame è nato nel 1999 il “Patto di amicizia” tra le due città. Esiste una straordinaria e drammatica similitudine storica tra i territori che la Fondazione ha voluto unire. Attraverso questo programma dall’importante valore artistico, spirituale e storico dal titolo Rising from the Arno, “Splendor of Florence” ha messo a confronto due catastrofi parallele: quella di Providence e quella di Firenze.

Per maggiori informazioni sull’iniziativa «Rising from the Arno» e sulle attività di Splendor of Florence: www.splendorofflorence.com

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