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Scuola. Reinserimento della Storia dell’arte negli istituti tecnico-professionali. Il dibattito alla Camera

A admin
27 de octubre, 2026
Restituire la Storia dell’Arte agli istituti tecnici e professionali: il dibattito alla Camera dei Deputati Dispersione scolastica e benessere, la storica dell’arte Marilena Fiori presenta «Il colore. Voce dell’anima» 
Marilena FioriRestituire la storia dell’arte agli istituti tecnici e professionali. Ne hanno discusso alla Camera dei Deputati l’On. Irene Manzi, l’On. Giovanna Miele, l’On. Chiara Tenerini, la Senatrice Barbara Floridia, Giuseppe Russo (Capo della Segreteria Tecnica del Sottosegretario al Ministero dell’Istruzione e del Merito) e Andrea Costa (esperto del Ministero della Salute), in occasione della presentazione del libro della storica dell’arte e professoressa Marilena Fiori, Il colore. Voce dell’anima, edito da Castelvecchi. Organizzatore dell’evento Consenso Europa.La proposta. La proposta, avanzata per la prima volta nel 2012 e che è tornata in auge proprio quest’anno con il Protocollo d’intesa tra Ministero della Cultura e Ministero della Salute sul legame tra arte, benessere e prevenzione, vuole ribadire l’importanza di questa disciplina tra i ragazzi, soprattutto tra coloro che studiano materie per lo più tecniche e pratiche. “La Storia dell’arte – spiega la professoressa Fiori – può contribuire in modo estremamente significativo alla formazione di uno studente di un istituto tecnico-professionale perché è una vera e propria “palestra di competenze”, che permette di allenare molte capacità che potrà poi impiegare concretamente nel mondo del lavoro. Questa disciplina, infatti, permette di sviluppare una visione ampia, completando la competenza tecnica: mette la visione dell’artista sulle spalle del tecnico, gli permette di capire non soltanto come fare una cosa, ma anche perché, per chi e con quale visione”. E ha aggiunto l’autrice “Restituire la Storia dell’arte tramite il linguaggio del colore ai ragazzi non è un’utopia poetica, ma una scelta educativa, culturale e politica, urgente – spiega Fiori – per contrastare l’impoverimento scolastico e culturale e consentire a ciascuno studente di trovare la propria voce e dare colore al proprio futuro. Soprattutto in un’epoca, come quella attuale, dominata dalla prestazione tecnologica e dalla pervasività dell’intelligenza artificiale”. Il dibattito. Sulla necessità di ripensare al programma delle scuole professionali attraverso la reintroduzione della storia dell’arte è intervenuta Irene Manzi, capogruppo Partito Democratico in Commissione Istruzione alla Camera, che ha ospitato l’evento: “Si tratta di un’azione che va sicuramente favorita e incoraggiata, proprio oggi che gli istituti tecnici sono un tema di grandissima attualità, anche per la politica scolastica” e ha aggiunto “ogni riflessione che consente di avere un profilo più ampio e di favorire anche una formazione di cultura generale, di carattere generale e non solo specialistico, come appunto anche il tema della storia dell’arte suggerisce, è sicuramente un elemento di riflessione importante su cui è giusto che la politica partecipi e si si faccia carico di ascoltare queste queste ragioni”. Per Barbara Floridia, senatrice del Movimento 5 Stelle, già presidente della Vigilanza Rai, «la storia dell’arte è una disciplina fondamentale per la nostra scuola pubblica italiana, perché in qualche misura è un paradigma, dà un linguaggio e i nostri ragazzi, le nostre ragazze hanno bisogno di poter apprendere la storia dell’arte per poter riconoscere, comprendere anche i comportamenti, per essere cittadini attivi e responsabili». Un appello bipartisan che ha coinvolto anche Chiara Tenerini, responsabile nazionale Dipartimento Lavoro di Forza Italia “l’arte è sicuramente un ponte che riesce a far riflettere, è un momento di concentrazione, un modo per fermarsi, un momento di riflessione che non solo ci fa capire che cosa l’artista voleva comunicarci, ma ci dice anche tanto di noi stessi” e ha concluso l’onorevole “quindi l’arte non solo come parte formativa, la storia dell’arte, la parte tecnica, ma anche come momento per apprezzare qualcosa che ci induca alla riflessione perché è vero, la bellezza probabilmente salverà il mondo». Andrea Costa, esperto del Ministero della Salute per l’attuazione del PNRR, ha introdotto anche il concetto di benessere psicofisico dei giovani “di fronte al grande disagio giovanile c’è la consapevolezza di come l’arte e la cultura possano essere uno strumento propositivo e positivo. Non solo legato all’educazione e al senso civico, ma anche legato al benessere della salute. Salute non significa solamente curare una malattia, salute significa anche il benessere psicofisico e, sotto questo aspetto, il contributo dell’arte può essere un contributo fondamentale”. Accoglie l’appello anche Giovanni Russo, capo segreteria del sottosegretario del Ministero dell’Istruzione, Paola Frassinetti,  che ha ricordato che “con la riforma della filiera degli istituti tecnici con il 4+2, c’è una nuova forma di qualificazione, soprattutto di riqualificazione del personale all’interno degli ambiti tecnici, e sicuramente l’arte può diventare uno strumento di maggiore consapevolezza per chi impara e per chi vuole riqualificarsi”. Ha aggiunto Stefano Colarieti, direttore generale Consenso Europa “Siamo felici di aver favorito un momento di riflessione anche politica su un tema, quello dell’educazione dei ragazzi, oggi cruciali, i numeri – in Italia i dati ISTAT sulla dispersione scolastica superano il 10% – ci mostrano un ecosistema fragile che merita di essere indagato e a cui la politica non può, e non vuole, sottrarsi”.
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