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Disuguaglianze, democrazia e pace: a Roma si apre l’Assemblea nazionale del MoVI con Fabrizio Barca e Anna Colombo
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admin
7 de noviembre, 2026
![]() Disuguaglianze, democrazia e pace: a Roma si apre l’Assemblea nazionale del MoVI con Fabrizio Barca e Anna Colombo ![]() Al CSV Lazio l’economista Fabrizio Barca richiama l’articolo 3 della Costituzione: “La Repubblica siamo noi, tocca a ciascuno rimuovere gli ostacoli”. Anna Colombo, del Forum Disuguaglianze e Diversità: “La pace va scelta come pratica”. Fino a domenica 78 delegati da 36 reti di dodici regioni votano il programma del prossimo triennioRoma, 7 novembre 2026 – Si è aperta ieri a Roma l’assemblea nazionale del Movimento di Volontariato Italiano (MoVI), dal titolo “Nessun* può essere felice da sol*”. La prima giornata, aperta al pubblico, ha messo al centro il rapporto tra disuguaglianze, democrazia e pace, insieme al Forum Disuguaglianze e Diversità.Fabrizio Barca, economista del Forum Disuguaglianze e Diversità, è partito dalla Costituzione. “L’articolo 3 riconosce che esistono degli ostacoli. Nel momento in cui li riconosce, mette in luce il dovere della Repubblica di rimuoverli”, ha spiegato. “Ma la Repubblica non è soltanto lo Stato: siamo noi, ciascuno di noi, a dover aspirare a rimuovere quegli ostacoli. Posso chiedere che un ostacolo venga rimosso per me solo se sono disposto a rimuoverlo per gli altri”.Per Barca le promesse della democrazia sono tre, e due sono scritte proprio nell’articolo 3. In primo luogo il pieno sviluppo di ogni persona. La seconda è che nessuna persona sia sottoposta al dominio di un’altra. La terza è l’effettiva partecipazione di tutti all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese. «Negli anni queste promesse sono state corrose, e oggi sono negate. In questo tempo la rabbia e il risentimento sono cresciuti senza mai trasformarsi in un processo, in un moto collettivo. Questo blocco ha pesato soprattutto sulle nuove generazioni: è cambiato il senso comune, il modo in cui interpretiamo ciò che avviene. La nostra voce deve tornare a essere ascoltata”.Sul fronte della pace, Anna Colombo, anche lei del Forum DD, ha indicato la necessità di ricostruire l’interdipendenza tra democrazia e partecipazione, richiamando il lavoro di realtà come il MEAN, il Movimento Europeo di Azione Nonviolenta, e il CESE, il Comitato economico e sociale europeo, che portano avanti l’idea di una “pace praticata”. “Quando parliamo di pace rischiamo di cadere nell’astratto”, ha detto. “Per questo va sottolineato che è praticata. Ben vengano allora le manifestazioni di chi si mobilita per la pace e contro il riarmo, nonostante le nuove sfide”.Colombo ha poi messo a confronto il presente con gli anni Settanta: “Allora c’era una bipolarità riconoscibile, e da lì sono nati percorsi come la Conferenza di Helsinki e il disarmo nucleare. Oggi la minaccia non ha un volto solo: crisi climatica, pandemie, squilibri demografici, guerre ibride. Non si riesce a nominare il problema, e così si distingue male che cosa combattere”.A rendere urgente la scelta sono i numeri. Nel 2025, ha ricordato, l’impatto economico della violenza nel mondo ha raggiunto i 21 mila miliardi di dollari, mentre la spesa per il riarmo ha toccato i 3 mila miliardi. “Con questi dati la pace non può permettersi di essere un’idea evanescente”, ha concluso. “Non va invocata in modo sterile, va scelta come pratica. Credo che si debba fare attraverso un’utopia concreta, come diceva Alexander Langer, misurandola nei fatti. Proprio come abbiamo fatto con il MEAN in una delle ultime missioni in Ucraina”.Un messaggio che incrocia da vicino il programma che il MoVI porterà al voto domani: sulla pace il movimento sceglie la difesa popolare nonviolenta e i corpi civili di pace europei, a partire dal sostegno alla popolazione ucraina, e chiede che i giovani del Servizio civile possano sperimentarla sul campo. Il documento parte da due principi, il diritto di ogni persona alla felicità e l’uguaglianza sancita dalla Costituzione, e ne fa discendere sette diritti e 21 impegni concreti, dalla cittadinanza alle Case della comunità, dalla libertà di protesta all’intelligenza artificiale.I lavori proseguono oggi, sabato 7 novembre, alla Casa La Salle, dove i delegati lavorano in gruppi per tradurre il programma in azioni sui territori. Domani, domenica 8 novembre, dalle 8.30 alle 13, la sessione deliberativa: i 78 delegati di 36 reti socie voteranno mozioni e linee del triennio ed eleggeranno il nuovo Coordinamento nazionale. Silvia Bellucci Ufficio stampa MoVI |
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