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Difesa della sanità pubblica, protagonismo giovanile, patto intergenerazionale e scuole aperte: il volontariato del MoVI chiude a Roma la sua Assemblea nazionale

A admin
8 de noviembre, 2026

Difesa della sanità pubblica, protagonismo giovanile, patto intergenerazionale e scuole aperte: il volontariato del MoVI chiude a Roma la sua Assemblea nazionale
Approvato il mandato per il triennio 2026–2029: difesa popolare nonviolenta, presenza nelle Case della comunità contro le liste d’attesa, giovani alla guida delle associazioni, un impegno contro il divario Nord-Sud nei fondi della filantropia. Eletto il nuovo Coordinamento nazionale

Roma, 8 novembre 2026 – Si è chiusa oggi a Roma l’Assemblea nazionale del Movimento di Volontariato Italiano (MoVI), “Nessun* può essere felice da sol*”. Dopo tre giornate di confronto, i delegati di 36 reti da 12 regioni hanno approvato il documento che orienterà il movimento nei prossimi tre anni e hanno eletto il nuovo Coordinamento nazionale.Il filo conduttore è una scelta netta: il volontariato non vuole essere un fornitore di servizi che sostituisce lo Stato, altresì vuole agire sulle cause che producono emarginazione, povertà educativa e solitudine, a partire da due principi costituzionali, il diritto di ogni persona alla felicità e l’impegno a rimuovere gli ostacoli che impediscono l’uguaglianza.Pace: no alla leva, sì alla difesa nonviolenta. In un tempo segnato da guerre e riarmo, l’Assemblea respinge ogni ipotesi di ripristino del servizio militare. Il MoVI investirà invece sulla Difesa popolare nonviolenta, con percorsi nelle scuole superiori e nelle università sulla gestione nonviolenta dei conflitti, gemellaggi tra giovani italiani e coetanei che vivono in contesti di guerra, reti locali per la pace con enti locali e società civile. I giovani del Servizio civile universale saranno coinvolti in azioni concrete di difesa civile non armata, e prosegue il sostegno al Movimento Europeo di Azione Nonviolenta (MEAN).Sanità: una mobilitazione nazionale per il servizio pubblico. Di fronte al definanziamento della sanità pubblica e alle liste d’attesa che colpiscono soprattutto il Mezzogiorno, le periferie e le aree interne, il movimento lancia una mobilitazione nazionale. La salute, si legge nel documento, “non è un’opportunità condizionata dal reddito o dalla residenza”. Il volontariato chiede di essere presente in modo reale nelle Case della comunità, perché diventino presidi territoriali e non semplici contenitori di prestazioni. Tra le proposte, un servizio di Mobilità sanitaria solidale per anziani, pazienti oncologici e persone con disabilità che vivono lontano dai luoghi di cura.Scuola: aperta tutto il giorno, a tutta la comunità. Il MoVI vuole diffondere in tutta Italia il modello delle Scuole aperte partecipate: edifici scolastici che restano aperti oltre l’orario delle lezioni, con laboratori, doposcuola, attività culturali e formazione per adulti, sostenuti da Patti educativi di comunità tra istituzioni, famiglie e associazioni.Giovani: “dare le chiavi di casa”. È l’espressione che l’Assemblea ha scelto per il ricambio generazionale. Non coinvolgere i ragazzi come manodopera per le attività degli adulti, ma affidare loro responsabilità, spazi decisionali e autonomia, anche negli organismi direttivi. Il movimento si dota inoltre di una Valutazione di impatto generazionale, per misurare gli effetti delle proprie scelte sulle generazioni future.Fondi al Sud: trasparenza e accesso ai bandi. Il MoVI denuncia la sperequazione tra Nord e Sud nella distribuzione delle risorse della filantropia e delle fondazioni bancarie. Chiederà un confronto ufficiale con la Fondazione Con il Sud e con l’impresa sociale Con i Bambini su selezione, rendicontazione e monitoraggio dei progetti, perché i finanziamenti arrivino davvero ai territori con più povertà educativa e alle associazioni che vi sono radicate.Più voce nelle decisioni pubbliche. Il volontariato chiede di partecipare alla co-programmazione con gli enti locali, sedendo ai tavoli con pari dignità per individuare i bisogni e decidere come usare le risorse pubbliche, e non solo di essere chiamato a gestire servizi già decisi.Divario digitale e intelligenza artificiale. Per non lasciare indietro nessuno, le reti porteranno sui territori corsi pratici sui servizi digitali essenziali, da SPID al Fascicolo sanitario, e serate informali “Prova l’IA insieme” per un uso consapevole dell’intelligenza artificiale e per difendersi da truffe e deepfake.Carcere e Mediterraneo. Tra gli impegni anche un lavoro organico sulla giustizia e sulla situazione delle carceri, rafforzando la presenza nell’Alleanza per l’articolo 27, e la costruzione di una rete di volontariato euro-mediterranea, il MOVEM.«In questi tre giorni le reti hanno portato a Roma quello che vedono ogni giorno: persone che rinunciano a curarsi perché le liste d’attesa sono infinite, aree interne dove raggiungere un ospedale è un’impresa, ragazzi che non trovano spazi in cui sentirsi parte di qualcosa. Il volontariato queste cose le conosce prima di chiunque altro, perché ci sta dentro. Per questo non possiamo limitarci a tamponarle: abbiamo il dovere di farle arrivare dove si decide. Il MoVI vuole essere la voce di ciò che i territori vivono, anche quando è scomodo. Così sulla sanità pubblica, che va difesa e non svuotata. Così sulla pace, che non passa dal ritorno della leva ma dall’educazione alla nonviolenza. Nessuno può essere felice da solo, e nessun territorio deve restare inascoltato.» ha detto Gianluca Cantisani, Presidente del MoVI.Il nuovo Coordinamento nazionale, eletto per il triennio 2026–2029, è composto da Patrizia Cavallone, Presidente del MoVI Puglia; Gianluca Cantisani, presidente uscente; Renzo De Gobba, Presidente del MoVI Friuli Venezia Giulia; Tina Di Castro, della rete MoVI di Frosinone; Filippo Maritato, della rete MoVI di Caltanissetta; Maurizio Marrale, Presidente del MoVI Lazio; Franca Palese, della rete  MoVI Puglia; Gianvito Pappalepore, Presidente del MoVI Abruzzo; Sonia Patti, della rete MoVI della Locride; Marco Petino, del MoVI Varese; Ferdinando Siringo, Presidente MoVI Sicilia e Concetta Trecco, della rete MoVI Abruzzo.Il mandato che gli è stato affidato prevede anche una governance paritaria a tutti i livelli del movimento e la nascita di un’Officina nazionale delle reti, uno spazio permanente di formazione e progettazione comune per le associazioni sui territori.
Silvia Bellucci – Ufficio stampa MoVI 
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