Bagaria, luogo di delizie Presentazione 20 marzo ore 18Bagaria, luogo di delizie. L’albero di carrubo. Essere ebrei in Sicilia (1848-2020) Presentazione 21 marzo ore 18Bagaria, luogo di delizie Presentazione 20 marzo ore 18Bagaria, luogo di delizie. L’albero di carrubo. Essere ebrei in Sicilia (1848-2020)


Giovedì 20 marzo alle 18, presso la Feltrinelli Libri e Musica in via Cavour a Palermo, presentazione di Bagaria, luogo di delizie industriale, il volume edito da Kalós e scritta da Caterina Guttuso. Con l’autrice dialogherà l’architetto Pino Fricano e Simona Aiello farà alcune letture tratte dalle pagine del libro.
Una piana fertile e rigogliosa, eleganti ville e residenze nobiliari con viali alberati, sontuosi parchi ornamentali e giardini romantici: tutto questo fece di Bagaria – come veniva chiamata nel Settecento – una delle mete più visitate del Grand Tour. Ma cosa è rimasto di questo “luogo di delizie”? Da tale interrogativo nasce l’idea ambiziosa e visionaria dell’autrice di intraprendere un percorso alla ricerca della sua “città ideale”, ricreando su tela architetture e luoghi oggi fortemente danneggiati, quando non più esistenti, per ripercorrere attraverso parole e immagini la storia di Bagheria nel momento del suo massimo splendore.
Venerdì 21 marzo alle 18, presso la libreria Parole di Luna (via Cesareo 49, Palermo), presentazione del volume di Kalós L’albero di carrubo. Essere ebrei di Sicilia (1848-2020), di Alessandro Hoffmann, che dialogherà con Sofia Cardella.
L’albero di carrubo. Essere ebrei di Sicilia (1848-2020) completa il percorso avviato con Gli amici di Moïse e La pupa di Zabban, arricchendo il quadro di insieme degli eventi ebraici che si sono svolti dallo Statuto Albertino ai giorni nostri e delineando la mappa probabile degli ebrei di Sicilia: una rappresentazione vivente con nomi e cognomi. L’autore pone al centro virtuale del racconto l’albero di carrubo che, nella tradizione ebraica e cristiana, ha un significato simbolico e, proprio per questo, sta accanto a ogni “Giusto”, ossia accanto a ogni non ebreo che ha salvato anche un solo ebreo. Alcune figure sono conosciute altre meno, da quella del monsignore Ernesto Ruffini a quella del diplomatico Mario di Stefano, a quelle di Giorgio La Pira e Vincenzo Attanasio. Una novità del libro è la lettura dei fascicoli conservati dalla Segreteria di Stato della Santa Sede; in particolare sono circa venti le pratiche intestate a uomini e donne di Sicilia, convertiti e non, che disperati hanno scritto al Vaticano: tutti hanno chiesto qualcosa e per tutti è stato fatto almeno un tentativo, in molti casi però l’esito finale resta sconosciuto. Il volume si chiude con la narrazione di un certo numero di storie che in precedenza non erano affiorate o erano state dimenticate, ancora una volta prova di quell’attenzione all’umano che caratterizza tutta l’opera e ne costituisce il grande pregio.
Ufficio stampa Edizioni Kalós
Kalós