Espectáculo

Casanova e Rodolfo Valentino tra bellezza estetica e seduzione. Due storie in contesti diversi

A admin
9 de diciembre, 2025

Pierfranco Bruni

La bellezza. L’estetica. La seduzione. Tre cardini che toccano il senso della metafisica come espressione lirica, poetica, immaginateva. Sono parte di una griglia simbolica che ha sempre caratterizzato Casanova nei suoi comportamenti e nel suo scrivere. Scrivere in fondo è stato sempre un atto di seduzione. Lo sguardo come eleganza.

Un altro elemento importante. Verrà fissato come modello emblematico in un personaggio del Novecento che è Rodolfo Valentino. Valentino è stato un Casanova? Brutta domanda. È stato l’affascinante seduttore che attraverso lo sguardo si impresso nel cinema di un italiano nella cultura americana.

Casanova si è distinto nell’eleganza dei gesti. Rodolfo Valentino nella profondità degli occhi portava la visione della bellezza. Il fascino lega entrambi. La nobiltà del gesto li unisce. La seduzione li intreccia. Il carisma della percezione onica crea in loro la passione.
Valentino uomo di cinema. Casanova uomo di teatro. La gestualità lo sguardo il silenzio vero e le parole non ascoltate ma captate o lette. Insomma una storia di linguaggi e di immagini.

Quale è il linguaggio poetico di Rodolfo?
L’amore, la passione, il sentimento. Sono tre caratteristiche vitali, non solo nell’esistenza, ma anche nella poesia di Rodolfo Valentino. Poesie. L’amore, la passione e il sentimento. Sogni ad occhi aperti. Un bel tracciato che ci fa viaggiare tra gli scogli dell’io e tra le rimembranze che hanno sapore di antico.

Un poeta. Certamente. Un poeta che ha saputo legare le radici mediterranee con la civiltà americana. Le rimembranze sono i suoni di una conchiglia nel tempo dei ricordi. Ma anche Casanova viveva la poesia. Nella sua Histoire la poesia si legge nel ricordare le donne e gli amori. L’amore se non ha una poetica non ha estasi.

Rodolfo Valentino, il mito del cinema che è espressione di sguardi, di modelli gestuali, di assonanze liriche in cui la danza e le movenze del corpo sono modelli espressivi. Il simbolo che ha proiettato la cultura estetica della gestualità nel sogno dell’immagine. Il suo immaginario continua a vivere in un rapporto che è singolare tra cinema, letteratura e linguaggio poetico.

I sogni sono un intreccio tra il suo apparire e il suo essere. Casanova aveva la musica in sé. Anche la danza. Suonatore di violino sin da giovane fece della sua vita un’opera d’arte nella vita come teatro. Il teatro come costante maschera. La maschera di Valentino (nato nel 1895 e morto giovane nel 1926) era la macchina da presa. Indossava la maschera davanti al filtro della cinepresa. Ciò che lo ha reso celebre.

Casanova le maschere le indossava sempre. Nel suo quotidiano esistere. Sono da leggersi come mito e come pathos. Un Rodolfo Valentino non solo celluloide ma anche Pathos nella grecità delle muse che non vanno perdute. La tensione lirica, le emozioni, le passioni, le dediche affidate ai suoi versi sono segni tangibili di un processo non solo legato al cinema ma alla parola come elemento profondamente lirico. Il simbolico che ha una ombratura di ellenico è proprio negli occhi e nell’immaginario.

Così in Casanova. Travolgente nel linguaggio. Sicuro nelle scelte. Malinconico nello sguardo. Contesti completamente differenti. Restano nella metafisica di una poesia che ha costantemente non tanto il piacere tout court come riferimento ma la seduzione come estetica del vivere.

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