di Pierfranco Bruni e Rebecca
Si racconta, in un dialogare tra un nonno e una nipotina, della Befana, dei Re Magi, del Presepe e soprattutto della bellezza che trova nelle feste natalizie un viaggio tra il ricordo e il presente.
«La Benatana» di Pierfranco Bruni per i tipi di Pellegrini Editore (pp 192) è un magico percorso in cui anche i racconti diventano favola in un immaginario fatto del c’era una volta e sempre ci sarà.
Un libro per bimbi e per adulti che credono nell’incontro tra linguaggio in prosa e poesia. Il tessuto onirico è fondamentale e spazia tra vissuto e immaginario, incanto e leggenda.
Il tutto si arricchisce di sobri disegni, compresa la bella copertina, di una bimba di cinque anni: Rebecca. La quale è sostanzialmente la protagonista reale che campeggia in tutto il libro. Lo stesso titolo è dato da Rebecca perché nel suo vocabolario è la traduzione de La Befana.
A volte con nomi metaforizziti a volte con il proprio nome.
L’incipit è già un raccogliere istanze oniriche:
«Isoladalba si mise a giocare in terrazza guardando la luna della prima sera. Costruì un castello con la sabbia come se stesse su una spiaggia. Del canotto fece il mare e lo mise al centro dello spazio. Arrivarono gli altri amici. I più affezionati erano Pamma e Lipì. La luna intanto scendeva sempre più sul limitare delle piante fino a dare una luce in riflesso argenteo alle foglie. Ad un tratto Isoladalba disse: «Silenzio ragazzi. Voglio raccontarvi una storia vera che più vera della finzione non si può…». Pamma era una femminuccia e Lipì un maschietto. Pamma e Lipì attoniti rimasero fissi a guardare Isoladalba. Si sedettero e ascoltarono. Isoladalba cominciò… «.
Nel cuore della bellezza le pagine si sfogliano e si leggono con gioia e musicalità.
