Ufficio Stampa 14/01/2026
Quattro rappresentazioni per il leggendario “dissoluto punito” dal 18 al 25 gennaio
DON GIOVANNI, IL CAPOLAVORO DI MOZART INAUGURA LA STAGIONE 2026 DEL TEATRO FILARMONICO
Domenica 18 gennaio, un cast di giovani e affermati artisti debutta al Teatro Filarmonico con Orchestra, Coro e Tecnici di Fondazione Arena, con la direzione di Francesco Lanzillotta e la regia di Enrico Stinchelli.
Conferenze, film, visite guidate: molte iniziative collaterali all’interno del Festival Mozart a Verona 2026
Giovedì 15 gennaio alle 18, nella Sala Veranda dell’Accademia Filarmonica di Verona, l’opera verrà presentata al pubblico in un incontro gratuito con la musicologa e critica Carla Moreni
DON GIOVANNI
di Wolfgang Amadeus Mozart
domenica 18 gennaio ore 15.30
mercoledì 21 gennaio ore 19.00
venerdì 23 gennaio ore 20.00
domenica 25 gennaio ore 15.30
Teatro Filarmonico di Verona
Il protagonista più seducente e maledetto della musica riconquista il Teatro Filarmonico, inaugurando la Stagione d’Opera e Balletto 2026 di Fondazione Arena. Don Giovanni, capolavoro di Mozart e della storia del melodramma, debutta domenica 18 gennaio, alle ore 15.30, con un cast internazionale giovane e di prestigio e la direzione di Francesco Lanzillotta. Orchestra, Coro e Tecnici areniani portano in scena l’allestimento firmato da Enrico Stinchelli con i costumi del premiato Maurizio Millenotti e il visual design di Ezio Antonelli. Repliche mercoledì 21 gennaio alle 19, venerdì 23 alle 20, domenica 25 alle 15.30.
Dal Seicento ad oggi, il mito di Don Giovanni affascina l’umanità: il seduttore incallito, l’uomo incessantemente in movimento alla ricerca della vita è, al pari di Faust, il personaggio che arriva a sfidare i limiti dell’umano e del divino. Ma più di tutte le pièce teatrali, di tutti i racconti, i romanzi e i film prodotti in più di quattro secoli, l’opera di Mozart è riuscita a immortalare questa figura sfuggente e beffarda, demoniaca e accattivante, grazie ad una musica tanto vorticosa quanto ammaliante, dolce ed infernale. Don Giovanni è un “dramma giocoso” in cui convivono gli espedienti dell’opera buffa italiana e inaspettati abissi tragici: il protagonista non teme la morte, la causa e ne ride, fino a sfidarla. La profondità e la dualità dell’opera si manifestano sin dalla sinfonia iniziale, che conduce gli ascoltatori dal dramma alla commedia fino all’apertura di sipario. Inseguimenti, travestimenti, seduzioni, inganni, smascheramenti, duetti amorosi e scontri mortali: in poco meno di tre ore di musica e teatro, Mozart ha creato un universo di personaggi che gravitano intorno al memorabile protagonista del titolo. Un classico che ad ogni ascolto e visione interroga il pubblico, suggerendo sempre nuovi orizzonti.
Per rendere giustizia a Don Giovanni occorrono artisti pronti alle sfide sceniche tanto a quelle musicali, come sono quelli del cast in scena a Verona per l’inaugurazione 2026. Nel ruolo del titolo debutta al Teatro Filarmonico il giovane baritono Christian Federici, già vincitore dei Concorsi internazionali di Spoleto e «Toti Dal Monte», recentemente apprezzato su diversi palcoscenici proprio come Don Giovanni, accanto all’esperto Leporello di Paolo Bordogna. Donna Anna sarà interpretata da Gilda Fiume mentre Donna Elvira da Marta Torbidoni, entrambe voci areniane e soprani internazionalmente affermati. Nel ruolo di Don Ottavio si alterneranno due tenori: l’applaudito Edgardo Rocha (18 e 21 gennaio) e Leonardo Sánchez, esordiente a Verona (23 e 25 gennaio). Debutta al Teatro Filarmonico anche il soprano Emma Fekete come Zerlina accanto allo sposo Masetto interpretato dal giovane basso Alessandro Abis. Completa il cast Ramaz Chikviladze come Commendatore, colui che, ucciso da Don Giovanni, tornerà dalle tenebre sfidato dall’impavido protagonista. A dirigere l’Orchestra di Fondazione Arena il Maestro Francesco Lanzillotta, applaudito a Verona e nei maggiori teatri internazionali, nonché prossimo al debutto in Anfiteatro. Il Coro, diretto da Roberto Gabbiani, è in scena con diversi mimi e giovanissimi figuranti provenienti dal nuovo Coro di voci bianche di Fondazione Arena di Verona. I Tecnici portano in scena lo spettacolo insieme tradizionale e tecnologico, narrativo e metateatrale di Enrico Stinchelli, che firma regia e impianto scenico insieme al visual design di Ezio Antonelli e alle luci di Paolo Mazzon. I fedeli e sontuosi costumi settecenteschi dai mille colori sono quelli disegnati dal premiato Maurizio Millenotti.
Sono intervenuti alla conferenza stampa di presentazione dell’opera e delle iniziative collaterali Stefano Trespidi, Vicedirettore Artistico di Fondazione Arena, Pietro Trincanato, Consigliere del Comune di Verona, il regista Enrico Stinchelli, il Maestro del Coro di Fondazione Arena Roberto Gabbiani, il Segretario Artistico Francesco Ommassini, Michele Magnabosco, Direttore Artistico del Festival Mozart a Verona e Luca Cenzato, Responsabile Servizio Marketing Istituzionale, Sviluppo Territori e Relazioni Istituzionali BCC Veneta.
Don Giovanni e i suoi numerosi eventi collaterali si inseriscono nella ricca programmazione del Festival Mozart a Verona che da sette anni, ogni gennaio, celebra in varie forme e sedi il passaggio dell’allora giovanissimo genio di Salisburgo nella città scaligera nel 1770. Dopo la prima di domenica 18 gennaio, Don Giovanni replica mercoledì 21, venerdì 23 e domenica 25 gennaio.
La Stagione d’Opera e Balletto 2026 comprende altri quattro titoli operistici e due balletti, con prime assolute per Verona: è ancora possibile acquistare abbonamenti, nuovi carnet e biglietti singoli per ogni data al link https://www.arena.it/it/teatro-filarmonico, alle Biglietterie dell’Arena e nella rete Vivaticket.
BCC Veneta rinnova il suo legame con Fondazione Arena di Verona anche per il 2026, confermandosi main sponsor della Stagione Artistica del Teatro Filarmonico.
INCONTRO DI APPROFONDIMENTO APERTO AL PUBBLICO
Per tutta la Stagione d’Opera e Balletto 2026 si confermano gli incontri gratuiti di approfondimento, in collaborazione con Accademia Filarmonica di Verona: Don Giovanni sarà presentato al pubblico giovedì 15 gennaio alle 18 nella prestigiosa Sala Veranda dell’Accademia Filarmonica (via Mutilati 4) dalla critica e musicologa Carla Moreni. Ingresso libero fino ad esaurimento posti.
MUSICA E CINEMA: IL FILM DI LOSEY
Sabato 17 gennaio, alle ore 18, Fondazione Arena inaugura una nuova rassegna per il 2026, Musica e Cinema: il sabato precedente le prime d’Opera e Balletto, il Teatro Filarmonico diventa una sala cinematografica d’eccezione con pellicole in lingua originale ispirate ai soggetti in scena. Si comincia con Don Giovanni del regista Joseph Losey (1979), celebre film in cui l’opera di Mozart rivive nei luoghi palladiani con un cast di stelle (Raimondi, Te Kanawa, van Dam, Berganza, diretti da Maazel) e un’eleganza senza tempo premiata da diversi César e David di Donatello. Biglietti da 3 a 5 euro.
APPUNTAMENTI PER GIOVANI E STUDENTI
Con Don Giovanni prende il via anche la programmazione 2026 di Arena Young: spettacoli, incontri e iniziative per bambini, studenti, famiglie, personale di scuole, università, accademie. L’opera debutta infatti con l’Anteprima riservata a studenti e giovani, già sold-outvenerdì 16 gennaio alle ore 16, preceduta da una presentazione dedicata.
Per la rassegna Andiamo a teatro, il mondo della scuola potrà assistere alle rappresentazioni infrasettimanali al Filarmonico partecipando al Preludio un’ora prima dello spettacolo: un’introduzione alla trama, ai personaggi e al linguaggio del teatro in musica, a cura di Fondazione Arena, nella prestigiosa Sala Maffeiana, mercoledì 21 gennaio alle ore 18 e venerdì 23 gennaio alle ore 19.
Info e prenotazioni: Ufficio Didattica Cultura e Formazione scuola@arenadiverona.it – tel. 045 80519.33/.84
LE SALE DELLA MUSICA: VISITE GUIDATE
Sabato 17 gennaio prende il via Le Sale della Musica, un calendario di visite guidate per approfondire storia, curiosità e dietro le quinte del Teatro Filarmonico ma anche per conoscere le professionalità che lavorano in teatro e l’attività di messa in scena di opere e concerti. Tutte le giornate di visita (dieci appuntamenti fino a dicembre, sempre il sabato mattina) avranno un primo turno alle ore 10.30 e un secondo turno alle ore 12. Il percorso, che varierà ogni volta in base agli spettacoli in produzione, durerà un’ora circa ed è aperto a gruppi fino ad un massimo di 20 persone. Per partecipare, è possibile riservare il proprio posto con un biglietto intero di 5 euro o ridotto a 3 euro per le fasce Under30/Over65.
L’OPERA, GLI AUTORI E LA TRAMA
Mozart (1756-1791) scrisse Il dissoluto punito o sia il Don Giovanni per la compagnia italiana del Teatro degli Stati di Praga nel 1787, sull’onda dell’enorme successo che la sua ultima creazione, Le Nozze di Figaro, riscuoteva più che nella capitale dell’Impero asburgico. Librettista il medesimo collaboratore delle acclamate Nozze, Lorenzo Da Ponte (1749-1838), figura poliedrica e a suo modo dongiovannesca, che attinse alle ben note creazioni di Tirso de Molina e Molière e soprattutto alla più recente opera ispirata allo stesso soggetto di Gazzaniga su testo di Bertati. La varietà di metro e situazioni e la profondità psicologica dei personaggi sono qui però ineguagliati, per la piena maturità di librettista e compositore, destinati a realizzare insieme un terzo capolavoro operistico in Così fan tutte (1790). Sfide drammaturgiche e sperimentazioni musicali senza precedenti (come la compresenza di tre orchestre impegnate in contemporanea in tre danze diverse). Don Giovanni ebbe subito successo ma, alla prima ripresa dell’opera a Vienna, cadde dopo solo quindici serate. Lì il compositore aveva acconsentito ad alcune sostanziali modifiche, compreso il taglio del lieto fine dopo la scomparsa del protagonista negli inferi, aprendo la strada a nuovi enigmi nella storia interpretativa dell’opera, tuttora aperti.
La trama in breve. Dopo la celebre Ouverture, il sipario si apre su una notte sivigliana. Il servo Leporello è stanco di fare la guardia mentre il suo insaziabile padrone Don Giovanni si intrattiene con donne di “ogni grado, forma, età”. Ma questa volta il seduttore è in fuga da Donna Anna e dal di lei padre, il vecchio Commendatore che lo sfida a duello e ha la peggio. Leporello è sconvolto ma può solo fare da scudo al padrone mettendo la “ex” Donna Elvira di fronte all’interminabile catalogo di sedotte e abbandonate. Nel frattempo Don Giovanni irrompe alla festa contadina dei neosposi Zerlina e Masetto, allontanando lui e seducendo lei, ma i suoi piani sono guastati dalle due donne precedenti in cerca di vendetta, aiutate da Don Ottavio, promesso di Donna Anna. Nella festa a cui tutti sono invitati, il nobile status di Don Giovanni non riesce più a fornire alibi ai suoi delitti. Dopo ulteriori inganni, serenate e violenze, in fuga con Leporello, il dissoluto padrone si rifugia casualmente in un cimitero dove trova la statua del Commendatore ucciso in duello. Entrambi vedono la statua muoversi ma Don Giovanni non ne ha paura: la invita anzi a cena. E a cena si giocherà il destino del protagonista, sospeso tra un’ultima redenzione e gli inferi.
BIGLIETTERIE ARENA DI VERONA
Via Dietro Anfiteatro 6/b
Aperta da lunedì a venerdì (10.30 – 16.00)
sabato (09.15 – 12.45)
chiusa la domenica
Via Roma 1
Aperta martedì, giovedì e sabato (10.00 – 18.00)
mercoledì e venerdì (13.00 – 20.00)
domenica (12.00 – 15.30)
chiusa il lunedì
Call center (+39) 045 8005151
Rete vendita Vivaticket
informazioni
Ufficio Stampa Fondazione Arena di Verona
Via Roma 7/D, 37121 Verona
tel. (+39) 045 805.1861-1905-1891-1939-1847
ufficio.stampa@arenadiverona.it – www.arena.it
* * *
Domenica 18 gennaio ore 15.30turno A
Mercoledì 21 gennaio ore 19.00turno C
Venerdì 23 gennaio ore 20.00turno D
Domenica 25 gennaio ore 15.30turno B
DON GIOVANNI
Il dissoluto punito o sia il Don Giovanni
Dramma giocoso in due atti
di Wolfgang Amadeus Mozart
Libretto di Lorenzo Da Ponte
Direttore Francesco Lanzillotta
Regia e scene Enrico Stinchelli
Assistente alla regia Maria Selene Farinelli
Visual design Ezio Antonelli
Costumi Maurizio Millenotti
Luci Paolo Mazzon
Don Giovanni Christian Federici
Leporello Paolo Bordogna
Commendatore Ramaz Chikviladze
Donna Anna Gilda Fiume
Don Ottavio Edgardo Rocha 18, 21/1
Leonardo Sánchez 23, 25/1
Donna Elvira Marta Torbidoni
Zerlina Emma Fekete
Masetto Alessandro Abis
Mimi Jessica Aiello,Amedeo Angelone, Michelangelo Brunelli,
Elisabetta Di Chiara, Carmela Gragnaniello, Alice Lionello,
Giancarla Malusardi, Jasmine Mechergui, Katia Mirabella,
Chiara Monti, Igor Pane, Simone Pergola, Greta Puggioni,
Giorgia Ricciardi, Rebecca Testa
Figuranti Membri del Coro di voci bianche di Fondazione Arena di Verona
Clavicembalo / basso continuo Roberto Brandolisio, Sara Airoldi
Orchestra, Coro e Tecnici di Fondazione Arena di Verona
Maestro del Coro Roberto Gabbiani
Direttore Allestimenti Scenici Michele Olcese
Allestimento di Fondazione Arena di Verona
All’interno del Festival Mozart a Verona 2026
Tempi di spettacoloAtto I 90’ circa – intervallo – Atto II 85’ circa
foto











Don Giovanni: l’Opera delle Opere
Note di regia di Enrico Stinchelli
Sotto molti aspetti Don Giovanni è l’Opera per antonomasia. Flaubert diceva che tre erano le cose più belle create da Dio: il mare, l’Amleto e il Don Giovanni di Mozart. Ancora oggi dopo oltre 200 anni dalla sua prima esecuzione è un’opera aperta, carica di sottintesi e di dubbi irrisolti, campo di battaglia per registi pronti a tutto e palestra vocale e stilistica per cantanti forse non del tutto consapevoli delle enormi difficoltà poste da Mozart. Fate caso: Don Giovanni lascia a tutti la possibilità di sperimentare e di rischiare, è un’opera senza tempo, per questo ho scelto un’impostazione agile, dinamica, a tratti surreale, ma strettamente legata alla drammaturgia, perché Don Giovanni racconta una storia ben precisa. I bellissimi costumi di Maurizio Millenotti, utilizzati per il meraviglioso spettacolo proposto da Zeffirelli in Arena, sono il trait d’union con la grande tradizione, direi una garanzia di bellezza e di rispetto. In realtà l’idea che caratterizza questa nuova produzione, attraverso le scene e le proiezioni realizzate da Ezio Antonelli, ci conduce in un altro mondo, che è puro “teatro nel teatro”. Un mondo fatto di proiezioni dinamiche e luci, che narrano – com’è nel mio stile – le vicende del grande libertino e svelano la potenza vittoriosa del protagonista, il quale si erge sopra tutti gli altri personaggi. Un grande burattinaio, che ride beffardo delle miserie umane e si diverte a manovrare le sue vittime, senza alcuna cura di sé stesso, persino di fronte alla morte, che sfida orgogliosamente come Capaneo nell’Inferno dantesco. Le proiezioni e il disegno luci, in stretta relazione con l’incalzare della vicenda e della musica, rappresentano la tecnologia più avanzata al servizio della tradizione, l’arma segreta per rilanciare lo spettacolo più costoso e complesso, ma anche più affascinante che esista: l’opera.
Vorrei proporvi una riflessione sul ruolo del protagonista, uno dei rari casi che ha visto coinvolte TUTTE le tipologie vocali maschili. Il primo Don Giovanni, Luigi Bassi (1766-1826), fu una specie di catastrofe vivente: aveva debuttato a soli 13 anni in un’opera di Anfossi, cantòDon Giovanni a Praga appena ventiduenne lasciando MOLTO insoddisfatto Mozart. Basso? Baritono? Non si capì. Il Don Giovanni della ripresa a Vienna fu Francesco Albertarelli, un buffo, con scarsa attrattiva fisica, giudicato persino inferiore al Bassi che, per lo meno, si presentava bene come figura. Nella prima metà dell’800 i più famosi Don Giovanni furono…TENORI: Nicola Tacchinardi, Andrea Nozzari, Manuel Garçia, Adolphe Nourrit e Giovanni de’ Candia (Mario), a ben vedere dei classici baritenori di scuola rossiniana. Poi apparvero i baritoni, tra questi Tamburini, Coletti, De Bassini, Ronconi, Graziani, Faure,oltre al famoso bassi Lablache, che fu un famoso buffo. La galleria si chiude con Maurel (il primo Falstaff, Jago), Lassalle, Ancona, Renaud, arrivando a Mattia Battistini, le cui registrazioni di Don Giovanni pervenuteci sono tra le peggiori interpretazioni mai udite. Nel ‘900 finalmente una boccata d’ossigeno: Stabile, Pinza (divo al Met), Brownlee, Schoeffler, Petri, Silveri, persino Taddei (ma solo in disco), il fenomenale Siepi arrivando a Gobbi, Waechter, Rossi Lemeni, London, Ghiaurov, Soyer, Raimondi (gratificato da un notissimo film), Milnes, Van Dam, Bruson, Ramey, cui hanno fatto seguito Coni, D’Arcangelo, Scandiuzzi, Alberghini, Pisaroni, Pertusi, Shrott, Keenlyside, Mattei e via via tanti altri. QUINDI: tenori nell’800, poi baritoni e bassi alternativamente. Il basso non ha vita facile con Don Giovanni: la tessitura lo impegna moltissimo sulle note di passaggio proprie del baritono e lo condiziona. Più a suo agio il baritono, ovviamente, che può permettersi una diversa disinvoltura vocale. Anche perché Leporello, l’alter ego, è in realtà un basso vero, direi pure un basso scuro. E a questo proposito ricorderò ciò che accadde al Met in una storica recita diretta da Walter, in cui si ritrovarono Pinza come Don Giovanni e Alexander Kipnis, meraviglioso basso profondo, come Leporello. Nella scena del travestimento del II atto, quando l’uno deve imitare la voce dell’altro, Kipnis fece l’esatta imitazione di Pinza, producendo un comicissimo vibrato stretto (caratteristica della voce di Pinza) con boati di risate del pubblico. Pinza, invece (che era un basso chiaro), non riuscì a imitare i suoni scuri e profondi del collega. Da quella sera i due non cantarono mai più insieme.
Lo straordinario lavoro compiuto da Mozart e Da Ponte mise in particolare risalto le tre figure femminili del Don Giovanni: Donna Anna, Donna Elvira e Zerlina. Nel primo caso abbiamo la caratterizzazione di una donna fiera, sdegnosa, dalle profonde malinconie alternate a veementi scatti d’ira, in cui domina il contrasto tra l’attrazione fortissima e malcelata per Don Giovanni e l’eterno fidanzamento con Don Ottavio, figura rassicurante ma fondamentalmente noiosa. E le donne, come i gatti, hanno il terrore della noia! Questo, sia Mozart sia soprattutto Da Ponte lo sapevano benissimo. Ecco quindi che Donna Anna sembra odiare Don Giovanni, non tanto per avergli ucciso il padre, ma per non aver completato l'»opera di seduzione» appena iniziata. Don Giovanni ha posseduto Donna Anna o no? Questo dubbio permane. Nella mia regìa cercherò di sottolineare questa ansia e queste voglie represse, che ben vengono esposte nel racconto che fa Donna Anna a Don Ottavio «Era già alquanto avanzata la notte», in cui viene narrato il tentativo, forse riuscito, di stupro. La risposta di Don Ottavio è una delle più comiche frasi della storia operistica: «Ohimé…respiro». Donna Elvira è il classico ritratto della «sedotta e abbandonata» che non vuole saperne di dover rinunciare all’impenitente libertino. La donna in preda a una crisi di nervi perenne, così poco credibile anche se compatibile. A ogni sua apparizione si sorride un po’ amaramente, poiché è scocciante e insistente, nonostante la battaglia sia persa in partenza. A Donna Elvira sono riservate arie di notevole difficoltà, il ruolo è davvero ingrato, soprattutto nella versione di Vienna che vide aggiunta l’aria «Mi tradì quell’alma ingrata» (scritta per Caterina Cavalieri, celebre virtuosa dell’Opera di Vienna). Da notare che, vocalmente, non vi sono grandi differenze tra Donna Anna e Donna Elvira, per cui risulta completamente inspiegabile la tradizione che volle «scura e drammatica» Donna Anna e «dolce e lirica» Donna Elvira (si pensi a una Nilsson o a una Price contrapposte a una Schwarzkopf o a una Della Casa!). Questo tipo di contrasto è andato stemperandosi nei Don Giovanni dell’ultimo trentennio, fin quasi a rovesciare le parti (si pensi a una Antonacci/Elvira, per esempio, o a una Devia/Donna Anna). Zerlina appartiene invece alla classica tipologia della contadinotta astuta, maliziosa, un po’ ingenua e molto sexy, un carattere che Da Ponte ben conosceva, essendo ispirato dalla bella sedicenne figlia della sua padrona di casa, con la quale (apprendiamo dalle sue Memorie) si trastullava durante la composizione del Don Giovanni. Attenzione: Zerlina non è un sopranino-soubrette. Affatto. Zerlina è a tutti gli effetti un soprano pieno, di alte virtù tecniche, storicamente interpretata da grandissime cantanti: la Malibran, la Grisi, la Tacchinardi-Persiani, la Viardot, la Alboni, la Patti e andando più avanti nel tempo la Favero, la Cebotari, la Sayao, la Seefried, la Carteri, la Moffo, la Freni, la deliziosa Sciutti, ma anche la Stratas, in disco la Horne, vale a dire vocalità che vanno dal mezzosoprano o contralto d’agilità fino al soprano leggero. Come si può vedere: fare un cast per Don Giovanni non è cosa semplice e lo stesso vale per la regìa, aperta a tante possibilità, ma condizionata dal rigido schema settecentesco.
