| COMUNICATO STAMPA |
venerdì 23 e domenica 25 gennaio
per la stagione d’opera 2025/2026 del teatro municipale
“DON GIOVANNI” DI WOLFGANG AMADEUS MOZART in un nuovo allestimento
con la direzione di enrico pagano e la regia di andrea bernard
nel cast markus werba, carmela remigio, claudia pavone
tommaso barea e marco ciaponi
Tra i massimi capolavori del teatro musicale, in grado di coniugare profondità drammatica, ironia e straordinaria ricchezza musicale, il celebre dramma giocoso in due atti su libretto di Lorenzo Da Ponte torna a Piacenza dopo oltre dieci anni d’assenza. Don Giovanni vedrà per la prima volta sul podio del Municipale Enrico Pagano, tra i più talentuosi giovani direttori italiani. A firmare il nuovo allestimento Andrea Bernard, vincitore nel 2024 del Premio Abbiati come miglior regista, con le scene di Alberto Beltrame, i costumi di Elena Beccaro e le luci di Marco Alba.
Grandi interpreti nel cast: nel ruolo del titolo il baritono Markus Werba, con Carmela Remigio come Donna Elvira, Claudia Pavone (Donna Anna), Marco Ciaponi (Don Ottavio), Tommaso Barea (Leporello), per continuare con Renzo Ran (Il Commendatore), Alberto Petricca (Masetto), Désirée Giove (Zerlina).
L’esecuzione musicale è affidata all’Orchestra Filarmonica Italiana, con il Coro del Teatro Municipale di Piacenza preparato da Corrado Casati. L’opera è prodotta dalla Fondazione Teatri di Piacenza con la Fondazione Teatro Comunale di Modena.
Don Giovanni, ossia Il dissoluto punito è il secondo titolo della celebre trilogia nata dalla collaborazione fra Mozart e Da Ponte, dopo Le Nozze di Figaro (1786) e prima di Così fan tutte (1790). L’opera debuttò il 29 ottobre 1787 a Praga, suscitando subito grande entusiasmo, e da allora ha potuto godere del privilegio di una vita scenica praticamente ininterrotta.
Il personaggio di Don Giovanni affonda le radici nella letteratura spagnola del XVII secolo e ha attraversato i secoli senza perdere la propria modernità. Nella lettura del regista Andrea Bernard “Don Giovanni diventa un collezionista. Colleziona donne, storie, oggetti, frammenti di vite altrui per costruirsi un’identità che non possiede. Ogni incontro è una sottrazione, ogni relazione un racconto archiviato”.
Lo spazio scenico “diventa così l’archivio di Don Giovanni: un luogo mentale, ordinato e controllato, sfocato e non definito, dove tutto è classificato e nulla è elaborato”. Un archivio, di cui Leporello è il custode, dove “Don Giovanni tenta di costruire sé stesso attraverso ciò che possiede, senza mai riuscire a colmare il vuoto che lo caratterizza. È un uomo che non ha mai compiuto il passaggio all’età adulta, che non ha mai saputo separarsi davvero dall’infanzia”.
In questa incapacità di confronto, “le donne che incontra rappresentano modalità diverse di rapportarsi all’amore. Donna Anna è il desiderio proibito carico di erotismo, Zerlina rappresenta ciò che Don Giovanni non potrà mai avere: la semplicità di un amore presente e fresco, quotidiano, la possibilità di una vita condivisa. Donna Elvira incarna invece l’amore ancestrale e totalizzante. Nella mia lettura – conclude Bernard – Donna Elvira diventa quindi la madre di Don Giovanni: una figura severa e morbosa e schiacciante, incapace di accettare la crescita del figlio. Don Giovanni fugge da ciò che le donne rappresentano per lui. Scappa perché non sa restare, seduce perché non sa scegliere, accumula perché non sa essere”.
A precedere la prima, martedì 20 gennaio alle ore 18, nell’ambito della rassegna “AperiOpera” gli studenti del Liceo Respighi di Piacenza presentano Don Giovanni al pubblico, nel foyer del Teatro Municipale, in un incontro a ingresso libero.
Informazioni e biglietti
Biglietteria del Teatro Municipale di Piacenza
e-mail: biglietteria@teatripiacenza.it – tel 0523 385720 / 385721 – teatripiacenza.it
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