Ufficio Stampa 19/02/2026
Nei giorni delle cerimonie olimpiche a Verona, l’atmosfera dei giochi entra a teatro
FONDAZIONE ARENA PORTA IN SCENA L’OLIMPIADE DI VIVALDI
Al Teatro Ristori dal 23 febbraio al 1° marzo
Un cast internazionale di apprezzati interpreti e l’Orchestra areniana diretta da Giulio Prandi. Per la prima volta il titolo in scena nel brillante allestimento parigino del Théâtre des Champs Elysées con la regia di Emmanuel Daumas, tra sport e Grecia classica.
Oggi alle 18, lo scrittore e critico musicale Alberto Mattioli presenta l’opera al pubblico. Incontro gratuito nella Sala Veranda dell’Accademia Filarmonica di Verona
Venerdì 20 febbraio, sempre al Teatro Ristori, la rassegna Musica e Cinema propone sfide e schermaglie sul ghiaccio con il film The cutting edge. Biglietti a 3 e 5 euro
L’OLIMPIADE
di Antonio Vivaldi
lunedì 23 febbraio ore 19.00
mercoledì 25 febbraio ore 19.00
venerdì 27 febbraio ore 20.00
domenica 1 marzo ore 15.30
Teatro Filarmonico di Verona
Musica e sport si incontrano al Teatro Ristori con la prima rappresentazione veronese in tempi moderni de L’Olimpiade di Vivaldi, opera in tre atti su libretto di Metastasio, poeta massimo del Settecento. Dal 23 febbraio al 1° marzo l’Orchestra di Fondazione Arena di Verona si cimenta con la prassi storicamente informata dell’esperto maestro Giulio Prandi e un cast di interpreti apprezzati a livello internazionale specialmente nel repertorio barocco, molti dei quali al debutto veronese: Lo Monaco, Balducci, Castellano, Senn, Mazzucato, Labin, Lorenzi. Sullo sfondo degli antichi giochi olimpici, si dipana un intreccio ricco di colpi di scena: scambi di persona, misteri, sfide, amori nascosti, figli ritrovati, tra tempeste e malìe della musica di Vivaldi. Lo spettacolo parigino di Emmanuel Daumas unisce gioco teatrale, competizione sportiva e classicità. Dopo la prima di lunedì 23 febbraio alle 19, repliche mercoledì 25 alle 19, venerdì 27 alle 20, domenica 1 marzo alle 15.30.
La messa in scena dell’opera, così come l’incontro di approfondimento, l’anteprima per le scuole e la proiezione del film sono inseriti nell’Olimpiade culturale Milano Cortina 2026. Fondazione Arena di Verona ha voluto dare il proprio contributo al programma di eventi artistici che si tengono in queste settimane di grande sport. E, nei giorni in cui l’Arena e il Filarmonico sono coinvolti nelle cerimonie di chiusura dei Giochi Olimpici invernali e di apertura dei Giochi Paralimpici, porta al Ristori un’attesa prima volta. Scritta per Venezia nel 1734 e dimenticata per oltre duecento anni, L’Olimpiade di Vivaldi va in scena nell’avvincente allestimento parigino del Théâtre des Champs Elysées, che abbraccia il mondo classico, il barocco e lo sport vero e proprio, con un tocco pop. Virtuosismi, tormenti, scambi di persona e colpi di scena risuonano in una Grecia arcadica ideale, tra imperiosi sovrani, donne coraggiose e valorosi atleti. Lunedì 23 febbraio, alle 19, si alza il sipario su una perla da riscoprire. Per evitare la concomitanza con gli eventi olimpici, la prima recita slitta di una giornata.
E così il fascino misterioso dell’opera del Settecento rivive sullo spartito e in scena, grazie all’usanza storica di affidare ruoli maschili anche a voci femminili o, all’epoca, evirati cantori – acclamate stelle dell’epoca ma anche vittime di una pratica presto abbandonata. Dopo decenni di riscoperta del repertorio barocco, oggi sono molti i sopranisti e i contraltisti che possono coniugare tecnica agguerrita ed interpretazione raffinata, rivaleggiando con le colleghe in scena. Così, a Verona la principessa Aristea sarà interpreta da Loriana Castellano e l‘amato Megacle da Nicolò Balducci, entrambi al debutto con Fondazione Arena, come Benedetta Mazzucato nei panni di Argene. Atteso ritorno a Verona invece per Josè Maria Lo Monaco quale Licida e Christian Senn come Clistene. Completano il cast Ana Maria Labin quale Aminta e Roberto Lorenzi come Alcandro. Passioni e tumulti interiori esplodono in orchestra grazie alla forza della musica di Vivaldi: l’Orchestra di Fondazione Arena sarà diretta da Giulio Prandi, già sul podio veronese per opere del Settecento tra cui l’atteso revival dell’Orlando furioso vivaldiano. Le sfide dello spettacolo di Emmanuel Daumas riguardano anche i complessi tecnici areniani, con le scene di Alban Ho Van, i costumi di Marie La Rocca, le luci di Bruno Marsol e le coreografie di Raphaelle Delaunay per mimi e cantanti, in un omaggio allo sport in tutte le sue forme.
Alla conferenza stampa di presentazione dell’opera e delle iniziative collaterali sono intervenuti Stefano Trespidi, Vicedirettore Artistico di Fondazione Arena, Pietro Trincanato, Consigliere del Comune di Verona, il direttore d’orchestra Giulio Prandi e l’assistente alla direzione Giacomo Biagi, collaboratore nello studio del manoscritto vivaldiano. La Stagione d’Opera e Balletto 2026 comprende altri tre titoli operistici e due balletti, con prime assolute per Verona: è ancora possibile acquistare abbonamenti, nuovi carnet e biglietti singoli per ogni data al link https://www.arena.it/it/teatro-filarmonico, alle Biglietterie dell’Arena e nella rete Vivaticket.
BCC Veneta anche per il 2026 è main sponsor della Stagione Artistica del Teatro Filarmonico.
INCONTRO DI APPROFONDIMENTO APERTO AL PUBBLICO
Oggi pomeriggio, giovedì 19 febbraio, alle ore 18, nella Sala Veranda (via Mutilati 4) si terrà l’incontro di presentazione aperto alla città, organizzato da Fondazione Arena in collaborazione con l’Accademia Filarmonica di Verona. A guidare il pubblico alla scoperta del capolavoro vivaldiano sarà lo scrittore e critico musicale Alberto Mattioli, che ne approfondirà contesto storico, struttura drammaturgica e valore musicale. L’ingresso è libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.
MUSICA E CINEMA: THE CUTTING EDGE
Venerdì 20 febbraio, alle ore 18 al Teatro Ristori, Fondazione Arena anticipa L’Olimpiade vivaldiana con un film-cult dedicato alle Olimpiadi invernali, divertente e avvincente: The cutting edge. Nota in Italia come Vincere insieme, è una brillante commedia sportiva-romantica del 1992 diretta da Paul Michael Glaser e scritta da Tony Gilroy. Ambientato nel mondo delle Olimpiadi invernali di Albertville, il film racconta l’improbabile e appassionante sodalizio tra una talentuosa pattinatrice e un giocatore di hockey costretto a reinventarsi sul ghiaccio in una nuova disciplina. Tra rivalità, orgoglio e determinazione, la pellicola mette in scena il percorso di crescita personale e artistica dei protagonisti, fino alla conquista di un equilibrio dentro e fuori la pista. Divenuto rapidamente un cult generazionale, con ben tre sequel, The Cutting Edge sarà proiettato in lingua originale con sottotitoli in italiano. Biglietti da 3 a 5 euro.
APPUNTAMENTI PER GIOVANI E STUDENTI
Oggi stesso alle 15, L’Olimpiade si svela in anteprima alle scuole: un atteso appuntamento, preceduto da una presentazione dedicata, nella ricca programmazione di Arena Young: spettacoli, incontri e iniziative per bambini, studenti, famiglie, personale di scuole, università, accademie. Per la rassegna Andiamo a teatro, il mondo della scuola potrà assistere anche alle rappresentazioni infrasettimanali de L’Olimpiade al Teatro Ristori, mercoledì 25 e venerdì 27 febbraio. Informazioni e prenotazioni: Ufficio Didattica Cultura e Formazione, e-mail scuola@arenadiverona.it – tel. 045 80519.33/.84
L’OPERA, GLI AUTORI E LA TRAMA
Pietro Metastasio (1698-1782), autore di riferimento per la poesia italiana del Settecento, divenne poeta cesareo della corte viennese dal 1729 producendo, come già per Roma e Napoli, decine di libretti per melodrammi, cantate, oratori, testi più volte musicati da diversi musicisti. È il caso anche de L’Olimpiade, scritta per la musica di Antonio Caldara a Vienna nel 1733 e per quasi un secolo fonte di ispirazione per oltre cinquanta compositori e altrettante opere con uguali versi. Il prolifico “prete rosso” Antonio Vivaldi (1678-1741), autore di centinaia di concerti e sonate, creò la sua versione de L’Olimpiade nel carnevale 1734 per il Teatro Sant’Angelo di Venezia, apportando tagli e adattamenti al testo col poeta Bartolomeo Vitturi. All’epoca era solo un titolo tra i 90 di Vivaldi – un corpus di cui oggi è giunta solo una ventina di opere – e bisognò attendere il 1939 per una prima ripresa. Solo negli ultimi anni però è iniziata una vera e propria Renaissance vivaldiana, a cui proprio Fondazione Arena di Verona, allora Ente Lirico, partecipò attivamente con la riscoperta dell’Orlando nel 1978.
La trama in breve. In occasione delle Olimpiadi, il re greco Clistene promette la figlia Aristea quale sposa del vincitore dei giochi. Il cretese Licida è deciso a conquistarla ma, non avendo abilità sportive, – senza svelare il premio – chiede all’amico Megacle di gareggiare spacciandosi per lui: la somiglianza tra i due è forte come il loro legame, anche perché in passato Licida ha salvato la vita dell’amico. Megacle accetta scoprendo solo troppo tardi che, così facendo, donerà la sua amata a un altro: nessuno infatti sa che Aristea e Megacle sono già da tempo innamorati. Lo sa solo la cretese Argene, amica di Aristea, innamorata di Licida e qui sulle sue tracce in incognito. Con l’aiuto del fedele Aminta e i messaggi del buffo Alcandro, la speranza è che le coppie si compongano nel modo più felice, ma il senso dell’onore prevale, così come la spietata legge che, scoperto il piano di Licida, lo condanna a morte. Megacle vuole morire ma viene salvato in tempo per porgere l’estremo saluto all’amico. E, appena prima dell’esecuzione, re Clistene riconosce un gioiello, che molti anni prima aveva lasciato al piccolissimo figlio, di cui si erano perse le tracce… un’agnizione che potrebbe salvare molte vite.
BIGLIETTERIE ARENA DI VERONA
Via Dietro Anfiteatro 6/b
Aperta da lunedì a venerdì (10.30 – 16.00), sabato (09.15 – 12.45), chiusa la domenica
Via Roma 1
Aperta martedì, giovedì e sabato (10.00 – 18.00), mercoledì e venerdì (13.00 – 20.00), domenica (12.00 – 15.30), chiusa il lunedì
biglietteria@arenadiverona.it – Call center (+39) 045 8005151 – www.arena.it
Rete vendita Vivaticket
informazioni
Ufficio Stampa Fondazione Arena di Verona
Via Roma 7/D, 37121 Verona
tel. (+39) 045 805.1861-1905-1891-1939-1847
ufficio.stampa@arenadiverona.it – www.arena.it
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Lunedì 23 febbraio ore 19.00turno A
Mercoledì 25 febbraio ore 19.00turno C
Venerdì 27 febbraio ore 20.00turno D
Domenica 1 marzo ore 15.30turno B
eccezionalmente al Teatro Ristori
L’OLIMPIADE
Dramma musicale in tre atti RV 725
di Antonio Vivaldi
Libretto di Pietro Metastasio
Direttore Giulio Prandi
Regia Emmanuel Daumas
Scene Alban Ho Van
Costumi Marie La Rocca
Assistente ai costumi Sophie Hampe
Luci Bruno Marsol
Assistente alle luci Manuella Mangalo
Coreografia Raphaelle Dealunay
Clistene, re di Sicione Christian Senn
Aristea, sua figlia, amante di Megacle Loriana Castellano
Licida, figlio del re di Creta, amico di Megacle Josè Maria Lo Monaco
Megacle, amante di Aristea e amico di Licida Nicolò Balducci
Argene, dama di Creta, amante di Licida Benedetta Mazzucato
Aminta, precettore di Licida Ana Maria Labin
Alcandro, confidente di re Clistene Roberto Lorenzi
Mimi Marco Bonofiglio, Marina Buelli, Andrea Curci,
Luca Montresor, Greta Puggioni, Cristian Vega
Basso continuo Deniel Perer (clavicembalo),
Sara Airoldi (violoncello),
Francesco Tomasi (tiorba)
Orchestra e Tecnici di Fondazione Arena di Verona
Direttore Allestimenti Scenici Michele Olcese
Allestimento del Théâtre des Champs Elysées
Nell’ambito di Cultural Olympiad 26 – the Arts Programme
Tempi di spettacolo
Atto I 85’ circa – intervallo – Atti II e III 75’ circa
Musica sana in corpore sano
Note di regia di Emmanuel Daumas
Per gentile concessione del Théâtre des Champs-Élysées
Affrontare la messa in scena de L’Olimpiade scritta da Metastasio e musicata da Vivaldi significa innanzitutto immaginare come mettere in luce lo straordinario incontro tra questi due artisti, perché per me, in quest’opera, i loro geni si sono reciprocamente valorizzati.
In primo luogo, la sensualità assoluta e concreta. Metastasio propone i giochi olimpici come scenario. La Grecia e il Mediterraneo. I profumi antichi e le essenze di pini e allori selvatici. Il mare e il suo sciabordio, il fumo della Pizia di Delfi che ancora aleggia, e i profumi di agnello e formaggio al timo che invadono l’immaginario. E gli atleti, naturalmente. I corpi che si preparano, l’olio e il sudore al sole. La sabbia dell’arena bagnata dal sangue della lotta, del pugilato e del pankration, dove tutti i colpi sono permessi. Ed è qui che sta la forza di Vivaldi.
Il compositore del confronto, dell’armonia e dell’invenzione (Le quattro Stagioni, tra le altre) ci fa viaggiare, sognare, vibrare. Si percepisce il calore, le cicale e lo sforzo, così come i rumori della notte e il silenzio di una leggera brezza. Tutta l’immaginazione è in fermento, presente, reale e onirica allo stesso tempo, grazie alla musica.
Immergersi negli abissi e trovare il sole. Ciò che mi sconvolge è questo “miscuglio” barocco, molto specifico dello spirito veneziano, intriso di miti pagani, figure bibliche, che affiancano Dei antichi e tutti i tipi di grandi eroi della storia greco-romana.
Non si capisce più se Licida assomigli più a Narciso, Edipo, Isacco o ad Oreste, Caligola o Mosè. Aristea è un misto tra Antigone ed Elettra. Argene è un po’ un’amazzone che vive in mezzo alle ninfe dei boschi, un po’ la Teresa del Bernini e un po’ un’italiana eterna circondata da ragazzi durante una passeggiata estiva. Quanto a Megacle, sarebbe Milone di Crotone che si trasforma in San Giovanni. La sua amicizia fusionale con il principe Licida ha a che vedere tanto con Castore e Polluce quanto con Achille e Patroclo, e l’amore incestuoso tra i gemelli può far pensare agli amanti uniti e poi separati di Platone, come alle unioni degli imperatori romani con le loro sorelle.
Ci sono personaggi burleschi e metamorfosi meravigliose come in Boccaccio e Ovidio. Allo stesso tempo si sviluppano tutti i temi più cari alla letteratura del XVIII secolo. La quadratura amorosa e il suo carico di incostanza e desideri ostacolati.
La sensibilità maschile, dove giovani uomini, ossessionati dalla competizione e dalle prestazioni atletiche, si distinguono in un reciproco fascino. Non smettono mai di giurarsi fedeltà, di voler condividere il nome, il corpo e, ovviamente, l’oggetto del loro desiderio. Licida arriva persino a chiedere: «Non provi piacere nel mio piacere?». Alla fine, uno tenta il suicidio e l’altro impazzisce.
Mentre le donne resistono, si ribellano, intonano arie rabbiose, arrivando a maledire il destino per una e a voler dare la propria vita al posto di quella del marito per l’altra. Il che è ancora più sorprendente, rispetto a questa società totalmente patriarcale, dove la figura del padre è mostruosa.
Il re vuole uccidere suo figlio e ridurre in schiavitù sua figlia, sessualizzando la sua bellezza. I vocalizzi, nelle prime due arie di Clistene con sua figlia, sono estremamente ambigui ed erotizzati. Oggi si potrebbe persino parlare di rapporto incestuoso, ma com’era ai tempi di Casanova?
Il pubblico veneziano, aristocratici e gondolieri, conosceva tutti questi riferimenti, si godeva queste feste disinibite popolate da figure eterogenee. Ma qui, Vivaldi si appropria di tutta questa bella gente, di tutti questi miti che fanno la nostra storia, per scavare nel profondo dei sentimenti. Il suo genio ci fa superare l’immaginario di questa antichità un po’ carnevalesca per immergerci nei misteri della caverna platonica, una valle oscura, la foresta, il fiume impetuoso e le grotte, prima di volare verso il sole, l’empatia e la democrazia.
Una musica metafisica Ciò che mi sta più a cuore, e penso anche a Jean-Christophe Spinosi [direttore della prima rappresentazione a Parigi, 2024, ndr], è far capire quanto questo compositore lavori «sul corpo» delle melodie, dell’armonia, dei timbri, per dipingere le nostre emozioni più complesse e misteriose, le angosce psichiche e metafisiche di ciascuno di noi.
Per divertirci, potremmo dire che “il prete rosso” abbia una sorta di intuizione inconscia. I suoi meandri sono presenti in ogni battuta.
Il terrore dei padri che divorano i propri figli e le figure materne assenti o castratrici. La paura fondamentale dell’abbandono e il desiderio insaziabile di fusione. La tentazione dell’onnipotenza egoistica o dell’empatia sacrificale. La follia, le illusioni perdute, la morte, tutto si intreccia grazie al genio musicale e alla profondità della scrittura di Vivaldi con le quattro forme d’amore definite dai Greci. È una danza vertiginosa e sapiente tra Eros, l’amore passionale dei principi e delle principesse, Philia, l’amore degli amici, Storgê, l’amore parentale del Re e Agape, l’amore altruistico dei precettori, che bisogna magnificare in tutta la loro potenza. Senza perdere la grazia leggera e la festa carnevalesca.
Venezia, la luce nella nebbia. Infine, qui aleggia quella sensazione inquietante, che associo necessariamente all’immaginario veneziano, di gioia mista a profonda malinconia.
L’antichità è rappresentata dalle rovine e sappiamo che il fasto della Serenissima Venezia sta vivendo i suoi ultimi momenti di gloria prima del declino. Si “maschera” per celebrare il suo libertinaggio, giocando con l’illusione e le dorature, ma i suoi giorni sono contati.
Hubert Robert dipingerà i resti della nostra civiltà e i fotografi di oggi ci hanno mostrato i villaggi olimpici del XX secolo, fatiscenti e ricoperti di rovi. Questo eterno ciclo dell’effimero, della vittoria della natura e del tempo sui divertimenti umani, questa luce acquatica, questa derisoria nebbia è presente in filigrana in tutta l’opera.
La voce, il corpo, la performance e l’estasi. C’è qualcosa di meraviglioso in questo incontro organizzato da L’Olimpiade di Vivaldi e Metastasio. Immergere l’opera barocca italiana nel cuore dei giochi olimpici è più che una scenografia, è una fusione. La raffinatezza del gesto vocale come quello sportivo deve essere divina. Come un’ultima risposta al caos del mondo e alla morte.
Vogliamo idoli, mostri sacri, eroi, dei dello stadio e dive. Vogliamo piangere senza sapere perché. Svenire. Adorare. Tutti i sogni e le emozioni di queste due arti sono gemelli. Lo stupore, la perfezione, la performance sempre spinta oltre i limiti, i confini polverizzati. Il pubblico veneziano, il pubblico dell’opera barocca vuole svenire! Si cercano idoli per non pensare più.
Queste arie, e da capo, questi vocalizzi e variazioni, sono scritte affinché i cantanti ci facciano intravedere il sublime. È anche ciò che ci si aspetta da una competizione olimpica. Quando la cultura raggiunge un tale grado di perfezione che nulla può più esserle paragonato. Rimane solo il fascino davanti al corpo messo in scena e domato, per accarezzare la grazia. L’animalità e la furia, magnificati dalla costrizione.
Qui la voce spinta al massimo della sua sofisticata pirotecnica ci ricorda che è allo stesso tempo espressione del corpo e dello spirito. Grazie a quest’opera fuori dal comune comprendiamo che lo sport è un’arte e che l’arte vocale è la più fisica e sontuosa delle espressioni umane.
Vorrei che lo spettacolo fosse sensuale come i corpi languidi di Tiepolo e impressionante come un ginnasta che volteggia. Composito, barocco e sacro. Che si possa ammirare la bellezza di questa macchina perfetta, i muscoli, la pelle, il sudore, nel momento di un salto mortale sublimato da vocalizzi altrettanto pericolosi. Ammirare gli atleti e i cantanti e ascoltare il selvaggio e il sublime della musica di Vivaldi.
È questo che mi ha spinto a collaborare con Raphaëlle Delaunay, che adoro sia come interprete che come coreografa. Il suo lavoro sulla commistione di stili e influenze mi affascina. Abbiamo deciso di affiancare ai cantanti cinque ballerini e un acrobata affinché il corpo e il movimento fossero concreti e presenti quanto la voce e la musica.
Raphaëlle completa la mia riflessione con queste parole: «In questa storia a più livelli, vedo la possibilità di mostrare l’ibridazione. Il passaggio dallo sport alla danza e viceversa mi interessa particolarmente. Passare dal gesto muscolare e utilitaristico al movimento danzato richiede di pensare il movimento in profondità, nella sua essenza, nella sua intenzione, nella sua ritmicità, nella sua bellezza… Anche la sua ridicolaggine, perché non escludo di andare verso un po’ di burlesque per evocare la vanità dei nostri sogni di conquiste, siano essi sportivi o romantici».
E lo trovo estremamente stimolante. E che la nave salpi! Come lo filmava Fellini, il cui Satyricon e Casanova sono ispirazioni assolute e modelli. Per ricordarci che dobbiamo essere sontuosi e derisori, burleschi e nostalgici allo stesso tempo, smisurati e prosaici. Sessuali e divini…
E soprattutto che l’Arte non ha limiti, proprio come l’ispirazione di Vivaldi.
foto

Compositeur : Antonio VIVALDI –
Direction Musicale : Jean Christophe SPINOSI –
Mise en scene : Emmanuel DAUMAS –
Scenographie : Alban HO VAN –
Choregraphie : Raphaelle DELAUNAY –
Costumes : Marie LA ROCCA –
Lumieres : Bruno MARSOL –
Avec :
Jakub Jozef ORLINSKI (Licida) –
Marina VIOTTI (Megacle) –
Ensemble Matheus –
Au Theatre des Champs Elysees –
Le 11 06 2024 –
Photo : Vincent PONTET

Compositeur : Antonio VIVALDI –
Direction Musicale : Jean Christophe SPINOSI –
Mise en scene : Emmanuel DAUMAS –
Scenographie : Alban HO VAN –
Choregraphie : Raphaelle DELAUNAY –
Costumes : Marie LA ROCCA –
Lumieres : Bruno MARSOL –
Avec :
Jakub Jozef ORLINSKI (Licida) –
Ensemble Matheus –
Au Theatre des Champs Elysees –
Le 11 06 2024 –
Photo : Vincent PONTET

Compositeur : Antonio VIVALDI –
Direction Musicale : Jean Christophe SPINOSI –
Mise en scene : Emmanuel DAUMAS –
Scenographie : Alban HO VAN –
Choregraphie : Raphaelle DELAUNAY –
Costumes : Marie LA ROCCA –
Lumieres : Bruno MARSOL –
Avec :
Jakub Jozef ORLINSKI (Licida) –
Marina VIOTTI (Megacle) –
Caterina PIVA (Aristea) –
Delphine GALOU (Argene) –
Ana Maria LABIN (Aminta) –
Luigi DE DONATO (Clistene) –
Christian SENN (Alcandro) –
Ensemble Matheus –
Au Theatre des Champs Elysees –
Le 11 06 2024 –
Photo : Vincent PONTET

Compositeur : Antonio VIVALDI –
Direction Musicale : Jean Christophe SPINOSI –
Mise en scene : Emmanuel DAUMAS –
Scenographie : Alban HO VAN –
Choregraphie : Raphaelle DELAUNAY –
Costumes : Marie LA ROCCA –
Lumieres : Bruno MARSOL –
Avec :
Jakub Jozef ORLINSKI (Licida) –
Ensemble Matheus –
Au Theatre des Champs Elysees –
Le 17 06 2024 –
Photo : Vincent PONTET


