AIPAI Photo Exhibition 2026: la mostra itinerante approda a Maglie (LE)



AIPAI PHOTO EXHIBITION 2026
4^edizione
I paesaggi dell’industria e le tracce del lavoro rivivono attraverso la fotografia contemporanea. La mostra itinerante arriva a Maglie (Lecce) per la seconda tappa: inaugurazione sabato 14 marzo 2026 alle ore 16:00.
comunicato stampa
Dal 14 marzo al 24 maggio 2026 il Museo Archeo Industriale della Terra d’Otranto di Maglie ospita la seconda tappa di AIPAI Photo Exhibition 2026, la mostra itinerante che rappresenta attraverso la fotografia i paesaggi e le architetture del patrimonio industriale, promossa da AIPAI – Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale ETS-TICCIH Italia.
La rassegna propone un percorso visivo che mette in dialogo estetica fotografica, memoria del lavoro e paesaggi della produzione, offrendo uno sguardo contemporaneo su architetture industriali, infrastrutture tecnologiche e territori profondamente segnati dalla storia dell’industria.
Dopo la prima esposizione nella nuova sede del Rettorato del Politecnico di Bari, la mostra approda negli spazi del museo di Maglie e proseguirà successivamente dal 6 giugno al 23 agosto 2026 al Museo del Ferro di San Bartolomeo, una delle sedi del musil – Museo dell’Industria e del Lavoro di Brescia, consolidando un programma espositivo che attraversa diversi contesti territoriali e culturali.
In esposizione gli scatti vincitori, menzionati e selezionati della quarta edizione dell’AIPAI Photo Contest, il concorso fotografico ideato dall’associazione per promuovere la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio archeologico industriale italiano. Attraverso la fotografia, il contest invita autori e ricercatori visivi a confrontarsi con i luoghi della produzione, con la memoria del lavoro e con le trasformazioni che questi spazi continuano a generare nel paesaggio contemporaneo.
«La fotografia rappresenta oggi uno strumento fondamentale per rileggere e interpretare il patrimonio industriale», sottolineano i curatori della rassegna. «Attraverso lo sguardo degli autori contemporanei questi luoghi tornano a raccontare storie di lavoro, di comunità e di trasformazione del territorio».
Ad aprire il percorso espositivo è l’opera vincitrice “Colonia e industrie” di Lorenzo Mini, una ricerca fotografica dedicata al fenomeno delle colonie di vacanza legate al welfare aziendale e alle politiche sociali sviluppate tra gli anni ’30 e gli anni ’70. Le immagini indagano la qualità architettonica di questi complessi e la loro dimensione sospesa nel tempo: spazi vuoti e silenzi visivi evocano un’epoca in cui la fabbrica rappresentava l’epicentro economico e sociale di intere comunità.
La rassegna prosegue con il progetto “Dietro l’angolo: paesaggi inattesi della Ciociaria” di Alessandra Flora, giovane studentessa dell’Accademia di Belle Arti di Frosinone e vincitrice del Premio Mecenati di Giovani Talenti, sostenuto anche quest’anno dalla Fondazione MAIRE – ETS. Il lavoro è dedicato al territorio della Valle del Sacco e racconta paesaggi industriali marginali, spesso invisibili nello sguardo quotidiano. Attraverso una scelta compositiva basata su distanza e frontalità, la fotografa costruisce immagini sospese in cui monti, vegetazione spontanea e nebbie mattutine non contrastano l’industria ma ne amplificano la presenza silenziosa.
Tra i progetti in mostra anche “DEGNI DI FUTURO. Visioni del lavoro e utopie della bellezza” di Giovanni Poce, a cui è stata attribuita la menzione speciale dedicata alla memoria del fotografo Giampietro Agostini, membro della giuria del PHOTO CONTEST e figura di riferimento nella fotografia del patrimonio industriale. Le immagini di Poce, dedicate al distretto produttivo della Valle dell’Iri, restituiscono architetture, spazi e macchinari immersi nel silenzio della loro trasformazione storica. Nell’esplorazione del rapporto tra progresso, lavoro e decadenza, ha saputo cogliere la poetica di Agostini, restituendo quella medesima “struggente percezione del distacco” tra memoria condivisa e desiderio di rinascita
Il percorso espositivo include, inoltre, le opere considerate meritevoli di menzione “Bemberg, nel regno della fibra tessile artificiale” di Paolo Invernizzi, che racconta le trasformazioni del paesaggio industriale del Lago d’Orta, e “Tictac Water” di Jacopo Bellapianta, dedicata alle infrastrutture idroelettriche alpine, dove dighe e centrali emergono nel paesaggio come presenze sospese tra tecnologia e natura.
Nella sezione delle menzioni speciali sono presentati anche “La gru in fondo al lago della SNIA: fotografia di un paesaggio ribelle” di Diego Monfredini, progetto dedicato all’area dell’ex SNIA Viscosa di Roma, e il lavoro di Giuseppe Cardoni sul Circolo Lavoratori Terni, un rigoroso racconto in bianco e nero che indaga il rapporto tra le architetture dell’acciaio e la dimensione sociale delle comunità del lavoro.
Completano la mostra la videoinstallazione con gli scatti selezionati di Claudio Antolini, Enrico Bedolo, Nicola Bertellotti, Giovanni Caruso, Antonio Lucchesi, Francesca Pompei, Sara Porcari, Paolo Sartori, Filippo Sproviero e Rosa Maria Villani.
Attraverso una pluralità di linguaggi e di sguardi fotografici, AIPAI Photo Exhibition 2026 costruisce una narrazione visiva dei paesaggi della produzione in Italia, mostrando come il patrimonio industriale continui ancora oggi a plasmare l’identità culturale e territoriale del Paese.
Un appuntamento per riflettere anche sulla trasformazione del territorio, organizzato in collaborazione con l’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Lecce e accreditato per la formazione professionale continua con il riconoscimento di 2 CFP.
La mostra è promossa e organizzata da AIPAI – Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale ETS-TICCIH Italia in collaborazione con Sapienza Università di Roma – DICEA, Ministero della Cultura – Ufficio UNESCO, Parco Regionale dell’Appia Antica, Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale-Consiglio Nazionale delle Ricerche, DoCoMoMo Italia, FAI-Delegazione di Lecce gruppo delle Terre d’Otranto, Fondazione AEM (Milano), Fondazione ISEC (Sesto San Giovanni), Fondazione MAIRE – ETS (Roma), Fondazione musil (Brescia), Museo Archeo Industriale Terra d’Otranto di Maglie, Ordine degli Architetti della Provincia di Lecce, Politecnico di Bari, RoMe Museum Exhibition, Rete Fotografia e Università degli Studi della Basilicata, il patrocinio del Comune di Maglie (Le) e il sostegno di Cantine Santa Barbara.
SCHEDA MOSTRA AIPAI PHOTO EXHIBITION
MAITO Museo Archeo Industriale di Terra d’Otranto
via Giacomo Matteotti n°70, Maglie (LE)
Date: 14 marzo – 11 aprile
inaugurazione: 14 marzo ore 17.30
Orari di visita:
lunedì e martedì chiusura
mercoledì – venerdì 15:00 – 19:00
sabato 9:30 – 13:30 e 15:00 – 19:00
domenica 9:30 – 13:30
Ingresso: gratuito alla mostra
Informazioni: maitomaglie@gmail.com
sito: www.museoarcheoindustrialediterraotrantomaglie.it
Museo del Ferro di San Bartolomeo, Brescia
via del Manestro 107, Brescia
sede del MUSIL – Museo dell’Industria e del Lavoro di Brescia
Date: 6 giugno – 23 agosto
inaugurazione 6 giugno 2023, ore 17.00
Orari di visita: sabato e domenica 14.00- 19.00
Ingresso: 5 euro
Informazioni: sanbartolomeo@musilbrescia.it
sito: www.musilbrescia.it
MAITO MAGLIE (LE) 14 MARZO 2026
PROGRAMMA
Ore 16:00
Registrazione dei partecipanti
Ore 16:30
Saluti istituzionali:
Ernesto Toma, Sindaco del Comune di Maglie
Edoardo Currà, Presidente AIPAI
Franco De Lorenzi, Presidente Ordine degli Architetti della Provincia di Lecce
Maria Rosaria Manco, Capogruppo FAI Terre d’Otranto-delegazione di Lecce
Ore 16:45
Artigianato e industria a Maglie, l’“Emporio del capo di Leuca”: testimonianze delle aziende storiche
Introduce
Antonio Monte
Intervengono
Benedetto e Andrea Cavalieri – “Pastificio Benedetto Cavalieri, 1872”
Maurizio, Vincenzo e Matteo Maglio – “Maglio Cioccolato Italiano, 1875”
Salvatore Scrascia – “Fabbrica mobili in ferro, 1885”
Teresa Vella – “Giuseppe Vella ebanista e intagliatore, 1924”
Giovanni e Giuseppe Portaluri – “Berrettificio Giuseppe Portaluri e Figli, 1965”
Ore 18:30
Presentazione della mostra a cura di Palmina Trabocchi
Dialoga con la curatrice Mauro Ciardo
Giornalista de “La Gazzetta del Mezzogiorno”