Fondi sfitti: sos di Confimpresa
Troppi fondi sfitti in centro: per Confimpresa “il rischio è quello di assistere a un progressivo impoverimento del centro con conseguenze non solo economiche, ma anche sociali. Servono interventi strutturali, gli incentivi da soli non bastano”. Confimpresa interviene sul tema dei numerosi fondi sfitti nel centro cittadino, una situazione che da tempo preoccupa commercianti e residenti e che, secondo l’associazione, non può essere risolta con interventi occasionali o con semplici incentivi economici. Il problema, viene sottolineato, è complesso e riguarda una serie di scelte che negli ultimi anni hanno inciso in modo negativo sulla vitalità commerciale del centro.
«Gli incentivi possono essere utili, ma da soli non bastano – spiega Confimpresa – perché chi decide di aprire un’attività valuta molti fattori: il costo del suolo pubblico, le limitazioni della ZTL, la facilità di accesso, la presenza di servizi e il flusso reale di persone. Se questi elementi non vengono affrontati insieme, qualsiasi contributo economico rischia di essere insufficiente».
Tra i nodi principali indicati dall’associazione c’è proprio il costo del suolo pubblico, ritenuto ancora troppo alto per molte piccole attività, soprattutto in una fase in cui il commercio di prossimità è già in difficoltà. A questo si aggiungono le limitazioni legate alla ZTL, che secondo Confimpresa devono essere ripensate tenendo conto delle esigenze di chi lavora in centro e non solo di quelle legate alla viabilità.
Un altro tema ritenuto decisivo è lo spostamento del mercato, scelta che, secondo l’associazione, ha avuto conseguenze negative sull’economia del centro storico. «Il mercato rappresentava un richiamo naturale di persone – viene spiegato – e il suo spostamento ha ridotto il passaggio in molte vie, con effetti evidenti sulle attività commerciali. Il rischio concreto è che, senza un ripensamento complessivo, si finisca per indebolire anche il mercato stesso». Confimpresa evidenzia inoltre come negli ultimi otto anni la strategia adottata dall’amministrazione comunale non abbia prodotto i risultati annunciati. Nonostante i vari interventi, il numero dei fondi sfitti è aumentato e sempre più imprenditori rinunciano ad aprire in centro, preferendo altre zone o altri comuni dove i costi sono più sostenibili e le condizioni di lavoro più favorevoli.
«Non si tratta di fare polemica – precisa l’associazione – ma di prendere atto di una realtà sotto gli occhi di tutti. Il centro si sta svuotando e servono scelte coraggiose. Occorre un confronto vero con le categorie economiche per costruire un piano che tenga insieme incentivi, riduzione dei costi, revisione della ZTL, gestione del suolo pubblico e rilancio del mercato».
Confimpresa conclude ribadendo che il commercio è una parte fondamentale della vita della città e che senza un intervento strutturale il rischio è quello di assistere a un progressivo impoverimento del centro, con conseguenze non solo economiche ma anche sociali.
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