Serena conduce operaclassica eco italiano
Mozart – Ouvertures e arie
Jessica Pratt – Christopher Franklin
Venerdì 20 marzo alle ore 20 il maestro Christopher Franklin e il soprano Jessica Pratt protagonisti per una serata interamente dedicata alle musiche di Wolfgang Amadeus Mozart.
Il concerto, in programma nella Sala Grande del Maggio, trova in cartellone alcune delle più celebri arie e ouvertures del genio di Salisburgo.
Firenze, 19 marzo 2026 – Il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino presenta, venerdì 20 marzo 2026 alle ore 20 – nella Sala Grande – il frizzante concerto “Mozart: ouvertures e arie”.
Protagonista uno dei soprani più acclamati e amati della scena internazionale, Jessica Pratt, artista profondamente legata al Maggio e al pubblico fiorentino. Interprete “di casa” del Teatro, Jessica Pratt torna dopo il successo della sua interpretazione in Lucrezia Borgia andata in scena scorso novembre, accolta con strepitoso entusiasmo sia da parte del pubblico che dalla critica.
A dirigere l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino è il maestroChristopher Franklin, anche lui da poco ospitato sul podio del Maggio per il recital di canto, tutto buffo, dello scorso novembre con Marco Filippo Romano.
Il concerto del 20 marzo nasce come estensione e introduzione al recente progetto discografico dedicato a Mozart, inciso da Christopher Franklin e Jessica Pratt insieme all’Orchestra del Maggio: un lavoro che viene così mostrato ‘dal vivo’ al pubblico. Il programma propone una selezione di ouvertures e arie tratte da alcune delle opere più amate del genio di Salisburgo, delineando un percorso musicale di alcune delle sue composizioni più famose.
Come sottolineato dalla stessa Jessica Pratt nella sua dichiarazione per il libretto di sala il concerto in programma non è soltanto una semplice raccolta di arie mozartiane, bensì un vero e proprio percorso in cui la figura femminile assume un ruolo assolutamente centrale: “Le pagine di questo concerto nascono come introduzione al disco di arie di Mozart che ho inciso recentemente con il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino. Ogni volta che torno a cantare Mozart mi trovo davanti a una soglia della storia musicale: un punto in cui la chiarezza illuminista si apre a una nuova idea di interiorità. Non è una semplice raccolta di arie, ma un attraversamento consapevole di un momento in cui cambia il modo di pensare l’individuo e il teatro musicale. Le figure femminili diventano coscienze in movimento, luoghi di tensione e trasformazione: ed è proprio in questo equilibrio fra disciplina e libertà che continuo a ritrovare il senso più profondo del canto. A chi ascolta vorrei proporre un ‘patto’ implicito: di non considerare questa raccolta come una sequenza di brani isolati, ma di entrare in un mondo in trasformazione; un mondo in cui la ragione illumina e in cui la forma non viene abbandonata ma diventa il luogo stesso del conflitto interiore. Cantare Mozart significa abitare questo equilibrio: mantenere insieme disciplina e abbandono, chiarezza e inquietudine. Se questo disco ha un punto centrale, è forse proprio qui: Mozart come luogo di passaggio, dove la musica tiene insieme ciò che la storia tende a separare. Un punto in cui ordine e inquietudine, tradizione e modernità, misura e desiderio restano in dialogo continuo — sempre, inevitabilmente, fra due mondi”.
Il concerto:
Nella sua ricca e variegata produzione teatrale Mozart intraprese un percorso di scoperta delle potenzialità timbriche della voce umana giungendo a soluzioni originalissime. Mentre le convenzioni dello stile italiano del tempo privilegiavano tessiture acute e un uso del virtuosismo canoro spesso fine a stesso, Mozart scelse invece di modulare di volta in volta i timbri vocali in relazione ai personaggi, al loro ruolo sociale e alla loro psicologia. Nel suo teatro musicale anche la voce di soprano è declinata in numerose varianti sempre al servizio della drammaturgia. Tra i ruoli iconici della trilogia italiana, alla Contessa delle Nozze di Figaro, ad esempio,è richiestauna vocecapace di morbidi accenti e nobiltà di espressione che ben sottolineino la condizione di una donna delusa dal marito fedifrago ma che ancora nutre la speranza di riconquistarlo, come nel recitativo e aria «E Susanna non vien… Dove sono i bei momenti”. Canto nobile, austero ma con passaggi di agilità è previsto anche per Donna Anna, il personaggio più tragico del Don Giovanni, che mostra evidenti legami con il mondo dell’opera seria. Nel suo ultimo numero solistico «Crudele? Ah no, mio bene… Non mi dir”Donna Anna ribadisce ancora una volta il suo carattere fiero ma anche l’angoscia che la tormenta. I passaggi di agilità previsti in quest’aria non sono il mero pretesto per mettere in luce le capacità vocali della prima donna, ma rispecchiano invece il tormento che agita il cuore della protagonista. Dopo la morte del padre per Donna Anna non non c’è più spazio per la vita immaginata un tempo e per i progetti matrimoniali con il fidanzato Ottavio poiché ormai il suo solo e unico pensiero è vendicare il padre assassinato. Al mondo dell’opera seria sembra appartenere in parte anche Fiordiligi di Così fan tutte quando nel celebre recitativo e aria «Temerari… Come scoglio” paragona la sua fedeltà alla solidità di uno scoglio in mezzo alla tempesta. Per lei Mozart impiega un canto estremamente fiorito con impervi salti della voce dal registro grave a quello acuto coprendo due ottave della tessitura. Alle vette più alte e perigliose della scrittura mozartiana per soprano appartengono invece i ruoli di Konstanze (Die Entführung aus dem Serail) e della Regina della notte (Die Zauberflöte). La parte di Konstanze fu scritta per Caterina Cavalieri, famoso soprano di coloratura del tempo dalle eccezionali capacità virtuosistiche. Nell’aria “Martern aller Arten” l’eroina fronteggia a suon di agilità vocali, che la portano spesso nel registro sovracuto, le minacce di Selim, dichiarandosi fieramente disposta a morire piuttosto che cedere alle lunsighe di un uomo che non ama. Ma tra i personaggi più affascinanti e ambigui dell’opera mozartiana un posto di rilievo spetta indubbiamente alla Regina della notte, ruolo creato da Mozart per la cognata Josepha Hofer, cantante dalle doti vocali strabilianti. Il personaggio richiede non solo brillantezza di timbro ma anche estrema flessibilità per affrontare i lunghi vocalizzi che arrivano a toccare note di altezza siderale. Nella sua prima apparizione, preceduta da un lungo recitativo di tono lacrimevole, “O Zittre nicht”, la Regina si mostra inizialmente come una madre affranta e preoccupata per le sorti della figlia Pamina. Tuttavia nell’aria che segue la sua voce esplode in una lunga serie di passaggi di coloratura con numerosi sovracuti, tradendo così la sua vera natura di madre fredda e tiranna e sottolineando la sua appartenenza a un mondo sovrannaturale che richiede una voce fuori dal comune.
Ad arricchire la rassegna di arie mozartiane non potevano mancare alcune tra le più celebri ouvertures in un itinerario che passa dall’esuberanza sonora con tanto di banda turca dell’Entführung aus dem Serail, alla triplice e solenne scansione accordale in mi bemolle maggiore (tonalità con tre bemolli legata alla simbologia massonica) della Zauberflöte, in cui Mozart impiega la fuga quale simbolo di sapienza superiore e virtù; dall’esibita ironia dell’ouverture di Così fan tutte costruita su autocitazioni di temi che ritroveremo nell’opera, al vorticoso brulichìo di quartine degli archi che con ritmo serratissimo ci trascina in un attimo nella folle journéede Le nozze di Figaro.
La locandina:
Direttore Christopher Franklin
Soprano Jessica Pratt
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Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino
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WOLFGANG AMADEUS MOZART
Da Die Zauberflöte, ouverture
Da Die Zauberflöte: «O Zittre nicht»
Da Don Giovanni: «Crudele? Ah no, mio bene… Non mi dir»
Così fan tutte, ouverture
Da Così fan tutte: «Temerari… Come scoglio»
Le nozze di Figaro, ouverture
Da Le nozze di Figaro: «E Susanna non vien… Dove sono i bei momenti»
Die Entführung aus dem Serail, ouverture
Da Die Entführung aus dem Serail: «Martern aller Arten»
Il concerto è preceduto dalla guida all’ascolto tenuta da Katiuscia Manetta nel Foyer di Galleria della Sala Mehta.
È riservata ai possessori del biglietto e si svolge 45 minuti prima dell’inizio dello spettacolo (durata: 30 minuti circa).
Prezzi:
Visibilità limitata: 15€
Galleria: 20€
Palchi: 30€
Platea 4: 40€
Platea 3: 50€
Platea 2: 60€
Platea 1: 70€
Durata complessiva 2 ore circa
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Photographed at Bermondsey Studio and by the Thames, London 16 May 2015, for Opera News. Commissioned by Greg Downer.
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