Serena conduce operaclassica eco italiano
comunicato stampa
Con il progetto musicale INHERITANCE, il 27-28 marzo,
Paolo Fresu incontra, per la prima volta, l’Orchestra del Teatro Lirico
per la Stagione concertistica 2026
Venerdì 27 marzo alle 20 (turno A) e sabato 28 marzo alle 19 (turno B) è in programma il quinto, attesissimo, appuntamento della Stagione concertistica 2026 del Teatro Lirico di Cagliari che prevede due serate assolutamente straordinarie, uniche e probabilmente irripetibili: Paolo Silvestri (Genova, 1960), compositore, arrangiatore, direttore d’orchestra e pianista che da molti anni sperimenta l’incontro di linguaggi differenti coniugando il jazz e la musica contemporanea con le tradizioni musicali popolari di tutto il mondo, debutta a Cagliari dirigendo un importante progetto intitolato INHERITANCE: il dialogo, per la prima volta, dell’Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari con Paolo Fresu (Berchidda/Sassari, 1961) e con una serie di prestigiosi musicisti che, in qualità di ospiti-solisti, danno lustro alle due serate previste come Antonello Salis, Elena Ledda, Roberto Cipelli, Tino Tracanna, Attilio Zanchi, Ettore Fioravanti, Bebo Ferra, Paolino Dalla Porta, Stefano Bagnoli, Alessio Atzori.
La storia musicale di Paolo Fresu parte ai princìpi degli anni Ottanta da Cagliari e a Cagliari ritorna con un repertorio pensato appositamente per la Città e per il suo Teatro, con una produzione sicuramente impegnativa, ma davvero unica per creatività e qualità, e con composizioni originali, scelte tra le tante scritte in quasi mezzo secolo di storia artistica, che coinvolgono, oltre all’Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari, gruppi e solisti che lo hanno accompagnato in questi decenni e che sono profondamente legati al musicista berchiddese grazie alla Sardegna, alla musica e all’amicizia. Un lungo racconto che, con INHERITANCE, scrive un nuovo capitolo proiettato verso il futuro.
Lo spettacolo ha una durata complessiva di 1 ora e 30 minuti circa e non prevede l’intervallo.
I posti in teatro sono identificati, come sempre, per ordine (platea, prima e seconda loggia) e per settore (giallo, rosso e blu). Ad ogni settore corrisponde un prezzo, secondo il diverso valore dei posti.
Da martedì 16 dicembre 2025 si possono acquistare i biglietti per tutti gli spettacoli della Stagione concertistica; lo stesso servizio è possibile anche online attraverso il circuito di prevendita www.vivaticket.it.
Ai disabili (con disabilità al 100%) e ai loro eventuali accompagnatori, sono applicate riduzioni del 50% sull’acquisto di biglietti, mentre ai giovani under 30 sono applicate riduzioni del 30%. Ulteriori agevolazioni sono previste per gruppi organizzati.
Prezzi biglietti: platea € 40 (settore giallo), € 35 (settore rosso), € 30 (settore blu); I loggia € 35 (settore giallo), € 30 (settore rosso), € 25 (settore blu); II loggia € 15 (settore unico).
La Biglietteria del Teatro Lirico è aperta lunedì, martedì, mercoledì, venerdì e sabato dalle 9 alle 13, giovedì dalle 16 alle 20 e, nei giorni di spettacolo, anche da due ore prima dell’inizio, unicamente per operazioni legate allo spettacolo stesso. È chiusa, invece, i giorni festivi e i lunedì successivi alle domeniche di spettacolo.
Per informazioni: Biglietteria del Teatro Lirico, via Sant’Alenixedda, 09128 Cagliari, telefono 0704082230 – 0704082249, biglietteria@teatroliricodicagliari.it, www.teatroliricodicagliari.it. Servizio promozione culturale: educational@tldc.it. Il Teatro Lirico di Cagliari si può seguire anche su Facebook, Twitter, YouTube, Instagram, Linkedin.
La Direzione si riserva di apportare al programma le modifiche che si rendessero necessarie per esigenze tecniche o per cause di forza maggiore. Eventuali modifiche al cartellone saranno indicate nel sito internet del teatro www.teatroliricodicagliari.it.
Paolo Fresu – Tromba, flicorno, effetti
La banda del paese e i maggiori premi internazionali, la campagna sarda e i dischi, la scoperta del jazz e le mille collaborazioni, l’amore per le piccole cose e Parigi. Esiste davvero poca gente capace di mettere insieme un tale abbecedario di elementi e trasformarlo in un’incredibile e veloce crescita stilistica. Paolo Fresu c’è riuscito proprio in un paese come l’Italia dove – per troppo tempo – la cultura jazz era conosciuta quanto Shakespeare o le tele di Matisse, dove Louis Armstrong è stato poco più che fenomeno da baraccone d’insane vetrine sanremesi e Miles Davis scoperto “nero” e bravo ben dopo gli anni di massima creativita. La “magìa” sta nell’immensa naturalezza di un uomo che, come pochi altri, è riuscito a trasportare il più profondo significato della sua, appunto magica, terra nella più preziosa e libera delle arti. A questo punto della sua fortunata e lunga carriera, non serve più enumerare incisioni, premi ed esperienze varie che l’hanno imposto a livello internazionale e che fanno ecumenicamente amare la sua musica: dentro al suono della sua tromba c’è la linfa che ha dato lustro alla nouvelle vague del jazz europeo, la profondità di un pensiero non solo musicale, la generosità che lo vuole nel posto giusto al momento giusto ma, soprattutto, l’inesauribile passione che lo sorregge da sempre. Il presente di Paolo Fresu e – come al solito – turbinoso, degno dell’artista onnivoro e creativo che tutti riconoscono in lui. Oggi (a parte un affascinante lato letterario che è sfociato nella pubblicazione di alcuni lavori editoriali e la prestigiosa consegna della Laurea “Honoris Causa” dell’Universita Milano-Bicocca nonchè quella puramente musicale del nobile Berklee College of Music newyorkese) è fatto del suo storico quintetto, alla boa dei quattro decenni di stima reciproca, ma anche quello del quartetto “Devil” unito da vent’anni, oppure del suo nuovo trio con due realtà del jazz contemporaneo quali Dino Rubino e Marco Bardoscia, oppure infine del sorprendente “Heroes”, omaggio a David Bowie ove collabora con gli affermati nomi di Petra Magoni e Christian Meyer e con alcuni della new wave jazz italiana quali Francesco Diodati, Francesco Ponticelli e Filippo Vignato. Non sono da dimenticare importanti collaborazioni internazionali quali il fortunato sodalizio in duo con Uri Caine o altri grandi nomi quali Carla Bley, Steve Swallow o Ralph Towner che hanno fatto da ponte all’ingresso del nome di Paolo Fresu nell’entourage della celebrata e nobile etichetta ECM, per la quale sono stati pubblicati altri notevoli lavori discografici. Il suo presente più attuale lo vede attivo, in ottica piu esterofila, in trio con Richard Galliano e il pianista svedese Jan Lundgren (“Mare Nostrum”) e in diverse nuove avventure con importanti nomi dell’entourage jazzistico contemporaneo quali, fra i tanti, Omar Sosa, Jaques Morelenbaum, Trilok Gurtu, Lars Danielsson, Eivind Aarset, Arild Andersen. Interessanti sono poi i progetti con alcuni grandi nomi del mondo letterario e teatrale italiano (Mariangela Gualtieri, Ascanio Celestini, Lella Costa, Stefano Benni, Alessandro Bergonzoni, Giuseppe Battiston), la frequentazione del mondo teatrale stesso quale primo interprete grazie ai lavori prodotti dal Teatro Stabile di Bolzano fra i quali il successo delle pièce “Tempo di Chet”, “Tango Macondo” e “Kind of Miles” oltre, infine, a una nuova serie di piccole ma importanti collaborazioni con la musica “intelligente” delle frange popolari italiane oppure dell’elettronica. Musica per il Cinema e “progetti speciali”, come il suo straordinario “a solo” teatrale, chiudono il cerchio insieme alla piccola, grande e folle avventura che l’ha portato a festeggiare nel 2011 i suoi 50 anni con 50 concerti, in 50 giorni consecutivi, con 50 formazioni e progetti diversi di giorno in giorno in 50 capolavori paesaggistici della sua Sardegna. Non da meno anche il bel progetto dedicato invece al suo importante 60° compleanno, complice la Bologna che è ormai divenuta, al pari di Parigi, uno dei suoi luoghi di riferimento. Manca all’appello anche l’importante serie di progetti dedicata a diversi aspetti del mondo “classico” tout-court che, grazie a lavori ad hoc, sta riservando belle sorprese con musicisti capaci di “guardare avanti” oppure, infine, il bellissimo nuovo lavoro di promozione che sta portando avanti nei confronti di molti giovani leoni dell’entourage jazzistico contemporaneo attraverso le possibilità offerte loro grazie alla sua etichetta “Tǔk Music” costruita per guardare al futuro e ormai diventata una realtà di riferimento anche a livello internazionale.
Paolo Fresu Devil Quartet (Bebo Ferra, Paolino Dalla Porta, Stefano Bagnoli)
Nato dalle ceneri dell’amato “Angel Quartet”, glorificato da tanti successi continentali durante il corso degli anni Novanta del secolo scorso, proprio da quell’esperienza ha trovato rinnovata linfa creativa e, dopo un energetico inizio prettamente “elettrico”, ha scelto di seguire l’idea tutta di Paolo Fresu di un nuovo senso di musica “meticciata” o, come la definisce lui stesso, “melange”. L’operazione, per niente facile, è addivenuta ad un intelligentissimo completamento, quando, proponendo quello che sembrava essere stato il gruppo sostanzialmente piu “elettrico” del jazz italiano di quegli anni, ha proposto, nel successivo album “Carpe Diem”, una versione completamente acustica dell’espressione musicale, ribaltando canoni e anche le sonnolente abitudini di molti critici che trovano semplice etichettare velocemente un progetto. L’idea semplicemente “nuova” di Paolo Fresu fu dunque quella di dare seguito alla storia della formazione, spiazzando la consuetudine e proponendo, in quell’occasione, un progetto decisamente diverso dai precedenti che, proprio nel fatto di essere suonato con strumenti completamente acustici, trovò il suo punto di forza. Successo ovviamente inimmaginabile che ha ulteriormente rafforzato l’impressionante forza creativa di un quartetto che, come scrissero alcuni attenti recensori, almeno in Europa non aveva eguali. Col tempo, in questi ultimi anni di “live adventures”, il progetto è stato capace di recuperare anche le venature elettriche originarie che da sempre fanno amare questo incredibile quartetto. La capacità primaria di questi nuovi “diavoli” è dunque quella di intrecciare linguaggi ed energia come davvero pochi altri. I dialoghi di Paolo Fresu con tre autentici assi dell’Italian style (termine coniato dal musicologo Vittorio Franchini) restano dunque quelli di altissimo livello qualitativo al quale il gruppo ci aveva abituato. La sostanza jazzistica viene traslata in territori decisamente creativi, sia nei momenti mossi che in quelli più propriamente lirici o melodici. I termini non sono cambiati e, insieme alla consueta vera arte di un Paolino Dalla Porta in sistematico stato di grazia e all’incredibile inventiva di uno Stefano Bagnoli assurto ormai nel gotha dei drummer contemporanei, si aggiunge la versione semplicemente perfetta del modus del fraseggio di Bebo Ferra, sempre più vicino alle soglie dell’olimpo chitarristico moderno. Di Paolo Fresu, infine, bisogna far notare che sembra avere il dono della quasi infallibilità, proponendo il suo unico suono a disposizione di un lavoro che sembra essere stato creato per rispondere con i fatti alla celebre massima di Fedor Dostoevskij, per il quale “solo la bellezza salverà il mondo”.
Paolo Fresu Quintet (Roberto Cipelli, Tino Tracanna, Attilio Zanchi, Ettore Fioravanti)
Il quintetto di Paolo Fresu nasce nel 1984 per volontà di Paolo Fresu e Roberto Cipelli e oggi fa, a pieno diritto, parte della storia del moderno jazz italiano, festeggiando – con la stessa originale formazione – i quarant’anni di vita, cosa assai rara nell’intera storia della musica afroamericana. Dopo varie forme, diviene gruppo odierno a cavallo fra il 1984 e il 1985 con la registrazione di “Ostinato” per la “Splasc(h) Records” e si consacra come uno dei gruppi di punta del jazz italiano con il disco “Inner Voices” assieme al sassofonista americano Dave Liebman (1986). Da allora svolge un’intensa attività concertistica e discografica oltre che didattica. Infatti il gruppo si propone spesso come “gruppo docente” che dà forma a seminari interattivi su stili e strutture del jazz, visti dall’interno dell’esperienza di gruppo (Seminari di Nuoro, Victoria School of Arts di Melbourne, Matera). Importante e unica poi, a questo riguardo, la straordinaria esperienza delle “Cinque giornate del Jazz” tenutasi nel corso della stagione invernale 2005-2006 alla Sala Monteverdi del Conservatorio di Musica di Bolzano, in collaborazione con la Ripartizione Cultura della locale Provincia Autonoma. Dall’esperienza è poi stato pubblicato un libro con annesso dvd per “Auditorium Edizioni” di Milano. Tutti gli elementi della formazione hanno precise e importanti esperienze didattiche tuttora in corso: Roberto Cipelli è titolare della cattedra di pianoforte jazz al Conservatorio di Musica di Trento, dove è anche responsabile di dipartimento nonché, dal 2014, direttore dei Seminari Jazz di Nuoro. Attilio Zanchi e Tino Tracanna sono titolari della cattedra di Musica Jazz al Conservatorio di Musica di Milano, mentre Ettore Fioravanti lo è della stessa cattedra al Conservatorio di Musica di Frosinone. Diversi progetti hanno inoltre visto il Quintetto partecipe a esperienze multimediali tra il jazz e le altre arti (teatro, cinema, poesia, danza). Nel 1990 il gruppo vince il premio “Top jazz” della rivista specializzata “Musica jazz” come miglior gruppo del jazz italiano e come miglior disco (Premio “Arrigo Polillo”, disco “Live in Montpellier”) e ogni anno è ai primi posti con le proprie produzioni discografiche. Da segnalare una menzione della rivista americana “Cadence” che, nel 1985 indicò “Ostinato” come uno dei più interessanti dischi dell’anno. Il progetto “Concerto Piccolo – Suite in 7 appuntamenti per Grande Orchestra e piccolo gruppo” è il lavoro che consacra i primi dieci anni di vita del Quintetto attraverso le composizioni del gruppo, rivisitate ed arrangiate da Bruno Tommaso per Orchestra d’archi e Big Band, presentato a Matera, Roccella Jonica e Berchidda in contemporanea con l’uscita dell’ottavo cd edito dalla “Splasc(h) Records”, dal titolo “Ensalada Mistica”. Spesso il gruppo prende forma di Sestetto (dal 1991 in occasione del disco “Ossi di Seppia”) con la presenza del polistrumentista Gianluigi Trovesi che prende naturalmente parte anche al cd “Ensalada Mistica” o dal 1996 con il sassofonista belga Erwin Vann, con il quale è stato inciso “Wanderlust” per la Bmg/Rca francese. Il gruppo ha tenuto concerti nelle più importanti citta e festival sia italiani che stranieri di ogni continente, registrando spesso per radio e televisioni internazionali. Il disco “Night on the City” inciso per la francese “Owl” vince il Premio “Choc” per l’anno 1995 della rivista francese specializzata “Jazzman” e fa guadagnare a Paolo Fresu i premi dell’Academie du Jazz di Parigi e il prestigioso “Django d’Or” come miglior musicista jazz d’Europa. Il libro “49 Composizioni” raccoglie inoltre tutto il repertorio del gruppo registrato per l’etichetta discografica “Splasc(h) Record”. Quasi a festeggiare il XX anno di attività, il 2004 è stato un anno “importante” per il quintetto: una serie di incisioni per la “Blue Note” (cadenzate sino al 2008) ne hanno celebrato la creatività, la freschezza e la longevità. Si è raggiunto un nuovo importante traguardo: quello dei 40 anni di attività comune. Si continua a cercare conferme ma non sembra proprio che ci sia un esempio simile in tutta la storia del jazz moderno: nessun quintetto è arrivato a compiere i quaranta anni di vita in comune con la stessa formazione originale! Per avvicinarsi ai vari importanti compleanni il quintetto ha dato alle stampe nel 2010 (quale primo numero della nuovissima etichetta discografica di Paolo Fresu) un doppio lavoro che ha fatto registrare un autentico record di vendite e un rinnovato interesse – specialmente internazionale – attorno a questa straordinaria unione di geniali musicisti. Poi, nel 2014, il nuovissimo capitolo si chiama invece “30!” ovvio riferimento ai tre decenni d’arte in comune. Infine, nel 2024, i quaranta compleanni vengono festeggiati con un nuovissimo lavoro discografico intitolato “Repens”. Sarebbe stato facile pubblicare un classico “best” o “Greatest hits” che dir si voglia e invece Paolo Fresu ha scelto la più corretta avventura jazzistica, nella forma di libera improvvisazione, capace, ancora una volta, di testimoniare la qualità e lo spessore artistico di questa formazione. Lunga vita a questa incredibile formazione! Molti sostengono: “Paolo ha tanti incredibili progetti ma… il quintetto resta sempre il quintetto!”
Elena Ledda – Voce
Nata a Selargius (Cagliari) e a sedici anni intraprende gli studi di canto al Conservatorio di Musica di Cagliari. Nonostante la spiccata predisposizione alla lirica, la cantante selargina preferisce dedicarsi alla musica folk e nel 1979 realizza il suo primo album in lingua sarda, “Ammentos”, in collaborazione con il musicista Mauro Palmas, con il quale fonda la band “Suonofficina”. Nel 1984, Elena Ledda pubblica il secondo album dal titolo “Is Arrosas”e inizia a prendere parte alla trasmissione televisiva locale, “Sardegna canta”, di cui per un anno interpreta la sigla. Questa partecipazione sul canale regionale ha fatto crescere sempre di più la sua popolarita nell’Isola, ma Elena Ledda non si è chiusa nel regionalismo esasperato e continua ad esplorare e ricercare nuove evoluzioni musicali, arrivando a collaborare anche con l’arpista svizzero Andreas Vollenweider. Negli anni Novanta pubblica “Incanti”e inizia a girare il mondo con le sue esibizioni, raggiungendo un notevole successo anche in campo internazionale e diventando la voce femminile della Sardegna, dopo Maria Carta. Nel 2000 pubblica il disco intitolato “Mare Mannu” e, nel 2005, “Amargura”. Due anni piu tardi, nel 2007, vince il Premio “Città di Loano”per il miglior disco di musica popolare e riceve la Targa “Luigi Tenco” per il miglior disco in dialetto, con la canzone “Rosa Resolza”registrata insieme a un altro big della musica sarda, Andrea Parodi. Negli anni successivi pubblica i dischi “Live at Jazz in Sardegna” e “Cantendi a Deus”. Elena Ledda, nel corso della carriera, ha collaborato con grandi artisti come il cantautore genovese Fabrizio De Andrè, il trombettista sardo Paolo Fresu, il trombettista e compositore statunitense di jazz Lester Bowie, il trombettista Don Cherry, la cantante israeliana Noa, il conterraneo Andrea Parodi.
Notrasa – Electronics
“Notrasa” è il nome del nuovo progetto di Alessio Atzori (Mynerdpride, Everybody tesla) che nasce dalla sua somiglianza con un certo “Rasa” di Torino con cui veniva confuso spesso. Notrasa è un progetto basato sul campionamento di dischi che costano poco al mercatino dell’usato che girano al contrario su un giradischi per produrre beat storti e sporchi. I suoi brani parlano delle case in cui sono stati composti, delle persone che ci hanno abitato, che hanno prodotto inconsapevolmente i suoni presenti nei brani stessi.
Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari
È stata fondata nel 1933 e ha consolidato, negli anni, un fecondo rapporto con i maggiori direttori italiani, tra cui Tullio Serafin, Vittorio Gui, Antonino Votto, Guido Cantelli, Franco Ferrara, Franco Capuana, Willy Ferrero, e con compositori quali Ottorino Respighi, Ildebrando Pizzetti, Ermanno Wolf Ferrari, Riccardo Zandonai, Alfredo Casella. Risalgono agli anni ‘50-’60 le apparizioni sul podio di Lorin Maazel, Lovro von Matacic, Claudio Abbado, Sergiu Celibidache, Riccardo Muti, e le collaborazioni con Gioconda De Vito, Leonid Kogan, Henryk Szering, Andrés Navarra, Dino Ciani, Maria Tipo, Nikita Magaloff, Wilhem Kempff, Martha Argerich. In questi ultimi anni l’Orchestra ha collaborato, tra gli altri, con direttori come Lorin Maazel, Georges Prêtre, Emmanuel Krivine, Mstislav Rostropovich, Ton Koopman, Iván Fischer, Frans Brüggen, Carlo Maria Giulini, Gennadi Rozhdestvensky, Rafael Frühbeck de Burgos, Neville Marriner, Christopher Hogwood, Hartmut Haenchen e con solisti come Martha Argerich, Aldo Ciccolini, Kim Kashkashian, Viktoria Mullova, Misha Maisky, Truls Mørk, Sabine Meyer, Yuri Bashmet, Salvatore Accardo. Dal 1999 al 2005 Gérard Korsten ha ricoperto il ruolo di direttore musicale e ha, fra l’altro, diretto in prima esecuzione nazionale, Die ägyptische Helena di Richard Strauss, Euryanthe di Weber e A Village Romeo and Juliet di Delius, mentre nella stagione 2007-2008 George Pehlivanian è stato direttore ospite principale. Negli ultimi anni l’Orchestra ha collaborato regolarmente con Lorin Maazel, compiendo nel 1999 una tournée in Europa ed eseguendo con successo una serie di concerti. Nel 2002 ha rappresentato l’Italia nella rassegna “Italienische Nacht”, organizzata dalla Bayerischer Rundfunk al Gasteig di Monaco di Baviera e trasmessa in diretta dalla radio bavarese. Nel 2005 ha suonato in un concerto in onore del Presidente della Repubblica Italiana Carlo Azeglio Ciampi. Nel 2010 ha partecipato al 98° Festival di Wiesbaden con Lucia di Lammermoor per la direzione di Stefano Ranzani e la regia di Denis Krief, riscuotendo un grande successo. Recentemente, nell’ambito di un progetto di internazionalizzazione del Teatro Lirico di Cagliari, realizzato e promosso in collaborazione con l’Unione Europea, il Governo Italiano e la Regione Sardegna, l’Orchestra è stata invitata dalla New York City Opera per l’esecuzione di La campana sommersa di Respighi, ricevendo il plauso del pubblico e della critica. Negli ultimi anni, anche nell’ambito della rassegna “Cinque passi nel Novecento”, ha eseguito, in prima assoluta, composizioni per orchestra che il Teatro Lirico di Cagliari ha commissionato a compositori come Sylvano Bussotti, Giorgio Tedde, Azio Corghi, Fabio Nieder, Alberto Colla, Carlo Boccadoro, Franco Oppo, Francesco Antonioni, Ivan Fedele, Michele Dall’Ongaro, Filippo Del Corno, Vittorio Testa, Sergio Rendine, Orazio Sciortino. Per la casa discografica Dynamic ha inciso opere in prima esecuzione in Italia, quali: Die Feen di Wagner, Dalibor di Smetana, (premiate, rispettivamente, da “Musica e Dischi” quale miglior disco operistico italiano del 1997, e da “Opéra International” col “Timbre de Platine” – gennaio 2001), Čerevički e Opričnik di Čajkovskij, Die ägyptische Helena di Richard Strauss, Euryanthe di Weber, Alfonso und Estrella di Schubert, Hans Heiling di Marschner, Chérubin di Massenet, Lucia di Lammermoor di Donizetti. Ha inciso, inoltre, Goyescas di Granados e La vida breve di De Falla, La Passione secondo Giovanni di Bach, La sonnambula di Bellini, I Shardana di Porrino per la Dynamic, Don Pasquale per Rai Trade e La leggenda della città invisibile di Kitež e della fanciulla Fevronija di Rimskij-Korsakov per Naxos. Per la Rai ha registrato, nel 1998, La Bohème trasmessa in tutto il mondo.
Antonello Salis – Fisarmonica
Fisarmonicista, pianista e organista, inizia la carriera musicale suonando in Sardegna, sua terra di origine, nelle balere e, in seguito, in gruppi rock. Nel 1973 ad Alghero forma, col bassista Riccardo Lay e il batterista Mario Paliano, i Cadmo, trio a cavallo tra rockprogressive e free jazz. Trasferitosi a Roma il trio incide due album “Boomerang”e “Flying over Ortobene mount in july seventy-seven”,con la partecipazione del sassofonista Massimo Urbani. Al “Music Inn” di Roma Antonello Salis incontra importanti musicisti stranieri, Charles Mingus, Ornette Coleman, Dexter Gordon, e giovani musicisti della scena jazz romana, come Maurizio Giammarco, Massimo Urbani, Enzo Pietropaoli, Roberto Gatto, Tommaso Vittorini. Nel famoso jazz club capitolino si esibisce col quartetto del contrabbassista Marcello Melis, per entrare in seguito in contatto e collaborare, nei primi anni Ottanta, col trombettista afro-americano Lester Bowie e l’Art Ensemble of Chicago. Nel 1977 entra a far parte dell’organico orchestrale “Grande Elenco Musicisti”diretto da Tommaso Vittorini. L’anno seguente incide, per la serie “Jazz From Italy”in duo con Mario Schiano, altra figura di rilievo del free jazz capitolino, l’album “Old Fashioned”. In seguito, collabora coi fisarmonicisti Richard Galliano, Gianni Coscia e Marcel Azzola Nel 1995 fonda, col trombettista Paolo Fresu e il contrabbassista Furio Di Castri, il trio P.A.F. con cui tiene numerosi concerti, tra cui quello a Capodistria (Slovenia) e pubblicato nel 1996, e incide nel 2004 il lavoro discografico “Morph”.Musicista curioso ed eclettico, Antonello Salis, suona in svariati contesti, jazz, rock e pop, partecipando a progetti che includono teatro, danza e cinema. Inoltre ha collaborato con musicisti quali: Fabrizio Bosso, Sandro Satta, Enrico Rava, Gianluca Petrella, Michele Rabbia, Han Bennink, Pat Meheny, Hamid Drake, Bobby Watson, Richard Bona, Don Pullen.
Paolo Silvestri – Direttore
Compositore, arrangiatore, direttore d’orchestra e pianista, da molti anni sperimenta l’incontro di linguaggi differenti coniugando il jazz e la musica contemporanea con le tradizioni musicali popolari di tutto il mondo. Ha realizzato numerosi progetti con orchestre sinfoniche componendo e arrangiando musiche per importanti musicisti come: Enrico Rava, Gato Barbieri, Jimmy Cobb, Stefano Bollani, Paolo Fresu, Fabrizio Bosso, Kenny Wheeler, John Taylor, Kenny Werner, Tony Scott, Javier Girotto, Enrico Pieranunzi, Roberto Gatto e con importanti cantanti come: Ivano Fossati, Elio, Dulce Pontes, Sergio Cammariere, Gino Paoli, Ornella Vanoni, Barbara Casini, Peppe Servillo, Maria Pia De Vito. Per realizzare i suoi programmi ha diretto le prestigiose orchestre sinfoniche delle seguenti citta e teatri: Regio di Torino, Maggio Musicale Fiorentino, Carlo Felice di Genova, Petruzzelli di Bari, Regionale Toscana, Arturo Toscanini, Haydn di Trento e Bolzano, Roma Sinfonietta, Padova e del Veneto, Sinfonica Siciliana, Camerata Strumentale Pratese, Roma e del Lazio, Filarmonica Marchigiana, Provincia di Bari, Bellini di Catania, Tito Schipa di Lecce, Vittorio Emanuele di Messina, Magna Grecia di Taranto, Repubblica di San Marino, Accademia Filarmonica della Scala. Ha un ensemble e un’orchestra a proprio nome e dirige spesso orchestre jazz e big band italiane e straniere come ad esempio: WDR Big Band di Colonia, Orchestra Jazz della Sardegna, Kick’n Sticks big band di Mannheim, Civica Jazz Band di Milano, Orchestra Jazz del Mediterraneo, Colours Jazz Orchestra, Italian Jazz Orchestra di Forli, Bansigu Big Band di Genova. Ha composto 20 colonne sonore di film sia per il cinema che per la televisione e ha composto musiche per più di cento spettacoli teatrali, musicali e di danza, prodotti in gran parte dal Teatro dell’Archivolto di Genova. Ha inoltre composto molte musiche per importanti campagne pubblicitarie e per programmi televisivi e ha insegnato nei conservatori di musica di Trento, Milano, Como, Alessandria, Bologna, Ferrara e Adria.
Pierluigi Corona
Responsabile Ufficio Stampa
Teatro Lirico di Cagliari, via Efisio Cao di San Marco, 09128 Cagliari – Italia telefono +39 0704082209 – stampa@teatroliricodicagliari.it – www.teatroliricodicagliari.it
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