Benedetta De Flaviis e Simone D’Agostino vincono la prima edizione del Premio di laurea intitolato all’ing. Ascolino Bernardi








31 marzo 2026
Benedetta De Flaviis e Simone D’Agostino vincono la prima edizione del Premio di laurea intitolato all’ing. Ascolino Bernardi
Il premio è stato istituito dall’Università dell’Aquila, Thales Alenia Space e Fondazione Gran Sasso Tech
di Goffredo Palmerini
L’AQUILA – Simone D’Agostino e Benedetta De Flaviis sono i vincitori della prima edizione del Premio di laurea intitolato alla memoria di Ascolino Bernardi, ingegnere progettista di Thales Alenia Space prematuramente scomparso nel 2024. La premiazione dei due giovani ingegneri, laureati all’Università degli Studi dell’Aquila, si è svolta il 27 marzo scorso presso la Thales Alenia Space, a L’Aquila.
Istituito dall’Università degli Studi dell’Aquila, su proposta di Thales Alenia Space Italia in collaborazione con Fondazione Gran Sasso Tech, il premio è riservato alle tesi di laurea magistrale in Ingegneria informatica, Ingegneria elettronica e Ingegneria delle telecomunicazioni inerenti a tematiche relative all’analisi, alla simulazione e alla progettazione di dispositivi e architetture di elaborazione digitale del segnale per applicazioni satellitari. Il premio ha cadenza biennale. La prima edizione ha riguardato tesi discusse dai laureati all’Università degli Studi dell’Aquila negli anni accademici conclusi nel 2023 e 2024. Al bando hanno concorso 9 ingegneri con le loro tesi, tra cui la commissione giudicatrice ha scelto le due dei vincitori.
La cerimonia di premiazione si è tenuta nella sala Michela Rossi dello stabilimento della Thales Alenia Space dell’Aquila,alla presenza di Michelangelo L’Abbate, vicepresidente Direzione Ingegneria Hardware di Thales Alenia Space; Fabio Graziosi, Rettore dell’Università degli Studi dell’Aquila; Fortunato Santucci, professore di Telecomunicazioni al dipartimento di Ingegneria e scienze dell’informazione e matematica dell’ateneo aquilano; Alessandro Pajewski, direttore generale della Fondazione Gran Sasso Tech; Vincenzo Stornelli e Leonardo Pantoli, rispettivamente direttore e professore di Elettronica al dipartimento di Ingegneria industriale, dell’informazione ed economia dell’Università dell’Aquila.
Benedetta De Flaviis è stata premiata per la tesi “Progettazione digitale su FPGA di algoritmi di riconciliazione LDPC per QKD”, mentre Simone D’Agostino per la tesi “Piattaforme di elaborazione avanzate per l’esecuzione on-board di applicazioni satellitari: un caso di studio nel dominio Tlc”, di cui i due vincitori hanno brevemente esposto una sintesi. Nel corso della premiazione è stato ricordato l’Ing. Bernardi, sia con testimonianze di colleghi di studio e di lavoro, sia attraverso un libro – «Ascolino Bernardi, tra cielo e terra» (One Group Edizioni) -, curato da Anna e Marcella Bernardi, le quali hanno chiuso la cerimonia con due toccanti interventi sulla vita del fratello Ascolino e sul significato del Premio.
Ascolino Bernardi era nato a L’Aquila il 12 agosto del 1964, terzo figlio di Agata Lorenzetti e di Domenico, fondatore della società IRTET – Impresa Reti Telefoniche Elettriche e Telegrafiche, società rimasta attiva fino alla fine degli anni ’90 del secolo scorso. Laureatosi all’Università dell’Aquila nel 1991 in Ingegneria elettronica con il prof. Francesco Valdoni con una tesi sperimentale sui circuiti integrati VLSI, sviluppata presso l’allora Alenia Spazio dell’Aquila, oggi Thales Alenia Space, l’Ingegner Bernardi, dopo il percorso di tirocinio, era stato poi assunto dalla stessa azienda e lì aveva lavorato come componente di un gruppo di avanguardia nell’ambito della competenza elettronica, con elevata abilità nello sviluppo di progetti complessi di circuiti digitali.
Per più di trenta anni nello stabilimento aquilano di Thales Alenia Space, Ascolino Bernardi ha portato a termine un numero davvero elevato di progetti e di processi di verifica, maturando un’esperienza duratura e proficua che non è facile trovare nei contesti accademici e industriali. Fin dai primi inizi della sua carriera ha svolto anche un ruolo di supporto e guida per studenti e giovani ingegneri, nell’ambito della collaborazione tra ateneo e azienda, che si è sempre articolata sul duplice percorso della ricerca e della formazione.
Difficile comprendere del tutto il suo lavoro, per il livello altamente specialistico di tale particolare branca dell’ingegneria elettronica, indispensabile per le telecomunicazioni spaziali. Ascolino, infatti, ha lavorato nel campo delle comunicazioni satellitari contribuendo alla progettazione di circuiti digitali facenti parte, ad esempio, dei cosiddetti trasponditori satellitari per telecomunicazioni. In parole povere, se alcuni dei satelliti in orbita intorno al nostro pianeta riescono ad inviare e ricevere dati e segnali, alla e dalla base a terra, è grazie a questa tecnologia così avanzata, sviluppata a L’Aquila nell’azienda d’avanguardia, grazie allo studio e all’impegno lavorativo di tecnici di tale elevata competenza. L’ing. Bernardi ha dato infatti un contributo importante in missioni gratificate anche da grande eco mediatica, quali ad esempio:
- “Rosetta”, la missione spaziale sviluppata dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e lanciata nel 2004, con l’obiettivo dello studio della cometa 67P/Churyumov-Erasimenko. La sonda vera e propria è stata chiamata Rosetta, perché l’obiettivo della missione è svelare i segreti riguardanti il sistema solare e la formazione dei pianeti; il nome del lander, Philae, deriva dall’isola in cui fu ritrovato un obelisco che ha aiutato la decifrazione della stele di Rosetta;
- la missione spaziale ExoMars sviluppata dall’Agenzia Spaziale Europea e da Roscosmos per esplorare il pianeta Marte. Di tale missione è stato parte il lander Schiaparelli, che è stato progettato e costruito in Italia da Thales Alenia Space con lo scopo di fornire ad ESA la tecnologia per compiere un atterraggio controllato sulla superficie del Pianeta rosso.
Ascolino Bernardi, però, non è stato solo l’ingegnere. È stato anche l’appassionato di sport, in primo luogo il Rugby, grande conoscitore della storia della palla ovale, sia della gloriosa L’Aquila Rugby che del Paganica Rugby: nomi, storie e aneddoti di partite, campionati, personaggi. Presente, ogni volta che gli era possibile, sugli spalti dello stadio aquilano, o all’Olimpico di Roma per gli incontri del “6 Nazioni”, o anche all’estero. E poi l’amore per L’Aquila e la sua storia, per la montagna, il cinema, il jazz, la buona cucina… Infine, ma non per ultimo, Ascolino amava l’amicizia, la convivialità, i paesaggi, le cose belle, l’arte, tutto ciò che poteva nutrire il corpo e l’anima. Sempre con quel suo particolare tratto di autenticità, attenzione ai valori e alle persone, cifra della sua straordinaria sensibilità culturale e affettiva nelle relazioni.
Legato fortemente alla sua famiglia e a Paganica suo paese natale e di residenza, Ascolino ha saputo conservare intatte le relazioni, intense e significative, con gli amici coetanei della classe 1964, con i compagni di scuola e di università, sempre presente nelle ricorrenze, animatore di ogni iniziativa di aggregazione. Impegnato nel sociale, è stato particolarmente vicino all’Associazione Italiana Donatori di Organi, nella quale è stato presidente del Gruppo comunale dell’Aquila. Ascolino, che nelle ultime settimane aveva portato con grande dignità, coraggio e consapevolezza i suoi problemi di salute, tenuti sempre nella personale discrezione quasi a difendere la serenità di amici e colleghi, è deceduto prematuramente il 4 agosto del 2024, una settimana prima di compiere il 60° compleanno. Ha lasciato nell’ambiente di lavoro in Thales Alenia Space, come nella comunità di Paganica e della città capoluogo, una significativa impronta di valori umani, di spiccata sensibilità e di generosità. Uno straordinario talento, il suo, rimasto nella riservatezza personale fino alla sua prematura scomparsa.