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PESARO ALLA RIBALTA. IL RUOLO DEL PREFETTO

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6 de abril, 2026

di Giorgio Girelli *

Con la nomina, di cui i media hanno ampiamente riferito, del pesarese Michele Mariotti a direttore della Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, dopo Eliahu Inbal, Rafael Frühbeckde Burgos, Juraj Valčuha, James Conlon, il giovane maestro è il primo italiano a ricoprire questo incarico che porta lustro alla sua città ed all’Italia. Ma Michele non ne fa sfoggio perchè possiede la “virtù dei forti”, la modestia, e non considera mai raggiunto un traguardo perché tenta costantemente di migliorarsi, anche quando è a livelli insuperabili: “insoddisfazione” dei grandi.

Altro episodio per cui le cronache nazionali, direttamente o indirettamente, in un breve lasso di tempo si sono occupate di Pesaro, riguarda il maestro Filippo Caramazza, residente a Pesaro e già docente del locale conservatorio, andato in onda su Rai1 la seconda domenica di Febbraio allorquando diresse il coro nella cattedrale di Rimini. Pochi giorni prima il Rossini Opera Festival aveva ricevuto entusiastici applausi dal pubblico che gremiva la Forbidden City Concert Hall di Pechino dove, presente il ministro della cultura italiano Alessandro Giuli, il maestro Noris Borgogelli ha diretto i solisti dell’Orchestra Sinfonica Rossini e un cast formato da Manuel Amati, Marta Pluda e Matteo Mancini, ex allievi dell’accademia “Alberto Zedda, che hanno eseguito “Il barbiere di Siviglia” per il 55° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Cina, perfezionale nel 1970. Ed in tema di arte, pochi anni dopo, sempre un pesarese, Il ministro degli esteri Arnaldo Forlani ebbe un ruolo significativo nei rapporti Italia-Cina, firmando il primo accordo di cooperazione culturale con la Repubblica Popolare Cinese il 6 ottobre 1978. Questo accordo aprì la strada a scambi culturali e collaborazioni. E di qui anche le presenze pesaresi nel paese del Dragone di esponenti musicali della città adriatica: il maestro Michele Mangani è stato in Cina presso il Conservatorio di Hangh Zhong, nell’aprile 2017, con i professori Sergio Bosi e Riccardo Bartoli. E sempre nel 2017 il direttore del conservatorio Rossini Ludovico Bramanti ed il professor Stefano Venturi con la sua orchestra di fiati hanno tenuto concerti e lezioni al Central Conservatory of Music di Beijing. Di particolare rilievo la missione nel 2019 della professoressa pesarese Giovanna Franzoni, ordinario della cattedra di organo al “Rossini”, che ha tenuto corsi e concerti essendo intendimento delle autorità cinesi potenziare lo studio dell’organo. Infatti le Marche, un milione e quattrocentomila abitanti circa, dispongono di 730 organi “storici” più una cinquantina circa di moderni. La Cina, un miliardo e trecento milioni di abitanti, ha più o meno, allocati o in chiese o in teatri, circa 50 organi. Qui comunque è germogliato, dopo studi svolti in Europa, un artista di eccezionale livello: Shen Fanxiu, organista docente presso il “Conservatorio Centrale” di Pechino dove è anche Direttore artistico del “Beijing International Baroque Music Festival”. Ad essa si è aggiunta di recente la professoressa Teresa Wang Li, già studentessa del Conservatorio Statale Rossini e allieva della professoressa Giovanna Franzoni. Avanzando il processo di distensione tra Vaticano e Cina la diffusione dell’organo nei luoghi di culto potrà trarne vantaggio. E’ dunque venuta così a concretizzarsi una ulteriore, significativa tappa nel consolidamento dei rapporti musicali tra Pesaro e la Cina dove è in incremento il numero degli auditorium con capienze per migliaia di spettatori. Si rileverà che si tratta prevalentemente di eventi musicali. Ma come non ricordare che Pesaro è stata proclamata il 31 ottobre 2017 “Città Creativa UNESCO della Musica perché proprio in questo settore eccelle? E dunque va segnalato che Pesaro con le musiche del “suo” Riz Ortolani, di cui peraltro quest’anno ricorre il centenario della nascita, è stata presente in questi giorni in concerti a Pechino ed a Ulaanbaatar (Mongolia) con risonanza nei media di quei paesi. Attualissima per di più la pubblicazione della notizia che iI direttore generale del Rossini Opera Festival Cristian Della Chiara è stato nominato nel Board di “Opera Europa”, la principale associazione dei teatri e festival lirici internazionali. Essa comprende 253 membri provenienti da 45 paesi e nell’ente sono incluse anche istituzioni musicali di Arabia Saudita, Australia, Cina, Corea del Sud, Emirati Arabi Uniti, Giappone, India, Israele, Nuova Zelanda, Oman e Turchia. Ancora: gli studenti del conservatorio di musica “Rossini”, accompagnati e diretti dal vice direttore Michele Mangani, unitamente al maestro Sergio Bosi, primo clarinetto solista della FORM ( Orchestra Filarmonica Marchigiana) che ha suonato con loro, in questo periodo si sono esibiti con successo negli Stati Uniti presso la prestigiosa università di Milwaukee nel Wisconsin la quale, attraverso la sua Peck School of the Arts, offre una vasta gamma di corsi e programmi di laurea in musica, accreditati dalla National Association of Schools of Music. La scuola è nota per i suoi studi musicali, le esibizioni, la composizione e la tecnologia musicale. Nella vicinissima ed interconnessa Fano, poi, la scoperta della millenaria basilica di Vitruvio ha mobilitato non solo i media nazionali, ma anche quelli mondiali. Ha altresì fatto notizia che Corinna Sperandini, Ceo e cofunder di Spacewear, è produttrice della Tuta spaziale SFS2 dalle straordinarie evoluzioni tecniche,  leggerissima, termoregolatrice, antimagnetica, ignifuga di massima classe con device integrato che rileva i diversi dati medici dell’astronauta. La tuta SFS2 è stata testata con successo nella Missione Ax-3 primo ed unico scafandro spaziale interattivo ad essere autorizzato all’uso dalla NASA all’interno della ISS (International Space Station).

Tutto brillante dunque ? Non proprio perchè anche la recentissima vita di Pesaro, come la canzone di Al Bano presentata al Festival di San Remo nel 2017, è composta “di rose e di spine”. E la prima, attualissma “spina” è il sabotaggio alla linea ferroviaria a Pesaro: qui un incendio doloso ha interessato una cabina dedicata alla movimentazione di uno scambio. L’attentato, unitamente a quello contemporaneo di Bologna nel primo giorno delle Olimpiadi invernali, ha mandato in tilt i treni di mezza Italia. Sull’attacco di Pesaro, la Procura distrettuale Antimafia di Ancona, competente in materia di terrorismo, ha già aperto un fascicolo per danneggiamento, interruzione di pubblico servizio, attentato alla sicurezza dei trasporti e associazione con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico. La rivendicazione, dettagliata, è comparsa sul sito internet legato alla galassia anarchica La Nemesi.

La seconda “spina” di questi giorni è la frana che dal colle Ardizio si è abbattuta sulla statale adriatica, interrompendo il traffico sulla arteria nazionale e su una rete locale di per sé assai gracile. I tecnici di Anas sono intervenuti immediatamente, attivando le imprese specializzate che hanno provveduto alla rimozione dei massi e alla pulizia della strada, oltre ad effettuare una verifica a monte della frana per garantire le condizioni di sicurezza necessarie. L’episodio ha riacceso però un tema centrale per la città. «Questa frana – ha rilevato il sindaco di Pesaro Biancani – dimostra ancora una volta la fragilità di uno dei principali assi viari del nostro territorio, una strada fondamentale di collegamento tra Pesaro e Fano. Se il movimento fosse stato più esteso, avremmo rischiato una chiusura per settimane o mesi. È evidente che questa arteria va attenzionata in modo strutturale e che va riaperto con serietà il dibattito sulla realizzazione di una strada alternativa, perché parliamo di una via strategica per la mobilità e l’economia del territorio. E la situazione diventa più critica – conclude Biancani – durante l’estate, quando è evidente che questo tratto di strada non riesce più a svolgere il suo ruolo». Attingo da un comunicato del comune di Pesaro i meritati ringraziamenti “ai tecnici Anas e alle ditte intervenute, ai Vigili del Fuoco, alle Forze dell’Ordine, alla Polizia Locale e al Centro Operativo, cha hanno garantito la sicurezza e la gestione della viabilità». Evidentemente implicita la gratitudine al prefetto di Pesaro e Urbino in ragione delle molteplici autorità statali che hanno preso parte alla operazione ed il cui coordinamento rientra nelle attribuzioni appunto del prefetto, organo monocratico che rappresenta il Governo.

Questa Istituzione, cui possono accedere le donne solo a seguito della sentenza Il 13 maggio del 1960, nº 33 della  Corte costituzionale che ha dichiarato l’incostituzionalità della legge n. 1176 del 1919 che vietava alle donne l’accesso alla carriera, è titolare di un vasto arco di attribuzioni. Quale autorità provinciale di pubblica sicurezza, il prefetto ha la responsabilità generale dell’ordine e della sicurezza pubblica nella provincia, dispone della forza pubblica e delle altre forze eventualmente poste a sua disposizione. Ha poi il potere di adottare provvedimenti contingibili e urgenti al fine di prevenire ed eliminare gravi pericoli che minacciano l’incolumità pubblica.

Parimenti in materia di protezione civile l’Istituzione è particolarmente attiva dovendo, tra l’altro, predispone il piano per fronteggiare emergenze su tutto il territorio della provincia e curarne l’attuazione. Rilevanti le competenze in tema di immigrazione: gestisce a livello provinciale i flussi migratori, i ricongiungimenti familiari, l’accoglienza dei richiedenti asilo, l’integrazione socio-culturale e l’emanazione di provvedimenti di espulsione. Intensi i rapporti con autonomie locali: garantisce la continuità gestionale delle Amministrazioni ogni qualvolta vengano meno i candidati eletti dai cittadini; può persino sospendere temporaneamente dal loro ufficio – ove ricorrano determinati presupposti – sindaci, presidenti di Provincia, presidenti di consorzi; ha compiti di vigilanza sugli adempimenti svolti dagli enti locali in relazione ai servizi di competenza statale (anagrafe, stato civile, servizi elettorali). E’ inoltre un punto di riferimento istituzionale per la tutela dei diritti di cittadinanza e della legalità. Esercita funzioni non codificate come l’attività di mediazione sociale nelle vertenze di lavoro garantendo i servizi pubblici essenziali: in questi giorni, ad esempio, il prefetto di Pesaro e Urbino è intervenuto, insieme al sindaco, su vertenze promosse da maestre d’asilo. E’ stato pure evidenziato il ruolo del prefetto quale “propulsore dello sviluppo dei propri territori” e recentemente il presidente della Repubblica ha sottolineato “il ruolo di prossimità dei prefetti alle autonomie locali”. Una documentata sintesi di tutto ciò venne illustrata dal prefetto Emanuela Saveria Greco nel corso del suo discorso in Piazza del Popolo a Pesaro in occasione della Festa della Repubblica il 2 giugno 2024.

I consiglieri di prefettura neoassunti al termine del periodo di prova, vengono presentati al Presidente della Repubblica che peraltro è sempre presente all’inaugurazione dell’anno accademico della Scuola superiore dell’Amministrazione dell’Interno.

Ricevendo i prefetti d’Italia nella Sala Clementina, nel febbraio scorso, Leone XIV ha ricordato, nel corso di un denso intervento, che proprio il Patrono dei prefetti, Sant’Ambrogio di Milano, “incarna un ottimo esempio della convergenza tra Stato e Chiesa: da prefetto di quella grande città, che fu capitale dell’impero, egli ne divenne vescovo a furor di popolo”. Ed in ordine ai compiti del prefetto il pontefice ha tra l’altro precisato che “vigilando sulla concordia sociale, il Prefetto contribuisce a tutelare il presupposto irrinunciabile della libertà e dei diritti dei cittadini. Tutta la popolazione beneficia di questo servizio, soprattutto le fasce più deboli. L’ordine pubblico non concerne, dunque, solo la doverosa lotta alla criminalità o la prevenzione di dannosi tumulti; chiede anche un impegno tenace contro quelle forme di violenza, falsità e volgarità che feriscono l’organismo sociale. In positivo, i vostri compiti di vigilanza hanno come fine la cura dei rapporti sociali e la costruzione di intese sempre più efficienti tra istituzioni centrali dello Stato, enti locali e cittadini”.

Una figura istituzionale, dunque, che opera con discrezione e senza ricerca di visibilità, che “tiene insieme le diverse componenti della società e le istituzioni centrali dello Stato, gli enti locali e i cittadini”. Un ideale che Agostino d’Ippona, ricorda ancora Leone XIV, sintetizzava così nel suo De civitate Dei: “Coloro che comandano stanno a servizio di quanti ne sembrano comandati. Non comandano infatti per bramosia di dominio, ma per dovere di cura; non con l’arroganza di prevalere, ma con la bontà di provvedere.”

Proprio come dispone l’articolo 98 della Costituzione italiana: «I pubblici impiegati sono al servizio esclusivo della Nazione». Il ruolo del prefetto, osserva ulteriormente il Pontefice, “esprime al meglio i valori di solidarietà, coraggio e giustizia nelle situazioni di emergenza, davanti a calamità e pericoli”, come avvenuto ad esempio a Pesaro, in quanto diretto referente del ministero dell’interno e dei suoi servizi di sicurezza, nel caso dell’attentato alla ferrovia. Lo “spessore etico” di tale funzione – concluse Leone – “emerge anche nelle sfide poste dall’intelligenza artificiale, oggi applicata anche alla pubblica amministrazione”.

*Presidente emerito del Conservatorio di musica Rossini

Nelle foto:

-L’orchestra del Conservatorio Rossini nel Wisconsin

– La frana sulla Statale Adriatica

– Il prefetto Emanuela Saveria Greco

– Papa Leone ed i Prefetti d’Italia

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