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Volontariato: la Riforma non convince. Oltre il 50% boccia il Codice, “più burocrazia che partecipazione”

A admin
15 de abril, 2026

Volontariato: la Riforma non convince. Oltre il 50% boccia il Codice, “più burocrazia che partecipazione”Sarà presentata a Pisa in occasione del convegno “Il volontariato a dieci anni dalla riforma del Terzo Settore” la ricerca nazionale del MoVI sull’impatto nel mondo del volontariato a dieci anni dalla riforma del Terzo Settore15.04.2026 – A dieci anni dall’entrata in vigore della Riforma del Terzo Settore, arriva una bocciatura netta da parte di chi il volontariato lo vive ogni giorno: il 51,5% dei volontari esprime un giudizio negativo sull’impatto del nuovo Codice. È questo il dato principale che emerge dalla ricerca promossa dal MoVI (Movimento di Volontariato Italiano) – che fotografa uno scollamento sempre più evidente tra impianto normativo e realtà associativa –  e che sarà presentata in occasione del convegno nazionale “Il volontariato a dieci anni dalla riforma del Terzo Settore”, promosso dal MoVI (Movimento di Volontariato Italiano) insieme alla Scuola Superiore Sant’Anna, al  Centro di Ricerca Maria Eletta Martini (MEM), alla Fondazione Emanuela Zancan, alla Fondazione per la Coesione Sociale ETS e al Centro di ricerca Maria Eletta Martini, che si terrà a Pisa il 17 e 18 aprile.
I numeri del dissenso: volontari critici sulla Riforma – Il dato centrale della ricerca riguarda il giudizio sul Codice del Terzo Settore: il 51,5% dei volontari  (scelti tra persone che hanno avuto un ruolo direttivo gestionale) esprime un parere nettamente negativo. Le ragioni di questo rifiuto sono motivate e riguardano la sostenibilità stessa delle associazioni: il 30,7% degli intervistati denuncia un’eccessiva burocratizzazione che genera paralisi operativa; il 12,3% segnala una penalizzazione diretta delle piccole organizzazioni, schiacciate da adempimenti uniformi che non rispettano la diversità del settore. Solo il 12,3% del campione promuove la Riforma con un parere positivo. La percezione complessiva palesa un evidente malessere del mondo dei volontari.
La “gabbia burocratica” – Nonostante il 79,7% dei partecipanti dichiari di conoscere il nuovo assetto normativo, l’effetto reale che ne scaturisce è quello di una vera e propria “gabbia burocratica”. Gli strumenti di accreditamento come il RUNTS e l’obbligo di nuove competenze digitali e contabili vengono percepiti come barriere d’accesso che sottraggono tempo all’azione sociale per destinarlo alla gestione amministrativa.
Il rischio snaturamento del volontariato – Dalla ricerca emerge la preoccupazione per una progressiva “aziendalizzazione” del settore. La transizione in atto segna il passaggio da un volontariato fondato sulla vocazione e sulla spontaneità a un modello sempre più professionalizzato e strutturato. Il MoVI rileva come questa trasformazione si manifesti in una crisi della gratuità, dove la previsione di compensi – pur favorendo alcuni servizi e l’ingresso dei giovani tramite il Servizio Civile – rischia di generare una confusione strutturale tra volontariato e lavoro. Allo stesso tempo si assiste a una deriva progettuale, con un’enfasi crescente su bandi e rendicontazione che tende a trasformare le associazioni in veri e propri “progettifici”, nei quali la competizione per le risorse finisce per prevalere sulla cooperazione territoriale. Infine, il rapporto con la pubblica amministrazione appare sempre più asimmetrico: la co-progettazione viene spesso vissuta come una pratica formale, in cui il volontariato è chiamato a svolgere un ruolo di supplenza rispetto alle carenze del pubblico, operando però entro cornici economiche già definite.
“Il convegno che abbiamo organizzato con il Centro Maria Eletta Martini e la Scuola Sant’Anna – afferma Emanuele Rossi, docente alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e presidente del Comitato Scientifico del Centro – vuole offrire un’occasione per riflettere, a dieci anni dall’entrata in vigore del codice del Terzo settore,  sugli effetti della riforma sul mondo del volontariato, cercando di collegare gli esiti dell’osservazione della realtà (partendo da uno studio sociologico promosso dal MoVi e realizzato con l’Università di Roma Tre) con i profili di regolazione normativa. I lavori in programma il 17 e 18 aprile muoveranno da una riflessione di carattere scientifico per aprire poi a un’interlocuzione con le istituzioni nazionali (Governo, Parlamento e soggetti rappresentativi del Terzo settore), anche al fine di individuare proposte migliorative della disciplina normativa. La presenza di relatori particolarmente autorevoli – tra i quali il giudice costituzionale Luca Antonini – potrà favorire un approfondimento scientifico al fine di generare effetti positivi su tutto il mondo del volontariato e sui destinatari della sua azione”.
“La bocciatura della riforma del Terzo Settore da parte del volontariato conferma la necessità di un miglioramento del Codice in questo ambito. In dieci anni sono state introdotte diverse  modifiche migliorative al codice, che tuttavia si sono rivelate insufficienti alle necessità del volontariato. È mancato un reale ascolto del mondo del volontariato e un’analisi attraverso un filtro sociale adeguato ai tempi che stiamo vivendo. Con questa ricerca, il MoVI si propone di portare nelle sedi istituzionali le istanze emerse dai territori.” ha detto Gianluca Cantisani, presidente del MoVI.Il convegno di Pisa: due giorni per ripensare il volontariato –  I risultati della ricerca saranno al centro del convegno nazionale “Il volontariato a dieci anni dalla riforma del Terzo Settore”, in programma il 17 e 18 aprile a Pisa tra il Palazzo dei Dodici e la Scuola Superiore Sant’Anna.
L’apertura dei lavori, venerdì 17 aprile, sarà dedicata proprio alla presentazione della ricerca con gli interventi dei ricercatori dell’Università Roma Tre, seguita da un confronto accademico e istituzionale. Nel corso della giornata si affronteranno i nodi cruciali del rapporto tra volontariato, lavoro, gratuità e settore pubblico, con relazioni e panel tematici.
Sabato 18 aprile il dibattito si concentrerà sulle prospettive di revisione della legislazione, con esponenti delle istituzioni, del mondo accademico e del Terzo Settore chiamati a discutere proposte concrete per il futuro del volontariato.
Nota metodologica –  Questi dati sono il risultato di un’indagine sul campo condotta tra settembre 2025 e marzo 2026 dal Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università Roma Tre. Il lavoro ha coinvolto 22 focus group distribuiti su tutto il territorio nazionale (tra cui le città di Roma, Napoli, Torino, Palermo, Reggio Calabria, Cagliari, Padova e Genova) e la somministrazione di 138 questionari strutturati.
Ufficio stampa MoVI – Movimento di Volontariato Italiano+39 3461561637silviabellucci@bellspress.com
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