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Serena conduce operaclassica eco italiano

A admin
21 de abril, 2026

GIL SHAHAM

E L’ORCHESTRA L’APPASSIONATA

Per l’anteprima del XXVI Paganini Guitar Festival,

in programma il Concerto per violino, archi e basso continuo BWV 1041 di Johann Sebastian Bach,

il Cantabile di Niccolò Paganini m.s. 109,

il Concerto per violino e orchestra op. 64 di

Felix Mendelssohn Bartholdy

e la Serenata per archi op. 48 di Pëtr Il’ič Čajkovskij

Teatro Regio di Parma

lunedì 27 aprile 2026, ore 20.30

Lunedì 27 aprile 2026, ore 20.30, la Stagione Concertistica del Teatro Regio di Parma, realizzata da Società dei Concerti di Parma, grazie al sostegno del Comune di Parma, del Ministero della Cultura, di Fondazione Cariparma e al contributo di Sinapsi Group e Chiesi Group, si arricchisce di uno straordinario concerto, anteprima del XXVI Paganini Guitar Festival, che vede protagonisti Gil Shaham, tra i più importanti violinisti del nostro tempo, e l’Orchestra da Camera L’Appassionata. In programma il Concerto per violino, archi e basso continuo in la minore BWV 1041 di Johann Sebastian Bach, il Cantabile in re maggiore m.s. 109di Niccolò Paganini, il Concerto per violino e orchestra in mi minore op. 64 di Felix Mendelssohn Bartholdy e la Serenata per archi in do maggiore op. 48 di Pëtr Il’ič Čajkovskij.

“Gil Shaham è un artista dalla carriera brillante e riconosciuta a livello mondiale – dichiara Giampaolo Bandini, direttore artistico della Società dei Concerti di Parma. Sin dal suo debutto con la London Symphony Orchestra a soli dieci anni, ha incantato le platee con la sua tecnica impeccabile, la sua sonorità brillante e la sua capacità di comunicare un’ampia gamma di emozioni. Possessore dello Stradivari «Comtesse de Polignac» del 1699, Shaham è noto per la sua versatilità, che lo porta a spaziare con disinvoltura dal repertorio barocco a quello contemporaneo, sempre con una vitalità e un entusiasmo contagiosi. L’Orchestra da Camera L’Appassionata è una formazione italiana giovane, dinamica e già molto apprezzata per la sua energia e la sua precisione esecutiva, particolarmente vocata al repertorio barocco, classico e romantico. Il programma della serata sarà un affascinante percorso attraverso secoli di musica, dimostrando la versatilità e la potenza espressiva di Gil Shaham. Si spazierà dalle architetture sublimi di Johann Sebastian Bach, al lirismo del celebre Concerto per violino e orchestra in mi minore, op. 64 di Felix Mendelssohn Bartholdy, uno dei concerti violinistici più amati, caratterizzato da melodie incantevoli e un dialogo continuo e appassionato tra solista e orchestra. Non mancherà la cantabilità tutta italiana di Niccolò Paganini, figura iconica e fonte d’ispirazione del Festival, sino ad arrivare alla passione (a tratti tragica) della Serenata per archi in do maggiore, op. 48 di Pëtr Il’ič Čajkovskijche chiuderà la serata con la sua ricchezza melodica e la sua energia travolgente. In quest’ultimo brano, Gil Shaham non sarà solo solista ma assumerà anche il ruolo di Konzertmeister, guidando l’orchestra. La forza comunicativa di questa serata risiederà nella fusione tra il virtuosismo scintillante di Shaham e la vivacità dell’Orchestra L’Appassionata, creando un dialogo musicale che saprà toccare corde emotive diverse, dal sacro al profano, dal lirico al drammatico, in un viaggio sonoro che celebra la bellezza e la potenza del violino”.

PARTNER E SPONSOR

La Stagione del Teatro Regio di Parma è realizzata grazie al contributo di Ministero della Cultura, Regione Emilia-Romagna, Comune di Parma, Reggio Parma Festival. Major partner Fondazione Cariparma. Main partner Chiesi. Cultural partner Crédit Agricole. Media partner Mediaset Publitalia ’80. Main sponsor iren, Barilla. Sponsor Agugiaro e Figna, Ce.P.I.M., Grasselli, La Giovane, Mutti, Opem, GloveICT, Amoretti, GHC, Poliambulatorio Dalla Rosa Prati, Drill Pac, Rainieri. Mobility partner Tep. Security partner Metronotte. Wine partner Oinoe. Educational partner Parmalat. Fair Play partner Zebre. Identity Partner Parma Calcio. Radio Ufficiale Radio Monte Carlo. Con il contributo di Ascom Confcommercio Parma Fondazione, Ascom Parma Confcommercio, Camera di Commercio dell’Emilia, Fondazione Monteparma. Legal counselling Villa&Partners. Con il supporto di “Parma, io ci sto!”. I concerti sono realizzati grazie al contributo di Sinapsi Group. Sostenitori tecnici Ds Solutions, Teamwork, Graphital. Partner artistici e istituzionali Casa della Musica, Coro del Teatro Regio di Parma, Conservatorio “Arrigo Boito”, Società dei Concerti di Parma, La Toscanini. Il Teatro Regio aderisce a Parma Città Climate Neutral 2030, ATIT, AGIS, Comitato per la Salvaguardia dell’Arte del Canto Lirico Italiano, Fedora, Opera Europa, Opera Vision, Emilia taste, nature & culture.

BIGLIETTERIA DEL TEATRO REGIO DI PARMA

Biglietti da 8 a 40 euro. Riduzioni per ragazzi fino a 17 anni accompagnati da un familiare adulto, under 35, over 65 e per gli abbonati alla Società dei Concerti di Parma.

Strada Giuseppe Garibaldi, 16/A – 43121 Parma Tel. +39 0521 203999

biglietteria@teatroregioparma.it orari di apertura: martedì, giovedì e sabato 10:00 – 13:00; mercoledì e venerdì 10:00 – 13:00, 16:00 – 18:00 e un’ora e mezza prima dello spettacolo.

Teatro Regio di Parma

lunedì 27 aprile 2026, ore 20.30

Anteprima XXVI edizione

Paganini Guitar Festival

Violino Gil Shaham

Orchestra L’Appassionata

JOHANN SEBASTIAN BACH (1685-1750)

Concerto per violino, archi e basso continuo, in la minore, BWV 1041

(Allegro)

Andante

Allegro assai

NICCOLÒ PAGANINI (1782-1840)

Cantabile in re maggiore, m.s. 109

(trascrizione per violino e archi)

Felix Mendelssohn Bartholdy (1809-1847)

Concerto per violino e orchestra, in mi minore, op. 64

Allegro molto appassionato

Andante

Allegretto non troppo.

Allegro molto vivace

PËTR IL’IČ ČAJKOVSKIJ (1840-1893)

Serenata per archi, in do maggiore, op. 48

Pezzo in forma di sonatina. Andante non troppo

Valse. Tempo di valse. Moderato

Elegia. Larghetto elegiaco

Finale. Tema russo. Andante

Parma, 21 aprile 2026

Paolo Maier

Responsabile Comunicazione istituzionale, Ufficio Stampa, Archivio

Teatro Regio di Parma strada Garibaldi, 16/A, 43121 Parma – Italia

Tel. +39 0521 203969

p.maier@teatroregioparma.it

stampa@teatroregioparma.it

www.teatroregioparma.it

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APPROFONDIMENTI

È lampante a qualsiasi elementare esperienza la soggettività delle reazioni emotive a uno stesso brano musicale- scrive Giuseppe Martini, che inoltre variano al variare delle situazioni e delle epoche della cultura, e in questi casi si usa citare il famoso giudizio di Schumann che avvertiva nella Sinfonia K. 550 di Mozart una «grazia ellenica», mentre oggi ci sentiamo solo fatalismo e dramma concitato. Čajkovskij era agitato e inquietato dalla musica di Beethoven, Schumann e Chopin, e al contrario quella di Mozart lo accarezzava e lo placava: non si trattava di un ascolto superficiale (in giro si legge anche questo), bensì di un approccio psicologico legato a situazioni culturali, che peraltro lo stesso Čajkovskij provvide a spiegare legando la sua entusiasmante scoperta della musica in gioventù proprio grazie a Mozart, spiegazione che potremmo integrare con l’immagine a quel tempo radicata di un Mozart salottiero e rococò (agli antipodi di quella odierna), con la repulsione di Čajkovskij per certa musica romantica e forse anche per i turbamenti che quella musica risvegliava nel suo inconscio.

La fuga nel classicismo diventò dunque la soluzione attuata dichiaratamente da Čajkovskij per esorcizzare un momento di crisi personale nel 1880, e spiega il carattere della sua Serenata per archi op. 48, che strizza l’occhio all’Eine kleine Nachtmusik mozartiana. Non un carattere stilistico, ovviamente, ma temperamentale, di scorrevolezza e serenità, la ricerca di un equilibrio nel recupero di sensazioni positive del proprio passato. Con lo stesso relativismo, nel Concerto per violino di Mendelssohn si potrebbe scorgere variabilmente malinconia o dolcezza, e in quello in la minore di Bach ansia inquieta o solarità italianeggiante.

Solarità italianeggiante ci sta sicuramente per altri motivi: il modello del Concerto BWV 1041, che risale probabilmente come tantissima musica di questo genere agli anni bachiani a Cöthen (1720 giù di lì), è un pezzo «in stile», come era solito fare Bach, in questo caso in stile vivaldiano o comunque italiano, con un primo movimento a ritornelli che aprono a una continua opposizione di spessori fra solista e tutti – il solista negli episodi addirittura termina le frasi dell’orchestra. E anche il finale saltellante alla giga, con il violino impegnatissimo su figurazioni in bariolage, è impregnato da indubbia frenesia.

Non si sbaglierebbe se si volesse cercare in questo programma un percorso di affettuosità: il Cantabile m.s. 109 di Paganini, originariamente per violino e chitarra, è una scelta smaccata di antivirtuosismo paganiniano, sostituito da una tenerezza melodica qui esaltata timbricamente dalla trascrizione per archi della parte chitarristica. Lo stesso Concerto di Mendelssohn tradisce una malinconia consolatoria, tipicamente romantica ma anche tipicamente mendelssohniana, di un compositore cioè abilissimo nel separare cuore e ragione attenuando ogni drammaticità. Il solo fatto di far attaccare subito la melodia del violino lo dissocia da un rapporto stretto con il ritmo orchestrale, trasmettendo all’ascoltatore un senso di intimo soliloquio nel quale ogni dissidio è destinato a ricomporsi attraverso un patimento che non fa mai soffrire. Si faccia il confronto con l’Andante del concerto di Bach, in cui questa dissociazione non esiste e il basso ostinato può trasmettere variabilmente sensazioni di volontarismo o di ineluttabilità, mentre il violino, forse, implora accorato. Per Mendelssohn si aggiunga che gli anni del Concerto per violino (1838-44) sono quelli della direzione orchestrale al Gewandhaus di Lipsia, che lo impegnano a un rinnovamento di certi schemi classici, compreso il virtuosismo paganiniano. Ecco allora piccole novità come nel primo movimento lo spostamento della cadenza da dopo a prima della riesposizione (la cadenza è, nel concerto classico, quel piccolo spazio dato al solista per improvvisare sui temi del concerto), il passaggio senza soluzione di continuità fra i movimenti, la difficoltà tecnica del finale tramutata in leggerezza elegante, e in generale una soluzione che riesce a mettere insieme vecchio e nuovo equilibrando il peso del solista con quello dell’orchestra.

La fortuna del Concerto per violino di Mendelssohn, che all’inizio del Novecento era unanimemente considerato il più importante del repertorio insieme a quello di Beethoven, sarà certo dovuta proprio a questa capacità rigeneratrice della formula del concerto solista, ma anche alla sua invenzione melodica che riesce sentimentalmente inafferrabile ma indubbiamente antidrammatica.

Viceversa, fino a che punto potremmo scorgere nella Serenata op. 48 una fuga consolatoria di Čajkovskij verso il passato? La freschezza del primo movimento, in forma sonata senza sviluppo, l’elegante valzerino, la malinconia dolce dell’Elegia e la vivacità colorata del finale con i due temini russi potrebbero essere viste anche come le illusioni di una maturità che non si vuole guardare negli occhi. Quel valzer potrebbe essere come danzare in un salone vuoto, quell’elegia come far finta di essere felici, quel finale come una fotografia sbiadita di quando la vita era più serena.

Gil Shaham

È uno dei più importanti violinisti del nostro tempo. La sua tecnica impeccabile, unita al suo inimitabile calore e alla sua generosità di spirito, ha consolidato la sua fama di maestro americano. Vincitore di un Grammy Award, nominato anche «Instrumentalist of the Year» da Musical America, è ricercato in tutto il mondo per concerti con le principali orchestre e direttori d’orchestra, e tiene regolarmente recital e apparizioni con ensemble sui grandi palcoscenici concertistici del mondo e nei festival più prestigiosi. Tra i momenti salienti degli ultimi anni, l’acclamata registrazione e l’esecuzione dell’integrale delle sonate e delle partite per violino solo di Johann Sebastian Bach. Nelle prossime stagioni, oltre a promuovere queste opere da solista, si unirà al suo partner di lunga data, il pianista Akira Eguchi, in recital in tutto il Nord America, Europa e Asia. Le sue apparizioni con l’orchestra includono regolarmente i Berliner Philharmoniker, la Boston Symphony, la Chicago Symphony, la Israel Philharmonic, la Los Angeles Philharmonic, la New York Philharmonic, l’Orchestre de Paris e la San Francisco Symphony, oltre a residenze pluriennali con le orchestre di Montreal, Stoccarda e Singapore. Con l’orchestra, Gil Shaham continua la sua esplorazione dei «Concerti per violino degli anni ’30», includendo le opere di Barber, Bartok, Berg, Korngold, Prokofiev e molti altri. Gil Shaham ha all’attivo più di due dozzine di concerti e CD solistici che gli sono valsi diversi Grammy, un Grand Prix du Disque, Diapason d’Or e Gramophone Editor’s Choice. Molte di queste registrazioni appaiono su Canary Classics, l’etichetta da lui fondata nel 2004. I suoi CD includono Concerti per violino degli anni ’30, Virtuoso Violin Works, Concerto per violino di Elgar, Hebrew Melodies, The Butterfly Lovers e molti altri. La sua ultima registrazione della serie 1930s Violin Concertos Vol. 2, che include il Concerto per violino di Prokofiev e il Concerto per violino n. 2 di Bartok, è stata nominata per un Grammy Award. Nel 2020 pubblicherà una nuova registrazione dei Concerti di Beethoven e Brahms con The Knights. Gil Shaham è nato a Champaign-Urbana, Illinois, nel 1971. Si è trasferito con i genitori in Israele, dove ha iniziato gli studi di violino con Samuel Bernstein della Rubin Academy of Music all’età di 7 anni, ricevendo borse di studio annuali dalla Fondazione Culturale America-Israele. Nel 1981 ha debuttato con la Sinfonica di Gerusalemme e la Filarmonica di Israele e l’anno successivo ha vinto il primo premio al Concorso Claremont di Israele. Ha poi ottenuto una borsa di studio alla Juilliard e ha studiato anche alla Columbia University. Nel 1990 Gil Shaham ha ottenuto un Avery Fisher Career Grant e nel 2008 ha ricevuto l’ambito Avery Fisher Prize. Nel 2012 è stato nominato «Strumentista dell’anno» da Musical America. Suona lo Stradivari «Contessa Polignac» del 1699 e si esibisce su un violino Antonio Stradivari, Cremona c1719, con l’assistenza di Rare Violins In Consortium, Artists and Benefactors Collaborative. Vive a New York City con la moglie, la violinista Adele Anthony, e i loro tre figli.

L’Appassionata

L’Appassionata nasce nel 2019 attorno alle attività della Gaspari Foundation come gruppo di giovani eccellenze dedito all’approfondimento del repertorio per orchestra da camera. Tra i suoi componenti si annoverano alcuni tra i migliori giovani professionisti della musica in Italia, che si sono perfezionati nelle più importanti istituzioni musicale di tutta Europa e hanno già maturato esperienza concertistica nelle più importanti orchestre italiane tra cui l’Orchestra Sinfonia Nazionale della RAI, l’Orchestra Filarmonica della Scala, l’Orchestra Haydn di Bolzano, l’Orchestra da Camera di Mantova, l’Orchestra del Teatro Regio di Torino, l’Orchestra della Fondazione Arena di Verona, l’Orchestra di Padova e del Veneto, l’Orchestra Filarmonica del Teatro Comunale di Bologna. L’Appassionata ha già al suo attivo concerti e tour in Germania, Svizzera, Francia e Corea del Sud e in alcune tra le maggiori sedi italiane tra cui la Sala Verdi di Milano, la Scuola Grande di San Rocco e il Teatro La Fenice di Venezia, l’Accademia Filarmonica di Verona, il Teatro Bibiena di Mantova, il Teatro Olimpico di Vicenza per importanti Festival tra cui le Serate Musicali di Milano, Emilia-Romagna Festival, Società dei Concerti di Parma, Festival di Portogruaro, Festival Galuppi di Venezia, MantovaMusica collaborando con personalità e solisti di fama internazionale tra cui Gil Shaham, Emmanuel Pahud, Leonora Armellini, Laura Marzadori, Anna Tifu, Enrico Dindo, Giuseppe Gibboni, Elio, Andrea Battistoni. L’Appassionata inoltre è protagonista di due progetti discografici pubblicati nel 2021 – una monografia su Antonio Vivaldi edita in prima assoluta da SONY Classical col flautista Tommaso Benciolini e una monografia su Johann Sebastian Bach col violinista Jaroslaw Nadrzycki edito da Hänssler Classics – entrambi accolti con grande successo di pubblico e critica e trasmessi da emittenti quali Rai Radio 3, BBC Radio, Radio Classica, Radio24, Venice Classic Radio, Sky Classica HD. Nel 2023 L’Appassionata ha debuttato negli Stati Uniti, registrando il “tutto esaurito» alla Carnegie Hall di New York. Nel 2024 il gruppo è stato invitato ad esibirsi nella sala grande della Tonhalle di Zurigo ricevendo unanime consenso di pubblico e critica, e nello stesso anno è stato scelta per esibirsi in occasione della visita di Sua Santità Papa Francesco a Verona.

CONCERTI 2026

Teatro Regio di Parma

martedì 27 gennaio 2026, ore 20.30

Giorno della Memoria

TRIO DI PARMA

Ivan Rabaglia violino; Enrico Bronzi violoncello; Alberto Miodini pianoforte

ALESSANDRO CARBONARE clarinetto

MARCO BALIANI voce recitante

 mercoledì 18 febbraio 2026, ore 20.30

BELCEA QUARTET

Corina Belcea-Fisher violino; Suyeon Kang violino;

Krzysztof Chorzelski viola; Antoine Lederlin violoncello

martedì 24 marzo 2026, ore 20.30

BENEDETTO LUPO pianoforte

martedì 7 aprile 2026, ore 20.30

GRIGORY SOKOLOV pianoforte

lunedì 27 aprile 2026, ore 20.30

Anteprima XXVI Paganini Guitar Festival

GIL SHAHAM violino solista e concertatore

L’APPASSIONATA, orchestra da camera

domenica 17 maggio 2026, ore 17.30

PAOLO FRESU tromba e flicorno

GIOVANNI SOLLIMA violoncello

La Stagione Concertistica del Teatro Regio di Parma

è realizzata da Società dei Concerti di Parma

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