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23 de abril, 2026
TURANDOT 100Nadir Dal Grande directs and designs a new production
exactly 100 years after the world premiere

25, 26 April | Teatro del Giglio, Lucca

Tickets & Info https://www.teatrodelgigliogiacomopuccini.it/it/cartellone/lirica/stagione-2025-2026/turandot/
Nadir Dal Grande © Luis Ahmeti🇬🇧 Nadir Dal Grande, born 1994, directs and designs the sets and costumes for Turandot 100, a new production marking the centenary of Puccini’s opera. It opens on 25 April (with a second performance the following day) at Teatro del Giglio Giacomo Puccini, exactly one hundred years after the work’s world premiere at Teatro alla Scala. A key feature common to both the 1926 Milan production and the 2026 production in Lucca is the use of the original ending.

“I began by embracing the dizzying suspension at which Puccini’s work breaks off,” explains Dal Grande, “to shape a radical directorial vision in which Liù’s death becomes the true climax of the opera. An event that leads not to redemption, but to emotional and ethical collapse. Her sacrifice is guided by a vision: a child who embodies purity and innocence. This prophetic figure leads Liù to break the spell of death that afflicts Peking like a disease, restoring to the world the possibility of renewal. The timeless, mythological world in which I have set my Turandot is itself afflicted by a spreading corruption, a dark contamination that continues to grow. It is an extension of Turandot herself, a diseased thought that has infected the souls of Peking, reducing its people to a ghostly, dehumanised mass, superstitious and subdued, trapped in a world on the brink of collapse. The dawn, long awaited like an apocalypse, finally arrives, yet we do not know whether Turandot will succeed in wresting Calaf’s name from him, or whether all will be put to death as decreed. What we do witness, however, is the dissolution of the curse, giving way to a world newly in bloom, yet burdened with a harrowing awareness that weighs — more than death itself — upon every conscience.”

The production, selected from 49 submissions as part of the OperaLombardia call for creative teams under the age of 35, is a co-production between the theatres of OperaLombardia, Teatro del Giglio and Teatro Carlo Coccia in Novara. Following its debut in Lucca, Turandot will be staged in Como (opening the season), Brescia, Bergamo, Cremona, Pavia and Novara.

The creative team is completed by lighting designer Jenny Cappelloni, who together with Nadir Dal Grande forms the team Floret Umbra. The young, international cast is conducted by Alessandro D’Agostini on the podium of the Orchestra della Toscana, with the chorus Arché Turandot 100 prepared by Marco Bargagna and the children’s choir of the Teatro del Giglio Giacomo Puccini directed by Marco Ramacciotti and Serena Salotti.Official poster🇮🇹 Nadir Dal Grande, classe 1994, firma regia, scene e costumi della Turandot del Centenario, una nuova produzione che debutta il 25 aprile (con replica il giorno successivo) al Teatro del Giglio Giacomo Puccini, a cento anni esatti dalla prima assoluta al Teatro alla Scala. In comune, le due rappresentazioni, la milanese del 1926 e la lucchese del 2026, conservano la scelta del finale originale.

«Sono partito accogliendo la sospensione vertiginosa con la quale si interrompe il lavoro di Giacomo Puccini – anticipa Dal Grande – per dare un taglio registico radicale nel quale la morte di Liù diventa il culmine dell’opera, un evento che non conduce alla redenzione ma a un collasso emotivo ed etico. Il sacrificio di Liù è guidato da una visione: una bambina che è la rappresentazione stessa della purezza e dell’innocenza. Figura profetica, questa bambina condurrà Liù a spezzare l’incantesimo di morte che affligge Pechino come una malattia e a restituire alla terra una possibilità di rinascita. Il mondo atemporale e mitologico nel quale ho calato la mia Turandot è afflitto da una malattia, una contaminazione nera che lo divora ed è sempre in crescita. È l’estensione stessa di Turandot, un pensiero malato che ha infettato le anime di Pechino, riducendo il popolo a una massa spettrale e disumanizzata, superstiziosa e piegata, prigioniera in un mondo ormai al suo collasso. L’alba, attesa come un’apocalisse, infine arriva davvero, e noi non possiamo sapere se Turandot riuscirà a strappare il nome a Calaf, o se al contrario tutti verranno uccisi come era stato ordinato. Quello che invece scopriamo è il dileguarsi del sortilegio, per lasciare spazio a un mondo di nuovo fiorito ma ricolmo di una straziante consapevolezza che pesa – più della stessa morte – sulle coscienze di tutti».

Lo spettacolo, selezionato tra ben 49 progetti nell’ambito del bando di OperaLombardia dedicato a team creativi under 35, è una coproduzione con i teatri di OperaLombardia, del Giglio e del Coccia di Novara. Dopo il debutto a Lucca, Turandot approderà sui palcoscenici di Como (per l’inaugurazione di stagione), Brescia, Bergamo, Cremona, Pavia e Novara.

Il team creativo dello spettacolo è completato da Jenny Cappelloni che cura le luci e che con Nadir Dal Grande forma la squadra «Floret Umbra». Il cast, giovane e internazionale, è guidato da Alessandro D’Agostini sul podio dell’Orchestra della Toscana, con il Coro Arché Turandot 100 preparato da Marco Bargagna e il Coro di Voci Bianche del Teatro del Giglio Giacomo Puccini curato da Marco Ramacciotti Serena Salotti.

Thank you for spreading the word. As always, we’re happy to assist with interviews or share additional materials if needed.

Giulia Ambrosio | Founder & Head of Pressroomgiulia@pressroom.cloud

Miriam Quaranta
miriam@pressroom.cloud+39 333 9263 309

Press Office for Nadir Dal Grande
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