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DUE STORICI INSIGNITI NELLA 40^ edizione del “MARCHIGIANO DELL’ ANNO”. LE MOTIVAZIONI DEL PREMIO

A admin
24 de mayo, 2026

di Giorgio Girelli*

Anna Maria Ambrosini Massari, professoressa ordinaria di Storia dell’Arte Moderna presso l’Università di Urbino Carlo Bo, dove dirige anche il Centro di ricerca InArtS (International Art Sources), è stata insignita della distinzione onorifica di “Marchigiana dell’anno” conferita a cura del Centro Studi Marche di Roma, il noto ente culturale che dal 1985   promuove annualmente la premiazione dei marchigiani che si sono distinti in vari settori, dall’arte, alla scienza, all’imprenditoria, alla Pubblica Amministrazione. La cerimonia si è svolta   presso il Senato della Repubblica, nella prestigiosa Sala Koch, da tutti ammirata anche per la presenza del busto di Terenzio Mamiani, marchigiano di Pesaro, e primo ministro della istruzione dell’Italia riunificata.

I lavori sono stati avviati con un applaudito videomessaggio del senatore Questore Antono De Poli, molto vicino insieme al suo solerte staff al Ce.S.Ma., e promotore della ospitalità dell’evento presso il Senato. Le parole del parlamentare, trattenuto fuori Roma da impegni istituzionali, hanno gratificato l’assemblea e dimostrato con quanta attenzione e sensibilità egli evidenzia i pregi delle Marche  e ne segue con efficacia i problemi. Presente il Segretario Generale della Istituzione e giurista Federico Silvio Toniato, che ha vivamente onorato le Marche e rivolto un apprezzato indirizzo di saluto ai presenti ai quali è stato pure letto un messaggio del prefetto di Pesaro e Urbino Emanuela Saveria Greco, assidua frequentatrice della manifestazione. Questa la motivazione del riconoscimento alla Ambrosini: ”Attraverso un’intensa attività di ricerca e studio la professoressa Anna Maria Ambrosini Massari ha contribuito in modo significativo all’approfondimento dell’arte del Rinascimento e del Barocco, con particolare attenzione ai grandi maestri e ai contesti culturali tra le Marche e le principali aree artistiche italiane. La sua opera di ricerca, unita alla costante presenza nel dibattito scientifico internazionale, ha contribuito a rafforzare il ruolo delle Marche come centro di eccellenza negli studi storico-artistici”. Ed in effetti non so, in assenza degli studi di Anna Maria Ambrosini Massari, quanto sarebbe stato conosciuto il valore del grande pittore urbinate del ‘500 Federico Barocci pur avendo avuto questi una carriera iniziale a Roma  veloce e brillante ispirata da Raffaello, ammirata da un ormai anziano Michelangelo e consigliata da Taddeo Zuccari. Ed è così che alla studiosa, alle sue scoperte su Federico Barocci ed alle Marche si sono aperte le porte, nel febbraio di quest’anno, dell’ International Conference di San Francisco, Renaissance Society America. Cui si è pure aggiunto il prestigioso invito, il 18 aprile 2026 al Symposium organizzato a New York in occasione della mostra Raphael: Sublime Poetry perché la professoressa esponesse le sue più recenti acquisizioni sul giovane Raffaello. In tal modo, con accademici di questo livello si accrescono conoscenza e prestigio non solo delle Marche, ma dell’Italia intera, nonché, in particolare dell’ ateneo urbinate, magistralmente guidato dal magnifico Rettore Giorgio Calcagnini.

L’altro studioso è il pesarese prof. Riccardo Paolo Uguccioni noto per l’intensa attività di ricerca e di studio e direttore, tra l’altro, di “Studi Pesaresi”, la rivista della “Società pesarese di studi storici” da lui fondata. Dal 2008 al 2018 ha presieduto la Fondazione Ente Olivieri, che gestisce la Biblioteca e i Musei Oliveriani di Pesaro, ed è pure direttore responsabile della rivista “Studia Oliveriana”. Le sue intense indagini hanno richiamato l’attenzione del Centro Studi Marche di Roma, e di qui il conferimento al prof. Uguccioni della distinzione onorifica di “Marchigiano dell’anno” con la seguente motivazione: ”Il Premio è assegnato a Riccardo Paolo Uguccioni per il significativo contributo apportato alla ricerca storica e alla valorizzazione della memoria culturale delle Marche. Attraverso una lunga attività di studio, ricerca e divulgazione, ha approfondito aspetti fondamentali della storia politica, sociale ed economica del territorio pesarese, promuovendo al tempo stesso importanti iniziative editoriali, scientifiche e culturali. Il suo costante impegno nelle istituzioni culturali e nella diffusione degli studi storici rappresenta un punto di riferimento per la conoscenza e la tutela dell’identità marchigiana”. Anche laconseguente cerimonia ha avuto luogo alla Sala Koch del Senato della Repubblica, presenti, come nella precedente, molte autorità ed una folta rappresentanza di marchigiani. Queste ricerche cui si è dedicato il prof. Uguccioni fino a non molto tempo addietro erano considerate storia minore, storia locale, con espressioni che man mano hanno però perduto credito. Definizioni che facevano arrabbiare il compianto storico Paolo Sorcinelli, di San Costanzo. Egli soleva ripetere che “la storia non è fatta dai grandi uomini ma dall’insieme delle nostre piccole vicende”. Giacchè in effetti anche la cosiddetta grande storia in buona parte non è che l’accorpamento di quanto eruditi, storici locali hanno prodotto. Uguccioni è autorevole esponente della cosiddetta “nuova storia locale” della quale si è cominciato a parlare in Italia dalla seconda metà degli anni ’60 sotto l’impulso di Cinzio Violante titolare della cattedra di storia medievale della Università di Pisa. La scienza storica ha cioè, diversamente dal passato, portato l’attenzione su tutti gli aspetti di un determinato territorio: demografici, socio-economici, politico-istituzionali, giuridici, culturali, sanitari, oltre che alle mentalità dei suoi abitanti. Si è cioè venuto comprendendo che l’evoluzione degli uomini e quindi della storia è legata in gran parte alle vicende economiche, che perciò vanno accuratamente approfondite. Finchè poi Fernand Braudel, continuatore dell’indirizzo scientifico introdotto da Marc Bloch, ci ha spiegato che per cogliere il flusso reale delle vicende dell’uomo bisogna soffermarsi sulle mentalità dei popoli. Seguirono Emmanuel Le Roy Ladurie,  Jacques Le Goff  ed altri protagonisti della « nouvelle histoire», attenta alle psicologie collettive, alla sensibilità, alla mentalità religiosa, alle donne, agli uomini comuni, alla vita quotidiana, ai contadini. In questa maniera, venivano recuperati soggetti che, in precedenza, non erano stati considerati degni di attenzione dalla storiografia tradizionale. E pertanto lo sguardo veniva allargato superando il limitato circuito della storia dei singoli avvenimenti, della cosiddetta histoire événementielle. E con Riccardo Paolo Uguccioni anche Pesaro è entrata nella “nouvelle histoire».

*Presidente Onorario del Centro Studi Marche

Nelle Foto:

L’ambasciatore Girelli consegna la pergamena gratificatoria ad Anna Maria Ambrosini ed a Riccardo Paolo Uguccioni.

– Il Senatore Questore Antonio De Poli insieme a Padre Silvestrini.

– Il Segretario Generale del Senato Federico Silvio Toniato e il prof Gerardo Villanacci, “marchigiano ad honorem”.

– Il Prefetto Emanuela Saveria Greco

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