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29 de mayo, 2026

Comunicato stampa
LA MODERNITÀ DISTRUTTIVA SECONDO DAVIDE LIVERMORE

PER UN NUOVO ALLESTIMENTO DI LE SIÈGE DE CORINTHE 
Lo spettacolo, diretto da Carlo Rizzi, inaugura l’11 agosto la 47esima edizione del Rossini Opera Festival 

È ambientato all’interno di un grande magazzino di un museo, un deposito di preservazione dell’arte classica dove casse di legno sparse custodiscono opere e rovine dell’antichità greca il nuovo allestimento di Le Siège de Corinthe di Gioachino Rossini firmato da Davide Livermore, che inaugura il Rossini Opera Festival 2026 e con cui il regista vuole mettere in luce la deriva distruttiva della modernità nei confronti della bellezza costruita dall’uomo nel passato. La prima dello spettacolo è in programma l’11 agosto all’Auditorium Scavolini di Pesaro, con repliche il 14, 17 e 21 agosto. Sul podio sale Carlo Rizzi, per l’occasione alla guida dell’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna e del Coro del Teatro Ventidio Basso. 

Nella lettura di Livermore, Corinto si trasforma così nell’emblema della bellezza e dell’ideale artistico – in questo caso, il mondo dell’arte classica – che l’umanità ha prodotto e che dovrebbe essere preservato. L’assediante è invece la modernità, l’uomo di oggi, che irrompe in questo spazio incapace di comprenderne il valore, facendo di tutto tabula rasa.  La scena teatrale si costruisce visivamente come un progressivo svelamento: le casse sparse all’interno di questo magazzino d’arte – di cui la più grande, al centro, rappresentante Corinto – rivelano frammenti del mondo greco, immagini, presenze, memorie ancora vive. La città greca è ciò che resta della bellezza del nostro passato, man mano sempre più circondata da cocci e rovine, simboli della fragilità di ciò che viene conservato, museificato, senza essere compreso. 

Nel cast della produzione sono impegnati Adrian Sâmpetrean (Mahomet), Matteo Roma (Cléomène), Vasilisa Berzhanskaya (Pamyra), Maxim Mironov (Néoclès), Simón Orfila (Hièros), Tianxuefei Sun (Adraste), Giuseppe De Luca (Omar) e Anna-Doris Capitelli (Ismène). Livermore firma le scene assieme ad Eleonora Peronetti e Paolo Gep Cucco, mentre i costumi sono ideati da Gianluca Falaschi e le luci da Nicolas Bovey.   

La 47esima edizione del Rossini Opera Festival si svolgerà dall’11 al 23 agosto. Oltre al nuovo allestimento di Le Siège de Corinthe ad essere proposti saranno anche due spettacoli simbolo della storia del Festival: L’occasione fa il ladro nella versione firmata da Jean-Pierre Ponnelle (Teatro Rossini, 12, 15, 18 e 20 agosto) diretta da Alessandro Bonato; La scala di seta con la regia di Damiano Michieletto (Teatro Rossini, 13, 16, 19 e 22 agosto) e con la direzione musicale di Iván López-Reynoso. Sarà ripresentato Il viaggio a Reims ideato da Emilio Sagi per il ROF 2001 interpretato dagli allievi dell’Accademia Rossiniana “Alberto Zedda” (Teatro Rossini, 16 e 19 agosto) e con Sieva Borzak sul podio. Tra i concerti figurano invece la serata Flórez 30, che celebra il trentennale del debutto di Juan Diego Flórez al ROF (Auditorium Scavolini, 18 agosto), quattro Concerti di Belcanto (Teatro Rossini, 14, 17, 20 e 22 agosto),il ritorno di Rossinimania (Teatro Rossini, 15 agosto)e infine, a chiusura dell’edizione 2026, lo Stabat Mater diretto da Ramón Tebar (Auditorium Scavolini, 23 agosto).  

Pesaro, maggio 2026.

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