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Grande successo per Women & the City – Bari: 10.000 persone, oltre 40 eventi, più di 100 ospiti
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admin
31 de mayo, 2026
![]() Grande successo per il festivalWOMEN AND THE CITY – BARIDove c’è parità, c’è futuro: per 3 giorni Bari – unica città italiana in cui tutti e cinque i municipi sono guidati da donne – è stata al centro del dibattito su diritti, città, inclusione e nuovi modelli di economia e società.10.000 persone di ogni età hanno affollato gli oltre 40 appuntamenti che hanno visto protagonisti più di 100 ospiti. Spazio anche all’esplorazione artistica con l’installazione 1522 e due esposizioni. PRESS KITBari, 31 maggio 2026 – Grande successo per Women and the city – Bari, la prima edizione itinerante delfestival che ripensa città (e società) più giuste e inclusive, ideato dalla Fondazione Torino Città per le Donne+ (TOxD+) per diffondere democrazia partecipata e valorizzare il genere come motore di sviluppo sociale ed economico. Un’edizione speciale che è stata promossa dalla Città Metropolitana di Bari con l’Ufficio della Consigliera di Parità, in collaborazione con il Comune di Bari e il Municipio 1 e organizzata dalla Fondazione TOxD+.“Tre giorni in cui Bari ha ospitato oltre cento voci diverse, provenienti da città, discipline e generazioni lontane tra loro. Le abbiamo ascoltate in piazza, nelle aule universitarie, nelle librerie, anche nell’ex mercato del pesce trasformato in presidio di salute» afferma Vito Leccese, Sindaco di Bari e della Città Metropolitana di Bari.«Questo ci dice qualcosa di importante: la parità non ha una sede naturale, ma cresce dove le si fa spazio. Abbiamo ragionati di urbanistica di genere, di violenza economica, di medicina che ancora fatica a riconoscere i corpi femminili. Ho ascoltato sindache che amministrano città diverse dalla nostra, come Silvia Salis a Genova e Vittoria Ferdinandi a Perugia, eppure alle stesse contraddizioni ogni giorno devono rispondere. Le disuguaglianze toccano tutti e contrastarle richiede che le città smettano di lavorare da sole. Ora il lavoro ricomincia: questo festival lascerà traccia negli atti sulle questioni urbanistiche, economiche, sociali e culturali, perché oltre a un bellissimo evento, quale Woman and the City è stato, noi volevamo qualcosa di più.»“Bilancio decisamente positivo per Women & the City se consideriamo quanto sia stato ambizioso il programma e complessa la gestione di arrivi di ospiti nazionali e internazionali» dichiara Stella Sanseverino, Consigliera di Parità della Città Metropolitana di Bari. «Abbiamo dato un grosso contributo per un passo in avanti per la parità di genere. La presenza di tanti ospiti e di argomenti trasversali che hanno accompagnato questo festival, ci hanno permesso di incontrare enti, associazioni, sindaci, sindache, università, enti del terzo settore e sindacati. Abbiamo potuto scandagliare la tematica in quella che è la sua forma più alta per poter essere valutata: la trasversalità. Abbiamo parlato anche di urbanistica, di finanza, di femminicidio e di quegli strumenti per poter dotare le comunità, i territori e i Comuni, di quelle buone prassi che abbiamo condiviso. Anche Bari, dunque, può essere accogliente per una parità di genere, più equa e più giusta. È quello che oggi il mondo intero e non solo l’Europa chiede a tutti i governi e amministrazioni. Infine, un ringraziamento a tutti e tutte coloro che hanno fatto sì che l’ambizione di questo festival diventasse realtà”. “Con la conclusione di Women & the City, Bari si conferma un luogo di confronto, elaborazione e visione, capace di portare al centro del dibattito nazionale una questione che riguarda il futuro stesso delle nostre comunità: costruire città più giuste, inclusive e vivibili a partire dallo sguardo delle donne» afferma Annamaria Ferretti, Giornalista, Presidente Municipio 1 di Bari e Delegata del Sindaco per le Politiche di genere e Pari opportunità nei 5 Municipi di Bari. «In questi giorni abbiamo ascoltato esperienze, competenze, pratiche e proposte provenienti da mondi diversi, accomunate dalla consapevolezza che le politiche di genere non rappresentano un tema settoriale, ma una chiave di lettura essenziale per ripensare gli spazi urbani, i servizi, i tempi della città, la mobilità, la sicurezza e le opportunità di partecipazione. Le città che sapranno affrontare le sfide del nostro tempo saranno quelle capaci di riconoscere e valorizzare tutte le differenze, trasformandole in risorse per il cambiamento. Per questo la prospettiva delle donne non è una voce tra le altre: è un contributo indispensabile per immaginare e costruire modelli di sviluppo più equi, sostenibili e vicini ai bisogni reali delle persone. Da Bari parte un messaggio chiaro: il cambiamento non può più attendere. Le amministrazioni, le istituzioni, il mondo dell’impresa, della cultura e della ricerca sono chiamati a condividere una responsabilità comune, traducendo idee e riflessioni in politiche concrete e misurabili. Women & the City si chiude, ma il percorso continua. Le relazioni costruite, le proposte emerse e le energie messe in rete rappresentano un patrimonio collettivo che vogliamo custodire e far crescere. Perché il futuro delle città passa dalla capacità di renderle più accessibili, più sicure, più accoglienti e più giuste per tutte e per tutti. Da Bari, oggi, non consegniamo una conclusione, ma un impegno.”“Bari ha ascoltato e ha risposto» conclude Elisa Forte, giornalista e direttrice del Festival Women & the City. «Piazze e sale piene, istituzioni presenti, cittadine e cittadini dentro le nostre parole. Una città che non ci ha solo ospitato: ci ha riconosciuto. A Bari ho guidato una squadra complessa e plurale: non è stato affatto semplice: tante voci, tante sensibilità, una sola rotta. Quella sui diritti: la città ha camminato con noi. Dandoci cittadinanza. Così il Festival nella sua prima tappa itinerante ha vinto. Bari ha aggiunto qualcosa che Torino non poteva darci: il Sud nel dibattito. Il mare come metafora praticabile. Una città che sa da secoli cosa vuol dire essere crocevia, e che ha applicato quella vocazione antica a un tema urgente e contemporaneo. Grazie, Bari.”Numeri e formatLa tre giorni ha coinvolto almeno 10.000 cittadini e cittadine con oltre 40 eventi gratuiti e più di 100 ospiti italiani e internazionali: rappresentanti del Governo regionale e nazionale, sindache e sindaci, magistrati/e, economisti/e, rettori/rettrici, giornalisti/e, scrittrici/scrittori e attiviste/i. Il programma ha attraversato i grandi nodi del presente – dagli 80 anni dal voto delle donne all’urbanistica di genere, dalla violenza economica e digitale alla medicina di genere, fino al volto femminile dei conflitti e alla leadership delle nuove generazioni – declinandoli in panel, testimonianze, performance artistiche. Ogni sera, dalle 21, il palco di Piazza del Ferraresesi è animato con concerti, dj set, conferenze-spettacolo e interviste irriverenti. Il parterre di ospitiOltre 100 le e gli ospiti che per tre giorni hanno dialogato di diritti, attivismo, ricerca scientifica, economia, giustizia, politiche di genere, prevenzione della violenza, modelli di città inclusive e sostenibili. Tante le voci che si sono alternati nei luoghi simbolo della città di Bari, tra le quali Silvia Salis, sindaca di Genova; l’economista Elsa Fornero; Matteo Saudino aka BarbaSophia, professore, attivista e divulgatore; Daria Bignardi, scrittrice e giornalista; Giuseppe Culicchia, scrittore torinese, ex libraio, dirige il Circolo dei Lettori di Torino; Azzurra Rinaldi, economista e direttrice della School of Gender Economics Unitelma Sapienza; l’ironico duo Mammadimerda; Alice Pignagnoli, portiere di calcio, con oltre 250 presenze tra Serie A e Serie B, blogger e formatrice; la giornalista ed editorialista Francesca Schianchi. E ancora la giornalista indipendente, fotografa e scrittrice italo-siriana Asmae Dachan e l’autrice, consulente Corporate Social Responsibility e attivista per i diritti umani e digitaliPegah Moshir Pour che il primo giorno hanno raccontato il volto femminile dei conflitti. La giornata finale ha visto i contributi di Maria Antonietta Rositani, sopravvissuta a un tentato femminicidio che, dopo un lungo percorso di cure e oltre 200 interventi chirurgici, oggi testimone e attivista contro la violenza maschile sulle donne. E ancora di Barbara Strappato, prima dirigente della Polizia di Stato ed esperta di sicurezza cibernetica; Aurela Saliaj, Dean of the Faculty of Health dell’Università di Vlora; Cristina Tajani, senatrice della Repubblica ed economista esperta di politiche urbane; Nicolò Andreula, economista, consulente strategico e docente universitario; Chiara Belingardi, ricercatrice in urbanistica e docente del Master “Città di Genere”; Lorenza Bonaccorsi, presidente del Municipio I di Roma ed ex deputata e sottosegretaria al Ministero dei Beni Culturali; Gaspare Caliri, semiologo e co-fondatore di Kilowatt e Habitat Bologna; Marta Collu, funzionaria AICS (Agenzia italiana per la Cooperazione allo Sviluppo) e focal point per l’uguaglianza di genere; Riccardo Colombani, segretario generale First Cisl; Biagio Di Terlizzi, direttore CIHEAM Bari; Stefania Doglioli, sociologa, formatrice e co-fondatrice DE&I UpperDeck – Diversity, Equity and Inclusion; Anna Dorangricchia, programme manager Gender Equality dell’Union for the Mediterranean; Alberto Grandi, ricercatore in Gender Studies e co-fondatore di IDEAS; Teresa Iodice, procuratore europeo delegato all’EPPO (European Public Prosecutor’s Office) Bari; Laura Larocchia, chief of staff di Disal Consulting ed esperta di comunicazione strategica; Alessia Marconcini, dirigente psicologa ASL Bari ed esperta in sessuologia; Luciana Marzella, chirurga della mano e microchirurga all’IRCCS Galeazzi Sant’Ambrogio; Anna Mastromarino, professoressa ordinaria di diritto pubblico comparato all’Università di Torino; Emanuele Pepe, designer; Antonella Questa, attrice, autrice e fondatrice della Compagnia LaQ-Prod.Il gran finale con il Non Farcela Party è stato affidato a Mammadimerda, progetto editoriale e culturale che da anni lavora su temi di genere, carico mentale e rappresentazione femminile celebrando il fallimento quotidiano, la stanchezza, l’imperfezione e la fatica mentale. I temi delle giornateCuore della tre giorni è stato il primo «Davos italiano delle politiche di genere» in cui, per la prima volta, sindache e sindaci delle principali città italiane si sono riuniti insieme ai vertici di ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) per costruire politiche di genere misurabili e replicabili. Tra i temi al centro del confronto: città e spazi pubblici a misura di tutti e tutte, autonomia e inclusione finanziaria, medicina di genere. Ha fatto da case history Bari, unica città italiana in cui tutti e cinque i municipi sono guidati da donne.Nell’anno internazionale delle donne agricoltrici, la Puglia si è distinta come il luogo in cui, proprio nell’ultima giornata di festival, è stato lanciato il Patto per il Cibo, una nuova strategia capace di unire le sponde del Mediterraneo. Un vero e proprio confronto internazionale su come politiche alimentari, settore primario e ruolo femminile nelle filiere agricole possano rigenerare territori e promuovere uno sviluppo sostenibile.Il programma della tre giorni ha attraversato tutti i grandi nodi del presente: dagli 80 anni dal voto delle donne e l’eredità delle Madri Costituenti – con il coinvolgimento di oltre 500 studentesse e studenti – alla violenza economica e digitale, dall’urbanistica alla medicina di genere, fino al volto femminile dei conflitti e alla leadership delle nuove generazioni. Il programma ha incluso inoltre momenti focus su giustizia, diritti e partecipazione, il racconto della violenza di genere tra fiction e realtà, il dibattito sulle forme di odio digitale, lo sguardo femminile sui conflitti contemporanei.Strumenti contro la violenza di genere: il Bugiardino e la petizione sull’educazione sessuo-affettivaTra le iniziative concrete del festival per contrastare stereotipi e violenza di genere, il Bugiardino distribuito gratuitamente in 100.000 copie nelle giornate del festival e nelle farmacie di Bari e della Città Metropolitana (grazie alla collaborazione con Federfarma Puglia). Il documento traduce in linguaggio quotidiano i segnali dell’amore malato – controllo, gelosia, manipolazione, dipendenza emotiva – ed è stato scritto con la consulenza di esperte di Telefono Rosa Piemonte e dei Centri Antiviolenza E.m.m.a. (www.womenandthecity.it/il-bugiardino). È stata inoltre promossa una petizione nazionale sull’educazione sessuo-affettiva nelle scuole, richiesta dal 94% delle/degli adolescenti, con l’obiettivo di costruire consapevolezza e strumenti concreti di prevenzione.Il Villaggio della PrevenzionePer tre giorni salute e corretti stili di vita sono scesi in piazza nel Villaggio della Prevenzione, iniziativa promossa dalla ASL Bari e dal Dipartimento di Prevenzione: decine le attività gratuite rivolte alla popolazione di ogni età, tra cui screening, spirometrie, medicina di genere, vaccinazioni, consulenze, incontri divulgativi e dimostrazioni pratiche. L’arte racconta il socialeDurante le giornate di festival, due progetti artistici hanno valorizzato importanti tematiche sociali. L’installazione 1522 di Emanuele Pepe è diventata un simbolo visivo contro gli abusi, che cuce insieme dolore e speranza. Un momento simbolico per riflettere sui segni, visibili e invisibili, degli abusi, arricchito dalle voci di chi combatte la violenza ogni giorno tra le mura di casa, nelle istituzioni o sul posto di lavoro. IN-CARTIAMOCI dell’artista Lina Pregnolato, ha trasformato la carta di quotidiani e riviste in abiti e creazioni di grande impatto visivo, sottraendo il materiale alla logica dell’usa-e-getta. Nato anche grazie alla collaborazione con i laboratori per anziani in RSA, il progetto intreccia memoria, manualità e creatività collettiva: ogni piega diventa gesto condiviso e atto di comunità.Women and the City – Bari è promosso dalla Città Metropolitana di Bari con l’Ufficio della Consigliera di Parità, in collaborazione con il Comune di Bari e il Municipio 1 e organizzata dalla Fondazione TOxD+. Un ringraziamento speciale alla Città Metropolitana di Bari per il sostegno istituzionale ed economico che ha reso possibile questa edizione. In particolare, si ringraziano: Stella Sanseverino, Consigliera di Parità; Luigi Ranieri, Direttore Generale; Donato Susca, Segretario Generale; e Raffaele Nicola Vitto, Dirigente del Settore Promozione e Coordinamento dello Sviluppo Economico, Sociale e Culturale. Con il patrocinio di: Rai per la Sostenibilità ESG, Rai Puglia, Ordine dei Giornalisti della Puglia, ANCI Puglia, Regione Puglia, Regione Puglia – Assessorato Agricoltura, Sviluppo Rurale e Ambiente, Regione Puglia – Assessorato Cultura, Puglia Culture, Puglia Promozione – Agenzia Regionale del Turismo Puglia, OIBA – Ordine degli Ingegneri della Provincia di Bari. Media Partner: Corriere della Sera – La 27esima Ora, inGenere, LSD Magazine.Mobility Partner: Maldarizzi Automotive Con il contributo di: Camera di Commercio di Bari, Camera commercio – IF Comitati per l’Imprenditoria Femminile, Politecnico di Bari, Università degli Studi di Bari Aldo Moro, Libera Università Mediterranea – LUM Giuseppe Degennaro, CIHEAM Bari – Mediterranean Agronomic Institute of Bari, Asl di Bari, Confcommercio Bari B.A.T., Ance Bari e Barletta – Andria – Trani, Nuova Fiera del Levante. Sponsor: Famila Superstore, Lo Sgarro. Partner: Unicef, AETB, Confcommercio – Associazione Extralberghiero Terra di Bari, Cardone Vini, Dolphins S.r.l, Federfarma Bari, Levigas Luce & Gas, Sparano Palace. www.womenandthecity.itFacebook: Women & The CityInstagram: festival_womenandthecityYouTube @WomenandTheCity UFFICIO STAMPA NAZIONALESilvia Bellucci +39 346 1561637Veruska Motta +39 349 2908162bells@bellspress.it RESPONSABILE UFFICIO STAMPA CITTÀ METROPOLITANA DI BARiCristiana d’Alesio +39 333 2855441c.dalesio@cittametropolitana.ba.itUFFICIO STAMPA REGIONALEStefania Di Mitrio +39 328 8281105 stefania.dimitrio@gmail.comCOORDINAMENTO UFFICIO STAMPA e COMUNICAZIONEElisa Forte +39 339 2014539 elisaforteweb@gmail.comSilvia BellucciUfficio StampaMob. +39 3461561637 Annulla iscrizione |
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