Maurizio Zanon, Poesie nascoste e poi ritrovate, Guido Miano Editore, Milano 2026


Recensione di Raffaele Piazza
Maurizio Zanon è nato nel 1954 a Venezia dove attualmente risiede.
Nella prefazione a Poesie nascoste e poi ritrovate Enzo Concardi allude alla lunga e feconda testimonianza lirica del Nostro che ha pubblicato numerose raccolte di poesie, un’opera di narrativa e sul quale sono stati scritti numerosi saggi.
La silloge di liriche che prendiamo in considerazione in questa sede non è scandita in sezioni e tutte le sue poesie sono prive del riferimento del titolo e per questo è connotata da una forma che si potrebbe definire di poemetto anche per l’omogeneità dello stile e della forma.
Intrigante il nome stesso del volume che sottende come significato l’infinito enigma della poesia stessa nell’essere nascosta, cioè dal suo provenire nella sua genesi dalle profondità dall’inconscio per risalire fino alla superficie della coscienza; poi la poesia s’invera senza sforzo, nell’atto della scrittura emersa nella mente e trascritta anche per la fruizione da parte del lettore cultore nonché per lo studio e l’analisi del critico letterario.
L’allusione alle poesie nascoste fa anche pensare al fatto che molti poeti esitano prima di uscire allo scoperto con la pubblicazione di un libro e tengono le loro poesie stesse chiuse nel cassetto come per custodire gelosamente un’epifania privata della loro creatività o solipsistico esercizio di conoscenza senza avere il coraggio di farle leggere a qualcuno.
Il ritrovare i suddetti componimenti in un discorso di carattere generale può avvenire anche vari anni dopo la loro stesura e la totalità delle poesie stesse può divenire diario di bordo della vita nell’indagare e ricordare le occasioni che hanno generato ogni singola composizione.
Da notare che l’accezione poesie ritrovate si delinea nella famosa definizione del messaggio in bottiglia nella quale è sintetizzata la funzione della poesia nel suo essere gettata scritta su un foglio nel suo involucro di vetro nell’Oceano appunto poeticamente per arrivare spostata dalle onde su una spiaggia dove poter essere recuperata, aprendo la bottiglia ed estraendo il foglietto supporto cartaceo per il componimento che diventa per chi lo legge un messaggio del destino non casuale, qualcosa quasi di magico.
«Fluttuano assetati i sogni/ occupano gli spazi del desiderio/ s’arrestano a ogni contrarietà dell’anima/ fino a sciogliersi in placidi silenzi». In questa concentrata poesia sono detti con efficacia i sogni stessi che sono secondo Freud espressioni di desideri e si sciolgono in placidi silenzi. E si fermano ad ogni contrarietà dell’anima e c’è da notare che fin dall’antichità l’uomo si è interrogato sul mistero dei sogni stessi e Shakespeare ha asserito che siamo tutti fatti della stoffa dei sogni.
Molto spesso protagonista è la natura espressa in forma elegiaca e rarefatta attraverso atmosfere suggestive nelle quali s’inseriscono multiformi specie animali e vegetali: «Nel mondo che corre/ la poesia va adagio:/ si ferma scruta ascolta./ E raramente viene colta»; «Nella penombra/ il merlo saltella/ e quatto quatto/ in mezzo a fronde d’albero/ il suo nascondiglio trova»; «I fiori donano il cuore/ alle variopinte farfalle/ e intonano/ una sinfonia di colori./ Nell’aria s’alzano delicati/ i profumi di un’insolita primavera»; «L’acqua del mare/ si spegne sulla battigia:/ dentro la sabbia bagnata/ gli ultimi salini respiri».
Un variopinto caleidoscopio d’immagini anima questa raccolta di poesie fatta di composizioni brevi, leggere e icastiche sempre ben risolte che creano emozioni soavi nei fortunati lettori.
Raffaele Piazza
Maurizio Zanon, Poesie nascoste e poi ritrovate, prefazione di Enzo Concardi, Guido Miano Editore, Milano 2026, pp. 60, isbn 978-88-31497-90-5, mianoposta@gmail.com.