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Open Arms nuova missione in Venezuela dopo il devastante terremoto

A admin
8 de julio, 2026

Un team di valutazione e ricognizione dell’ONG è da una settimana a La Guaira, il principale porto del Venezuela, per sostenere le squadre di soccorso locali impegnate nella ricerca tra le macerie e nell’assistenza alla popolazione colpita.

08 luglio 2026 – Dopo il devastante doppio sisma di magnitudo 7,2 e 7,5 che il 24 giugno scorso ha colpito il nord del Venezuela, con l’epicentro nello stato di Yaracuy e i danni più gravi concentrati a La Guaira e Caracas, Open Arms ha attivato una missione di emergenza nel Paese. A quasi due settimane dal disastro, il bilancio resta drammatico: migliaia di vittime accertate, decine di migliaia di dispersi, centinaia di edifici crollati e centinaia di migliaia di persone, tra cui moltissimi bambini, che necessitano ancora di assistenza.

Un team di valutazione e ricognizione di Open Arms è da una settimana operativo a La Guaira, la zona più colpita dai sismi. Il  team specializzato che si trova sul posto sta lavorando fianco a fianco con le squadre di soccorso internazionali impegnate nella ricerca tra le macerie, in una fase delle operazioni che si fa ogni giorno più difficile e rischiosa, mentre cresce il bisogno di assistenza medica, materiale sanitario e supporto alla popolazione sfollata.

Dopo aver trascorso una settimana sul campo, la nostra prima missione è quella di fornire supporto medico e logistico alle squadre di soccorso, mettendo a disposizione un luogo dove riposarsi e lavarsi, dato che da settimane lavorano nella zona zero in condizioni molto precarie. Tra le organizzazioni a cui stiamo fornendo supporto figurano, tra le altre, i Topos Aztecas messicani, una squadra di soccorso molto nota.

D’altra parte, ha inizio la seconda fase dell’emergenza, in cui il sostegno alle migliaia di persone sfollate a causa del terremoto sarà fondamentale, poiché il rischio di malattie contagiose, dovuto alle condizioni igienico-sanitarie precarie causate dalle condizioni del terreno, è molto elevato. A tal proposito, Open Arms, nell’ambito di questa missione, sta valutando progetti sul campo per poter fornire assistenza logistica e medica anche in futuro.

«Non siamo una grande organizzazione, non abbiamo una grande struttura, ma siamo una rete di persone che trasformano la solidarietà in azione» – afferma l’ONG – «È questa infatti l’idea che ci ha portato, ancora una volta, a essere presenti dove serve, nel momento in cui ce n’è bisogno». Questa missione si affianca, in questi stessi giorni, ad altri due interventi in corsonel Mediterraneo centrale, dove la nave Open Arms si sta dirigendo nuovamente in queste ore, dopo che nella giornata di domenica ha sbarcato nel porto di Savona – porto assegnato dalle istituzioni italiane – 85 persone soccorse lo scorso 2 luglio; e a Cuba, dove il veliero Astral si sta dirigendo – dopo una traversata atlantica volta ad accendere un faro sulle condizioni di oltre 11 milioni di cubani sfiniti dall’embargo statunitense – per consegnare materiale medico e impianti fotovoltaici destinati a garantire l’autosufficienza energetica dell’unità di terapia intensiva dell’ospedale pediatrico Juan Manuel Márquez dell’Avana.

Silvia Bellucci

UFFICIO STAMPA OPEN ARMS

+39 3461561637

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