LA GEOGRAFIA UMANA DI GOFFREDO PALMERINI – Il mosaico della memoria tra radici abruzzesi e orizzonti globali
9 luglio 2026
La geografia umana di Goffredo Palmerini
Il mosaico della memoria tra radici abruzzesi e orizzonti globali
di Fiorella Franchini *
NAPOLI – Nell’anno in cui L’Aquila celebra il suo storico ruolo di Capitale Italiana della Cultura, la letteratura del territorio risponde con un’opera che ne incarna profondamente lo spirito identitario e, al tempo stesso, la vocazione universale. Personaggi e Persone. 99 profili, memorie e ricordi (2005 – 2025), One Group Edizioni, si presenta non come una semplice silloge biografica, ma come un vero e proprio atto di resistenza intellettuale ed etica contro l’oblio. Attraverso una sapiente architettura narrativa che ha richiesto vent’anni di gestazione, Goffredo Palmerini, giornalista e scrittore, mette in scena una polifonia di esistenze che, pur partendo dalle pendici del Gran Sasso, finiscono per abbracciare i cinque continenti, componendo un atlante sentimentale e storico che unisce il microcosmo locale alla macrostoria dell’emigrazione italiana.
Il titolo scelto da Palmerini racchiude la chiave di lettura dell’intera opera. Esiste una sottile ma sostanziale linea di demarcazione e, al contempo, di continuità tra il “personaggio” e la “persona”. Il personaggio appartiene alla sfera pubblica, alla cronaca, ai libri di storia, alle istituzioni; la persona custodisce la dimensione intima, le fragilità, i valori familiari, i sacrifici quotidiani. Goffredo Palmerini, si legge nella Prefazione, “riesce a cogliere l’essenza del passaggio terreno degli uomini e delle donne, conosciute con maggiore o minore profondità, non fa differenza, ma che tuttavia hanno lasciato un segno riconoscibile nelle azioni e nei comportamenti, esempi di cui abbiamo beneficiato spesso inconsapevolmente, alla stregua di un’eredità morale”.
L’originalità del registro giornalistico di Palmerini risiede proprio nella capacità di ribaltare costantemente queste prospettive. I grandi nomi della cultura e della politica internazionale vengono restituiti alla loro nuda e pulsante umanità, mentre figure apparentemente ordinarie, artigiani della vita quotidiana o pionieri dell’emigrazione, vengono elevate alla dignità di personaggi storici. Il volume si articola in 99 capitoli indipendenti che rifiutano la rigidità di una scansione enciclopedica per sposare il ritmo fluido del diario evocativo. Come giustamente suggerito nelle pagine introduttive dai preziosi contributi critici di Luca Bergamotto e Andrea Fusco, il lettore è invitato a una consultazione non necessariamente sequenziale, potendo navigare a salti in questo dizionario di vite esemplari, lasciandosi guidare dalla curiosità o dalle risonanze emotive dei singoli nomi.
Sfogliando le oltre trecento pagine del testo, emergono con chiarezza tre filoni tematici interconnessi che compongono il codice interpretativo del libro. In primo luogo, vi è la celebrazione dell’Aquilanitas e dell’Abruzzo più autentico. Figure come lo storico Alessandro Clementi, il politico Tullio de Rubeis, il compositore Vittorio Antonellini o intellettuali del calibro di Anna Ventura e Raffaele Colapietra vengono ritratti non come monumenti statici, ma come parte integrante di una comunità viva, ferita ma capace di produrre pensiero critico e bellezza.
Il secondo filone intercetta i grandi protagonisti della storia culturale e istituzionale italiana e internazionale. Palmerini evoca i suoi incontri e le sue riflessioni su giganti del nostro tempo: dalle melodie immortali di Ennio Morricone al rigore civile di David Sassoli, da Ondina Valla all’attore francese Michel Piccoli. Ogni ritratto non si limita alla sterile elencazione dei successi professionali, ma cerca di rintracciare il “battito vitale” e la lezione morale che queste figure lasciano in eredità.
Il tema che rappresenta il nucleo più originale e caro alla poetica dell’autore, da anni attento osservatore delle dinamiche dell’emigrazione, è quello che unisce l’Italia alle sue comunità oltreoceano. Attraverso i profili di figure come Enrico Mancinelli in Canada, Gaetano Bafile in Venezuela, Joseph D’Andrea, Omero Sabatini e la famiglia Fante negli Stati Uniti, Palmerini scrive un capitolo fondamentale dell’epopea della nostra diaspora. Dal punto di vista stilistico, Palmerini si conferma un maestro del ritratto letterario. La sua scrittura è sorvegliata, elegante e ricca senza però indulgere nel barocco o nell’autocompiacimento. Il suo metodo d’indagine unisce il rigore filologico dello storico, attento alle date, ai contesti sociologici, alle genealogie, alla sensibilità del cronista, capace di cogliere il dettaglio rivelatore, l’aneddoto illuminante, lo sguardo che definisce un’esistenza.
In un’epoca dominata dalla “liquidità” delle relazioni e dal consumo rapido e superficiale delle informazioni, questo libro rappresenta un archivio cartaceo della memoria collettiva che richiama il monito di Anneliese Knoop-Graf: “dimenticanza è sciagura, mentre la memoria è riscatto”. La finalità dell’opera, come emerge chiaramente dalla nota dell’autore, è duplice: da un lato, documentaria, volta a fissare su carta frammenti di storia che altrimenti rischierebbero di disperdersi; dall’altro, profondamente etica, offrendo alle nuove generazioni modelli di rigore professionale, dignità e attaccamento alle proprie radici.
Personaggi e Persone non è semplicemente un libro di memorie locali, ma un’opera che utilizza il territorio abruzzese come un prisma attraverso cui riflettere le complessità del Novecento e del nuovo millennio. Goffredo Palmerini riesce a tessere una trama invisibile che collega L’Aquila al mondo, dimostrando che non esiste una periferia della storia quando si ha la capacità di raccontare l’uomo nella sua interezza. Il volume si fa così celebrazione della ricchezza profonda dell’identità italiana che spesso riusciamo a cogliere solo quando muta forme e latitudini, quasi a confermare, parafrasando Giuseppe Prezzolini, che “siamo ridotti a questo, qualche volta: a prendere idealmente un piroscafo e guardarla da lontano, questa nostra Italia, per poterla amare davvero”.
*Giornalista e scrittrice
