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LA SCOMPARSA DI PEPPINO DI CAPRI.

A admin
11 de julio, 2026

L’ELEGANZA CHE RESTA CANZONE

E un ricordo in un terrazzo sul mare greco

Pierfranco Bruni 

In una intervista del 2018 aveva detto: «Tra noi isolani e il resto del mondo c’è sempre un elemento di ingovernabilità, che consiste nell’irriducibilità del mare. Nessuno su un’isola è mai davvero padrone del suo tempo. Ma, sulla bilancia, gli aspetti positivi prevalgono. Le negatività si smaltiscono. Capri distrae». È scomparso Peppino di Capri.

Un cantante nel «mestiere» tra musica e parola. Un linguaggio nel ritmo della vita perché quando una voce attraversa sessant’anni senza mau cadute fi stile e di eleganza, non è soltanto carriera. È destino.  

Peppino Di Capri non “se ne va”.  Ma resterà srmpre perché le icone vere non appartengono al tempo: lo attraversano. Restano un immaginario per chi lo ho amato e conosciuto. Giuseppe Faiella era nato a Capri il 1939. Un ragazzo con il piano e il mare negli occhi.  Da lì è partito e non è più tornato indietro. Ha portato l’isola nel mondo, e il mondo sull’isola.  Ha fatto ballare padri, figli e nipoti. Con la stessa misura. Con lo stesso garbo. L’ho conosciuto in una serata di concerto a Campomarino insieme al mio fraterno Tonino Filonena. Nel segno del Mediterraneo. Con serata a cena in in terrazzo sul mare greco.

Peppino è uno stile prima ancora che voce. L’eleganza, in lui, non è mai un abito. È etica.  È il modo di entrare sul palco senza chiedere. Di cantare senza strafare.  Di cantare raccontando amori. Di tenere il microfono come si tiene una promessa con fermezza e rispetto. Negli anni del “urlato”, lui ha scelto il “detto”.  

Negli anni dell’eccesso, lui ha scelto la misura.  È stato moderno senza rincorrere la modernità.  È rimasto classico senza chiudersi in un museo.  Ha cantato l’amore e la fine degli amori. Un cantante serio. Serio nel senso latino: serius, che pesa le parole prima di darle. Ha regalato una geografia.  Quella geografia del canto dentro le malinconie nelle romantiche estati. La sua discografia è una carta d’Italia che si balla.

Con i Rockers negli anni ’50 porta il rock a Napoli e lo fa parlare dialetto. Da St. Tropez,  Twist a Nun è peccato: è il Sud che impara a muoversi senza perdere la radice.

Con Sanremo diventa un viaggio  nazionale della canzone. Ma citiamo un pò. 1961: Al di là. Vince e va all’Eurovision. È l’Italia che si affaccia al mondo.  Poi nel 1973:  la splendida: Un grande amore e niente più. La ballata perfetta. Un canto pulito.  1976: Non lo faccio più. Con una marcata  ironia e dignità.  1991: Se mi innamoro. Un canto questa volta senza nostalgia.

Poi arrivano Champagne, Il pianoforte, L’ultimo romantico, Roberta.  Canzoni che non invecchiano perché non hanno mai inseguito la moda. Hanno inseguito la verità del sentimento in uno spettacolo affascinante. 

In tutto questo ci sono almeno tre ragioni estetiche. Una voce che non è mai invecchiata perché non ha mai mentito.  

La continuità.  Una scelta nella musica come nella vita.  La relazione col pubblico è stata fondamentale. La sua canzone è stata ed è un punto fermo. Mai trasgressione e sempre tradizione. Non ha fatto della musica folklore di piazza  ma identità nazionale, valore della musica nazionale.

Quando andava nei paesi esteri portava quella sua identità mediterranea che è appunto la nostra identità. Ha lasciato  una lezione molto bella che è quella della canzone mai urlata ma ascoltata in silenzio, che è quella della canzone popolate senza mai essere o toccare il minimo segno di ina anti estetica.

La sua eleganza il suo portamento la sua voce erano bellezza soprattutto in un tempo di rumori, lui ha scelto il suono.  In un tempo di maschere, lui ha scelto il volto.  In un tempo di fughe, lui ha scelto la permanenza usando la tradizione della musica come continuità. Resta nel cuore della canzone italiana come si deposita la luce sul mare:  

piano, continuo, e impossibile da spegnere. Perché l’estetica quando è vera non passa.  

Diventa memoria. E la memoria, quando è cantata, diventa futuro. Ci consegna questo messaggio vero che è un testamento.  Mentre canta «Champagne per brindare a un incontro / con te che già eri di un altro». Ritorna nel ricordo la serata sul terrazzo tra le scie del mare greco.

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