Serena conduce operaclassica eco italiano

Gli appuntamenti di domenica 6 novembre 2022

 

 “Sundance”, matinée del Balletto van Manen /Forsythe al Politeama alle 11.30

 

 

E il concerto conclusivo della Stagione da Camera al Teatro di San Carlo, ore 18.00

 

 

 

Doppio appuntamento domenica 6 novembre per il Massimo napoletano. Alle 11.30 al Politeama il Corpo di Ballo diretto da Clotilde Vayer sarà impegnato in “Sundance”, matinée dedicata alle famiglie, con il dittico che omaggia due grandi coreografi del Novecento.  Il balletto include 5Tango’s, di Hans van Manen su musiche di Astor Piazzolla e il balletto ideato da William Forsythe In the Middle, Somewhat Elevated su musiche di Thom Willems. Per le famiglie è previsto una formula di 3 ingressi al costo di 20 euro.

Nel pomeriggio, alle ore 18 al Teatro di San Carlo è in programma la chiusura della Stagione da Camera con la formazione composta da Gabriele Pieranunzi e Loana Stratulat (Violini), Luca Improta (Viola), Pierluigi Sanarica (Violoncello), Alessandro Mariani (Contrabbasso), Luca Sartori (clarinetto), Ricardo Serrano (Corno), Mauro Russo (Fagotto).

In locandina il Terzetto op.74 in do maggiore per due violini e viola di Antonin Dvorak (1841-1904) e il Settimino op.20 in mib maggiore per Violino, Viola, Violoncello, Contrabbasso, Clarinetto, Fagotto e Corno di Ludwig van Beethoven.

 

 

 

 

Piccola Guida all’Ascolto

A cura di Dinko Fabris

 

A partire dalla edizione a stampa delle sue Danze slave nel 1878 la fama di Antonin Dvořák come emulo boemo del supremo modello di Brahms cominciò a diffondersi in tutta Europa e a preparare poi il suo clamoroso trasferimento, dal 1892, come direttore del Conservatorio di New York. Negli anni intermedi crebbe la sua produzione di musica da camera, in particolare trii quartetti e quintetti, oltre al repertorio sinfonico. Ma il Terzetto op.74 ebbe una origine diversa perché non era stato concepito per una pubblica esecuzione bensì per il piacere di far musica in casa. Nel gennaio 1887, infatti, Dvořák compose di getto il brano per un violinista dilettante in realtà studente di farmacia e chimica, Josef Kruis, con cui condivideva il suo appartamento a Praga: gli altri esecutori sarebbero dovuti essere il violinista professionista Jan Pelikan e lui stesso alla viola. Ma il brano, a parte la parte iniziale, risultò troppo difficile per le possibilità di Kruis. Il risultato fu però talmente apprezzato che da allora il Terzetto è entrato nel repertorio dei più brillanti insiemi cameristici. Si compone di quattro movimenti di cui il primo è una semplice Introduzione di sole 16 battute. Nel Larghetto successivo, in mi maggiore e nel ritmo di 6/8, la viola accompagna una sorta di duo di violini che si inseguono con un abile gioco contrappuntistico che fa pensare ad Haydn. Sempre a Vienna, ma al tempo di Schubert, riporta lo Scherzo in la minore, dopo il quale prende avvio il brillante Finale basato su una melodia di sapore arcaico, che apre una serie di dieci variazioni di andamento contrastante in cui sono messi in luce qualità tecniche e gusto interpretativo degli esecutori. Un omaggio luminoso al modello brahmsiano.

 

 

Il Settimino in mib maggiore di Beethoven, in sei movimenti, prevede una compagine mista di archi e fiati e segue il modello tardo settecentesco del Divertimento o della Serenata, comunicando un grande senso di libertà. Del resto all’epoca della sua composizione, Beethoven stava ancora cercando di allontanarsi alla sua maniera dai modelli amati ma ingombranti di Haydn e di Mozart. Scritto dopo numerosi esperimenti per varie formazioni di fiati, ebbe la sua prima esecuzione nel palazzo del principe Karl Philipp zu Schwarzenberg e fu poi replicato al Teatro di Corte di Vienna nel 1800, con la partecipazione di strumentisti molto acclamati (Schuppanzigh, Schreiber, Baer, Dietzel, Schindlecker, Nickel e Matauschek), come sottolinearono i giornali dell’epoca.

Il tempo iniziale, un Adagio di 18 battute, vale come introduzione al successivo Allegro con brio, costruito su un tema saltellante e dinamico di crome. Il secondo tempo, Adagio cantabile, in 9/8, utilizza un tema da eseguirsi “dolce” come indicato in partitura. Il Tempo di Minuetto, seguito classicamente dal Trio, è basato su un ritmo sincopato e introduce al quarto movimento, che è un Tema seguito da cinque variazioni e una coda. Il quinto tempo è lo Scherzo con Trio indicato Allegro molto e vivace., in 3/4, dall’effetto indubbiamente leggero e spensierato. Queste continue alternanze per contrasti formano già il segno dell’incipiente stile maturo beethoveniano. E infatti l’ultimo tempo si presenta con un maestoso Andante con moto “alla marcia”, seguito da un Presto il cui tema principale è un sorta di ostinato che pervade tutto il Finale con un’aura di brillante virtuosismo. È curioso pensare, rispetto alle nostre idee sulla musica beethoveniana, allo straordinario successo che ebbe fin dalle sue prime esecuzioni ottocentesche una pagina composta come il Settimino, affermandosi presto come un modello insuperato per questa formazione atipica: lo stesso Beethoven sembra non gradisse tanta fortuna per questa sua composizione formalmente perfetta, ma per lui troppo legata a quel Settecento da cui il compositore era riuscito clamorosamente a distinguersi aprendo la strada alla musica del futuro. Eppure l’esecuzione di questa composizione costituisce tuttora per il pubblico una preziosa occasione di grande musica senza tempo.

 

 

 

 

 

 

 

Teatro di San Carlo
domenica 6 novembre 2022, ore 18:00

Musica da Camera

6 novembre 2022

DVORAK/ BEETHOVEN

Violino | Gabriele Pieranunzi♮♮

Violino | Loana Stratulat♮♮

Viola | Luca Improta♮♮

Violoncello | Pierluigi Sanarica♮♮

Contrabbasso | Alessandro Mariani♮♮

Clarinetto | Luca Sartori♮♮

Corno| Ricardo Serrano♮♮

Fagotto | Mauro Russo♮♮

♮♮ Professori d’Orchestra del Teatro di San Carlo

Programma

Antonin Dvorak (1841-1904)

Terzetto op.74 in do maggiore per due violini e viola

  1. Allegro ma non troppo
  2. Larghetto
  3. Scherzo: Vivace
  4. Tema con variazioni: Poco adagio

Esecutori: Gabriele Pieranunzi, Loana Stratulat, Luca Improta

 

Ludwig van Beethoven (1770-1827)

Settimino op.20 in mib maggiore per Violino, Viola, Violoncello, Contrabbasso, Clarinetto, Fagotto e Corno

  1. Allegro con brio
  2. Adagio cantabile (la bemolle maggiore)
  3. Tempo di Menuetto
  4. Andante con variazioni (si bemolle maggiore)
  5. Allegro molto e vivace

Andante con moto alla Marcia. Presto

 

 

 

 

 

 

 

Rossana Russo,

Responsabile della comunicazione creativa e strategica e relazioni con la Stampa

r.russo@teatrosancarlo.it

 

 

Giulia Romito,

Comunicazione e Stampa

g.romito@teatrosancarlo.it 0817972301

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