Serena conduce operaclassica eco italiano
Ufficio Stampa 10/03/2025
Dopo ventidue anni dall’unica produzione veronese, in scena quattro recite dal 16 al 23 marzo
ELEKTRA, LA FORZA DEL MITO E DELL’OPERA
IN UN NUOVO SPETTACOLO AL TEATRO FILARMONICO
La classica tragedia di Sofocle diventa potente teatro espressionista con la poesia di Hofmannsthal e la musica di Richard Strauss. Un’opera sconvolgente tra psicanalisi, delitti e lussureggianti colori orchestrali, con un adattamento musicale in prima italiana. Lise Lindstrom protagonista nella nuova regia di Yamal das Irmich con un cast internazionale di primo piano diretto da Michael Balke, alla guida dell’Orchestra di Fondazione Arena
Giovedì 13 marzo alle 18, nella Sala Veranda dell’Accademia Filarmonica, la giornalista e docente Carla Moreni presenta Elektra al pubblico in un incontro gratuito
ELEKTRA
di Richard Strauss
domenica 16 marzo ore 15.30
mercoledì 19 marzo ore 19.00
venerdì 21 marzo ore 20.00
domenica 23 marzo ore 15.30
Teatro Filarmonico di Verona
Elektra è l’opera shock di inizio ‘900 e punto di non ritorno di Richard Strauss: la potenza del mito degli Atridi riletta all’epoca di Freud, della scoperta dell’inconscio e della ridefinizione dei conflitti familiari. Una storia al femminile, quella di Elektra, la sorella Crisotemi e la madre Clitennestra, in una notte da incubo in cui la maledizione del sangue genererà altro sangue. Tutto raccontato da un tessuto orchestrale iridescente e incessante che si fa voce di tutte le emozioni. Domenica 16 marzo alle 15.30 l’opera va in scena al Teatro Filarmonico -l’unico precedente nei 50 anni di storia di Fondazione Arena risale al 2003-, in un allestimento tutto nuovo firmato dal giovane regista Yamal das Irmich e con la direzione dell’esperto maestro Michael Balke, alla guida della folta Orchestra areniana, di un cast di eccellenze internazionali come Lise Lindstrom, Anna Maria Chiuri, Soula Parassidis, Thomas Tatzl e molti giovani talenti in una inedita versione orchestrale per la prima volta in Italia. Repliche mercoledì 19 marzo alle 19, venerdì 21 alle 20, domenica 23 alle 15.30.
Il bavarese Richard Strauss (1864-1918), ex enfant prodige e affermato compositore sinfonico, aveva già scandalizzato la società dell’epoca con un torbido ed efficace adattamento di Salome da Oscar Wilde; vide il successo di Elektra, la tragedia di Sofocle riscritta dai versi e dalla sensibilità decadente del letterato Hugo von Hofmannsthal, e decise di rivestirla di musica nuova. La loro prima collaborazione (la prima di sei capolavori, tra cui Il Cavaliere della rosa e La Donna senz’ombra) debuttò a Dresda nel 1909, con uno shock per il pubblico: limite estremo di un certo modo di fare musica e teatro, esempio eccelso di Literaturoper e di espressionismo, che però non abbandona mai il canto e la melodia ma li porta ai limiti dell’umano, per tensione drammatica, organico strumentale, estensione vocale, densità di suono e di Leitmotiv.
Elektra è un’opera potente, che unisce concisione e approfondimento psicologico, con una protagonista in scena per tutta la durata dell’atto unico, al centro di un turbine di emozioni e contrasti: tutto si svolge la notte, molto tempo dopo l’uccisione di Agamennone da parte della moglie Clitennestra. Da allora i tre figli rimasti sono divisi: Oreste è lontano ed è creduto morto, la bella Crisotemi vorrebbe dimenticare e tornare a vivere, mentre Elektra vive in uno stato di lutto e dolore ossessivi, quasi disumani. Nel cortile della reggia di Micene, afflitta dall’orribile assassinio del padre che desidera vendicare, Elektra si scontra con le ancelle e la madre, la quale mantiene il potere col debole Egisto, ostentando una sicurezza che non ha, consumata dal senso di colpa e dagli incubi. Tutto si sbloccherà con la visita di due sconosciuti messaggeri: tra loro, sotto mentite spoglie, Oreste, giunto per vendicare il delitto di Agamennone con altro sangue.
Per questo ruolo titanico serve una protagonista di rango, come soprano e attrice: a Verona sarà Lise Lindstrom, specialista del ruolo, già applaudita anche in Arena, come Anna Maria Chiuri che vestirà i panni della tormentata Clitennestra. Crisotemi, voce lirica, è affidata a Soula Parassidis, al debutto veronese come il baritono Thomas Tatzl quale Oreste e il tenore Peter Tantsits quale Egisto. Completano il folto cast giovani artisti emergenti della scena internazionale: Nicolò Donini (Precettore), Anna Cimmarrusti (Confidente), Veronica Marini (Caudataria), Leonardo Cortellazzi e Stefano Rinaldi Miliani (Servi), Raffaela Lintl (Sorvegliante), Lucia Cervoni, Marzia Marzo, Anna Werle, Francesca Maionchi e Manuela Cucuccio (Ancelle). I servi e la corte di Micene sono voci fuori scena, affidate al Coro di Fondazione Arena di Verona diretto da Roberto Gabbiani. La densissima e lussureggiante strumentazione è realizzata dall’Orchestra di Fondazione Arena guidata da Michael Balke (direttore dell’anno agli Opus Klassik Awards 2020 e già sul podio veronese per Salome nel 2018). Per l’occasione, per la prima volta in Italia, si utilizzerà la nuovissima versione orchestrale di Richard Dünser (edita in Italia da Ricordi), che adatta lo smisurato organico straussiano (il quale richiederebbe un’orchestra di oltre 120 elementi) alle forze e all’acustica di un teatro d’opera oggi, quale è il Filarmonico, rendendo giustizia ed equilibrio sonoro alle trasparenze e alle elaborazioni tematiche originali di Strauss, altrimenti perdute nella semplice riduzione d’organico.
Per un’opera che ha segnato un’epoca (dopo Elektra, Strauss si sarebbe malinconicamente rivolto alla Vienna aurea del Settecento, rinunciando per sempre agli esiti di violenza sonora qui raggiunti), il nuovo allestimento di Fondazione Arena sottolinea gli sconvolgimenti sociali che hanno contraddistinto l’epoca di scrittura di Elektra, la fine del “vecchio mondo” degli imperi e la fragilità del potere tra le due guerre mondiali. In questo tempo, più sociale che politico, si colloca la reggia di Micene, i suoi delitti e segreti, secondo il giovane regista Yamal das Irmich, che firma la produzionecon le scenografie di Alessia Colosso, i costumi di Eleonora Nascimbeni e il disegno luci di Fiammetta Baldiserri.
«Elektra è figlia del suo tempo – dichiara il regista – un tempo di scoperte e inquietudini (tra cui la psicanalisi di Freud, la teorizzazione del complesso di Edipo e della sua declinazione al femminile, di Elettra appunto). Dalle ceneri del vecchio mondo austro-tedesco (e maschile) sarebbe nata di lì a poco la fragile Repubblica di Weimar, cornice ideale di questo spettacolo, in cui si avvertirà una sovversione dei ruoli, una presa di coscienza e una nuova libertà per la donna, che finalmente può votare, tagliarsi i capelli, ballare, diventare imprenditrice. Ed Elektra è una storia di tre donne diverse, in conflitto tra loro e con loro stesse, in un mondo al limite, una realtà instabile in un momento sociale e storico di cruciale passaggio di poteri: Clitennestra si muove in un presente angosciante, non è in grado di fare la pace col passato e, quindi, di aprirsi al futuro, futuro che invece Crisotemi vuole abbracciare mentre Elektra rimane fissa a guardare il passato. Una ricerca continua, perfettamente dipinta dalla musica di Strauss, in perenne movimento».
Inserita all’interno della programmazione ufficiale del Comune di Verona per l’8 marzo, “Il Potere delle donne”, Elektra è il terzo titolo della Stagione Lirica 2025, ricca di capolavori rari e prime esecuzioni al Teatro Filarmonico: è ancora possibile acquistare nuovi carnet e biglietti singoli per ogni data al link https://www.arena.it/it/teatro-filarmonico, alla Biglietteria dell’Arena e, due ore prima di ogni recita, alla Biglietteria stessa del Teatro Filarmonico in via Mutilati.
BCC Veneta si conferma main sponsor della Stagione Artistica 2025 di Fondazione Arena al Teatro Filarmonico.
INCONTRO DI APPROFONDIMENTO APERTO AL PUBBLICO
Fondazione Arena conferma la seguita iniziativa degli incontri gratuiti di approfondimento, il giovedì prima del debutto di ogni opera, con i grandi nomi della critica musicale nazionale. In collaborazione con l’Accademia Filarmonica di Verona, giovedì 13 marzo alle 18 nella prestigiosa Sala Veranda (via Mutilati 4), la giornalista e docente Carla Moreni presenterà Elektra al pubblico. Ingresso libero fino ad esaurimento posti.
APPUNTAMENTI PER GIOVANI E STUDENTI
La programmazione 2025 di Arena Young comprende spettacoli, incontri e iniziative per bambini, studenti, famiglie, personale di scuole, università, accademie: si comincia con l’Anteprima riservata a studenti e giovani, che potranno assistere alla prova generale di venerdì 14 marzo alle ore 16, preceduta da una presentazione dedicata alle ore 14.30.
Per la rassegna Andiamo a teatro, il mondo della scuola potrà partecipare alle rappresentazioni infra-settimanali al Filarmonico con uno speciale Preludio un’ora prima dello spettacolo: un’introduzione alla trama, ai personaggi e al linguaggio del teatro in musica, a cura di Fondazione Arena, nella prestigiosa Sala Maffeiana, mercoledì 19 marzo alle ore 18 e venerdì 21 marzo alle ore 19.
Info e prenotazioni: Area Formazione e Promozione Scuole scuola@arenadiverona.it – tel. 045 8051933.
BIGLIETTERIA ARENA DI VERONA Via Dietro Anfiteatro 6/b, 37121 Verona
Aperta da lunedì a venerdì 10.30-16.00 | sabato 9.15-12.45
Tel. 045 8005151
BIGLIETTERIA TEATRO FILARMONICO Via dei Mutilati 4/k, 37121 Verona
Aperta due ore prima dello spettacolo
Tel 045 8002880
Call center (+39) 045 8005151
Punti vendita TicketOne.it
informazioni
Ufficio Stampa Fondazione Arena di Verona
Via Roma 7/D, 37121 Verona
tel. (+39) 045 805.1861-1905-1891-1939
ufficio.stampa@arenadiverona.it – www.arena.it
Domenica 16 marzo ore 15.30 turno A
Mercoledì 19 marzo ore 19.00 turno C
Venerdì 21 marzo ore 20.00 turno D
Domenica 23 marzo ore 15.30 turno B
ELEKTRA
Tragedia in un atto di Richard Strauss
Libretto di Hugo von Hofmannsthal dalla tragedia di Sofocle
Versione orchestrale di Richard Dünser in prima esecuzione italiana
Edizioni Universal, rappresentante per l’Italia Casa Ricordi, Milano
Regia Yamal das Irmich
Assistente alla regia Veronica Bolognani
Scene Alessia Colosso
Costumi Eleonora Nascimbeni
Lui Fiammetta Baldiserri
Assistente alle luci Giulia Bandera
Videomaker Virginio Levrio
Clitennestra Anna Maria Chiuri
Elettra Lise Lindstrom
Crisotemide Soula Parassidis
Egisto Peter Tantsits
Oreste Thomas Tatzl
Il Precettore di Oreste Nicolò Donini
La Confidente Anna Cimmarrusti
L’Ancella dello strascico Veronica Marini
Un Servo giovane Leonardo Cortellazzi
Un Servo anziano Stefano Rinaldi Miliani
La Sorvegliante Raffaela Lintl
La prima ancella Lucia Cervoni
La seconda ancella Marzia Marzo
La terza ancella Anna Werle
La quarta ancella Francesca Maionchi
La quinta ancella Manuela Cucuccio
Orchestra, Coro e Tecnici di Fondazione Arena di Verona
Maestro del Coro Roberto Gabbiani
Direttore Allestimenti Scenici Michele Olcese
Nuovo allestimento di Fondazione Arena di Verona
Tempi di spettacolo:
Atto unico 105’ circa senza intervallo
Sulla versione orchestrale adottata in prima italiana
Prefazione alla partitura, di Richard Dünser
Creare una strumentazione ridotta dell’Elektra di Richard Strauss è stata una grande sfida. L’originale è perfettamente orchestrato e Strauss è, ai miei occhi e alle mie orecchie, uno dei più grandi orchestratori della storia della musica. Elektra appartiene a un’epoca diversa. Come i Gurre-Lieder di Schönberg e la Sinfonia n. 8 di Mahler, deve la sua grandiosa monumentalità all’epoca della sua creazione. Queste tre opere concludono, per così dire, un’epoca. Dal punto di vista odierno, è possibile e interessante realizzare una nuova lettura di Elektra per poter sentire in modo diverso certi dettagli, per rendere più piccole e differenziate le sfumature del suono e degli sviluppi orchestrali, soprattutto se questo permette anche di eseguire l’opera non solo in sale molto grandi, ma anche in teatri di medie e ridotte dimensioni.
Il mio approccio è stato quello di adottare il maggior numero possibile di idee sonore di Strauss e di trasferirle da un’orchestra gigante a un’orchestra sinfonica di dimensioni standard senza perdere la forza, la veemenza e la drammaticità dell’originale. Dunque, fin dall’inizio è stato vietato un approccio puramente meccanico, che consisteva nel suonare semplicemente i violini, le viole e i violoncelli divisi in tre gruppi [come nella partitura originale], in quanto ciò non avrebbe portato a un risultato sonoro adeguato.
Per questo motivo, ho completamente ridisegnato la sezione degli archi e, insieme alla sezione dei fiati ridotta, l’ho portata a una proporzione armoniosa ed equilibrata. Per alleggerire il peso sui legni meno utilizzati (che ora possono fare meno pause), è stato prudentemente introdotto e mescolato un nuovo suono, non ancora utilizzato ai tempi di Strauss: la sordina “a tazza” degli ottoni. Inoltre, viene utilizzato uno strumento che egli stesso aveva usato, ad esempio, nella Salome: l’armonium. Questo allevia lo sforzo dei legni e degli ottoni e rende possibili massaggi dove sono necessari. Il pubblico probabilmente non noterà gran parte di queste innovazioni, poiché le nuove sonorità non sono quasi mai utilizzate come strumenti solisti, ma sono integrati nei colori complessivi dell’orchestra.
[…] A 110 anni esatti dal completamento della partitura di Richard Strauss (Garmisch, 22 settembre 1908), vorrei raccomandare a tutti gli appassionati di opera una delle opere chiave del XX secolo in una nuova strumentazione del XXI secolo.
Richard Dünser
Kitzeck, 22. settembre 2018
Prima mondiale: Inssbruck, Tiroler Landestheater, 11 giugno 2023
Elektra figlia del suo tempo
Note di regia di Yamal das Irmich
Nei primi anni del Novecento sono ampi e assai sentiti i fervori scientifico-intellettuali inerenti al ruolo della donna nella società del tempo. Le teorie di Freud sulla psicoanalisi, gli studi sull’isteria e sull’inconscio sono al loro apice.
Il mito degli Atridi è, quindi, umanizzato e riletto da Hofmannsthal in chiave psicoanalitica. Freud stesso definì il complesso di Elettra come l’analogo femminile del complesso di Edipo, a cui Hofmannsthal dà voce in questa visione moderna del mito, convincendo Strauss a dargli potenza viscerale con la sua musica.
Elektra è la storia di tre donne (una madre e le sue due figlie) e dei loro disagi emotivi in seguito a un evento traumatico.
Clitennestra ha ucciso il marito Agamennone, che incarna l’autoritarismo maschile, per imporre la propria libertà femminile, ma non ha gli strumenti emotivi per gestire le conseguenze della sua azione, quindi si distrugge interiormente con ansia e angoscia mal celata, circondandosi di fattucchiere e ciarlatani. Siccome ha ormai paura della propria ombra, obbliga le figlie a una reclusione forzata, per cercare di tenere sotto controllo i suoi deboli nervi.
La figlia Crisotemi vuole evadere da questa prigione di angoscia per aprirsi al nuovo, desidera crearsi una famiglia ed essere a sua volta madre.
Elektra, invece, rimane bloccata al momento dell’assassinio del padre e nell’ambiguità del loro rapporto e desidera vendicarne la morte, ma non è in grado di agire. Lascia che sia il fratello Oreste (figliol prodigo mai perdonato) a compiere il matricidio e vendicare l’autoritario e, di fatto, onnipresente Agamennone.
Compiuta la vendetta (per mano di altri), Elektra, che non è in grado di agire, non ha più ragione di vivere e dunque muore in una liberatoria, metaforica danza (il contrario della fissità).
Con quest’opera vengono anticipate dinamiche sociali assai importanti per la figura della donna nella società: la Repubblica di Weimar, dove si ambienta lo spettacolo, diviene la cornice storica ideale per testimoniare questo cruciale momento di passaggio di poteri.
Qui il mondo femminile si impone sul maschio, si assiste ad un breve periodo di esplosione creativa dove la donna non solo canta e balla al cabaret e si taglia i capelli, ma può anche votare e divenire imprenditrice nelle fabbriche.
Tuttavia, la morsa nera di un ordine nuovo si intravede all’orizzonte: la fase «ambigua» di Weimar e la sua “con-fusione” tra i ruoli di maschile e femminile hanno le ore contate. Il potere femminile altri non era se non una concessione fatta dall’egemonia maschile.
In questo dramma borghese di una famiglia divorata da sé stessa, Oreste è l’incarnazione della cruciale fase di passaggio di poteri.
Agamennone era a capo di un passato militare autoritario, Clitennestra è la ribelle sovrana di un presente ambiguo, mentre Oreste è colui che vorrà mettere ordine alla “confusione” di Weimar.
La musica di Strauss è in perenne, vorticoso movimento, come fosse alla ricerca costante di qualcosa che non arriva.
Le dinamiche fra le tre donne sono il vero focus dell’opera.
Esse procedono per tre direzioni differenti: Clitennestra si muove in un presente angosciante, non è in grado di fare la pace col passato e con ciò che ha commesso né, quindi, di aprirsi al futuro; Crisotemi vorrebbe invece abbracciarlo, questo futuro, ed è pronta, mentre Elektra rimane “fissa” a guardare ciò che è stato.
Agamennone non è mai in scena, ma incombe sempre, incarnando un maschilismo oppressivo che ha acceso la miccia della nostra storia.


bozzetti e figurini selezione Elektra









