COMUNICATO STAMPA
Il Teatro del Maggio annuncia la programmazione, in prima esecuzione in tempi moderni, dell’opera Il Ciro di Alessandro Scarlatti,
nel trecentesimo anniversario della morte del compositore.
Sul podio dell’Academia Montis Regalis la direttrice Chiara Cattani, la regia è di Maria Paola Viano.
I fondali dello spettacolo sono realizzati sui disegni originali di Filippo Juvarra
L’opera va in scena al Teatro Goldoni di Firenze venerdì 10 ottobre, alle ore 20 e sabato 11 ottobre 2025, alle ore 17
I biglietti sono in vendita da venerdì 1 agosto
Firenze 31 luglio 2025 – La Fondazione del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino annuncia in coproduzione con la Fondazione Academia Montis Regalis, la programmazione dell’opera Il Ciro di Alessandro Scarlatti dal dramma del cardinale Pietro Ottoboni, mai rappresentata in tempi moderni dalla sua prima esecuzione del 1712. Due gli spettacoli in cartellone venerdì 10 ottobre, alle ore 20 e sabato 11 ottobre 2025, alle ore 17 presso lo storico Teatro Goldoni di Firenze, l’elegante e raccolto teatro “all’italiana” in Oltrarno del Maggio Fiorentino, palcoscenico ideale per la valorizzazione delle opere del prezioso repertorio barocco. I biglietti sono in vendita a partire da venerdì 1 agosto .
“Si tratta di un evento straordinario, che restituisce alla vita teatrale un capolavoro dimenticato, rivelatore della grandissima ricchezza creativa di Scarlatti spesso trascurata, la cui influenza segna in profondità la storia della musica europea” – dice il sovrintendente del Maggio Carlo Fuortes che continua – “Questa produzione si inserisce pienamente nella missione del Maggio: essere luogo di eccellenza artistica, ma anche di ricerca, riscoperta e valorizzazione del patrimonio musicale. Portare alla luce Il Ciro significa non solo rendere omaggio a un gigante del barocco italiano, ma anche offrire al pubblico contemporaneo l’opportunità di ascoltare un’opera del passato che unisce scoperta e bellezza. Ringrazio tutti coloro che hanno reso possibile questo ambizioso progetto – a iniziare da Maurizio Fornero, direttore dell’Academia Montis Regalis – con la consapevolezza che solo attraverso il dialogo tra memoria e innovazione si rinnova davvero il teatro musicale.”
“Nel trecentesimo anniversario della sua scomparsa, Il Ciro diventa l’occasione per rendere omaggio a uno dei più raffinati maestri del Barocco italiano” – afferma Maurizio Fornero dell’Academia Montis Regalis – “Alessandro Scarlatti è stato un innovatore straordinario, capace di fondere rigore formale ed espressività teatrale con rara maestria. Riportare in vita questa partitura significa non solo valorizzare un patrimonio musicale ancora troppo poco eseguito, ma anche offrire al pubblico l’opportunità di riscoprire la forza e la modernità del suo linguaggio. È una sfida artistica che affrontiamo con entusiasmo, insieme ai nostri partner, che desidero ringraziare sentitamente: il sovrintendente del Maggio Musicale Fiorentino, Carlo Fuortes, per il sostegno e la visione condivisa; e Piero Maranghi, direttore di Sky Classica HD, per aver creduto nel valore culturale di questa riscoperta e per il prezioso contributo alla sua diffusione.”
Sul podio dell’Orchestra barocca dell’Academia Montis Regalis la direttrice Chiara Cattani, la regia è di Maria Paola Viano; le scenografie sono di Darko Petrovic i costumi di Giovanna Fiorentini e le luci di Nevio Cavina. Alcuni fondali dello spettacolo sono realizzati sui disegni originali di Filippo Juvarra. La produzione sarà documentata e ripresa da Sky Italia che ne realizzerà un documentario. L’opera verrà trasmessa sulla piattaforma il 24 ottobre 2025 in occasione del trecentesimo anniversario della morte del compositore. L’edizione critica del Ciro, realizzata dal professor Nicola Badolato, nasce da un progetto di ricerca condotto nell’ambito della Borsa di Alti Studi della Fondazione 1563 per l’Arte e la Cultura di Torino sull’Età e la Cultura del Barocco (Cultura, arte e società al tempo di Juvarra), assegnatagli per il biennio 2013–2015. L’edizione è stata successivamente pubblicata nel 2017 dall’Istituto Italiano per la Storia della Musica.
La prima esecuzione moderna dell’opera che Alessandro Scarlatti – uno dei più importanti rappresentanti della scuola musicale napoletana e uno dei maggiori compositori d’opera italiano tra la fine del XVII e l’inizio del XVII secolo – che scrisse per l’inaugurazione del Teatro del palazzo della Cancelleria di Roma, viene ora messa in scena in occasione dei 300 anni dalla morte del compositore palermitano avvenuta a Napoli il 24 ottobre 1725. Alcuni fondali dell’attuale nuovo allestimento al teatro Goldoni, si basano sui disegni originali di Juvarra stesso, che progettò anche il teatro del palazzo della Cancelleria dove l’opera fu messa in scena per la prima e unica volta probabilmente negli ultimi giorni di dicembre 1711 oppure, secondo alcune ricerche, più presumibilmente il 7 gennaio 1712. Si tratta del terzo dramma scritto dal Cardinale dopo il “Costantino Pio” del 1710 musicato da Carlo Francesco Pollarolo e del “Teodosio il Giovane” del 1711, musicato da Filippo Amadei. Dopo Il Ciro il cardinale scrisse un’ultima opera l’Eraclio. Scarlatti nel corso della sua feconda frequentazione col cardinale Ottoboni, suo mecenate, prima di Il Ciro, mise in musica altri lavori del porporato: un oratorio a cinque voci La Giuditta, il dramma La satira e il secondo atto dell’opera La Santa Genuina.
La trama narrativa dell’opera, semplice e lineare, in tre atti con una sinfonia, si snoda in parallelo a quella visiva, in una successione di arie e recitativi, con duetti, due cori conclusivi e tre balli. Percorre ed esplora tutte le tipologie di un ideale itinerario arcadico e mette in scena il riconoscimento di Ciro – l’erede al trono usurpato dal malvagio Astiage re di Media – nell’innocente pastore Elcino, cresciuto da Mitridate (insieme all’altra sua figlia Erenia) dopo essere stato abbandonato e destinato a morte dal genitore Cambise. Ciro assume infine il potere sovrano; la sua agnizione coincide col trionfo della verità sull’inganno, e la sua innocenza virtuosa determina l’immediata rigenerazione della corte e del regno tutto. In parallelo a questa trama se ne svolge una amorosa, che vedrà Ciro congiungersi con l’amata Sandane, ancorché ostacolato dalle angherie della sorellastra Erenia, a sua volta invaghita del nobile Arsace.
I personaggi e gli interpreti:
Astiage, re di Media, contralto – Margherita Maria Sala
Arpago, suo capitano, tenore – Valentino Buzza
Mitridate, padre d’Erenia Strada, basso – Christian Senn
Erenia, amante d’Arsace, soprano – Anita Giovanna Rosati
Ciro, nipote d’Astiage, soprano – Dennis Orelanna
Arsace, nobile di Media, contralto – Rémy Brès Feuillet
Sandane, sorella d’Arsace, contralto – Mathilde Legrand
Orchestra barocca dell’Academia Montis Regalis
Direttrice e concertatrice Chiara Cattani
Regia di Maria Paola Viano
Scenografie di Darko Petrovic
Costumi di Giovanna Fiorentini
Luci di Nevio Cavina
Biglietti:
platea 50 euro – posto in palco: 30euro
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IL CIRO
DI ALESSANDRO SCARLATTI
CAST ARTISTICO
Margherita Maria Sala (contralto)
ASTIAGE RE di MEDIA
Valentino Buzza (tenore)
ARPAGO suo capitano
Christian Senn (basso)
MITRIDATE padre d’Erenia Strada
Anita Giovanna Rosati
ERENIA amante d’Arsace
Dennis Orelanna (soprano)
CIRO nipote d’Astiage
Rémy Brès Feuillet (contralto)
ARSACE nobile di Media
Mathilde Legrand (contralto)
SANDANE sorella di Arsace
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ORCHESTRA BAROCCA ACADEMIA MONTIS REGALIS
Chiara Cattani
Direttrice e concertatrice
Maria Paola Viano
Regia
Darko Petrovic
Scenografia
Camilla Chellini
Assistente scenografia
Giovanna Fiorentini
Costumi
Alessia Sibilla
Assistente costumi
Nevio Cavina
Luci
Serena Laera
Direttore di scena
IL CIRO
DRAMMA POSTO IN MUSICA dal Signore ALESSANDRO SCARLATTI
Il Ciro di Pietro Ottoboni e Alessandro Scarlatti fu rappresentato alla Cancelleria con le scene di Filippo Juvarra a partire dagli ultimi giorni del dicembre 1711 o dai primissimi del gennaio 1712. Fu questo il terzo lavoro allestito dal cardinale nel proprio teatro, rinnovato dall’architetto messinese nel 1709, a realizzazione di un’opera di riforma melodrammatica riservata a «pochi uditori di condizione e confidenza».
Intrapresa dal porporato a partire dal 1710, anno che segna il suo ritorno al teatro per musica dopo anni di forzata chiusura di ogni pubblico divertimento a Roma: dopo Il Costantino Pio (1710) e Teodosio il Giovane (1711), musicati rispettivamente da Carlo Francesco Pollarolo e Filippo Amadei, con Il Ciro e il successivo Eraclio il cardinale festeggiava il brevetto con cui Luigi XIV l’aveva nominato «Protettore di Francia» nel Sacro Collegio, privilegio invero destinatogli fin dall’estate 1709 ma recatogli soltanto a distanza di un anno e mezzo abbondante dal cardinal Joseph-Emmanuel de La Trémoille. Sulla data della prima rappresentazione del Ciro sono state avanzate varie ipotesi. Saverio Franchi la colloca al 7 gennaio 1712. Secondo Mercedes Viale Ferrero la première dell’opera potrebbe aver avuto luogo già negli ultimi giorni del 1711, giacché il 2 gennaio 1712 Gaspard Chappe, segretario del cardinale Ottoboni, dava notizia dello spettacolo al marchese de Torcy inviandogli copia del libretto con le incisioni juvarriane. La trama narrativa dell’opera, semplice e lineare, si snoda in parallelo a quella visiva, che percorre ed esplora tutte le tipologie di un ideale itinerario arcadico. Il dramma mette in scena il riconoscimento di Ciro, l’erede al trono usurpato dal malvagio Astiage re di Media, nell’innocente pastore Elcino, cresciuto da Mitridate (insieme all’altra sua figlia Erenia) dopo essere stato abbandonato e destinato a morte dal genitore Cambise. Ciro assume infine il potere sovrano; la sua agnizione coincide col trionfo della verità sull’inganno, e la sua innocenza virtuosa determina l’immediata rigenerazione della corte e del regno tutto. In parallelo a questa trama se ne svolge una amorosa, che vedrà Ciro congiungersi con l’amata Sandane, ancorché ostacolato dalle angherie della sorellastra Erenia, a sua volta invaghita del nobile Arsace. L’opera è composta da tre atti con una Sinfonia iniziale e successione di arie e recitativi. Presenti alcuni duetti, due cori conclusivi del secondo e terzo atto e tre balli.
Chiara Cattani – Direttrice
Chiara Cattani è maestra al cembalo, clavicembalista, pianista e fortepianista.
Diplomata con lode sia in pianoforte presso il Conservatorio “B. Maderna” di Cesena sotto la guida di Denis Zardi sia in clavicembalo al Conservatorio “G.B. Martini” di Bologna, sotto la guida di Silvia Rambaldi, ha poi conseguito la Laurea di Secondo Livello in Clavicembalo con 110, lode e menzione d’onore. Si è inoltre diplomata presso l’Accademia Pianistica Internazionale di Imola in musica da camera e in fortepiano rispettivamente con Pier Narciso Masi e Stefano Fiuzzi e si è laureata, sempre con lode, in Direzione corale con Leonardo Lollini al Conservatorio di Bologna. Ha terminato il suo percorso formativo al clavicembalo presso l’Università Mozarteum di Salisburgo, dove ha ottenuto il Post Graduate Harpsichord Degree nella classe del M° Florian Birsak.
Svolge l’attività di maestra al cembalo e direttrice ed è regolarmente invitata a dirigere formazioni orchestrali su strumenti storici. Nell’agosto 2022 ha debuttato come direttrice al cembalo per il concerto dei finalisti del Concorso Cesti sul palcoscenico internazionale delle Festwochen der Alten Musik di Innsbruck e l’anno successivo ha diretto per lo stesso festival l’opera di Vivaldi “La Fida Ninfa”, ottenendo critiche entusiastiche. A giugno 2025 ha debuttato al Theater An der Wien.
È stata nominata direttrice musicale stabile della prestigiosa Orchestra barocca Academia Montis Regalis per il triennio 2025-2027 e con questa compagine ha registrato come cd copertina per la rivista Amadeus l’Oratorio di Alessandro Scarlatti “Humanità e Lucifero”.
Premiata in svariati concorsi nazionali e internazionali, svolge parallelamente un’intensa attività concertistica che l’ha già vista interprete di numerosissimi concerti nelle principali città italiane e all’estero, in Francia, Inghilterra, Danimarca, Svizzera, Austria, Germania, Russia, Albania, Macedonia, Montenegro, Spagna, Israele, Palestina e Giappone, come solista al clavicembalo, pianoforte e al fortepiano, continuista al cembalo in formazioni cameristiche e solista con orchestra.
Ha inciso più di 25 cd per Tactus, Brilliant, Concerto Classics, Dynamic, CPO, Movimento Classical, Glossa. Tra i lavori discografici spiccano l’integrale delle sonate composte in Italia in due cd di Johann Adolf Hasse, edito da Concerto Classics, l’integrale delle sonate per tastiere storiche e in duo con flauto e violino di Giuseppe Sarti per la casa discografica “Tactus” in sei cd, insieme a Roberto Noferini e alla flautista Silvia Moroni e le Sonate op. II per violino e basso continuo di Giovanni Battista Somis.
In qualità di maestra al cembalo, le incisioni dei Concerti grossi di Torelli insieme all’Ensemble Locatelli e dell’opera La fida Ninfa di Vivaldi (registrazione live durante le Innsbrucker Festwochen der Alten Musik) hanno riscosso unanimi entusiastici consensi della critica.
Ha pubblicato il libro “Giuseppe Sarti: cantabilità operistica nelle sonate per clavicembalo e violino” per la collana editoriale dell’Associazione Jervolino di Caserta.
Ha ricoperto il ruolo di assistente alla direzione, maestra ai recitativi, continuista al cembalo e all’organo della Festwochen Innsbrucker Orchestra e collabora con Accademia Bizantina, Freiburger Baroque Orchestra e con orchestre di prestigiosi teatri europei, tra le quali la Staatsoper di Amburgo e di Berlino, Odense Symphony Orchestra, Theater Basel, Semperoper di Dresda, esibendosi per importanti festival, quali Musikfestspiele Potsdam Sanssouci, Handel Festspiele ad Halle, Festspiel Baden-Baden, ecc. Nel 2009 ha fondato il Duo Sarti con il violinista Roberto Noferini, con il quale è protagonista di una brillante attività concertistica alternando i tre strumenti e riscuotendo unanimi consensi di pubblico e critica.
Con Silvia Rambaldi approfondisce il repertorio per due clavicembali: di prossima pubblicazione sarà l’incisione dell’Arte della Fuga di J.S. Bach. È docente a tempo indeterminato di Clavicembalo al Conservatorio di Cosenza nonché accompagnatrice del dipartimento barocco del Conservatorio di Bolzano. Collabora con il Dipartimento Barocco dell’Università Mozarteum di Salisburgo ai Corsi Estivi dell’Accademia Chigiana di Siena.
È direttrice artistica del Corso estivo di perfezionamento musicale ‘Marco Allegri’ di Faenza. È laureata in Storia del mondo antico con lode e tesi in Papirologia.
Maria Paola Viano – Regista
Dopo il diploma in Contrabbasso conseguito presso il Conservatorio Statale di Musica “N. Paganini” di Genova, si laurea in Lettere Moderne presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Torino con una tesi sulle opere del compositore viennese Alexander Zemlinsky. Presso la Universität für Musik di Vienna perfeziona lo studio del Contrabbasso sotto la guida di Ludwig Streicher e consegue la laurea in Regia d’Opera. Come contrabbassista collabora dal 1989 al 1996 con numerose orchestre tra le quali Teatro Carlo Felice di Genova, Orchestra RAI di Torino, Orchestra Sinfonica Haydn di Bolzano, Arena di Verona. Inizia la carriera registica in Austria con le prime messe in scena e come regista stabile presso il Landes Theater di Linz. Dopo l’esperienza austriaca è assistente alla regia in numerosi teatri europei e, dal 2006 al 2009, regista stabile presso la Deutsche Oper am Rhein di Düsseldorf. Dal 1997 a oggi, ha firmato numerose regie soprattutto nell’ambito operistico sia in Italia sia all’estero (tra gli altri, Landes Theater Linz, Norske Oper Oslo, Deutsche Oper am Rhein Düsseldorf, Piccolo Regio di Torino, Teatro Comunale di Modena, Grand Théâtre Genève, Teatro Comunale di Bologna, Teatro Lirico di Cagliari) con particolare interesse per la produzione contemporanea. Si dedica alla scrittura e alla traduzione di testi teatrali e, spesso impegnata nella realizzazione di video per la scena, approda negli ultimi anni alla sperimentazione cinematografica legata al teatro musicale. Il suo film Combattimento di Tancredi e Clorinda riceve premi e riconoscimenti a livello internazionale. All’attività registica unisce l’attività didattica: già docente di Arte scenica presso il Conservatorio “C. Monteverdi” di Bolzano (Sezione tedesca), il Conservatorio“A. Scontrino” di Trapani, la Musik Hochschule Robert Schumann di Düsseldorf, il Conservatorio “G.P. Palestrina” di Cagliari e la Scuola dell’Opera del Teatro Comunale di Bologna, attualmente è docente di Teoria e Tecnica dell’Interpretazione Scenica presso il Conservatorio “Verdi” di Milano.
ACADEMIA MONTIS REGALIS – Orchestra barocca
La Fondazione Academia Montis Regalis è un’istituzione piemontese impegnata da vent’anni nella diffusione della musica antica, nel 1994 ha dato vita a un’orchestra barocca e classica con l’intento di promuovere il repertorio sei-settecentesco secondo criteri storici e con l’utilizzo di strumenti originali. È nata così l’Academia Montis Regalis, che fin dall’inizio della propria attività è stata diretta dai più importanti specialisti internazionali nel campo della musica antica: Ton Koopman, Jordi Savall, Christopher Hogwood, Reinhardt Goebel, Monica Huggett, Luigi Mangiocavallo, Enrico Gatti, Alessandro De Marchi e molti altri ancora.
Negli anni successivi l’Orchestra ha iniziato un importante sodalizio discografico con la casa francese OPUS 111 ed è stata invitata dall’Unione Musicale di Torino a collaborare alla realizzazione della rassegna concertistica l’Altro Suono, dedicata interamente alla musica antica. Queste collaborazioni hanno dato prestigio e visibilità all’Orchestra, divenuta oggi una realtà professionale tra le più apprezzate a livello nazionale e internazionale, con presenze regolari presso alcune importanti Istituzioni concertistiche e Festival quali: l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma, gli Amici della Musica di Perugia, di Firenze e di Padova, il Festival Mi.To Settembre Musica di Torino, il Teatro dell’Opera di Lille, il Teatro Municipale di Losanna, il Festival di Montreux, il Teatro degli Champs- Elysées di Parigi, il Teatro di Poissy, Il Festival di Musica antica di Lione, il Festival di Vancouver, il Festival di Halle, il Festival di Innsbruck, il Teatro Regio di Torino.
Molti sono inoltre i riconoscimenti ottenuti in campo internazionale per quanto concerne l’attività discografica: Diapason d’Or, Choc Musique, Grammophone Choice. Da alcuni anni l’Academia Montis Regalis ha affidato il ruolo di direttore stabile ad Alessandro De Marchi, affermato direttore d’orchestra italiano con il quale l’orchestra ha partecipato a un importante progetto discografico, la Vivaldi Edition, che ha come scopo l’incisione di tutti i manoscritti vivaldiani conservati presso la Biblioteca Nazionale di Torino. Il primo CD della collezione, la Juditha Triumphans, realizzato dall’Academia Montis Regalis ha riscosso un successo straordinario in tutto il mondo.
A questa prima incisione se ne sono aggiunte altre quattro fra cui l’opera teatrale Orlando Finto Pazzo e una serie di concerti per violino e archi realizzati con Enrico Onofri. Successivamente l’orchestra ha registrato per la casa discografica inglese Hyperion tre Oratori di Scuola Romana del primo settecento: il Trionfo del Tempo e del Disinganno di Haendel, il San Giovanni Battista di Alessandro Stradella e il Davidis Pugna et Victoria di Alessandro Scarlatti.
Dal 2010 al 2018 l’Academia Montis Regalis è stato il gruppo residente presso il prestigioso Festival Innsbrucker Festwochen dove ogni anno ha messo in scena un’opera barocca e realizzato vari progetti cameristici. Sono quattro le opere eseguite fino ad ora presso il Landes Teather di Innsbruck: l’Olimpiade di Giovanni Battista Pergolesi, il Flavius Bertaridus di Georg Philipp Telemann, la Stellidaura Vendicante di Francesco Provenzale e La Clemenza di Tito di Wolfgang Amadeus Mozart sono state accolte trionfalmente dalla critica internazionale e sono state registrate dal vivo da Sony Classic. Nel corso del 2013 l’Academia Montis Regalis ha inciso due CD con i controtenori David Hansen e Franco Fagioli, rispettivamente con le case discografiche Sony Classic e Naive. In concomitanza con l’uscita dei due CD nel settembre del 2014 sono collegati alcuni concerti che avranno luogo presso alcune prestigiose istituzioni musicali europee quali l’Innsbrucher Festwocken, la Wigmore Hall di Londra, il Festival di Ambronay, la Salle Pleyel di Parigi. Nel 2014 l’Academia Montis Regalis ha realizzato al Festival di Innsbruck l’opera teatrale Almira di Haendel e ha eseguito la Messa in si minore di J.S. Bach. È stata ospite del Festival di Potsdam Sans-Soucis e nel mese di ottobre eseguirà un’opera di Provenzale presso il del Teatro an Der Wien di Vienna. Nel corso del 2017 l’Orchestra ha tenuto una torunée di concerti con il soprano Sonya Yoncheva (con la quale ha inciso un CD di arie operistiche di Haendel) che l’ha portata a esibirsi presso associazioni concertistiche e festival quali la Philarmonie di Parigi, il Konterhaus di Berlino e il Festival di Salisburgo.
L’Academia Montis Regalis si esibisce anche con piccoli gruppi cameristici che si esibiscono presso importanti società di concerto italiane ed estere e danno vita a vari progetti discografici. Recentemente sono stati registrati alcuni Trii di Mozart per fortepiano, violino e violoncello.
Nel 2005 l’Academia Montis Regalis ha ottenuto il Premio Abbiati per l’attività artistica svolta nel settore della musica antica.
Direttore artistico dalla sua fondazione al 2018 è stato Giorgio Tabacco a cui è succeduto Gaston Fournier Facio e attualmente Maurizio Fornero.
Dall’anno 2019 al 2023 è stata affidata la direzione musicale ad Enrico Onofri che ha inciso per la casa discografica Passacaille Concerti particolari di A. Vivaldi. Terminato il quadriennio con Enrico Onofri, dall’autunno 2024, l’Academia Montis Regalis ha scelto di puntare su Chiara Cattani, cembalista e direttrice giovane e in rapida ascesa.
Maurizio Fornero – Direttore artistico Fondazione Academia Montis Regalis
Maurizio Fornero è un musicista poliedrico, interprete raffinato del repertorio antico e barocco. Diplomato in Organo e Composizione Organistica, Pianoforte e Clavicembalo presso il Conservatorio “G. Verdi” di Torino, ha conseguito con lode la laurea specialistica in Clavicembalo e Tastiere Storiche al Conservatorio “A. Vivaldi” di Alessandria.
Appassionato cultore dell’esecuzione filologica, svolge da anni un’intensa attività concertistica come solista e continuista, che lo ha portato a calcare i palcoscenici di prestigiose sale e festival internazionali, tra cui “Via Stellae” di Santiago di Compostela, “Van Vlaanderen” di Bruges, i Festival di Utrecht e dell’Aia, “L’Altro Suono” dell’Unione Musicale di Torino, Festival Monteverdiano di Cremona, Mito SettembreMusica, Bologna Festival, Musikfestspiele Dresda, Philharmonie di Berlino, Salle Gaveau di Parigi, Elbphilharmonie Amburgo, fino alla Concert Hall della Città Proibita di Pechino e alla Qintai Concert Hall di Wuhan.
Nel corso degli anni, Maurizio Fornero si è affermato come clavicembalista apprezzato per la sensibilità interpretativa e la cura filologica. Ha collaborato stabilmente con artisti e ensemble di rilievo come Amandine Beyer e Gli Incogniti, il soprano Simone Kermes, Enrico Casazza con La Magnifica Comunità e I Musici di Santa Pelagia. Con queste formazioni ha realizzato numerosi concerti in Europa e Asia, conquistando la critica che lo descrive come un interprete “eclettico ed elegante”, capace di restituire nuova linfa alla musica barocca.
Ha preso parte a trasmissioni in diretta su emittenti radiofoniche nazionali ed europee, tra cui Rai Radio 3, Rai Filodiffusione, Radio 3 Belgio e Radio Classica Spagna. Collabora come organista e cembalista con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai e il Teatro Regio di Torino. L’esperienza maturata con Maestri di prestigio come Bruno Casoni e Claudio Marino Moretti lo ha portato a fondare e dirigere il Coro delle Voci Bianche di Mondovì, dando vita a una vivace attività concertistica in Italia e all’estero.
Accanto alla carriera concertistica, Fornero si dedica alla riscoperta e valorizzazione del repertorio antico attraverso numerose incisioni per etichette come Stradivarius, Opus 111, Syrius, Urania, Elegia, CPO, Passacaille, Tactus e Sony International.
Le sue esecuzioni sono state recensite su riviste di settore come Orfeo, Amadeus e Classic Voice, nonché su quotidiani nazionali e internazionali, tra cui La Stampa, La Repubblica, Corriere della Sera, Die Süddeutsche Zeitung e Frankfurter Allgemeine.
Alla dimensione artistica unisce quella didattica e di promozione culturale: è stato docente di Teoria e Pratica del Basso Continuo presso il Conservatorio “G. Verdi” di Torino dal 2005 al 2017 e attualmente è titolare della cattedra di Pratica della Lettura Vocale e Pianistica per Didattica della Musica al Conservatorio “G.F. Ghedini” di Cuneo. Dirige la Fondazione Academia Montis Regalis come direttore gestionale e artistico impegnandosi nella valorizzazione del patrimonio musicale barocco attraverso produzioni, masterclass e iniziative di alto livello.
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