Serena conduce operaclassica eco italiano

Per la prima volta al Teatro Filarmonico, per quattro recite dal 26 ottobre al 2 novembreMITO, MELODIA E SCAPIGLIATURA: ARRIVANO LE VILLI
L’ESORDIO OPERISTICO DI PUCCINI IN SCENA A VERONA

Giovani e affermati interpreti come Sara Cortolezzis, Galeano Salas e Gezim Myshketa nel classico spettacolo di Pier Francesco Maestrini. Alessandro Cadario dirige Orchestra e Coro di Fondazione Arena

Giovedì 23 ottobre alle 18, nella Sala Veranda dell’Accademia Filarmonica, il musicologo e docente Fabio Sartorelli presenta al pubblico Le Villi in un incontro gratuito

Venerdì 24 ottobre, alle ore 16, prove generali aperte per gli studenti, su prenotazione
Pier Francesco Maestrini, Alessandro Cadario, Cecilia Gasdia, Pietro Trincanato, Roberto Gabbiani.
Scritta rapidamente dal venticinquenne Puccini per un concorso -che non vinse-, la breve opera Le Villi lo avviò con successo nel mondo musicale: gli valse un contratto con l’editore Ricordi e un posto di primo piano tra i giovani operisti di fine ‘800. Sia per il soggetto che per la resa musicale, Le Villi si pone da subito come un’opera sospesa tra due mondi e due epoche: non solo quello terreno e quello soprannaturale della vicenda, ma anche tra Italia e Germania, fra tradizione e provocazione. Da un lato, la generosità della melodia e il trattamento delle voci, ben radicate nel melodramma italiano, dall’altro la ricercatezza della strumentazione e la scelta di un soggetto volutamente vicini al mondo teutonico e a Wagner.Spiriti dei boschi, ninfe della mitologia slava e celtica -ma presenti con alcune varianti in ogni folklore- le Villi si manifestano al chiaro di luna come fanciulle di delicata bellezza ma assai pericolose, poiché costringono i traditori a danzare fino alla morte. Così terrorizzano i personaggi maschili pucciniani, per vendicare l’amore tradito di Anna. L’opera arriva per la prima volta sul palcoscenico del Teatro Filarmonico, dal 26 ottobre al 2 novembre per quattro spettacoli con la regia di Pier Francesco Maestrini e la direzione di Alessandro Cadario.Nel 1883, Puccini non era ancora Puccini: appena diplomato al Conservatorio di Milano, fu spinto dal suo maestro Ponchielli a partecipare ad un concorso bandito dall’editore Sonzogno per una nuova opera in un atto unico. Fu messo rapidamente in contatto con Ferdinando Fontana, scrittore e verseggiatore prolifico, che gli fornì il libretto di Le Willis (presto divenute le più italiche Villi). Il soggetto era tratto da una novella di Alphonse Karr negli stessi anni in cui Théophile Gautier l’aveva sviluppato per un balletto destinato a diventare celeberrimo, Giselle, con musica di Adolphe Adam. L’atto unico (consegnato all’ultimo e in forma manoscritta) non vinse il concorso ma con un finanziamento andò in scena comunque al Teatro Dal Verme il 31 maggio 1884 (alla prima esecuzione partecipò in orchestra l’amico e compagno di studi Pietro Mascagni). L’editore Ricordi legò subito a sé il giovane Puccini, e il mondo musicale cominciò a parlare del giovane lucchese che aveva scritto questo atto unico “scapigliato”.È infatti l’ambiente della Scapigliatura milanese, anche se già al tramonto della sua breve stagione, ad influenzare Le Villi: lo stesso in cui mossero i primi passi -talvolta con fiaschi clamorosi- Amilcare Ponchielli con la sua Gioconda, Arrigo Boito con Mefistofele, Franco Faccio con Amleto. Una poesia colta e mobile che tenta di rompere gli stilemi tradizionali, una scelta di soggetti volutamente scabrosi o tenebrosi, con gusto per l’orrore e il mistero, un’influenza d’Oltralpe, tanto francese quanto più tedesca, nel tentativo di liberare la chiusura delle forme musicali con il fluire della rivoluzione wagneriana. Le Villi contiene tutto ciò in una durata contenuta (poco più di un’ora di musica) ma con grande ambizione.L’opera arrivò alla sua forma attuale dopo tre diversi rimaneggiamenti, durante i quali vennero inseriti un doppio intermezzo affidato a brani sinfonici e una voce recitante (altra scelta inedita per l’epoca). In tutta la sua originalità -presto passata di moda e oscurata dai successi più maturi di Puccini, a cominciare da Manon Lescaut (1893) e La Bohème (1896), Le Villi viene rappresentata per la prima volta integralmente al Teatro Filarmonico solo oggi, ad oltre 140 anni dal suo debutto.Per l’occasione, da domenica 26 ottobre è in scena il recente allestimento del Teatro Regio di Torino firmato dal regista Pier Francesco Maestrini (a Verona già creatore di un fortunato Barbiere rossiniano), con le scene di Juan Guillermo Nova (scenografo anche per l’Arena), i costumi di Luca Dall’Alpi, le luci di Bruno Ciulli e i movimenti di mimi e figuranti curati da Michele Cosentino. Nel cast giovani artisti dalla carriera internazionale applauditi nelle ultime stagioni veronesi: l’innamorata Anna è interpretata dal soprano Sara Cortolezzis, suo padre Guglilemo dal baritono Gezim Myshketa, mentre l’amante infedele e tormentato è il tenore Galeano Salas. Fondamentale in quest’opera il respiro sinfonico, affidato all’Orchestra di Fondazione Arena diretta dal Maestro Alessandro Cadario, con il Coro preparato da Roberto Gabbiani. Dopo la prima, si replica mercoledì 29 ottobre alle 19, venerdì 31 ottobre alle 20 e domenica 2 novembre alle 15.30.Con Le Villi riprende la Stagione Lirica 2025, ricca di capolavori rari e titoli in prima esecuzione assoluta al Teatro Filarmonico. Biglietti in vendita sul sito https://www.arena.it/it/teatro-filarmonico e alle biglietterie di via Dietro Anfiteatro e via Roma. Già aperta la campagna abbonamenti per il 2026, in queste settimane è possibile procedere con i rinnovi per le nuove stagioni d’Opera e Balletto e Sinfonica.BCC Veneta è main sponsor della Stagione Artistica 2025 e 2026 di Fondazione Arena al Teatro Filarmonico. INCONTRO DI APPROFONDIMENTO APERTO AL PUBBLICOCon l’autunno tornano anche gli incontri gratuiti di approfondimento, che precedono la messa in scena di ogni opera in cartellone, con i grandi nomi della critica musicale nazionale. In collaborazione con l’Accademia Filarmonica di Verona, giovedì 23 ottobre alle 18 nella prestigiosa Sala Veranda (via Mutilati 4), il docente e musicologo Fabio Sartorelli presenterà Le Villi, offrendo al pubblico una lettura e una introduzione all’opera. Ingresso libero fino ad esaurimento posti.APPUNTAMENTI PER GIOVANI E STUDENTILa programmazione 2025 di Arena Young comprende spettacoli, incontri e iniziative per bambini, studenti, famiglie, personale di scuole, università, accademie, a cominciare dall’Anteprima riservata ai giovani che potranno assistere alla prova generale di venerdì 24 ottobre alle ore 16, preceduta da una presentazione dedicata alle ore 14.30.Per la rassegna Andiamo a teatro, il mondo della scuola potrà partecipare alle rappresentazioni infrasettimanali al Filarmonico partecipando al Preludio un’ora prima dello spettacolo: un’introduzione alla trama, ai personaggi e al linguaggio del teatro in musica, a cura di Fondazione Arena, nella prestigiosa Sala Maffeiana, mercoledì 29 ottobre alle ore 18 e venerdì 31 ottobre alle ore 19.Info e prenotazioni: Area Formazione e Promozione Scuole scuola@arenadiverona.it – tel. 045 8051933.   
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Tradimento e rimorso

Note di regia di Pier Francesco Maestrini

Nella prima opera del venticinquenne Giacomo Puccini sono già presenti due temi ricorrenti e notoriamente cruciali per la poetica e la sensibilità del compositore toscano, ovvero il tradimento e il rimorso.

Il riferimento più immediato per corroborare quanto appena detto va ovviamente alla Madama Butterfly di vent’anni dopo, opera che ha elementi molto simili a Le villi, sia per sviluppo della trama che per le caratteristiche dei protagonisti. Ora, non è mia intenzione dilungarmi qui nell’elencare e approfondire le analogie tra le due opere. Mi preme invece sottolineare una differenza fondamentale nell’approccio con cui l’autore ha affrontato le due composizioni, e di cui abbiamo tenuto conto nella scelta di come rappresentare e mettere in scena questa produzione.

Una differenza a nostro parere individuabile nel tempo trascorso e nel diverso grado di maturità artistica al momento delle rispettive creazioni; lo si dice non per svilire la qualità di un’opera giovanile, anzi: sappiamo bene come il più delle volte, nel percorso di un genio, all’irruenza dei primi anni corrisponda una forza creativa tale da rappresentare quasi sempre una ventata di novità per tutto il panorama artistico contemporaneo.

Una promessa tradita dunque, e il rimorso che ne deriva: mentre per il Puccini maturo la conseguenza è di per sé una punizione atroce sufficiente, nel Puccini giovane il rimorso non attanaglia solo le viscere del protagonista, ma viene personificato e diviene strumento punitivo. Non è più un mostro interiore, ma si trasforma in creature infernali che sorgono per vendicare ogni promessa tradita.

Era giusto a nostro parere non accantonare le caratteristiche di magia e di fantastico presenti nella trama, e puntare su una narrazione onirica che tenesse conto del periodo in cui è stata composta, delle implicazioni letterarie della scapigliatura e della nascente psicanalisi.

Per questi motivi, con lo scenografo Juan Guillermo Nova, qui autore anche delle proiezioni, con il costumista Luca Dall’Alpi e il coreografo Michele Cosentino abbiamo voluto ricreare l’ambientazione dell’epoca in cui l’opera è stata composta sganciandoci così dal contesto naturale, ovvero quello del racconto di Alphonse Karr Les Willis da cui invece l’opera è tratta, per cercare di farne rivivere le suggestioni originali attualizzandola nel linguaggio e nei modi ma lasciandone invariato il messaggio.

Per gentile concessione della Fondazione Teatro Regio di Torino

(aprile 2024)

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