L’AMOUR FOU AL DONIZETTI OPERA CON
IL FURIOSO NELL’ISOLA DI S. DOMINGO
Alessandro Palumbo sarà sul podio dell’Orchestra Donizetti Opera che eseguirà l’edizione critica della partitura a cura di Eleonora Di Cintio per Casa Ricordi
La regia del nuovo allestimento è firmata da Manuel Renga con scene e costumi di Aurelio Colombo e le luci di Emanuele Agliati
Nel ruolo principale di Cardenio il baritono Paolo Bordogna e debutta al festival come Eleonora il soprano Nino Machaidze, mentre i panni di Kaidamà saranno vestiti da Bruno Taddia
Bergamo, Teatro Donizetti
domenica 16 novembre ore 15.30
venerdì 21 novembre ore 20.00
sabato 29 novembre ore 20.00
Anteprima Under30, giovedì 13 novembre ore 17.00
Comunicato stampa, 11.11.2025
È Il furioso nell’isola di S. Domingol’opera che completa il cartellone del Donizetti Opera 2025: altro titolo raro, proposto nell’edizione critica di Eleonora Di Cintio per Casa Ricordi, che si aggiunge a Caterina Cornaro e al dittico formato dagli atti unici Il campanello e Deux hommes et une femme,e che debutterà domenica 16 novembre alle ore 15.30 al Teatro Donizetti con un nuovo allestimento. Lo spettacolo sarà in scena in anteprima per il pubblico Under 30 giovedì 13 novembre alle ore 17.00 e poi in replica venerdì 21 e sabato 29 novembre, Dies Natalis del compositore, alle ore 20.00.
Sul podio Alessandro Palumbo, per la prima volta alla guida dell’Orchestra Donizetti Opera e del Coro dell’Accademia Teatro alla Scala, preparato da Salvo Sgrò. Il nuovo allestimento della Fondazione Teatro Donizetti segue la regia di Manuel Renga, apprezzato regista che in diverse edizioni del Donizetti Opera ha curato progetti per il pubblico giovane e che quest’anno firma, inoltre, l’Opera Family Il furioso Gaetano nell’isola di S. Domingo, proprio ispirata a questo titolo donizettiano. Lo spettacolo ha le scene e i costumi di Aurelio Colombo e le luci di Emanuele Agliati. A interpretare il ruolo di Cardenio sarà il baritono Paolo Bordogna e, come Eleonora, farà il suo debutto nel ruolo e al Donizetti Opera Nino Machaidze. I panni di Kaidamà saranno vestiti da Bruno Taddia, quelli di Marcella da Giulia Mazzola, mentre Fernando e Bartolomeo saranno rispettivamente Santiago BallerinieValerio Morelli.
Il furioso nell’isola di S. Domingo, rappresentato per la prima volta al Teatro Valle di Roma nel 1833, riscosse un immediato successo con decine e decine di repliche in tutta Italia: a Napoli, addirittura, venne rappresentato in tre teatri contemporaneamente. L’opera si incentra sulla figura di Cardenio, personaggio ispirato all’uomo senza senno della Sierra Morena nel Don Chisciotte di Cervantes e protagonista di un lavoro teatrale in cinque atti anonimo da cui Iacopo Ferretti trasse il libretto, ambientato però nell’isola caraibica.
Da questa nuova ambientazione – spiega Candida Billie Mantica, musicologa del Centro Studi Donizettiani – derivano nuovi personaggi assenti nel testo di Cervantes e in quelli teatrali: oltre a Bartolomeo, «custode degli schiavi», e alla figlia Marcella, emerge la figura di Kaidamà, personaggio comico che affonda le radici nella tradizione della commedia dell’arte. Accanto alla funzione immediata di suscitare il riso, Kaidamà innesca una riflessione sociale più profonda e amara, restituendo in forma grottesca ma cruda una dinamica razziale di violenza e sopraffazione. La sua condizione servile e la sua subordinazione a Bartolomeo – resa esplicita attraverso l’oggetto simbolico del frustino – trovano espressione sin dalle prime battute e ancorano l’azione a un contesto segnato dalla gerarchia coloniale. Nel corso delle sue apparizioni successive Kaidamà è costantemente tenuto sotto scacco, diviso tra il timore del «matto» – dei cui scatti d’ira è qui l’unica vittima – e quello del frustino, non senza lasciar trapelare accenni nostalgici alla propria terra d’origine. Sebbene l’azione non indichi un momento storico preciso, è chiaro che alluda a una questione che allora ebbe notevole eco in Europa – e in Italia – seppur filtrata attraverso le maschere tipiche della commedia dell’arte. Non si dimentichi, d’altronde, che l’azione teatrale circolava in Italia proprio grazie alle compagnie di attori che animavano quel repertorio. La brutalità del rapporto tra schiavo e padrone, insieme alla carica razzista insita nelle parole pronunciate da Bartolomeo rende visibile, senza alcuna mediazione, una dinamica di sopraffazione che va riconosciuta e condannata come tale, anche per mezzo della finzione teatrale».
L’edizione critica eseguita a Bergamo ripristina alcuni tagli effettuati durante la stagione del debutto romano, inserendo quindi la versione completa del recitativo secco che segue il duetto fra Cardenio ed Eleonora «La mia vittima è qui… Apri il ciglio» e l’impiego della Sinfonia al posto del Preludio.
«Donizetti è prosecutore di una scuola compositiva che vedeva in Rossini il suo massimo rappresentante – racconta il direttore d’orchestra Alessandro Palumbo – Se pensiamo che l’ultima opera del maestro pesarese è del 1829, risulterebbe difficile immaginare che non ci sia stata un’influenza diretta. Non dobbiamo però dimenticare che Il furioso è del 1833 (scritta nel 1832), e si colloca quindi giusto a metà della carriera operistica di Donizetti, il quale nel frattempo aveva già composto capolavori come L’elisir d’amore, Anna Bolena e Il diluvio universale. Stiamo parlando pertanto di un Donizetti maturo, consapevole dei propri mezzi e che possedeva già un colore compositivo personale e perfettamente riconoscibile. All’epoca è stata uno dei più grandi successi di Donizetti e poi curiosamente sparisce dai teatri. Credo che il motivo sia da rintracciare in un cambio di gusto; l’opera, il soggetto, l’impianto musicale, assecondavano moltissimo il gusto dell’epoca. Per questo, nonostante sia un’opera che presenta molti elementi di novità, non ha avuto la forza necessaria di sopravvivere come L’elisir o Lucia, che affrontano tematiche simili ma da una prospettiva più universale e forse atemporale. È giusto quindi che il suo Festival la faccia riscoprire e risplendere sotto una nuova e più moderna luce, e spero che serva ad esempio ad altri teatri».
Il punto di partenza per il regista Manuel Renga è una frase di Bartolomeo nel secondo atto del Furioso che parafrasata dice: la pazzia è un albero al quale si possono tagliare i rami ma le radici rimangono sempre. «Questa è l’immagine che ha generato la mia prima idea di regia – commenta il regista Manuel Renga – Le radici della pazzia di Cardenio sono rimaste e trent’anni dopo danno nuovo germoglio. L’azione si svolge in una casa di cura dove è ospitato il vecchio Cardenio; attraverso la sua memoria riviviamo i fatti che si sono svolti nell’isola di San Domingo trent’anni prima. Così abbiamo Cardenio giovane e il suo doppio, Cardenio anziano, definiti dai costumi che raccontano due tempi storici precisi, quello del passato e quello del presente ambientato nella sua stanzetta (ho pensato alla Casa di riposo Verdi, non a un manicomio). Ogni oggetto porta a un ricordo, a un evento avvenuto sull’isola, è tutto molto teatrale, gli elementi scenici appaiono e scompaiono, e diventano ponti tra il presente e la memoria. Ad esempio, sull’armadio c’è un piccolo vascello giocattolo; quando il vecchio Cardenio lo prende in mano arriva suo fratello Fernando: è un gioco teatrale. È un’opera complessa, il semiserio è difficile da collocare: la follia, il dramma d’amore sembrano prevalenti, ma poi ci sono alcuni frammenti più comici normalmente portati da Kaidamà. Il gioco consiste nel trovare l’equilibrio. Tuttavia la chiave malinconica nel ricordo del passato è importantissima».
Un grazie speciale è rivolto ai partner e agli sponsor del festival Donizetti Opera che hanno confermato il loro impegno per il 2025.
Partner istituzionali Ministero della Cultura, Regione Lombardia, Camera di Commercio di Bergamo.Main Partner Allianz, con il sostegno di SIAD, Fondazione Cariplo, KPMG e Curnis – Rolex.Partner tecnici ATB e Claypaky eCommunication partner NT Next; media partner Eppen. In collaborazione con Politecnico delle Arti “G. Donizetti – G. Carrara”, Fondazione Mia e Rotary Club Bergamo Terra di San Marco.
Un ringraziamento particolare va anche a tutti coloro che sostengono l’attività della Fondazione Teatro Donizetti tramite Art Bonus: Intesa Sanpaolo, A2A, ATB Mobilità, Sacbo, Uniacque e agli Ambasciatori di Donizetti:
IL MAESTRO Siad
LE PIETRE MILIARI Alfaparf Group, Calfin, Curnis Gioielli 3C, Fidelitas, Legami, Nuova Demi, Tenaris Dalmine
LE RARITÀ 3V Green Eagle • Allegrini • Arva • Beltrami Linen • Bodega G. & C. • Brembomatic Pedrali • Carba • Caseificio Defendi Luigi • Catellani & Smith • Confindustria Bergamo • CX Centax • Diachem • Dufrital • Effegi • Fecs • Fratelli Pellegrini • Gemels • Impresa Edile Stradale Artifoni • Intertrasport • Iterchimica • LVF Valve Solutions • MA.BO. • Milestone • Montello • OMB Valves • Persico • Qintesi • Revi4 • Stucchi • Studio Berta Nembrini Colombini & Associati
Hanno inoltre donato Assolari Luigi & C. • Rota Fumagalli Gioielleria.
Biglietteria
Piazza Cavour 15, Bergamo – T. +39 035 4160 601/602/603
Aperta da martedì a sabato, ore 16.00-20.00 (festivi esclusi)
biglietteria@fondazioneteatrodonizetti.org – gruppi@fondazioneteatrodonizetti.org
Biglietti disponibili anche sul circuito Vivaticket
Costo dei biglietti
– Caterina Cornaro e Il furioso nell’isola di S. Domingo: da 120 euro a 20 euro
– Il campanello e Deux hommes et une femme: da 105 euro a 40 euro
– Anteprime Under30: 10 euro
– Opera Family: da 5 euro a 12 euro
– The Donizetti Brunch: da 15 euro a 28 euro
– Leadership Armonica: da 10 euro a 15 euro
Carnet weekend
Le tre opere di ciascun fine settimana con lo sconto del 25%.
Carnet sabato
I biglietti per le opere in tre sabati diversi del festival DO 2025 con lo sconto del 25%.
Orari opere
I titoli in programma il venerdì e il sabato avranno inizio alle ore 20.00 e la domenica alle ore 15.30.
Per il programma completo e ulteriori informazioni, riduzioni e proposte di biglietteria: donizettiopera.org
Responsabile Comunicazione e Marketing Donizetti Opera
Tania Cefis +39 3384022158 cefis@fondazioneteatrodonizetti.org
Ufficio stampa nazionale Donizetti Opera
Walter Vitale +39 3335243419 pressopera@fondazioneteatrodonizetti.org
Ufficio stampa internazionale Donizetti Opera
Irene Sala +39 3391010571 internationalpress@fondazioneteatrodonizetti.org
Teatro Donizetti, Bergamo
domenica 16 novembre, ore 15.30
venerdì 21 novembre, ore 20.00
sabato 29 novembre, ore 20.00
(giovedì 13 novembre, ore 17.00 – Anteprima Under30)
IL FURIOSO NELL’ISOLA DI S. DOMINGO
Melodramma in due atti di Iacopo Ferretti
Musica di Gaetano Donizetti
Prima rappresentazione: Roma, Teatro Valle, 2 gennaio 1833
Edizione critica a cura di Eleonora Di Cintio © Casa Ricordi, Milano
con la collaborazione e il contributo della Fondazione Teatro Donizetti di Bergamo
Direttore Alessandro Palumbo
Regia Manuel Renga
Costumi e scene Aurelio Colombo
Lighting design Emanuele Agliati
Assistente alla regia Sara Dho
Assistente alle scene e ai costumi Valeria Vago
Personaggi e interpreti
Cardenio Paolo Bordogna
Eleonora Nino Machaidze
Fernando Santiago Ballerini
BartolomeoValerio Morelli
Marcella Giulia Mazzola
Kaidamà Bruno Taddia
Orchestra Donizetti Opera
Coro dell’Accademia Teatro alla Scala
Maestro del Coro Salvo Sgrò
Nuovo allestimento della Fondazione Teatro Donizetti
NOTE DI REGIA
di Manuel Renga
Una fotografia e la nebbia della mente si dirada. O almeno così pare.
Il furioso nell’isola di S. Domingo, il primo grande successo di Donizetti, è un’opera semiseria in cui il protagonista è folle e furioso, come il matto della Sierra Morena del Don Chisciotte di Cervantes. In un recitativo il personaggio di Bartolomeo parla della follia come di una pianta a cui si possono tagliare i rami, ma le radici rimangono per sempre, pronte a dare nuovi germogli.
Nel nuovo allestimento la chiave di lettura attraverso cui vedere tutta la vicenda è proprio la radice della follia, che anni dopo gli avvenimenti dell’isola, si ripresenta. Il folle anziano Cardenio, isolato nel suo mondo di ricordi, chiuso nel passato di una mente alterata, ritirato in una casa di cura, attraverso i pochi oggetti di una vita lontana, ritorna ai tempi dell’avventura sull’isola di San Domingo: l’incontro con Marcella e Bartolomeo, il rapporto con il servo Kaidamà, il ritorno dell’amata Eleonora, il salto nel vuoto, nelle profondità dell’oceano.
I ricordi però confondono, i sentimenti si sfocano, realtà e fantasia non si distinguono più, finché la forza della volontà e dell’amore emergono per ridare chiarezza e serenità alla vita: si risveglia il vero amore, quello per cui è lecito anche impazzire.
Un allestimento molto teatrale che prova a recuperare i codici del genere “semi-serio”: comico e tragico qui non si alternano, ma si fondono alla perfezione con un risultato profondamente contemporaneo.
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