Serena conduce operaclassica eco italiano

comunicato stampa
PRESENTATO IL PROGETTO DI CORPORATE MEMBERSHIP DEL TEATRO CARLO FELICE “I CUSTODI DEL FARO”Una nuova alleanza a numero chiuso dedicata a 45 imprese che credono nella cultura come motore di valore, lavoro e relazioni attraverso lo strumento fiscale di Art Bonus 

 Quando la torre-faro del Teatro Carlo Felice è accesa, è accesa la cultura a Genova. Per tenere vivo questo fuoco, la Fondazione ha presentato “I custodi del faro”, una membership a numero chiuso dedicata a 45 imprese che credono nella cultura come motore di valore, lavoro e relazioni.A presentarla, venerdì 14 novembre nel Primo Foyer del Teatro – accanto proprio alla torre-faro – la Sindaca di Genova e Presidente della Fondazione Teatro Carlo Felice Silvia Salis con il sovrintendente Michele Galli, il senior consultant per l’internazionalizzazione della Regione Liguria e promotore del concept “Regata Culturale” Davide Falteri e Andrea Compagnucci responsabile progetti di fundraising di ANFOLS – Associazione Nazionale Fondazioni Lirico-Sinfoniche e ideatore dei Custodi del faro per il teatro ligure. Nel corso dell’incontro la parola è andata poi a Monica Dellepiane in rappresentanza della Camera di Commercio di Genova e all’artista Manuela Boni ideatrice di Regata Culturale.In sala, una rappresentanza del mondo economico e produttivo ligure: tra i primi a rispondere all’appello, ci sono già Banca Passadore e Iren, già storici sostenitori del Teatro, insieme a numerose aziende interessate ad aderire a questa nuova forma di mecenatismo condiviso.«Crediamo nella cultura – ha dichiarato la Sindaca Salis – e vogliamo che le 258 persone del Carlo Felice, lavorino nelle migliori condizioni possibili, con una struttura che gli permetta di farlo e con degli stipendi che siano adeguati al costo della vita. Su questo chiaramente ci impegneremo fino in fondo. Quello che vi chiediamo è: aiutateci a rendere questo posto un luogo dove le nostre bambine e i nostri bambini possano sognare di lavorare un giorno, possano sognare il proprio futuro nella cultura, nella musica, nel teatro, possano vedere la cultura come il loro lavoro nel futuro. Sosteneteci perché questo è un luogo dove si realizzano i sogni di tanti giovani genovesi e vogliamo che continui ad esserlo, vogliamo che sia sempre di più ad alto livello e sempre di più aperto a tutta la città, per cui vi ringrazio per quello che farete, per tutte le idee di sviluppo che vorrete condividere e sappiate che le mie porte sono sempre aperte. Grazie»“I Custodi del Faro” rappresentano un cambio di filosofia profondo nel modo di intendere il ruolo del Teatro in una città: non è più  un luogo fisico in cui si sommano degli spettacoli, ma un un presidio sociale, economico e civile, un punto di incontro tra arte e comunità locale.«Il teatro non può più limitarsi a giustificare la propria esistenza con l’ideazione e la realizzazione di un cartellone – ha sottolineato il Sovrintendente Michele Galli – Oggi la nostra missione deve essere più ampia: il Carlo Felice deve diventare un motore di crescita per la città e per il territorio, un luogo che genera inclusione, educazione e valore. Allo stesso modo le imprese non sono più sponsor, ma parte di una comunità che condivide la responsabilità di tenere accesa la luce della cultura».Con l’arrivo del Sovrintendente Galli, la Fondazione ha intrapreso un nuovo cammino e una nuova programmazione accolta con favore dal pubblico che ha registrato già un aumento di abbonamenti del 30%; inoltre ha già coinvolto oltre 4.000 studenti in nuovi progetti musicali formativi, con un indotto economico significativo e centinaia di famiglie direttamente o indirettamente legate all’attività del teatro.Il progetto – come spiegato dal suo ideatore Andrea Compagnucci, scelto dalla rivista musicale «Classic Voice» tra i dieci personaggi dell’anno nel 2024 per i progetti e i traguardi di fundraising per l’opera portati avanti in Italia – prende ispirazione dalla celebre torre che svetta dall’interno all’esterno dell’edificio, un gesto verticale, un ponte tra arte e cittadinanza, firmato da Aldo Rossi. «I custodi che cerchiamo – racconta Compagnucci – sull’esempio di un altro club di mecenati fondato a Verona da Gianluca Rana (Pastificio Rana) e da Sandro Veronesi (Calzedonia), sono 45 imprese pronte a investire nel valore economico di un’industria culturale e nella forza identitaria dell’opera lirica patrimonio UNESCO, seguendo l’appello del Ministero della Cultura che sempre più chiama a una responsabilità condivisa tra pubblico e privato grazie al meccanismo virtuoso di Art Bonus. Penso che a Genova questo obiettivo sia raggiungibile perché è la città che già nel Cinquecento per prima nel mondo ha costruito la propria ricchezza sulla consapevolezza del valore economico di reti, relazioni, compagnie».Oggi con questo progetto, la luce simbolica della torre-faro di Aldo Rossi diventa reale e sarà affidata a 45 aziende (quante sono le finestre che compongono la struttura) che, tutte insieme, daranno vita a un nuovo modello di partecipazione, unendo impresa e cultura nel segno della responsabilità sociale. “I Custodi del Faro” costituiranno un club di 45 imprese, suddivise in quattro livelli – Capitani del faro, Guardiani, Sentinelle e Custodi – mecenati del Teatro Carlo Felice attraverso lo strumento fiscale dell’Art Bonus, che permette di ricevere un credito d’imposta pari al 65% del valore della donazione.«La cultura non è un lusso ma una necessità sociale, – ha spiegato Davide Falteri – il primo strumento di relazioni internazionali. Ma per chiedere ai privati di investire serve una visione. Unire la cultura con l’economia è una strategia vincente, dobbiamo sfruttare questo legame. Penso per esempio a iniziative in teatro durante il salone nautico, a un’offerta per i visitatori business internazionali ma anche a portare l’opera in giro per il mondo come veicolo per le relazioni commerciali. Lo stesso pensiero è alla base della strategia di Regata Culturale ideata dall’artista Manuela Boni».La membership si inserisce nel quadro di Regata Culturale, il programma lanciato da Comune di Genova, Regione Liguria e Camera di Commercio. Un concept che unisce vocazione marittima, cultura e internazionalizzazione in un unico percorso strategico.Il progetto si sviluppa nell’ambito delle indicazioni del Ministero della Cultura (MiC) e di ANFOLS (l’associazione che riunisce le fondazioni lirico-sinfoniche italiane) per la sostenibilità dei teatri . L’opera lirica, riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio immateriale dell’umanità, è il linguaggio più universale del Made in Italy, ambasciatore globale di creatività, identità e valore economico. Attraverso la collaborazione tra istituzioni, imprese e mondo culturale, Genova rafforza così la sua vocazione di porto culturale del Mediterraneo, dove Blue Economy e cultura si incontrano per costruire relazioni, turismo e sviluppo sostenibile. Fondazione Teatro Carlo Felice
Direttrice della comunicazione e Ufficio stampa
Floriana Tessitore +39 3387339981
tessitore@carlofelice.it
 Genova, 15 novembre 2025 (f.t.)

copyright © 2025 Tessitore Vitale, All rights reserved.

foto

 (ph. Marcello Orselli)

Deja una respuesta

Tu dirección de correo electrónico no será publicada. Los campos obligatorios están marcados con *