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MELTEM – LA SPOSA DEL BOSFORO
Autrice: Franca Colozzo
I sette anni trascorsi in Turchia, come docente di ruolo distaccata per conto del Ministero degli Esteri (M.A.E.) presso il Liceo Classico Italiano (l.M.I.) di Istanbul (Turchia), hanno lasciato nell’autrice Franca Colozzo un segno indelebile per l’insolito viaggio. Riflettendo sulla sua esperienza, rivisitata alla luce degli eventi successivi, è nata la storia di «LA SPOSA DEL BOSFORO» – (Collana ICARUS’ WINGS) – https://www.amazon.it/dp/B0GCV5GNZ9
Versione inglese: https://www.amazon.it/BOSPHORUS-BRIDE-Arch-FRANCA-COLOZZO/dp/B0F7FFQF7R
LA STORIA
Un’artista italiana in abito da sposa decide un giorno di realizzare una performance pacifista e umanitaria. La sua performance inizia a Istanbul, dove incontra la sua amica turca, Deniz, con la quale aveva precedentemente pianificato la sua missione artistica. Il loro progetto – a lungo vagheggiato dalle due donne, ma incompreso poi da alcuni estremisti e circoli politici turchi – subirà una serie di eventi inaspettati…
Sono perseguitate, infatti, da alcune misteriose spie con risvolti inquietanti, come ombre su cui aleggiano i sospetti della polizia turca, e travolte da intrighi di palazzo con omicidi a sfondo politico, in cui potrebbero essere coinvolte. Dietro le quinte c’è un misterioso ministro-ingegnere turco, che le prende sotto la sua ala protettiva.
Gli eventi politici, dalla Primavera araba ai venti di una guerra civile che sta sconvolgendo la Siria, sembrano ostacolare il loro cammino a causa dell’escalation dell’estremismo interno e internazionale (Curdi, Lupi Grigi, spie russe, ecc.). A ciò si aggiunge il pericolo di infiltrazioni islamiche che si propagano insidiosamente lungo i confini della Turchia sud-orientale e nord-orientale (Siria, Iraq, Iran). Come risultato di una ripresa al rallentatore, si svolgono alcuni avvenimenti incredibili sotto gli occhi delle due protagoniste principali che, pur non riuscendo a individuare chi sia il regista degli accadimenti di cui sono vittime, tengono d’occhio l’evolversi degli eventi che le travolgono.
Delitti passionali e politici, nell’atmosfera rarefatta e magica della vecchia Istanbul si sovrappongono al fascino di alcuni scorci incantevoli descritti con lirica chiarezza. Sullo sfondo, si stagliano figure di donne diverse: Meltem (soprannominata Kara), donna romantica ed artista innovativa; la sua amica turca Deniz, insofferente al dilagante machismo; Fatoş, vittima del marito-padrone; Vera, insegnante distaccata all’estero con due figlie a traino, la quale, nonostante mille difficoltà e diffidenze, riconosce la necessità di una piena immersione nella cultura locale.
Altre donne ancora si affacciano sulla scena, con le loro differenze caratteriali e la tenacia nel comprendere il contesto multietnico e multiculturale, a cui Meltem/Kara intende adattarsi prima di intraprendere il suo viaggio, imponendosi di imparare la difficile lingua turca per poter in futuro superare ogni avversità. Il viaggio, infine, rappresenta un’opportunità di crescita della consapevolezza femminile, soprattutto per le donne musulmane, sulla propria condizione materiale e culturale in un mondo in cui, solo a parole, «pari opportunità» tra i due sessi.
Meltem, artista sospesa tra realtà e sogno, rappresenta – insieme all’amica Deniz – l’aspirazione alla libertà e alla redenzione di tutte le donne. Non è un caso che Istanbul, con la sua aria da vecchia signora in bilico tra Oriente e Occidente, riproduca la cornice ideale degli eventi descritti; mentre il viaggio a Nemrut Daǧi vuole significare la ricerca delle radici comuni nell’arcana eterna fissità delle sue colossali statue di pietra. L’incanto e il disincanto, legati tra loro da una spirale di contemplazione-azione, si susseguono in un continuum che da un’iniziale leggerezza, quasi fantastica, si trasforma in un labirinto di situazioni tragiche e assurde.
Riusciranno le due protagoniste a portare a termine la loro missione? Al lettore il proseguimento di questa storia ricca di suspense …
Una rapida panoramica dell’incipit
Franca Colozzo vuole condurre i lettori in un viaggio fantastico: un salto in un mondo magico, ma anche offrire loro l’opportunità di vivere la vera Istanbul, non solo la versione edulcorata da cartolina. Grazie alla sua diretta esperienza come insegnante di ruolo distaccata dal Ministero degli Affari Esteri per sette anni presso gli I.M.I. (Istituti Medi Italiani/Liceo Scientifico Italo-Turco), li trascinerà con sé, permettendo ai lettori di entrare in un sogno ad occhi aperti attraverso l’inaspettata porta della scrittura
Anteprima di un sogno
Una volta ebbi l’idea stravagante di recarmi in Turchia per una performance artistica con indosso un abito da sposa. Prima tappa: Istanbul, dove avevo programmato di incontrare la mia amica turca Deniz. Entrambe vestite da spose, avevamo stabilito di andare, attraversando la Turchia, dalla Siria fino a Gerusalemme per trasmettere un messaggio di pace a popoli non abituati a vedere una simile performance pacifista. Quest’idea era diventata un’ossessione da quando avevo preso consapevolezza della mia vocazione artistica dopo la prima pennellata su tela.
Il mio nome è Meltem come la brezza che soffia sul Bosforo; il mio pseudonimo è Kara che in turco significa «nero» o «terra», per simboleggiare le radici più profonde e nascoste dell’animo umano. Kara e il suo opposto, Beyaz, il colore bianco dell’abito da sposa, simbolo di nuova vita, purezza e sogni ancora da vivere.
Finalmente, arrivò il giorno della mia partenza, tra i consigli ansiosi di mia madre preoccupata per il mio viaggio avventuroso e, a suo avviso, rischioso. Seguendo le fantasie tipiche degli artisti, mi ritrovai immersa in un mondo a me sconosciuto: Istanbul e il suo costante trambusto mi travolsero in una spirale senza tempo…
Vestita di bianco, sembravo la visione onirica di un pittore surrealista, e di certo la mia figura non poteva passare inosservata mentre vagavo per le strade polverose e sconnesse della città. Come una foglia portata da un’improvvisa folata di vento, svolazzavo di qua e di là mentre facevo l’autostop cercando di evitare pozzanghere maleodoranti.
Sola e lontana dal mio paese: è così che ho vissuto tante vite in una…
*Le vendite dei due romanzi sono a scopo benefico a favore degli orfani africani, con Global Peace Let’s Talk (GPLT- UK)